Attualità

Coronavirus oggi. Bozza Ue, valutare divieto messe a Natale. Ipotesi in Dpcm, prefetti in campo per trasporti scolastici

● Ristori: Castelli (vice Economia), possibile saltare fino a 10 rate fisco
● Brusaferro, epidemia ancora per un anno e mezzo
● Ue: i Paesi si coordinino sulle misure
● Gran Bretagna, Raab teme terza ondata
● Ema, rischio suicidio collegato a uso idrossiclorochina
● Cosa è successo ieri: Toti, creare zone bianche



  • Powell (Fed): vaccino bene in medio termine, ma ora c’è incertezza

    «Le recenti notizie sul vaccino sono positive per il medio termine. Per ora restano significative sfide e incertezze, inclusa la tempistica, la produzione, la distribuzione e l'efficacia del vaccino sui diversi gruppi» della popolazione. Lo afferma il presidente della Fed, Jerome Powell.

  • Presidente Eurogruppo Donohoe, debiti Eurozona gestibili anche in futuro

    «Siamo pienamente fiduciosi che il livello dei debiti» contratti in questo periodo dai Paesi della zona euro «sia gestibile e lo sarà anche negli anni a venire, e questa fiducia si basa sul modo i cui i miei colleghi stanno gestendo i conti e sul fatto che i tassi di interesse sono bassi»: così il presidente dell'Eurogruppo, Pascal Donohoe, risponde a chi gli chiede se teme una ristrutturazione dei debiti più facile con la riforma del Mes che introduce le clausole di azione collettiva 'single limb'.

  • Francia, 4.005 nuovi casi nelle 24 ore, 406 vittime

    In Francia, nelle ultime 24 ore le vittime per Covid-19 sono state 406, portando il totale dei decessi dall’inizio dell’epidemia a 52.731. Sempre nelle ultime 24 ore, i nuovi contagi sono cresciuti di 4.005 unità, mentre i ricoveri ospedalieri sono scesi di 55, e di 5 quelli in terapia intensiva.

  • Toti, semplificare e qualificare criteri zone rischio

    «Le Regioni ribadiscono che occorre non solo semplificare ma anche qualificare il processo decisionale, cioè sapere come vengono interpretati i parametri, quanto pesano nel processo decisionale e sostanzialmente farne parte». Lo ha detto il presidente della Liguria Giovanni Toti parlando delle interlocuzioni tra le Regioni in vista delle richieste al Governo sul Dpcm in arrivo nei prossimi giorni in particolare in merito ai criteri per assegnare i territori alle diverse fasce di rischio rossa, arancione e gialla. «Occorre accorciare i tempi, fare più attuali le decisioni e accorciare anche il meccanismo di uscita dalla zona rossa ad arancione o da arancione a gialla, che nell'attuale dpcm attiene a 21a giorni di calendario. Riteniamo si possa fare in modo più rapido», ha detto Toti nel punto stampa quotidiano. «Al netto di cosa sarà consentito e vietato» nel Dpcm come Regioni «riteniamo che il principio del divieto di assembramento debba essere il principio cardine per un criterio di equità», ha aggiunto Toti parlando dell'orientamento delle Regioni in vista del nuovo Dpcm. «Risulta secondo le Regioni poco convincente che in alcune attività si possa creare anche un involontario assembramento, e il riferimento è alle foto apparse sui quotidiani circa le principali vie dello shopping - ha sottolineato Toti -, e al contempo si vietino altre attività che magari assembramento ne creano di meno. Occorrerà tenere presente che servono altre misure che siano corrette giuste ed eque».

    Il governatore della Liguria, Giovanni Toti. (ANSA)
  • Ristori: Castelli (vice Economia), possibile saltare fino a 10 rate fisco

    Fino a fine 2021 ci sarà una «semplificazione dell'accesso alle nuove rateizzazioni: innalziamo a 100.000 euro la soglia di debito sopra il quale è necessario dimostrare la temporanea difficoltà economica (prima era 60.000 euro) e viene anche concesso un maggior margine di flessibilità nel pagamento, elevando a dieci rate non pagate il limite di tolleranza (prima si decadeva dopo cinque)». Lo dice il viceministro all'Economia Laura Castelli su Fb elencando le misure fiscali contenute nel decreto Ristori quater, che permette tra l'altro «la ripartenza delle rateizzazioni per quei contribuenti decaduti da precedenti rateizzazioni o rottamazioni delle cartelle esattoriali» con una nuova domanda da presentare «entro la fine del 2021».

  • Bozza Ue, valutare divieto messe a Natale

    Nelle linee guida che saranno pubblicate mercoledì sulle misure anti-Covid, per il Natale, la Commissione europea raccomanda di valutare di «non permettere la celebrazione delle messe». In particolare chiede di «considerare di evitare cerimonie religiose con grossi assembramenti, sostituendole con iniziative online, in tv, o alla radio», secondo quanto si apprende a Bruxelles.

  • Vaccino, in corso incontro Arcuri-Pfizer

    È in corso da almeno un'ora, secondo quanto si apprende, l'incontro tra il commissario all'emergenza Covid Domenico Arcuri e i rappresentanti della multinazionale del farmaco Pfizer, che sta lavorando a uno dei tre vaccini - con quelli di Moderna e di AstraZeneca - che potrebbero essere disponibili in Italia entro la fine di gennaio. Tra i temi in discussione probabilmente i 200 milioni di dosi che il governo potrebbe acquistare da Pfizer e la catena del freddo da organizzare per conservare il vaccino a bassissime temperature per la distribuzione.

  • Marche, test antigenici rapidi da medici generici

    La Regione Marche ha siglato l'accordo con la Medicina Generale per l'esecuzione dei tamponi antigenici rapidi. L'intesa sulla scia degli accordi collettivi nazionali sottoscritti il 28 ottobre 2020 con le organizzazioni sindacali della Medicina generale (Fimmg e Intesa Sindacale) che prevedono che i medici convenzionati integrino tra i compiti propri l'esecuzione dei tamponi antigenici mediante accesso su prenotazione e previo triage telefonico. Nelle Marche quindi è stato siglato l'Accordo integrativo regionale con i soggetti firmatari dell'Accordo nazionale, Fimmg, che prevede come la «Medicina Generale regionale, mediante l'organizzazione delle attività nell'ambito delle equipe territoriali, garantirà ai propri assistiti l'esecuzione dei tamponi antigenici rapidi, coordinandosi con i direttori di distretto Asur».

  • Kenya, novembre mese peggiore da inizio pandemia

    Il ministro della Salute del Kenya, Mutahi Kagwe, ha dichiarato novembre il mese peggiore da quando la pandemia ha colpito il Paese, lo scorso marzo. Il ministro, citato dai media locali, ha affermato che il numero di casi segnalati questo mese è raddoppiato rispetto a quello registrato nei mesi di settembre e ottobre messi insieme. Secondo il ministero della Salute, nel solo mese di novembre sono stati registrati in Kenya 28.124 contagi e 456 decessi, per un numero totale, a oggi, di 83.316 casi e 1.452 morti. Gli operatori sanitari del Paese sono stati duramente colpiti dalla pandemia e hanno minacciato scioperi se non ottengono dispositivi di protezione individuale, migliore assicurazione medica e indennità. Le autorità temono che i casi possano aumentare durante le festività di dicembre, mentre il governo ha allentato le restrizioni e riaperto le scuole per gli studenti dell'ultimo anno. Il resto delle classi dovrebbe riprendere le attività scolastiche a gennaio.

  • Papa, medici e operatori sanitari martiri nostro tempo

    «Pensa a ciò che abbiamo visto durante la crisi causata dal Covid-19. Tutti quei martiri: uomini e donne che hanno dato la vita al servizio dei più bisognosi. Ricordiamo i medici, gli infermieri e le infermiere e gli altri operatori sanitari, come pure i cappellani e tutte le persone che hanno avuto il coraggio di accompagnare gli altri nel dolore. Prendendo le necessarie precauzioni hanno cercato di offrire sostegno e consolazione ad altri. Sono stati testimoni di vicinanza e di tenerezza. Molti, purtroppo, sono morti. Per onorare la loro testimonianza e la sofferenza di tanti dobbiamo costruire il domani seguendo le strade che hanno tracciato per noi». È la riflessione di papa Francesco contenuta nel suo volume “Ritorniamo a sognare. La strada verso un futuro migliore”, in uscita domani 1 dicembre in Italia per Piemme e contemporaneamente in inglese, spagnolo, francese e tedesco. Al volume Francesco, in una conversazione con lo scrittore Austen Ivereigh consegna le sue meditazioni sulla crisi causata dal Covid 19.

