Attualità

Coronavirus oggi. Green pass, in Cdm solo estensione a personale mense, pulizia scuole e Rsa

Le notizie sulla pandemia di mercoledì 8 settembre in diretta dall'Italia e dal mondo

Coronavirus: bollettino del 7 settembre 2021
  • Usa, in Idaho l’esercito fornisce assistenza sanitaria

    Nel bel mezzo dell’ondata di coronavirus che sta travolgendo l’Idaho a seguito della quale è stata razionata l’assistenza sanitaria, i soldati dell’esercito inviati in un ospedale hanno scambiato le uniformmi per i dispositivi di protezione personale così da aiutare il personale medico e paramedico a trattare i pazienti infetti. Il centro conferenze presso l’ospedale Kootenai Health nella città Coeur d’Alene è stato convertito in un ospedale da campo con letti dove i pazienti ricevono ossigeno e trattamenti a base di anticorpi monoclonali.

  • Regno Unito, 39mila casi e 191 morti in ultime 24 ore

    Il Regno Unito ha riportato oggi 38.975 nuovi casi di Covid-19 e 191 decessi attribuiti alla malattia. Il numero di infezioni registrate nel paese negli ultimi sette giorni, riportano i media locali, è del 15,3% più alto rispetto alla settimana precedente. Stando all’Ufficio nazionale di statistica, ci sono stati 158mila decessi attribuiti al Covid-19 nel paese. Nelle ultime 24 ore sono stati somministrati oltre 112 mila vaccini, 26.624 dei quali erano prime dosi.

  • Fed: economia Usa rallenta con la variante Delta

    L'economia americana rallenta a causa della variante Delta. Lo afferma la Fed nel Beige Book, il rapporto sullo stato dell’economia che farà da base alle prossime decisioni di politica monetaria. La banca centrale parla comunque di una decelerazione leggera e osserva come le imprese nella maggior parte dei distretti resta ottimista.

  • Speranza (Sanità): “Estensione Green pass non è trattativa politica”

    “L’estensione del Green pass non è una scelta politica” né è oggetto “di trattativa politica”, ma “noi stiamo valutando giorno dopo giorno. Nel mese di agosto abbiamo avuto un numero di limitazioni molto basso, abbiamo passato un’estate non normale ma molto più simile alla vita di prima, le attività economiche per la stragrande maggioranza erano aperte e questo è frutto della campagna di vaccinazione e delle scelte fatte in questi mesi. Dunque per me non c’è trattativa politica, ma se serve si va avanti, si estende ancora il Green pass, e come ha detto Draghi, se dovesse servire siamo pronti ad andare fino in fondo”. Così Roberto Speranza, ministro della Salute, rivolgendosi al candidato sindaco della Capitale Roberto Gualtieri, durante un evento di Sinistra Civica Ecologista in corso a Roma.

  • Spagna, calo dei contagi ”rapido” da oltre un mese

    I contagi di covid in Spagna stanno calando in modo “rapido” dall’ultima settimana di luglio, secondo quanto detto in conferenza stampa dalla ministra della Sanità, Carolina Darias. Allora l’incidenza su 14 giorni era di circa 700 casi notificati ogni 100.000 abitanti, mentre oggi è di 150. La Spagna è stata investita da un boom di nuovi casi, provocato principalmente dalla variante Delta del coronavirus, a partire dalla fine di giugno. All’inizio sono stati colpiti soprattutto gli under 30, allora in gran parte non ancora vaccinati. Poi i contagi si sono estesi anche a fasce della popolazione più anziane.

    “La gravità di quest’ondata epidemica è stata significativamente minore rispetto a quelle anteriori, senza alcun dubbio per l’effetto della vaccinazione”, ha affermato Darias. Attualmente, il 73,2% della popolazione complessiva della Spagna ha completato il ciclo di vaccinazione. La copertura totale è del 92,9% tra gli over 40, del 70,2% nella fascia 39-30, del 66,6% nel gruppo 29-20 e del 49,9% tra i ragazzi di età comprese tra i 12 e i 19 anni. “Voglio sottolineare il comportamento eccellente di questo gruppo d’età”, ha detto la ministra della Sanità, ricordando che per i più giovani la possibilità di vaccinarsi è stata aperta solo poche settimane fa.

  • Oms: “Stop a terza dose, prima vaccini a Paesi poveri”

    L’Oms ha nuovamente chiesto che le persone vaccinate contro il Covid-19 non ricevano dosi di richiamo in modo che le fiale vengano inviate ai Paesi poveri che sono stati in grado di immunizzare solo una piccola parte della popolazione. “In questo momento, non vogliamo vedere un uso diffuso di dosi di richiamo per le persone sane che sono completamente vaccinate”, ha affermato il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus in conferenza stampa.

    “Non rimarrò in silenzio mentre le aziende e i Paesi che controllano la fornitura globale di vaccini pensano che i poveri del mondo dovrebbero accontentarsi degli avanzi”, ha detto. All’inizio di agosto Tedros ha chiesto una moratoria sulle dosi di richiamo fino alla fine di settembre, ma diversi Paesi ricchi si sono opposti e hanno comunque lanciato la campagna per la terza dose. Oggi il direttore dell’Oms ha comunque ribadito la richiesta di “un’estensione della moratoria almeno fino alla fine del 2021 per consentire a ciascun Paese di vaccinare almeno il 40% della sua popolazione”.

  • Green pass, domani in Cdm solo estensione a Rsa e personale mense e pulizia scuole

    Frenata sul Green pass. Domani in Cdm la norma per estendere l'obbligo del certificato verde solo alla Rsa e al personale delle ditte di pulizia degli istituti scolastici e delle mense nelle scuole. La riunione del Governo - che non sarà preceduta dalla Cabina di regia, come trapelato in precedenza - è convocata per le ore 12 a Palazzo Chigi.

  • Green pass: domani prevista cabina di regia prima del Cdm

    Dovrebbe essere convocata nella mattinata di domani, a quanto si apprende, una riunione della cabina di regia del governo sul Covid. La cabina di regia dovrebbe esaminare le norme che andranno in Consiglio dei ministri e che, a quanto confermano fonti di Palazzo Chigi, dovrebbero estendere il Green pass ai lavoratori della scuola, come addetti alle pulizie e alle mense.

  • Francia, stop rimborso test dal 15 ottobre

    Il premier francese, Jean Castex, ha annunciato la fine dei rimborsi statali sui testi anti-Covid, antigenici o PCR, dal prossimo 15 ottobre. Il capo del governo ha inoltre ricordato che l’obbligo di vaccinarsi per il personale sanitario entra in vigore il 15 settembre. Rivolgendosi alla stampa, Castex ha sottolineato la necessità di “continuare a convincere i nostri concittadini e le nostre concittadine che dubitano ancora” dell’obbligo vaccinale e di stare vicini a quelle persone “spesso anziane, precarie, isolate, che si sentono ai margini del sistema sanitario”. Il fedelissimo di Emmanuel Macron ha detto che ad oggi, l’”88% della popolazione in età di farsi vaccinare ha ricevuto una prima dose”. Ma “non siamo alla fine del cammino”, ha avvertito, ricordando che una “grande campagna di richiamo vaccinale” è attualmente in preparazione, a cominciare dagli over-65.

  • Slovenia, crescono contagi ma governo esclude chiusure

    Il governo sloveno non ha alcuna intenzione di chiudere nuovamente la vita pubblica per la ripresa dei contagi da covid né di interrompere le attività produttive. Lo ha detto il premierJanez Jansa, durante la visita sua e di buona parte dell'esecutivo a Idrija, nella regione goriziana (Goriška). Nel suo intervento Janša ha affermato che l'unico modo per affrontare e contenere la diffusione del coronavirus è la vaccinazione. Già in mattinata dal proprio profilo Twitter Janša aveva negato che il paese sarebbe stato chiuso dopo il vertice sui Balcani occidentali del prossimo 6 ottobre, come riportato sul portale Svet24. Nel paese la campagna vaccinale procede a rilento e la contagiosità del virus continua a crescere. Secondo i dati pubblicati dal ministero della Salute, nelle ultime 24 ore i nuovi contagi sono stati in Slovenia 1.093, con un tasso di positività del 21,2%. E' la prima volta che i contagi superano di nuovo quota mille da fine aprile. I pazienti ricoverati sono 243, dei quali 61 in terapia intensiva. Le persone vaccinate con una dose sono poco più di un milione, pari al 48% del totale, mentre con due dosi sono poco meno del 44%.

  • 250mila euro da Cassa Perugia per la ricerca sul long-covid

    Valutare i danni permanenti e le conseguenze croniche causate dal Covid-19 nei soggetti contagiati, in vista di un loro reinserimento nella società ma anche in termini di idoneità al lavoro o alle attività sportive. È questo il tema del bando con cui la fondazione Cassa di risparmio di Perugia intende sostenere la ricerca scientifica sul tema long-covid. 250mila euro destinati a università ed enti di ricerca, con l’obiettivo di promuovere e cofinanziare progetti scientifici per studiare i danni permanenti causati dall’infezione covid. “Nel quadro delle conoscenze attuali sul covid - ha dichiarato la presidente della Fondazione cassa di risparmio di Perugia Cristina Colaiacovo - le zone d’ombra restano indubbiamente ancora ampie. Per fronteggiare la pandemia crediamo nel ruolo primario ricoperto dalla scienza e pertanto investiamo, e investiremo, nella ricerca insieme ai nostri atenei e ai centri di ricerca, con l’obiettivo di aumentarne la massa critica e renderli più competitivi attraverso un modello multidisciplinare che punta a lavorare in squadra e a fare sistema anche con altre realtà nazionali”.
    Gli istituti che potranno accedere ai finanziamenti devono avere sede operativa nel territorio di riferimento della fondazione, con la possibilità però di attivare partnership anche con altre realtà fuori dal contesto regionale, ad esempio con altre università italiane. Il contributo richiesto, di cui la fondazione si impegna a coprire fino ad un massimo dell’80%, potrà riguardare la copertura di borse di studio e assegni di ricerca, rimborsi spese per trasferte inerenti le attività di ricerca e per la comunicazione e disseminazione dei risultati attraverso convegni e pubblicazioni, materiali di consumo o di laboratorio necessari allo svolgimento della ricerca, acquisto di attrezzature e macchinari. I progetti di ricerca possono essere presentati entro il 29 ottobre.