    Papa Francesco. (ANSA/ YOUTUBE)
  • Vaccino israeliano slitta all'estate 2021

    - Il vaccino anti-Covid israeliano, 'Brilife', sarà pronto per la distribuzione al pubblico solo per l'estate del prossimo anno. Lo ha annunciato Shmuel Shapira, direttore generale dell'Istituto per la Ricerca Biologica che fa capo al ministero della difesa israeliano. Shapira ha motivato lo slittamento con l'iper-regolamentazione e il mancato sostegno governativo che hanno indotto ritardi nella sperimentazione. Le dosi che dovrebbero essere prodotte - hanno ricordato i media - sono circa 15 milioni. Shapira - parlando ad una riunione della Commissione Scienza e Tecnologia della Knesset, ha espresso critiche al governo che «sembra rispettare le aziende la cui madre lingua è l'inglese o qualche volta il russo». Israele ha firmato accordi di acquisto di vaccino con Moderna e con Pfizer e anche con AstraZeneca. È in trattative con la Russia per 'Sputnik V'.

  • Los Angeles, nuovo lockdown fino al 20 dicembre

    I funzionari sanitari della contea di Los Angeles, la più popolosa degli Usa, hanno deciso che da oggi entrerà in vigore, almeno fino al 20 dicembre, un nuovo lockdown per limitare l'aumento dei contagi di coronavirus. Le nuove restrizioni vietano tutte le riunioni pubbliche e private ad eccezione delle persone che convivono nella stessa casa, mentre saranno esentate dal bando le funzioni religiose e le manifestazioni di protesta. «Si consiglia ai residenti di rimanere a casa il più possibile e di indossare sempre la mascherina quando sono fuori dalla loro abitazione e vicino agli altri», ha detto il dipartimento della sanità pubblica della contea. Le nuove regole, che interessano 10 milioni di residenti, limitano la capacità nelle attività essenziali al 35% e nei negozi non essenziali al 20%. I centri fitness all'aperto e i musei saranno limitati al 50% della capacità e le riunioni sulle spiagge sono vietate. I ristoranti possono offrire solo servizio da asporto e consegna a casa.

  • Governo Gb, la seconda ondata è sotto controllo

    La conferma dei dati sul calo dei nuovi contagi da Covid nel Regno Unito è una prova del fatto che il lockdown nazionale bis in Inghilterra «ha avuto successo» e che «abbiamo riportato il virus sotto controllo»: lo ha detto oggi Matt Hancock, ministro della Sanità del governo di Boris Johnson, elogiando nella conferenza stampa del lunedì a Downing Street la generalità della popolazione per aver rispettato le regole e contribuito a «ridurre la pressione» sugli ospedali. Al contempo, Hancock ha ribadito tuttavia la necessità che un rigoroso sistema di allerte e restrizioni locali resti in vigore dopo la scadenza del lockdown il 2 dicembre perché, anche se «iniziamo a vedere la luce dell'alba all'orizzonte», la battaglia richiede ancora tempo: «Per ora possiamo allentare un po', non possiamo allentare molto».

  • Confine tra Usa e Canada chiuso fino al 21 dicembre

    Il confine tra Canada e Stati Uniti resterà chiuso fino al 21 dicembre. Lo ha comunicato il primo ministro canadese Justin Trudeau in un tweet. Il divieto di attraversare il confine tra i due paesi scadeva lo scorso 20 novembre ma è stato prolungato di un mese. Il confine canadese è stato chiuso lo scorso 18 marzo a causa della pandemia di Covid-19 e sono stati banditi tutti gli spostamenti non essenziali. Il divieto è applicato anche al traffico aereo.

  • Turchia, 31.219 nuovi casi

    Il ministero della Salute turco ha diramato i dati odierni sul contagio. Sono stati rilevati 31.219 nuovi casi nelle ultime 24 ore, compresi gli asintomatici.

  • Ricciardi, piano inglese fa rabbrividire

    Quello della pandemia «è un cambiamento epocale che la mente umana fa fatica a comprendere. Tutti vogliono tornare alla normalità e sappiamo che questo non sarà possibile per molti mesi, probabilmente molti anni. Ma si fa fatica a dirlo. Noi scienziati ce lo possiamo permettere, i politici no. I politici vogliono consenso, rassicurare i cittadini. Quelli che hanno detto la verità in maniera persino brutale hanno finito per fare bene sia alla salute dei cittadini che all'economia». A dirlo, intervenendo al digital event “Il dialogo conta. Ripartire dalla salute per costruire insieme la società sostenibile di domani” di Novartis con il supporto di con il supporto di The European House - Ambrosetti è Walter Ricciardi, consigliere scientifico del ministro della Salute Roberto Speranza. «Ma sono un'assoluta minoranza- prosegue Ricciardi- mi viene in mente la prima ministra neozelandese Ardern, la cancelliera Merkel, che però ha dei problemi strutturali. Vedo adesso il programma inglese e mi fa rabbrividire: è quello di un governo che nonostante la più alta mortalità, letalità, ancora una volta determina una serie di scelte che sono non evidence-based nonostante abbia tra i più grandi epidemiologi». «In ogni caso ciò che accade credo che non sia un destino ineluttabile-conclude- dipende da noi. Ho imparato che la chiave del futuro sarà il welfare, il problema che abbiamo è che nel nostro caso è tutto squilibrato sugli aspetti previdenziali e pochissimo sugli aspetti sanitari e sulle politiche sociali. Le politiche sociali nel nostro paese sono scarse, o ci concentriamo su quelle o la vedo dura».

  • Continua calo contagi e morti in Gb, 205 i decessi

    Continuano a calare i nuovi contagi da coronavirus e l'incremento giornaliero dei morti nel Regno Unito mentre si avvicina il termine del lockdown nazionale bis in Inghilterra, fissato dopo quattro settimane per il 2 dicembre e destinato comunque a essere rimpiazzato dal governo di Boris Johnson da un sistema rafforzato di restrizioni locali graduate attraverso livelli di allerta inizialmente arancione e rosso pressoché ovunque. In base all'aggiornamento dei dati odierno, nelle 24 ore si sono contati altri 12.330 casi e altri 205 decessi, mentre risultano in discesa pure i nuovi ricoveri in ospedale e in terapia intensiva. Sul totale quotidiano dei morti potrebbe pesare peraltro il consueto ritardo statistico parziale sui dati riferiti al weekend nel Regno, recuperati di norma fra il martedì e il mercoledì. Le indicazioni arrivano a margine del briefing del lunedì sugli sviluppi della pandemia, tenuto oggi a Downing Street dal ministro della Sanità, Matt Hancock: incaricato d'illustrare dettagli sui piani per un ulteriore diffusione capillare dei tamponi - dopo il picco europeo di test raggiunto in cifra assoluta negli ultimi mesi - nelle varie comunità del Paese, per cercare di tenere sotto controllo l'infezione anche nel dopo lockdown.

  • Carica virale si abbassa, solo 5% oltre un milione

    Si è decisamente abbassata la carica virale, ossia il numero delle copie di materiale genetico del nuovo coronavirus presenti in un millilitro di materiale biologico prelevato con il tampone, tanto che attualmente solo il 5% dei pazienti analizzati, pari al 20% dei positivi, ha una carica virale superiore a un milione, contro l'80% che si registrava in ottobre. Lo ha detto il virologo Francesco Broccolo, dell'Università Milano Bicocca e direttore del laboratorio Cerba di Milano. I campioni sopra il miliardo provengono da circa l'1% dei pazienti analizzati, pari al 5% dei positivi. «Quindi - ha rilevato Broccolo - le cariche virali stanno diminuendo significativamente rispetto ad inizio di ottobre, quando circa l'80% dei positivi aveva una carica superiore ad 1 milione, indicando una riduzione delle infezioni attive». Si tratta di «un'importante informazione che giustifica perché i test antigenici immunocromatografici vadano sempre peggio e siano poco affidabili».