  • Fondo globale: Impatto devastante nella lotta a Hiv, Tbc e malaria

    Il rapporto sui risultati rivela l’impatto catastrofico che la pandemia di covid-19 ha avuto sulla lotta contro la tbc in tutto il mondo. Nel 2020, il numero di persone in cura per la tbC resistente ai farmaci nei paesi in cui investe il Fondo globale è diminuito di uno sconcertante 19% e il numero di quelle in trattamento per la tubercolosi estensivamente resistente ai farmaci ha registrato un calo ancora più netto del 37%. Il numero di pazienti affetti da Tbc positivi all’HIV sottoposti a terapia antiretrovirale, nonché terapia antitubercolare, è diminuito del 16%.

  • Dg Oms, ’nessun Paese povero ha raggiunto target 10% vaccinati’

    “Quasi il 90% dei Paesi ad alto reddito ha raggiunto l’obiettivo di avere almeno il 10% di popolazione vaccinata” contro Covid-19, “e oltre il 70% ha raggiunto il 40%”. Al contrario, ad oggi “non un solo Paese a basso reddito ha raggiunto uno o l’altro di questi target”. Lo ha evidenziato il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, in conferenza stampa a Ginevra. “Non vogliamo nessun’altra promessa”, ha avvertito. “Vogliamo semplicemente i vaccini”.

  • Fnomceo, salgono a 644 medici sospesi perchè non vaccinati

    Sono 644, secondo un aggiornamento della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), i medici attualmente sospesi dagli albi degli ordini italiani. Le sospensioni sono state in tutto 820, di cui 176 revocate dopo che i medici di sono vaccinati. A comunicarlo la Fnomceo, che via via riceve dagli ordini provinciali (sinora sono stati 44 su 106) la comunicazione delle sospensioni. Sono le Regioni ad avere il compito di incrociare l'anagrafe dei medici con l'anagrafe vaccinale e a comunicare alle Asl i nominativi dei professionisti non vaccinati. Sono poi le Asl a chiedere ai medici le motivazioni della mancata vaccinazione, e, ove carenti, a sospenderli dall'attività, comunicando contestualmente la decisione agli Ordini. Gli Ordini sospendono quindi i medici dall'albo, sino ad avvenuta vaccinazione e comunque sino al 31 dicembre. Sono 460mila i medici italiani. La Fnomceo stima che i non ancora vaccinati siano 1500: una percentuale dello 0,3%. "Si tratta di una minima parte dei colleghi, ma anche questi piccoli numeri costituiscono una sconfitta per la professione - afferma il Presidente della Fnomceo, Filippo Anelli-. Non è concepibile, infatti, che un medico non abbia fiducia nei vaccini".

  • In Francia 300mila prenotazioni terza dose da scorsa settimana

    Circa 300mila persone in Francia hanno effettuato la prenotazione per ricevere la terza dose del vaccino contro il Covid-19 da quando il governo ha lanciato la campagna la scorsa settimana. Il primo ministro, Jean Castex, ha riferito che la prossima settimana verrà avviato un programma di somministrazione delle terze dosi nelle case di cura.

  • Ordine medici, 644 i camici bianchi sospesi non vaccinati

    Sono 644 i medici attualmente sospesi dagli albi degli Ordini dei medici italiani. Le sospensioni sono state in tutto 820, di cui 176 revocate dopo che i medici di sono vaccinati. A comunicarlo è la Federazione nazionale degli Ordini dei medici e chirurghi (Fnomceo), che via via riceve dagli ordini provinciali (sinora sono stati 44 su 106) la comunicazione delle sospensioni. Sono le Asl ad avere il compito di incrociare l'anagrafe dei medici con l'anagrafe vaccinale, a chiedere ai medici le motivazioni della mancata vaccinazione, e, ove carenti, a sospenderli dall'attività, comunicando contestualmente la decisione agli Ordini, ricorda la Fnomceo. Gli Ordini sospendono quindi i medici dall'albo, sino ad avvenuta vaccinazione e comunque sino al 31 dicembre. Sono 460mila i medici italiani. La Fnomceo stima che i non ancora vaccinati siano 1500, dunque una percentuale dello 0,3%. “Si tratta di una minima parte dei colleghi, ma anche questi piccoli numeri costituiscono una sconfitta per la professione - afferma il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli-. Non è concepibile, infatti, che un medico non abbia fiducia nei vaccini”.

  • Vaccini: terza dose a sanitari inizio 2022, a dicembre anziani

    La somministrazione della terza dose del vaccino anti-Covid da fine settembre agli immunodepressi, entro fine anno - probabilmente a dicembre - agli anziani over 80 e all’inizio del prossimo anno - tra gennaio e febbraio - agli operatori sanitari. E’ questo, a quanto si apprende da fonti di Governo, il timing previsto per la somministrazione della terza dose.