  • Puglia verso proroga ordinanza su opzione Dad

    La Regione Puglia si starebbe orientando verso la proroga dell'ordinanza, in scadenza giovedì 3 dicembre, che permette di scegliere per i propri figli tra didattica in classe o a distanza. È quanto emerso durante l'incontro che si è svolto oggi tra sindacati, Ufficio scolastico regionale, e Regione Puglia rappresentata dal presidente Michele Emiliano e dagli assessori alla Sanità, Pierluigi Lopalco; e al Diritto allo studio, Sebastiano Leo. «Ora che i contagi, stando ai numeri forniti dall'assessorato alla Salute, hanno raggiunto il picco, abbiamo ribadito la necessità, per il bene di studenti e personale scolastico, di chiudere le scuole e di ricorrere alla didattica a distanza se la Regione Puglia davvero ritiene che gli istituti del territorio non siano luoghi sicuri», dichiara Gianni Verga, segretario generale della Uil Scuola Puglia. L'assessore Lopalco - fa sapere la Uil - ha comunicato che, ad oggi, sono 500 gli alunni e 450, tra personale Ata e docenti, le persone contagiate dal Covid-19. A questi si aggiungono 4000 alunni e 1100 lavoratori della scuola in quarantena. «Stando così le cose - continua Verga - alle condizioni attuali ci pare sinceramente azzardato dare il via libera a un rientro a scuola a dicembre e perfino a gennaio. I presidi sanitari per ogni istituto richiesti dalla Uil Scuola, indispensabili per contrastare con efficacia i contagi, sono rimasti lettera morta, così come il sistema dei trasporti ancora non ci convince».

  • Assessore Lazio, ora non ripetere errori estate

    «I risultati ci spingono a proseguire in questa direzione, non bisogna abbassare la guardia, ora non ripetere gli errori di questa estate». Così l'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato commentando i dati di oggi nel Lazio.

  • Oms «farà di tutto» per scoprire l'origine del virus

    L'Oms «farà di tutto» per scoprire l'origine del virus. Lo ha sottolineato l'organizzazione nel consueto briefing a Ginevra. «Dobbiamo sapere l'origine del virus perché ci può aiutare a prevenire futuri focolai e facciamo tutto> per arrivare a questo risultato, ha sottolineato il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, invitando a «non fare confusione e non politicizzare» la questione dell'origine del coronavirus. «È un problema tecnico», ha detto, anche se «alcuni lo stanno politicizzando: vi prego di non farlo, noi stiamo facendo tutto il possibile basandoci sulla scienza».

  • Pregliasco, su vaccini da chiarire nodo contagiosità

    In merito ai dati resi noti da vaie aziende sui vaccini anti-Covid in sviluppo, «ci sono dei punti da chiarire, perché finora sono state divulgate informazioni incomplete, a partire dalla questione della eventuale contagiosità dei soggetti vaccinati». A sottolinearlo è il virologo dell'Università di Milano Fabrizio Pregliasco. «Ad oggi - spiega - manca la conferma del fatto che questi candidati vaccini, oltre ad evitare la malattia da SarsCov2 nei soggetti vaccinati, evitino anche che l'infezione possa comunque svilupparsi nel soggetto vaccinato e che quest'ultimo, pur non avendo sviluppato malattia ed essendo asintomatico, possa essere contagioso». Questo tipo di informazioni, rileva, «al momento non sono state divulgate e manca, dunque, un quadro completo». In altre parole, chiarisce Pregliasco, «una volta fatto il vaccino, il soggetto potrebbe comunque infettarsi ma non si ammalerebbe, perchè il vaccino blocca e previene la malattia. Ma non è ancora noto se con i candidati vaccini allo studio il soggetto vaccinato resterebbe o meno contagioso, almeno per un lasso di tempo». Inoltre, conclude l'esperto, «non sono ancora state chiarite, sulla base dei risultati di cui si attende la pubblicazione, le categorie che possono essere vaccinate traendone i maggiori benefici».

  • Brusaferro, epidemia ancora per un anno e mezzo

    Quello causato dalla pandemia «è uno stress che non è stato puntiforme, come un terremoto o un'alluvione, è uno stress che si prolunga per oltre un anno e ci accompagnerà per un anno e mezzo circa, e stiamo mettendo in atto strategie di adattamento che lasceranno il segno in futuro, alcune probabilmente in maniera permanente». Lo ha affermato il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro.

  • Ipotesi in Dpcm, prefetti in campo per trasporti scolastici

    Potrebbero essere i prefetti a coordinare, nei rispettivi territori, l'organizzazione del sistema del trasporto legato all'attività scolastica. È quanto prevede una norma, scritta dal ministero dell'Istruzione in accordo con il ministero dell'Interno, che, secondo quanto anticipato a un’agenzia, si pensa di inserire già nel prossimo Dpcm. Il lavoro dei prefetti, in particolare per le Città metropolitane, sarebbe finalizzato a velocizzare la riorganizzazione dei trasporti in vista di una riapertura a regime del 100% delle scuole superiori.

  • Valle d'Aosta chiede ristori e data certa per ripartenza sci

    «L'obiettivo delle regioni è stato finora di cercare di avere una data certa per la riapertura degli impianti sciistici senza indicare quale. Ovviamente la nostra speranza è di far partire la stagione in tempo per le vacanze di Natale, ma chiediamo che se questo non avverrà, come secondo indiscrezioni prevederebbe il Dpcm vietando gli spostamenti anche tra zone gialle, allora ci sia una data certa per la ripartenza dello sci anche dopo le vacanze ma soprattutto ci sia la certezza di un ristoro pesante, concreto, diretto a tutto il sistema economico della montagna». Lo ha detto l'assessore alle attività produttive della Regione Valle d'Aosta, Luigi Bertschy in merito all'avvio della stagione turistica invernale sull'arco alpino.

    Uno sciatore con mascherina su un impianto di risalita a Titlis, Svizzera, lo scorso 11 novembre. (ANSA/ALEXANDRA WEY)
  • Covid: Rasi, dati veri su vaccino solo se aggregati

    “I dati che hanno dato in questi giorni le aziende farmaceutiche sul vaccino sono tutti giusti e al contempo tutti sbagliati. Sono singolarmente giusti, quando poi li aggreghiamo viene fuori il vero dato. Sarà quello che ci dirà come orientare la campagna, quanto velocemente e quanto facilmente riusciremo a uscirne”. Lo ha detto a Timeline, su Sky TG24, l'ex direttore esecutivo dell'Agenzia europea del farmaco (Ema) Guido Rasi. “L'Ema - ha spiegato - ha visto i dati preliminari e ad ora non ha avuto obiezioni su questa parte, ma i dati importanti sono quelli che iniziano in queste settimane. Almeno due ditte sottoporranno i dati in questi giorni, forse oggi, e la verità inizia da qui”.

  • Lavevaz: Valle d’Aosta ha una situazione migliore delle zone gialle

    “Dal 9 novembre la Valle d'Aosta è in scenario arancione. Nell'ultima settimana abbiamo un rischio moderato e un Rt inferiore a 1, pertanto dovremmo essere in zona gialla o anche meno. Oggi la nostra situazione è migliore rispetto a regioni che sono gialle, come il Veneto”. Lo ha detto il presidente della Regione Valle d'Aosta, Erik Lavevaz, facendo il punto sull'emergenza epidemiologica. “È stato rilevato - ha aggiunto - il miglioramento dei dati della Valle d'Aosta ma il sistema si è rilevato non corretto dal punto di vista di parità di trattamento”.

  • Medici di Torino: dad alle medie è necessaria

    “Condividiamo la decisione della Regione di mantenere la didattica a distanza per il secondo e terzo anno delle scuole medie. È una misura che può consentire di limitare la diffusione dei contagi”. Così il presidente dell'Ordine dei Medici di Torino, Guido Giustetto. “Per non vanificare i sacrifici chiesti al mondo della scuola e alle famiglie, occorre però che adesso si proceda nello stesso modo in tutti gli ambiti”, aggiunge chiedendo che in vista del Natale non si aprano i luoghi a rischio assembramento, come “i centri commerciali nel weekend e gli impianti sciistici”.

  • Federfarma: manca vaccino influenzale per la popolazione attiva

    A campagna vaccinale inoltrata, le farmacie ancora non hanno ricevuto le dosi di vaccino antinfluenzale da destinare alla popolazione attiva. È una penuria che si riscontra in tutta Italia, fatta eccezione per pochi esempi virtuosi come Lazio ed Emilia Romagna, dove le farmacie hanno potuto distribuire il vaccino alle persone che, pur non appartenendo alle categorie a rischio, desiderano sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale. La denuncia è di Federfarma, che chiede di rivedere le modalità di approvvigionamento e distribuzione.

  • Regioni Alpine: richiesta per impianti da sci aperti per gli ospiti degli hotel e chi va nelle seconde case

    Le Regioni Veneto, Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e le Province Autonome di Bolzano e Trento, hanno presentato al Governo una proposta di mediazione per evitare un completo tracollo del settore turistico invernale: prevede, in sintesi, la possibilità di aprire gli impianti di risalita dello sci in occasione delle prossime festività natalizie per gli ospiti degli alberghi e delle seconde case. Lo indica una nota sottoscritta dai rappresentanti delle Regioni e delle Province.

    Si tratta, spiegano le Regioni alpine italiane, di una idea di “vacanze di Natale diverse, con la possibilità di sciare solo per chi pernotta almeno una notte nelle diverse destinazioni o per chi possiede o affitta una seconda casa nelle zone sciistiche”. La proposta è stata formulata dagli Assessori delle Regioni alpine per evitare gli assembramenti nelle località turistiche. “Concedere lo skipass a chi ha pernottato in una struttura ricettiva e a chi possiede o prende in affitto una seconda casa consente di controllare al meglio l'afflusso all'impianto sciistico. Il pendolarismo può infatti essere un problema in certe giornate” affermano gli assessori di Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia, Provincia di Bolzano, Provincia di Trento, Veneto e Friuli Venezia Giulia. “La soluzione che proponiamo al Governo Conte - proseguono - permette di avviare la stagione invernale con gradualità, in questo modo si potranno applicare i protocolli di sicurezza che abbiamo approvato lunedì scorso e metterli alla prova”. Secondo gli assessori delle 5 Regioni e delle due Province autonome, se si consente l'acquisto degli skipass solo a chi ha pernottato in una struttura ricettiva o in una seconda casa “si sarà in grado di sapere con precisione il numero degli avventori per ogni giorno e in questo modo potremo gestire al meglio l'afflusso e il deflusso agli impianti di risalita. Si tratta di una soluzione ragionevole, da adattare alle esigenze di ciascun territorio. Il Governo ci ascolti, consenta l'apertura degli impianti di risalita con questo criterio e permetta la mobilità regionale”. Permettere la mobilità regionale durante le festività è infatti, sostengono le aree alpine, un requisito necessario per il settore: “se il Comitato Tecnico Scientifico e il Governo intendono vietarla per evitare feste e momenti di aggregazione, consentano perlomeno la mobilità tra Regioni per chi ha prenotato in una struttura ricettiva almeno una notte”.

  • Bce: nell’ultima settimana acquisti Pepp per 15,68 miliardi (da 19,18)

    La Bce ha effettuato acquisti per 15,68 miliardi di euro nell'ambito del suo programma pandemico di acquisti (Pepp) nel corso della settimana terminata il 27 novembre. Il dato è in calo rispetto ai 19,18 miliardi della settimana precedente. Per quanto riguarda il programma di Qe, nell'ultima settimana gli acquisti netti di titoli sovrani sono calati di 1,09 miliardi (da +10,01 miliardi), mentre gli acquisti di obbligazioni societarie sono cresciuti di 1,222 miliardi (da +0,939 miliardi). Gli acquisti di covered bond infine sono diminuiti di 1,318 miliardi (da +1,264 miliardi), mentre quelli di Abs sono aumentati di 257 milioni (da 338 milioni).

  • Fmi: seconda ondata virus è rischio considerevole per ripresa economica dell’Eurozona

    “I costi umani ed economici della pandemia di Covid-19 sono stati devastanti nell'Eurozona. Le risposte politiche delle autorità europee sono state notevoli per la loro velocità e ampiezza. Ma la nascente ripresa è minacciata dall'ampia seconda ondata del virus in corso, che ci pone davanti a sfide enormi per il contrasto della pandemia e per facilitare una ripresa duratura. I recenti sviluppi positivi sui vaccini mostrano la luce in fondo al tunnel”. È quanto sostiene lo staff del Fondo monetario internazionale nei risultati preliminari a conclusione della missione condotta nell'Eurozona, come previsto dall'Articolo IV dello statuto dell'organizzazione.

    “La seconda ondata del coronavirus crea un rischio considerevole per la ripresa economica. L'aumento delle infezioni e l'imposizione di nuovi lockdown hanno danneggiato la fiducia e abbassato la mobilità, e la crescita migliore delle attese nel terzo trimestre del 2020 sarà probabilmente seguita da un'attività più debole nel quarto trimestre. A meno che le dinamiche della pandemia non cambino in modo significativo nei prossimi mesi, la crescita nel primo trimestre del 2021 è destinata a essere più debole del previsto rispetto alle previsioni dello scorso ottobre nel World Economic Outlook”, osserva ancora l’Fmi.

    “La clausola di salvaguardia nel patto di stabilità e crescita dovrebbe essere estesa finché la ripresa non si sarà saldamente consolidata”, ha aggiunto lo staff del Fondo monetario internazionale. La clausola consente agli Stati membri di adottare misure per reagire alla crisi in modo adeguato, discostandosi dagli obblighi di bilancio che normalmente si applicherebbero in forza del quadro di bilancio europeo. “Questo potrebbe essere anche il momento opportuno per riformare le regole fiscali dell'Unione europea”.

  • Pm Bergamo: verifiche solo su piano pandemico

    “Il nostro interesse è accertare l'esistenza o meno di un piano pandemico e quando sarebbe stato redatto. Questo è importante per le valutazioni che la procura sta facendo nell'ambito dell'indagine sull'ospedale di Alzano e sulla gestione dell'epidemia nella Bergamasca” durante i mesi di febbraio e marzo scorsi. Lo ha spiegato all'Ansa in Procuratore di Bergamo Antonio Chiappani in merito agli approfondimenti che la scorsa settimana hanno portato a convocare come persone informate sui fatti alcuni ricercatori dell'Oms. Ricercatori che non si sono presentati a deporre in quanto l'Organizzazione Mondiale della sanità ha invocato l'immunità diplomatica.

    “Non c'è alcun braccio di ferro o scontro in corso con chicchessia. Non c'è alcuna indagine sull'Oms o sulle strutture tecnico-scientifiche o politiche oppure su politici italiani”, ha aggiunto Chiappani in merito al caso della mancata testimonianza di alcuni ricercatori dell'Oms convocati come testi la scorsa settimana unicamente in relazione agli accertamenti sull'esistenza o meno di un piano pandemico in Italia. La deposizione è ''saltata” in quanto l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha invocato l'immunità diplomatica.

  • Torino, arrivano anche i vigilantes contro folla negozi

    “Nuove misure organizzative e prescrizioni rigorose”, tra cui la possibilità di fare ricorso alla vigilanza privata, per evitare gli assembramenti all'ingresso dei negozi nel centro di Torino. Sono quelle concordate in una riunione in video conferenza del Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza in seguito agli assembramenti registrati ieri in occasione delle riaperture coincise col passaggio del Piemonte in zona arancione. Controlli a campione anche nei punti di accesso a Torino per verificare il rispetto delle limitazioni alla mobilità, che in zona arancione prevedono la possibilità di spostarsi solo all'interno del proprio Comune.

  • Moderna, oggi richiesta a Ema ok condizionato a vaccino

    L'azienda statunitense Moderna prevede di richiedere oggi un'autorizzazione all'immissione in commercio condizionata presso l'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) per il proprio candidato vaccino anti-Covid. Lo rende noto la stessa azienda, che oggi ha comunicato i risultati dello studio di fase 3 COVE sul suo vaccino RNA-1273.