  • Vaccini, in Thailandia aperte registrazioni per studenti scuole

    In Thailandia un istituto di ricerca medica ha aperto le registrazioni per le vaccinazioni contro il coronavirus per gli studenti delle scuole dai 10 ai 18 anni. La Chulabhorn Royal Academy ha annunciato sulla sua pagina Facebook che vaccinerà fino a 50mila bambini con il siero cinese Sinopharm a partire dal 20 settembre. Il governo della città di Bangkok aveva precedentemente annunciato che consentirà ai ragazzini dai 12 ai 18 anni con condizioni mediche pregresse di ricevere il vaccino Pfizer a partire dal 21 settembre, in vista del prossimo anno scolastico.

  • Usa, i bambini sono il 26,8% dei nuovi contagi

    Con la riapertura delle scuole, i bambini rappresentano il 26,8% dei casi settimanali di Covid, secondo i dati del Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), l’agenzia federale Usa per la prevenzione delle malattie. Nelle ultime due settimane, dal 19 agosto al 2 settembre, e’ stato registrato un aumento del 10% del numero complessivo di contagi tra i bambini dall’inizio dell’epidemia, stando ai dati della American Academy of Pediatrics. L’American Academy of Pediatrics, inoltre, ha calcolato che nella settimana terminata il 2 settembre ci sono stati oltre 250 mila bambini positivi al covid, il maggior numero su una forbice di sette giorni dall’inizio della pandemia. La gran parte non sono casi gravi, ma il Washington Post ha riportato che a martedi’ quasi 2.400 bimbi erano ricoverati in ospedale a livello nazionale. Dall’inizio della pandemia, sono oltre 5 milioni i bambini risultati positivi al virus.

  • Oms-Covax, prima dose vaccino a 20% in Paesi poveri, inaccettabile

    “Il quadro globale dell’accesso ai vaccini Covid-19 è inaccettabile: solo il 20% delle persone nei Paesi a reddito medio-basso ha ricevuto una prima dose di vaccino, rispetto all’80% nei Paesi a reddito medio-alto”. Lo denunciano in una nota congiunta l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e Covax, iniziativa lanciata un anno fa per favorire l’immunizzazione globale contro il coronavirus pandemico, ma la cui azione “continua a essere ostacolata” da fattori quali divieti di esportazione, accordi bilaterali prioritari fra aziende e Stati, problemi di produzione da parte di alcuni produttori chiave e ritardi negli iter regolatori. Nell’ambito di Covax, fa il punto la nota, “sono stati raccolti più di 10 miliardi di dollari, presi impegni giuridicamente vincolanti per un massimo di 4,5 miliardi di dosi di vaccino, consegnate 240 milioni di dosi a 139 Paesi in 6 mesi”. Progressi definiti “significativi” e tuttavia non sufficienti anche perché, mentre il programma di accesso globale muoveva i suoi primi passi, “gran parte della prima offerta globale” di vaccini “era già stata acquistata dalle nazioni ricche”. Secondo le previsioni dell’ultimo ’Supply Forecast’, dunque, “nello scenario più probabile, e in assenza di un’azione urgente da parte dei produttori e dei Paesi ad alta copertura in un’ottica che dia priorità a Covax”, i promotori dell’iniziativa si aspettano di “avere accesso a 1,425 miliardi di dosi di vaccino nel 2021, di cui circa 1,2 miliardi saranno disponibili per le economie a basso reddito che partecipano al Covax Advance Market Commitment (Amc). Questo - si legge nella nota - è sufficiente per proteggere il 20% della popolazione, o il 40% degli adulti, in tutte le 92 economie Amc a eccezione dell’India. Oltre 200 milioni di dosi saranno assegnate ai partecipanti autofinanziati”. Invece “il traguardo chiave di Covax, 2 miliardi di dosi rilasciate per la consegna, ora dovrebbe essere raggiunto” secondo questa ultima previsione “nel primo trimestre 2022”.

  • Israele, indice Rt sotto l'1, prima volta da 3 mesi

    In Israele l'indice Rt è sceso sotto l'1 e ora si attesta a 0,95. Lo riferisce, citato dai media, il ministero della sanità secondo cui il dato è il più basso nel Paese da tre mesi a questa parte. L'Rt indica la capacità di un positivo al Covid di infettare altre persone ed è considerato un segnale dell'andamento dell'epidemia. E, in questo caso, del suo rallentamento. L'ultima volta che l'Rt era sceso sotto l'1 è stata agli inizi di giugno all'avvio della diffusione della variante Delta che ha poi portato alla quarta ondata dell'infezione. Eran Segal, un esperto del Weizmann Institute e consigliere del governo, confermando il dato ha escluso che questo possa dipendere dalla diminuzione dei test registrata in questi giorni di festività in Israele.