  • Epatiti, meno casi segnalati nel primo semestre 2020

    Dal primo gennaio al 30 giugno 2020 in Italia sono stati segnalati 59 casi di epatite A, 49 di epatite B, 12 di epatite C e 14 casi di epatite E. Si tratta di numeri bassi, il minimo degli ultimi 5 anni, con una netta flessione da marzo, sulla quale ha però influito la pandemia di Covid-19 sia per il possibile impatto delle misure di restrizione sulla diffusione di epatiti virali, sia per il calo di attenzione sulle altre patologie a livello di diagnosi. Lo segnala il bollettino del Sistema epidemiologico integrato delle epatiti virali acute coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità (Iss). Più alti erano stati i numeri nel primo semestre del 2019, con 204 casi di epatite A, 80 di epatite B, 16 di epatite C e 38 di epatite E. “I primi mesi del 2020 sono stati contraddistinti dalla diffusione del nuovo coronavirus - si legge nel bollettino - pertanto non è possibile prescindere da questo nell'analisi dei dati”. Per quanto riguarda l'epatite A, più della metà dei casi si è verificata in donne tra i 35 e 54 anni. L'importante epidemia, che negli anni scorsi ha colpito soprattutto omosessuali maschi, è ormai conclusa e la percentuale di casi che riportano questa esposizione è del 4%. Attualmente i fattori di rischio più frequenti sono il consumo di frutti di mare (42%) e un viaggio in area endemica (21%). La maggior parte dei casi di epatite B segnalati si sono avuti invece in maschi tra i 35 ed i 54 anni. Le cure odontoiatriche (35%), i trattamenti di bellezza (rasatura dal barbiere e manicure/pedicure), piercing e tatuaggi (23,9%) continuano ad essere i fattori di rischio più frequenti, oltre agli interventi chirurgici (13%). I 12 casi di epatite C segnalati riguardano invece equamente maschi e femmine, di età superiore ai 35 anni. Tra questi casi, il fattore di rischio più frequente sono i trattamenti di bellezza, seguiti dall'ospedalizzazione, l'intervento chirurgico e il trattamento odontoiatrico. Infine i 14 casi epatite E, concentrati in maschi con oltre 40 anni, sono stati tutti acquisiti in Italia e il 71% ha consumato insaccati di maiale

  • Usa, ieri nuovi casi scendono a 138.903, ma record di ricoverati

    Ieri, gli Stati Uniti hanno registrato 138.903 nuovi casi di coronavirus, in ribasso dai 155.596 del giorno prima e dai 205.557 (record) di venerdì. I morti sono stati 801, portando il totale a quasi 267.000, secondo i dati della Johns Hopkins University; in tutto, i casi registrati sono quasi 13,4 milioni. Continua a salire il numero di ricoverati a causa del Covid-19, che ha raggiunto il livello record di 93.219, secondo i dati del Covid Tracking Project; solo tre settimane fa, il numero di ricoverati superava per la prima volta le 60.000 unità. Numeri senza precedenti anche per i ricoverati in terapia intensiva, che sono 18.198.

  • Moderna, 20 mln dosi in 2020 in Usa e fino 1mld nel 2021. Vaccino efficace al 94,1%,al 100% in casi severi

    Entro il 2020, l'azienda Moderna prevede di avere la disponibilità di circa 20 milioni di dosi del vaccino anti-Covid mRNA-1273 negli Stati Uniti, inoltre prevede la produzione di 500 milioni-1 miliardo di dosi globalmente nel 2021. Moderna anche annunciato ulteriori progressi mirati ad assicurare che la distribuzione, conservazione e manipolazione del vaccino possano essere effettuati utilizzando infrastrutture esistenti.Il candidato vaccino dell'azienda Usa Moderna ha dimostrato un'efficacia pari al 94,1% contro Covid-19, ed ha inoltre dimostrato un'efficacia pari al 100% nei casi severi. Lo rende noto l'azienda, annunciando i risultati dei test di fase 3 su 196 casi. Oggi Moderna farà richiesta all'autorità statunitense per i farmaci Fda dell'autorizzazione per l'uso di emergenza, e all'Agenzia europea per i medicinali Ema di un'autorizzazione condizionata.Il comitato vaccini dell'Autorità statunitense per i farmaci Fda dovrebbe riunirsi il 17 dicembre per analizzare i dati di efficacia e sicurezza del candidato vaccino anti-Covid mRNA-1273 dell'azienda Moderna. Lo rende noto la stessa azienda, precisando che la distribuzione del vaccino negli Usa avverrà subito dopo che sarà assicurata una Autorizzazione all'uso di emergenza.

  • Ordini medici, in Puglia valutare misure più severe

    I numeri dell'epidemia in Puglia sono ancora alti e in controdentenza rispetto ai dati nazionali, di conseguenza sidovrebbero valutare misure più restrittive per la regione. Lo rileva Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici e dell'Ordine dei medici di Bari. Nella settimana che si è chiusa ieri, a livello regionale, fa sapere l'Ordine dei medici di Bari, si sono registrati 9.711 nuovi contagi, contro i 9.069 della settimana precedente. Cresce anche il numero dei ricoveri che passa da 9.544 a 11.048 e quello dei pazienti in terapia intensiva, da 1.348 a 1.430. “L'elemento che preoccupa ancora di più è che i numeri della Puglia sono in controtendenza rispetto a quanto sta avvenendo a livello nazionale”, dicono dall'Ordine. “Come medici - incalza Anelli - siamo molto preoccupati, per due motivi. Il primo è legato ai dati in controtendenza della Puglia, dove sembra che le misure di mitigazione non stiano funzionando quanto avremmo sperato. A questo punto si dovrebbe valutare l'adozione a livello regionale di misure più restrittive, come del resto stanno già facendo molti sindaci in autonomia”. “Il secondo motivo di preoccupazione - prosegue - è legato alle difficoltà dell'assistenza per i malati non Covid in questa situazione. La pressione sugli ospedali causata dalla pandemia porta a sospendere le attività di prevenzione e a 'trascurare' la cura per le altre patologie. Questo può risultare in un aumento dei tassi di mortalità di cui potremmo renderci conto solo un domani. Dopo la pandemia temo che, alle vittime del Covid, dovremo aggiungere quelle per le patologie oncologiche, cardiovascolari, per i traumi, per le malattie croniche curate con ritardo”.

  • Venezuela revoca coprifuoco vicino Brasile e Colombia

    Il presidente venezuelano Nicolás Maduro ha annunciato che a partire da oggi, e per tutto il mese di dicembre, il Paese entra in un periodo di flessibilizzazione delle misure di contrasto della pandemia da coronavirus, e inoltre che è stata decisa la revoca del coprifuoco da tempo in vigore alla frontiera con il Brasile e la Colombia. “A partire da domani (oggi, ndr.) - ha spiegato Maduro in tv - cominciano le quattro settimane di flessibilizzazione sicura in 53 settori dell'economia. Questo avverrà con la mascherina, il gel, l'alcol e con il necessario distanziamento sociale”. Il capo dello Stato ha sostenuto che con lo schema 7+7 che contempla una settimana di lockdown radicale ed una settimana di flessibilizzazione “abbiamo ottenuto qualcosa di molto importante, e la tendenza è alla riduzione dei contagi e al mantenimento molto basso del numero dei morti”. Maduro ha quindi spiegato che “continueremo a ricevere con le braccia aperte i migranti venezuelani che rientrano in Patria”, precisando che per facilitare questo è stato revocato il coprifuoco esistente alla frontiera con il Brasile e la Colombia, anche se “manteniamo la vigilanza epidemiologica e le misure di sicurezza per coloro che arrivano”.

  • Moderna: vaccino efficace al 94,1%

    La società statunitense Moderna conferma l’efficacia al 94,1% del vaccino mRNA-1273 sviluppato contro il Covid. «L’analisi di efficacia primaria dello studio di Fase 3 Cove - spiega l’azienda - è stato condotto su 196 casi e conferma l’elevata efficacia osservata già nella prima analisi ad interim (95 casi con un efficacia del 94,5%)». I dati sulla sicurezza «sono sottoposti al controllo di un Comitato di monitoraggio indipendente nominato National Institutes of Health (NIH)». Sulla base di questi dati Moderna ha annunciato che «è prevista la richiesta per l’autorizzazione all'uso di emergenza alla Food and Drug Administration (Fda) statunitense e l’approvazione condizionale all’Agenzia europea per i medicinali». Entro il 2020, l’azienda Moderna prevede di avere la disponibilità di circa 20 milioni di dosi del vaccino anti-Covid mRNA-1273 negli Stati Uniti, inoltre prevede la produzione di 500 milioni-1 miliardo di dosi globalmente nel 2021. Moderna anche annunciato ulteriori progressi mirati ad assicurare che la distribuzione, conservazione e manipolazione del vaccino possano essere effettuati utilizzando infrastrutture esistenti. Il comitato vaccini dell’Autorità statunitense per i farmaci Fda dovrebbe riunirsi il 17 dicembre per analizzare i dati di efficacia e sicurezza del candidato vaccino anti-Covid mRNA-1273 dell’azienda Moderna. Lo rende noto la stessa azienda, precisando che la distribuzione del vaccino negli Usa avverrà subito dopo che sarà assicurata una Autorizzazione all’uso di emergenza.