  • Per 77% italiani pandemia ha influito su benessere

    Per il 77% degli italiani la pandemia da Covid-19 e le sue limitazioni hanno avuto un impatto sul loro benessere: un terzo (33%) è diventato più ansioso di prima, mentre per il 32% il lockdown è stata un'esperienza molto stressante. È quanto emerge dallo STADA Health Report 2021, sondaggio realizzato dal Gruppo STADA con Kantar Health tra marzo e aprile 2021 su oltre 30.000 persone in 15 paesi, Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Russia, Serbia, Spagna, Svizzera, Ucraina e Regno Unito, i cui risultati sono stati presentati oggi a Milano. In Italia sono state intervistate 2.000 persone tra i 18 e 99 anni, da cui è emerso che nonostante l'impatto della pandemia, quasi la metà degli italiani (47%) si è dimostrata capace di reagire, senza sperimentare alcun episodio di esaurimento. Tra le principali preoccupazioni il timore di contrarre il Covid-19 (53%) e le incertezze per il futuro (41%) legate alla perdita del lavoro, l'impossibilità di incontrare familiari e amici (34%) e la solitudine (33%) dovuta all'isolamento. Uno degli effetti della pandemia è che per quasi la metà (47%) è diventato sempre più importante adottare uno stile di vita sano. Gli italiani sono tra i cittadini europei quelli più propensi a investire di più sulla propria salute, comprando maggiormente alimenti freschi e di qualità (49%), integratori alimentari (25%) o seguendo corsi di fitness online (21%).

  • Giorgetti, ’anche Mef ha firmato dl per 140 mln per attività economiche chiuse

    “Anche il ministero dell’Economia e delle Finanze ha firmato il decreto che permette di utilizzare i 140 milioni che il Parlamento ha messo a disposizione per sostenere le attività economiche rimaste chiuse per un periodo superiore ai cento giorni, gli impianti sportivi, palestre, parchi tematici e le discoteche e sale da ballo”. Ad affermarlo è il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti nel corso del suo intervento al Questione Time. “Auspichiamo che la Corte dei Conti possa licenziare i tempi rapidissimi il decreto”, aggiunge. “Abbiamo previsto la procedura anche accelerata e semplificata per l’erogazione dal momento in cui gli organi di controllo avranno dato il via libera alle misure”, sottolinea

  • A Bologna 49 nuovi casi e 501 vaccinazioni negli hub

    Sono 670.220 le prime vaccinazioni e 566.759 le seconde, effettuate a Bologna dal Vaccine Day, per un totale di 1.236.979 vaccini. Lo comunica la Ausl del capoluogo emiliano. Nelle ultime 24 ore in città 49 nuovi positivi, tra questi 35 hanno effettuato il tampone per presenza di sintomi, 7 sono stati individuati attraverso le attività di contact-tracing, 2 casi mediante i test per categoria, 2 casi attraverso i test pre-ricovero, mentre per 3 casi sono in corso le indagini epidemiologiche. Tra i 49 nuovi contagi, 29 sono inseriti in focolai e 20 sono sporadici. 7 casi sono stati importati dall'estero, 5 casi da altre regioni. Ieri sono state 501 le vaccinazioni ad accesso diretto tra Piazza Nettuno, Parco Nord, e Hub Silla in Appennino. In Piazza Nettuno, grazie alla postazione del camper del Dipartimento di Sanità pubblica sono state effettuate complessivamente 190 vaccinazioni ad accesso diretto, 79 le somministrazioni effettuate al Parco Nord mentre sono 232 quelle somministrate nel hub vaccinale di Silla in Appennino tra il 6 e 7 settembre.
    Sono 207, infine, i 12-19enni che ieri hanno avuto accesso alla vaccinazione antiCovid in libero accesso in tutti gli hub dell'Azienda USL Bologna.

  • Vaccini, De Luca: I no vax sono neo medioevali

    “Fra le tendenze deteriori e pericolose con le quali dobbiamo confrontarci in queste ore c’è la tendenza neo medioevale. In questa categoria possiamo collocare i no vax, ma anche tanti docenti universitari che hanno firmato un appello sgangherato, opportunistico e irresponsabile in relazione al vaccino. Dovremmo ricordare che noi abbiamo tolto la libertà di cura non a chi non si è vaccinato, ma alla povera gente che in questo anno e mezzo non ha potuto operarsi di tumore, al cuore o al cervello perché abbiamo dovuto chiudere i reparti ordinari per accogliere i malati di Covid. Quella è la liberà che è stata violata, una vergogna. E chiedono ai poteri pubblici di intervenire, come se un cittadino e un intellettuale non avesse lui il comito di fare il proprio dovere”. Così il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, parlando con i giornalisti a margine di una conferenza stampa.

  • Asl Roma 2: Situazione S.Eugenio sotto controllo, in corso audit

    “Nell'Ospedale Sant'Eugenio si è sviluppato un focolaio a seguito della gestione di un paziente risultato positivo, dopo 2 tamponi negativi. Al fine di contenere l'impatto derivante da questo episodio sono state immediatamente adottate tutte le misure previste dalle norme e dai protocolli interni per affrontare questo tipo di situazioni, compreso il coinvolgimento del Servizio di Igiene Pubblica, così come avviene per le strutture private; tali modalità vengono adottate anche per natura precauzionale nei casi di contatti primari e secondari derivanti dal fenomeno originario. Allo stato la situazione è assolutamente sotto controllo e i servizi sono tutti funzionanti. E' in fase di completamento l'Audit interno che consentirà di avere un quadro esaustivo di quanto accaduto”. Lo scrive in una nota la Direzione Generale della Asl Roma 2. “In merito alle notizie riportate dal giornale il Tempo, e in particolare i contenuti dell'articolo ‘L'ospedale infetto', tali informazioni appaiono fuorvianti, gravemente diffamatorie per l'immagine dell'Azienda e generatrici di un allarmismo tanto infondato quanto pericoloso per la salute dei cittadini. A tale proposito l'Azienda si riserva l'avvio di azioni legali a tutela della propria reputazione e della salute pubblica. I cittadini devono sapere di poter utilizzare l’ospedale in totale sicurezza. L'elevata copertura vaccinale ha evitato il ricorso alle cure ospedaliere poiché i sintomi sono stati lievi”, conclude la nota.

  • Rettrice Cà Foscari, «tutela salute di tutti deve prevalere, green pass ci dà la sicurezza»

    “Rispetto l’opinione dei firmatari della petizione ma in questo momento deve prevalere la tutela della salute di tutti, come ha ricordato anche il Presidente Mattarella in numerose occasioni. Il green pass è lo strumento che consente alle nostre università di tornare a svolgere le lezioni in presenza e in sicurezza. Non è il momento di dividerci, ma di restare uniti per superare insieme questa fase con senso di responsabilità e garantire, così, ai nostri studenti di vivere l’esperienza universitaria nella sua pienezza”. Così all’Adnkronos la rettrice dell’Università Cà Foscari di Venezia, Tiziana Lippiello, commenta la petizione dei 150 docenti universitari contro il Green Pass.

  • Cdm domani alle 12, cabina regia su Green pass in stand by

    È prevista domani alle 12, a quanto si apprende, una riunione del Consiglio dei ministri. La convocazione del Cdm è arrivata pochi minuti fa ai ministeri, mentre non c’è ancora una convocazione della cabina di regia sul Green pass.

  • Svizzera estende obbligo di Green pass

    La Svizzera inasprisce le misure di lotta al Covid. Il governo ha annunciato oggi che da lunedì 13 settembre il certificato Covid sarà obbligatorio per le persone sopra i 16 anni all’interno di ristoranti, bar, strutture culturali e per il tempo libero e alle manifestazioni al chiuso. Le nuove misure sono tese a “far fronte alla difficile situazione negli ospedali, che non accenna a migliorare”, afferma un comunicato. La situazione negli ospedali resta infatti tesa ed i reparti di terapia intensiva stanno raggiungendo i propri limiti. “La percentuale della popolazione non immunizzata è ancora troppo alta per prevenire una nuova ondata di contagi ed anche se l'interesse è lievemente aumentato, il ritmo di vaccinazione resta basso”, spiega il Consiglio federale (governo). La quota di persone completamente vaccinate nel Paese è del 52,35 per cento. L'estensione dell'obbligo del certificato è limitata al 24 gennaio 2022.

  • Ordine medici, 566 i camici bianchi sospesi perché non vaccinati

    Attualmente in Italia sono 566 i medici che risultano sospesi perché non vaccinati contro Covid-19. Sono i dati aggiornati della Federazione nazionale degli Ordini dei medici e chirurghi (Fnomceo). Il numero iniziale delle sospensioni - fa sapere la Fnomceo - riguardava 742 medici, ma 176 hanno regolarizzato la loro posizione comunicando l'avvenuta vaccinazione e sono stati ’riammessi’, cioè è stata revocata la sospensione. I dati arrivano dopo che 41 Ordini provinciali hanno trasmesso i dati che - fa notare la Federazione - sono comunque in divenire.

  • Rki: in Germania tasso vaccinati deve aumentare per evitare nuova ondata

    Il direttore dell’agenzia tedesca per il controllo delle malattie ha affermato che il tasso di vaccinazione deve aumentare per evitare un’altra ondata di coronavirus. “La pandemia non è ancora finita”, ha avvertito Lothar Wieler del Robert Koch Institute affermando che la Germania potrebbe essere colpita da una nuova ondata di casi in autunno, che potrebbe arrivare a sopraffare il sistema sanitario del Paese. Nelle ultime 24 ore l’Istituto ha rilevato 13.565 casi confermati. Mentre i tassi di infezione sono rimasti stabili negli ultimi giorni, il numero di ricoveri è aumentato e il numero di pazienti in terapia intensiva è quasi raddoppiato a oltre 1.300 nelle ultime due settimane, ha affermato Wieler. La maggior parte dei pazienti ospedalieri è più giovane, rispetto all'inizio della pandemia e non è vaccinata.