  • Ue: i Paesi si coordinino sulle misure

    «La Commissione europea, nel quadro delle sue competenze, che sono limitate, è fin dall’inizio della pandemia che tenta di incitare gli stati membri a un approccio coordinato sulle misure anti-Covid19». Si è espresso in questi termini un portavoce della Commissione europea, rispondendo a una domanda sulla disomogeneità delle misure in atto, che comprendono anche la stagione sciistica. «È importante che le misure tengano conto della situazione sanitaria, e che vengano adottate in concertazione con i Paesi vicini per evitare difficoltà nelle zone di frontiera», ha aggiunto il portavoce.

  • In Iran 13.321 casi e 371 vittime

    Sono 13.321 i casi di Covid-19 registrati nelle ultime 24 ore in Iran, dove il totale dei contagi cresce a 962.070. Le vittime nell’ultima giornata ammontano a 371, portando i decessi complessivi a 48.246. I ricoverati in terapia intensiva sono 5.852, mentre i guariti salgono a 668.151. I test complessivi effettuati sono 6.125.348. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Salute iraniano Sima Lari.

  • Iss: in 30 giorni più di 800mila casi e quasi 13mila morti

    Sono 800.953 i casi di infezione da Sars-Cov-2 registrati negli ultimi 30 giorni in Italia, di cui 22.712 tra gli operatori sanitari, e, nello stesso arco di tempo, sono stati ben 12.904 i deceduti e 304.531 i guariti. È quanto mostrano i Dati della Sorveglianza integrata Covid-19, pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss) e aggiornati al 29 novembre. È di 48 anni l’età mediana dei casi negli ultimi 30 giorni, aumentata dopo il calo dell'estate. Il 48,3% dei contagiati sono maschi e il 51,7% femmine; l’11% ha sotto i 18 anni, il 15,5 è over 70, il 29% ha tra 51 e 70 anni e la maggior parte, il 44,3%, ha tra 19 e 50 anni.

  • Il lockdown riduce i casi in Gran Bretagna: l’indice Rt cala a 0,88

    Il lockdown nazionale bis imposto dal governo Tory di Boris Johnson dal 4 novembre al 2 dicembre in Inghilterra ha avuto un effetto positivo misurabile in un 30% del calo dei contagi già nelle prime due settimane e ha contribuito a far calare l’indice Rt di diffusione del coronavirus in tutto il Regno Unito fino a un rassicurante 0,88 secondo gli aggiornamenti di queste ore. Lo evidenzia uno studio dell’Imperial College di Londra accolto dal ministro della Sanità, Matt Hancock, come conferma del fatto che contro la seconda ondata si è adottata una strategia giusta: con un tasso d’infezione che nella media delle contee inglesi è adesso più basso di quello delle nazioni minoritarie del Regno (Scozia, Galles, Irlanda del Nord).

  • Ema, rischio suicidio collegato a uso idrossiclorochina

    L'utilizzo di clorochina o idrossiclorochina, farmaci utilizzati contro il Covid-19 soprattutto nella prima fase dell'emergenza, può provocare disturbi psichiatrici e comportamenti associati al suicidio. A mettere in guardia è l'Agenzia Europea dei medicinali (Ema) a seguito di una revisione di tutti i dati disponibili, che conferma un effetto collaterale in parte noto. La revisione, si legge sul portale dell'ente regolatorio, è stata avviata a maggio 2020 dopo che l'Ema “era stata informata dall'agenzia spagnola dei medicinali (Aemps) di 6 casi di disturbi psichiatrici in pazienti Covid a cui erano state somministrate dosi di idrossiclorochina superiori a quelle autorizzate”.

  • Iss, caldo diminuisce capacità del virus di infettare

    Così come è stato dimostrato anche per altri virus respiratori, la capacità del Sars-Cov-2 di infettare è sensibile all'aumento della temperatura ambientale: diminuisce col caldo e aumenta col freddo. E' quanto ha potuto osservare, confermando delle ipotesi già da molti avanzate, un team di ricercatori del Dipartimento di Malattie Infettive dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), in uno studio pubblicato sulla rivista Clinical Microbiologi and Infection dell'European Society of Clinical Microbiology and Infectious Diseases. Gli esperimenti condotti in vitro hanno dimostrato che innalzando la temperatura fino a 28 gradi centigradi, la temperatura massima prevista per il mese di giugno, la carica virale subisce un drastico decadimento entro le prime 24 ore dall'emissione di droplet infette, mentre per raggiungere gli stessi livelli di decadimento alla temperatura di 20-25 gradi centigradi (considerata la 'temperatura ambiente') sono necessari tre giorni. “I nostri dati aiutano a spiegare il perché le condizioni ambientali estive più sfavorevoli per il virus ne abbiano rallentando la diffusione e il contagio - spiega il virologo Fabio Magurano, che ha coordinato lo studio -. Al contrario, l'abbassamento delle temperature permette al virus di resistere di più e nel contempo giustifica una maggiore capacità delle goccioline respiratorie di persistere e diffondersi nell'ambiente, favorendo la diffusione del virus e il contagio”.

  • Inps: Tridico, da marzo cig Covid a 6,6 milioni lavoratori

    Da marzo in poi, la cassa integrazione Covid è stata pagata complessivamente a 6,6 milioni di lavoratori, di cui 3,5 milioni direttamente dall'Inps, per un totale di 24,8 milioni di prestazioni. Lo ha ricordato il presidente dell'Istituto, Pasquale Tridico, a Radio24, in base agli ultimi dati che vengono aggiornati ogni due settimane.

  • Confcommercio, -15% in 2020, a Natale mini-ripresa

    Anche i consumi di dicembre e del Natale, nell'anno del Covid hanno il segno meno, ma con un calo del 12% rispetto al 2019 rappresentano “una piccola ripresa dopo la tragedia” visto che l'intero 2020 vede una riduzione del 15%, secondo il direttore dell'Ufficio Studi Confcommercio, Mariano Bella. Dicembre, che per i consumi commercializzabili vede ridursi il suo valore economico da 81 a 73 miliardi, “resta comunque il mese più importante dell'anno, e potrebbe valere ancora di più se ci fossero condizioni più favorevoli di contesto e di fiducia: molti italiani potrebbero spendere le risorse involontariamente accumulate durante il lockdown per mancanza oggettiva di opportunità di consumo”, afferma Confcommercio. La confederazione si aspetta “una reazione vitale per l'oggi e una promessa per il futuro: come già accaduto nel terzo trimestre dell'anno, le famiglie sono pronte a fare la loro parte, quando la fiducia migliorerà”.

  • Toti, applicare 'modello a zone' a sci

    “Austria, Slovenia e Svizzera avranno gli impianti sciistici aperti, il presidente della Regione Piemonte Aberto Cirio propone lo skipass limitato a chi ha una seconda casa, dobbiamo tenere presente quale sarà la condizione sanitaria dei singoli territori perché il modello a zone sta funzionando e nessuno vuole scassarlo”. Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti stamani a 'Coffee Break' su La7 interviene sull'ipotesi di fermare la stagione sciistica in Italia a causa della pandemia covid.

  • A Cosenza ospedale da campo pronto, ma inutilizzato

    Tutto fermo all'ospedale da campo dell'Esercito italiano a Cosenza. L'unico servizio attivo sin dall'inizio, è quello del laboratorio per processare i tamponi, ma i 40 posti letto, più i tre di terapia sub intensiva, sono ancora inutilizzati nonostante, secondo quanto riporta il bollettino dell'Azienda Sanitaria provinciale di ieri, in Pronto soccorso ci siano 5 pazienti positivi al Covid in attesa di essere allocati in reparto e solo ieri sono decedute 7 persone. Secondo quanto riferito dal commissario dell'Azienda ospedaliera Giuseppina Panizzoli “solo sabato la Regione Calabria ha inviato una nuova determina del presidente ff Nino Spirlì, che chiarisce le modalità di gestione e utilizzo dell'ospedale da campo da parte dell'Annunziata di Cosenza”. Nella delibera (n. 89 trasmessa alle ore 22 del 28 novembre 2020), Spirlì richiede l'avvio di “protocolli d'intesa per la definizioni di percorsi metodologici delle procedure organizzative ed operative” tra l'Azienda ospedaliera e l'Esercito Italiano. “Non ho idea delle tempistiche - chiarisce la Panizzoli - perché devo capire cosa c'è già nell'ospedale da campo, la gestione del personale e rendermi conto come avviare fattivamente, cosa dobbiamo fare noi e cosa loro”. Rispetto alla situazione dell'ospedale dell'Annunziata la Panizzoli precisa: “i posti letto che abbiamo creato sono saturi ma la situazione è sotto controllo. Ci sono meno persone in attesa in Pronto Soccorso rispetto ai giorni scorsi”. Dall'Esercito fanno sapere che sono in attesa di ricevere disposizioni e concordare le attività con gli altri enti che concorrono alla gestione dell'ospedale da campo.