  • Usa, i bambini sono il 26,8% dei nuovi contagi

    Con la riapertura delle scuole, i bambini rappresentano il 26,8% dei casi settimanali di Covid, secondo i dati del Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), l'agenzia federale Usa per la prevenzione delle malattie. Nelle ultime due settimane, dal 19 agosto al 2 settembre, è stato registrato un aumento del 10% del numero complessivo di contagi tra i bambini dall'inizio dell'epidemia, stando ai dati della American Academy of Pediatrics.

  • Nature: Delta fino a 8 volte meno sensibile ad anticorpi da vaccino

    La variante Delta del coronavirus Sars-CoV-2 è quasi 6 volte meno sensibile agli anticorpi sviluppati dalle persone guarite da Covid-19, e fino a 8 volte meno sensibile agli anticorpi indotti dalla vaccinazione. E’ quanto emerge da uno studio condotto in India e Regno Unito e pubblicato su ’Nature’, che ha indagato sulle ragioni per cui il mutante di origine indiana è riuscito a diventare prevalente, soppiantando anche la variante Alfa precedentemente dominante. Oltre ad avere una maggiore capacità di sfuggire agli anticorpi anti-Covid, Delta sembra anche più efficace nel penetrare all’interno delle cellule respiratorie e nel replicarsi, una volta entrata.

    Fra gli autori principali del lavoro c’è Ravi Gupta, del Cambridge Institute of Therapeutic Immunology and Infectious Disease dell’università di inglese Cambridge. “Combinando test di laboratorio e analisi epidemiologiche - spiega lo scienziato - abbiamo dimostrato che la variante Delta è più capace di replicarsi e diffondersi rispetto ad altri mutanti” del nuovo Coronavirus. “Ci sono inoltre evidenze che gli anticorpi neutralizzanti prodotti a seguito di precedenti infezioni” da Sars-CoV-2 “o di vaccinazioni” anti-Covid “sono meno efficaci nel bloccare questa variante”. È quindi “probabile che tali fattori abbiano contribuito alla devastante ondata epidemica vissuta in India durante il primo trimestre del 2021, con circa la metà dei casi che ha riguardato persone già infettate prima da altre varianti”.

  • O’Leary, ’in Italia ripresa molto forte, alta domanda da Nord Europa’

    “In Italia abbiamo visto una ripresa molto forte, e al momento registriamo una alta richiesta dal Nord Europa verso il vostro paese”. Lo sottolinea all’Adnkronos Michael O’Leary, ad del gruppo Ryanair, in occasione della presentazione degli operativi invernali, ribadendo la ’scommessa’ della compagnia sul nostro mercato, confermata dall’apertura di due nuove basi (Treviso, già operativa, e Torino, da fine ottobre). O’Leary evidenzia le dinamiche - in questa fase post-pandemica - del traffico aereo: “I voli nazionali si stanno riprendendo molto più rapidamente di quelli a lungo raggio, anche perché il varo del green pass europeo digitale a luglio ha spinto il traffico domestico”. Per quanto riguarda l’Italia, in dettaglio “pensiamo che le prenotazioni della stagione estiva si allungheranno a settembre e ottobre”. “Chi prima del covid avrebbe viaggiato in autunno verso l’Asia o l’America oggi è in un certo senso forzato a restare in Europa e l’Italia è in cima alla sua agenda” osserva l’ad di Ryanair. Ma - spiega - i viaggiatori potranno contare su costi più favorevoli, visto che “è una ripresa di volumi e non di prezzi, che sono stati in questi mesi molto più bassi rispetto al periodo pre-covid e lo resteranno anche nelle prossime stagioni”.

  • Vaccini, Zaia: Terza dose? Se serve, meglio iniziare subito con anziani

    La terza dose di vaccino anti-Covid? “Ci dicano: o serve o non serve, non è che siamo innamorati. Ci inquieta questo attendismo. Sarebbe meglio che si inizi subito per gli anziani. Pensare di andare a vaccinare gli anziani a dicembre vuol dire che non li mettiamo al sicuro per l’inverno. Attenzione che poi si arriva a marzo se si inizia dicembre. Io sarei per farli subito”. Così il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, in conferenza stampa dalla sede della Protezione civile di Marghera.

  • Bassetti, ’test salivari a scuola solo per under 12, per gli altri Green pass’

    “I test salivari vanno bene nelle scuole per la fascia di età dei ragazzi che non possono ad oggi fare il vaccino, quindi per gli under 12. Ma secondo me dovrebbero essere fatti da un operatore sanitario, perché sulla lettura del test da parte di un genitore nutro diversi dubbi e qualcuno che non fa le cose per bene potrebbe esserci. Per gli over 12 che possono vaccinarsi, però, chiederei il Green pass: visto che c’è la possibilità di immunizzarsi, perché non farlo?”. Lo afferma all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore del reparto di Malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova, commentando una possibile estensione dei test salivari a scuola, anche oltre gli istituti ’sentinella’.

  • Green pass: respinto emendamento su under 18, Lega lo vota

    L’Aula della Camera respinge l’emendamento di Fdi al dl Covid sulla esenzione green pass per i minorenni. L’emendamento, su cui c’era parere contrario del governo, è stato votato anche dalla Lega: si è visto dal tabellone della votazione. “Voti favorevoli largamente inferiori alla maggioranza assoluta. Molti evidentemente si sono vergognati e sono usciti per non votare. Rimane solo prossimo emendamento a scrutinio segreto”, dice Claudio Borghi della Lega.