  • Senza mascherina oltre il coprifuoco, 7 multati

    Sette persone sono state multate dai carabinieri nel sud Sardegna per non aver rispettato le norme entrate in vigore per frenare la diffusione del coronavirus. La sanzione è scattata per un 19enne che passeggiava in piena notte in piazza Aldo Moro a Monastir, ma non aveva alcuna ragione per essere fuori dall'abitazione. 400 euro di multa anche per un 33enne pizzaiolo a Villacidro, sorpreso a lavorare senza indossare la mascherina. A Iglesias sono stati multati cinque giovani, tra i quali un minorenne: tre non indossavano la mascherina o la tenevano abbassata, altri due erano fuori casa durante la notte.

  • Boccia, tema non è ricongiungere famiglie ma sanità

    “Il dpcm segue un iter conosciuto, domani mattina qui in Stato-Regioni avvieremo un confronto, poi si va in Parlamento come è giusto che sia e dopo il confronto in Aula il presidente del consiglio tirerà le fila”. Lo ha ricordato parlando a Rai News 24 il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Francesco Boccia. “Il confronto va avanti tra oggi e domani”, ha aggiunto. “Qui non si tratta di parlare solo del ricongiungimento tra familiari, bisogna invece insistere sul rafforzamento delle reti sanitarie e per evitare la terza ondata bisogna che il rigore e il distanziamento sociale prevalgano su altre cose”. Il mese di dicembre, ha osservato ancora Boccia, “deve coincidere con la messa in sicurezza del Paese, anche se bisogna consentire a tutti di manifestare la propria attenzione verso gli altri, ma questo lo si fa solo stando attenti agli altri”.

  • Miozzo, si applichi numero chiuso a strade shopping

    Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico teme che i risultati promettenti raggiunti sul fronte del rallentamento dei contagi, vengano frantumati da un addio alla prudenza durante le festività natalizie. “Mi chiedo: perché se in via del Corso a Roma o nelle strade dello shopping di altre città ci sono troppe persone, non si interviene e non si impone il numero chiuso? Mi pare difficile spiegare che è necessario limitare gli spostamenti tra Regioni se si accetta che, per gli acquisti di Natale, ci siano assembramenti per strada o nei centri commerciali” dice in un'intervista a 'Il Messaggero'. Miozzo è preoccupato per il mancato rispetto delle regole: “O si trovano dei meccanismi regolatori, oppure al Cts possiamo dire ciò che vogliamo, ma possiamo fare poco”. I numeri sono ancora alti e si rischia che con gli ospedali affollati di pazienti Covid, “si morirà di infarto perché le ambulanze sono bloccate, se hai un trauma cranico non troverai posto in terapia intensiva”. Le regole attuali, come quella che prevede il numero chiuso nelle strade troppo affollate, “sono sufficienti ma non vengono applicate”. Il Cts inoltre è d'accordo sulla limitazione che dovrebbe decidere il governo agli spostamenti tra regioni, anche tra quelle gialle: “La fine dell'anno tradizionalmente ha una marcata mobilità. I grandi numeri facilitano la trasmissione del virus. Non può essere un Natale tradizionale, purtroppo”. Prima di andare dai parenti, il tampone “va fatto, assolutamente. Però bisogna essere consapevoli che il test non ti garantisce che sei negativo. Il virus potrebbe essere in incubazione o semplicemente potresti essere contagiato nelle ore successive”. Dunque “fate i tamponi rapidi, perché così si riducono le possibilità di essere positivo - consiglia - però continuate a essere molto prudenti anche a casa di un familiare. Mantenete distanze e mascherine”. Se proprio non se ne può fare a meno, “cene e pranzi devono avvenire con poche persone, meglio se non più di 6. Io sono molto fiducioso sul fatto che l'Italia avrà un piano di vaccinazioni anti-Covid efficace all'inizio del 2021, vediamo di non sbagliare proprio ora”.

  • Studenti davanti alla Regione Piemonte contro la Dad. Cirio «medie in Dad? Ho scelto salvaguardare vita»

    Una cinquantina gli studenti delle scuole medie sta seguendo le lezioni a distanza in piazza Castello, a Torino, per protestare contro la decisione di proseguire la dad per gli studenti di seconda e terza media nonostante da ieri il Piemonte sia passato in zona arancione. Si tratta in prevalenza di alunni degli istituti 'Calvino', 'Foscolo', 'Nigra', 'Spinelli', 'Matteotti', 'Manzoni', 'Europa unita', 'Nievo' e del liceo 'Gioberti'; con loro anche docenti e genitori. Come promesso da Anita, la 12enne che ha dato vita alla contestazione contro la didattica a distanza diffusasi poi in tutta Italia, la protesta non si è fermata “ma solo spostata da sotto le nostre scuole a piazza Castello”, di fronte al Palazzo della Regione. “Ci avevano promesso che saremo tornati in aula - dicono gli studenti mentre seguono le lezioni seduti per terra e si proteggono dal freddo con delle coperte - invece ci hanno mentito”. “Condivido la necessità di riaprire la scuola media che è di prossimità - dice un insegnante - siamo preparati dateci l'opportunità di aprire nuovamente”.“Ho detto e ribadisco che sono felice che un ragazzo di 11-12 anni scenda in piazza per difendere il suo diritto alla scuola. Al di là del merito della questione, dimostra che sono ragazzi in gamba. Ma un governatore deve valutare tutti gli elementi in gioco e io ho ascoltato quei ragazzi come gli epidemiologi della Regione. E io ho deciso di salvaguardare la salute e la vita”. Il governatore del Piemonte Alberto Cirio torna così, ai microfoni di Radio Veronica One, sulla decisione di far proseguire con la didattica a distanza le secondo e terze medie nonostante da ieri la Regione sia in zona arancione. “Presa in giro? Avrei preso in giro gli studenti se non fossi andato in piazza, non mi fossi seduto con loro, non avessi ascoltato. Ma ascoltare non significa necessariamente fare quello che ti chiedono, il governatore di una regione ha il dovere di assumere le decisioni ascoltando tutti”, aggiunge Cirio a proposito delle accuse mosse da Anita, la dodicenne diventata simbolo della lotta per il ritorno in classe degli studenti. “Bisogna valutare tutti gli elementi in gioco, e io ho ascoltato quei ragazzi come gli epidemiologi della Regione. E quando a un governatore vengono forniti elementi oggettivi che dimostrano che con la riapertura delle seconde e terze medie per soli 12 giorni si rischiava di aumentare il contagio e di poterlo attraverso i ragazzi a genitori e nonni durante le vacanze, allora ho deciso di salvaguardare la salute e la vita”.

  • Riaprono scuole medie e negozi in Alto Adige

    Dopo un lockdown di 16 giorni e uno screening di massa, in Alto Adige oggi riaprono tutti i negozi e i mercati alimentari. Riprendono la loro attività anche i parrucchieri e gli estetisti. Bar e ristoranti per il momento possono offrire solo servizio d'asporto, ma venerdì - quando l'Alto Adige dovrebbe uscire dalla zona rossa - probabilmente potranno lavorare dalle 5 alle 18. Oggi è ripresa anche la didattica in presenza in tutte le scuole medie, mentre sul ghiacciaio della val Senales riaprono gli impianti per gli allenamenti della squadre agonistiche.

  • Francia, prime dosi vaccino vadano a case di riposo

    Le persone anziane residenti nelle case di riposo (Ehpad) della Francia devono essere vaccinate in modo prioritario “all'arrivo delle primissime dosi” di vaccino contro il Covid-19 “visto il numero limitato di dosi che saranno disponibili all'inizio della campagna di vaccinazione”: questo l'avvertimento lanciato oggi dall'Alta Autorità francese responsabile per la Salute. Per la presidente dell'organismo, Dominique Le Guludec, bisogna “proteggere in priorità i più fragili e coloro che li assistono”.

  • Cirio: «folla di ieri a Torino inaccettabile»

    “Quello che ho visto ieri in alcune vie a Torino è qualcosa che mi riporta con la mente in estate e non possiamo permettercelo”. Il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, commenta così le immagini della folla che ieri hanno accompagnato la riapertura dei negozi. “Quello che è successo ieri a Torino è qualcosa di inaccettabile”, sottolinea ai microfoni di Radio Veronica One. “Questa mattina parteciperò al Comitato per l'Ordine pubblico e chiederò al prefetto interventi rigorosissimi - aggiunge - So che le forze dell'ordine hanno fatto tanto ma evidentemente non basta. I piemontesi si stanno comportando in modo serio, ma laddove ci sono situazioni che scappano di mano bisogna intervenire subito in maniera netta”.

  • Rivolta in carcere Sri Lanka, almeno 6 morti

    Almeno sei persone sono rimaste uccise e 52 ferite nella rivolta scoppiata in un carcere alla periferia di Colombo, in Sri Lanka. Lo riporta la Bbc. Si tratta dell'ultimo di una serie di incidenti scoppiati in alcune prigioni del Paese dove i detenuti sono preoccupati per l'aumento dei casi di coronavirus a causa del sovraffollamento. Nelle ultime settimane sono state registrati circa 1.000 nuovi contagi di Covid-19 nelle prigioni. Secondo il portavoce della polizia, Ajith Rohana, gli agenti sono stati costretti all'utilizzo della forza per gestire una situazione “fuori controllo”. I media locali hanno raccontato che la polizia ha aperto il fuoco per contenere la rivolta e testimoni locali hanno detto di aver visto un enorme incendio divampare dal carcere. Nella capitale Colombo, un gruppo di manifestanti a Welikada ha lanciato una protesta sul tetto di una prigione chiedendo la concessione della libertà su cauzione. Un altro gruppo di detenuti della prigione di Agunakolapalassa ha protestato per otto giorni chiedendo condizioni migliori. Secondo i gruppi per i diritti umani sono in media 26.000 le persone sono ospitate in strutture che hanno una capacità di 10.000.

  • Bonaccini, le restrizioni stanno dando risultati

    “Le restrizioni stanno pagando. Le misure hanno avuto effetto, queste settimane di restrizioni hanno funzionato per abbassare la curva dei contagi”. Lo sostiene Stefano Bonaccini, presidente dell'Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni. “Ogni settimana, anzi ogni giorno - ha detto, ospite di 'Mattino Cinque' - dobbiamo verificare cosa succede. Ma dobbiamo stare attenti perché non abbiamo ancora vinto la sfida. Cerchiamo di far le cose per bene, quando è possibile farlo io sono sempre disponibile ad allargare e aprire, d'intesa con il governo, perché le Regioni possono solo restringere”.

  • Gazprom: perdita da 2,7 miliardi di euro nel terzo trimestre riflesso della pandemia

    Il gigante russo Gazprom ha annunciato per il terzo trimestre dell'anno perdite nette da 247,7 miliardi di rubli (2,7 miliardi di euro al cambio attuale), a fronte di un utile netto gia' deludente di 228 miliardi di rubli registrato nello stesso periodo del 2019. Il risultato di bilancio riflette la crisi globale innescata dalla pandemia di coronavirus, che ha portato a una domanda inferiore e alla riduzione dei prezzi del gas.

  • Russia, registra 26.338 casi e 368 morti

    Russia, registra 26.338 casi e 368 morti nelle passate 24 ore, contro i 26,683 nuovi casi e 459 morti del giorno prima.

  • Giudici in Tunisia in sciopero, più sicurezza nelle aule

    “I magistrati tunisini continueranno a scioperare fino a quando le loro richieste non saranno soddisfatte”. Lo ha detto il presidente dell'Associazione dei giudici tunisini (Amt) Anas Hmadi in riferimento all'agitazione di categoria che sta paralizzando le attività dei tribunali da oltre una settimana a causa delle richieste di tutela della salute dei giudici dovuta all'emergenza covid-19. Lo sciopero dei giudici sarà revocato a condizione che le loro richieste di un protocollo sanitario nei tribunali, migliori condizioni di lavoro e riforma giudiziaria siano soddisfatte, ha precisato Hmaidi, secondo il quale la situazione è stata aggravata dalle recenti osservazioni del ministro della Giustizia che ha affermato che lo sciopero è stato “pericoloso e irresponsabile”. Hmaidi ha detto a margine di una riunione urgente e straordinaria dell'Amt che è stato avviato un dialogo costruttivo con il Primo ministro e la Presidenza della Repubblica sull'assistenza sanitaria per i giudici, in particolare in occasione della pandemia da coronavirus, migliori condizioni di lavoro nei tribunali, e aumento del budget del ministero della Giustizia, una migliore situazione finanziaria dei giudici e una legislazione rinnovata che disciplina il sistema giudiziario. “Dobbiamo difendere la magistratura per evitare il collasso dello Stato. Ci auguriamo di continuare un dialogo costruito su solide basi con il Primo ministro per servire meglio i cittadini e garantire l'indipendenza della magistratura”, ha concluso Hmaidi.

  • Londra, Raab: rischio terza ondata senza giusto approccio alle misure lockdown

    il ministro degli esteri britannico Raab ha detto che se non si prendono le giuste misure restrittive ora che è passata la seconda ondata, la Gran Bretagna rischia seriamente di affrontare la terza. Uno studio dell’Imperial College calcola che durante il lockdown nazionale a novembre, il numero di infezioni si è ridotto del 30 per cento.

  • Ristori: in 2021 possibile esonero parte tasse sospese

    Per chi abbia subito una “significativa perdita di fatturato” a causa del Covid-19 “può essere previsto l'esonero totale o parziale dalla ripresa dei versamenti fiscali e contributivi”. Lo prevede il dl Ristori quater. A tale scopo è istituito - conferma il comunicato del Cdm - “un fondo finalizzato a realizzare nell'anno 2021 la perequazione delle misure fiscali e di ristoro concesse” nel 2020, “da destinare a soggetti che abbiano beneficiato di sospensione fiscali e contributive”. I parametri di accesso al fondo saranno decisi con un dpcm.

    Da mercoledì scuole chiuse a Hong Kong per un nuovo aumento di contagi
  • Cina: indice Pmi manifatturiero sale a novembre, a 52,1

    La Cina ha registrato a novembre un indice Pmi manifatturiero di 52,1, in espansione per il nono mese di fila e in aumento rispetto al 51,4 di ottobre e al 51,5 atteso dagli analisti, a conferma della ripresa dell'attività economica dopo la crisi causata dalla pandemia del Covid-19. Secondo i dati diffusi dall'Ufficio nazionale di statistica, l'indice Pmi non manifatturiero si è attestato a 56,4 a fronte del 56,3 di ottobre e del 55,6 stimato alla vigilia dai mercati. La Cina, il primo Paese dove è stato ufficialmente rilevato il nuovo coronavirus, è tra le poche nazioni al mondo in crescita, sia pure a un passo molto più lento: l'Fmi ha previsto un Pil nel 2020 pari all'1,9%, a fronte del 6,1% del 2019.

  • Giappone-Cina, da oggi ripristino voli viaggi affari

    Giappone e Cina riavviano i collegamenti aerei per i viaggi di affari a partire da oggi, riducendo gradualmente le restrizioni presenti a causa del Covid-19, nel tentativo di promuovere le attività commerciali nella regione. Gli spostamenti tra le due sponde saranno possibili sia per i soggiorni brevi che per quelli di lunga durata e seguono le stesse disposizioni che il governo di Tokyo ha adottato nelle scorse settimane con la Corea del Sud, il Vietnam e Singapore. In base alla decisione, le autorità locali prevedono un flusso consistente di cittadini cinesi all'aeroporto internazionale di Narita, situato a nordest della capitale, con il ripristino di circa 20 voli settimanali tra i due paesi vicini. L'accordo è stato definito nel corso della visita di due giorni a Tokyo del ministro degli Esteri cinese Wang Yi la scorsa settimana e ambisce a un completo recupero del sistema produttivo e di scambi tra le due principali economie del continente asiatico. Circa la metà dei passeggeri provenienti dalla Cina quest'oggi, riferiscono i media nipponici, indossava tute di protezione contro il virus all'arrivo nell'aeroporto della capitale giapponese.

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