  • Senza mascherina per Napoli-Venezia,sanzionati in 30

    Allo stadio per vedere Napoli-Venezia senza rispettare il distanziamento e senza indossare la mascherina: la Questura di Napoli ha comminato 30 sanzioni amministrative ad altrettanti supporter azzurri che hanno assistito al match di calcio dello scorso 22 agosto nel Diego Armando Maradona di Fuorigrotta. Si tratta di tifosi che non indossavano i dispositivi di protezione individuale e che nelle due curve hanno occupato posti diversi da quelli indicati nel biglietto, non rispettando così il posizionamento a scacchiera previsto per il contenimento della pandemia da Covid-19. La Questura ha anche denunciato otto tifosi che, in occasione della stessa partita hanno scavalcato le recinzioni che separano il settore inferiore da quello superiore della curva B. Nei confronti di questi ultimi otto supporter è stata avviata anche la procedura per l’emissione del DASPO.

  • Guariti senza anticorpi, rischi se carica virale bassa

    Non tutte le persone che guariscono dal Covid sviluppano anticorpi specifici, il fenomeno è associato a un’età media più giovane ma soprattutto a un’infezione con carica virale bassa. A dimostrarlo uno studio dei Centers for Disease Control and Prevention Usa (Cdc) pubblicato su Emerging Infetcious Diseases, ha concentrato l’attenzione sulla mancata ’sieroconversione’ o presenza di anticorpi nel sangue. I ricercatori, guidati da Weimin Liu, virologo dell’Università della Pennsylvania, hanno studiato un campione di 72 persone convalescenti reclutate presso l’Università dell’Alabama a Birmingham, negli Usa. Di questi, solo due persone non hanno riportato sintomi, mentre 13 hanno riportato una malattia lieve, 48 una malattia moderata e 9 grave. I ricercatori hanno quindi testato utilizzando ’Elisa’, il test convalidato per gli anticorpi contro la proteina spike, i campioni di plasma raccolti al momento dell’arruolamento e delle visite di follow-up. Ne è emerso che solo 46 dei 72 partecipanti avevano risposte IgG e IgA rilevabili o entrambe. Al contrario, 26 sono rimasti sieronegativi, pertanto, il 36% della coorte rappresentava non responsivi sierologici, ovvero non aveva sviluppato anticorpi. Per indagare le potenziali ragioni della mancanza di quella che i ricercatori hanno definito “sieroconversione”, sono stati esaminati i dati demografici, clinici e di laboratorio. “Non siamo riusciti a trovare un’associazione significativa con lo stato sierologico, sebbene abbiamo osservato una tendenza all’aumento della positività anticorpale con l’aumento della gravità dei sintomi”, scrivono. Invece, “le persone sieronegative erano in media 10 anni più giovani di quelle sieropositive e mostravano valori Ct della PCR (che indica quanti cicli di moltiplicazione della PCR devono essere eseguiti per rivelare la presenza del Dna virale) in media di 11 cicli più alti”. Pertanto, concludono, “basse cariche virali al tampone nasofaringeo sembrano insufficienti per suscitare una risposta anticorpale sistemica”.

  • Terza dose, orientamento Aifa favorevole per immunodepressi

    Orientamento favorevole da parte della commissione tecnico scientifica dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), secondo quanto si apprende, alla terza dose di vaccino anti-Covid per i soggetti immunodepressi. Il parere finale non è però ancora pronto ed è al momento ancora in discussione.

  • Ordine medici, ’0,3% colleghi non vaccinati, 500 sospesi su 1.500’

    “C’è ancora lo 0,3% di medici non vaccinati” contro Covid-19, “quindi sono più o meno 1.500. Un po’ più di 500 sono stati sospesi”, mentre “per i restanti aspettiamo le comunicazioni da parte delle Asl”. A fare il punto è Roberto Monaco, segretario generale della Fnomceo, la Federazione nazionale Ordini dei medici, ai microfoni della trasmissione ’L’Italia s’è desta’ su Radio Cusano Campus. “Tutti i nomi di coloro che non hanno opportuna giustificazione, dopo l’analisi dell’Asl, vengono comunicati agli Ordini professionali per gli adempimenti di legge - ha ricordato - e piano piano stanno arrivando. La situazione è sotto controllo e via via che stanno arrivando le comunicazioni dalle Asl si sta andando avanti”. “Ricorsi? Quando si applica una legge non si può avere paura dei ricorsi - ha risposto Monaco - Ci aspettiamo che qualcuno faccia ricorso, ma noi dobbiamo applicare una legge dello Stato e come Ordine dei medici dobbiamo applicare anche un codice deontologico, per cui un uomo di scienza non può esercitare se non crede nella scienza”.

  • Afghanistan: tutti negativi al covid i 121 profughi Sanremo

    Sono risultati tutti negativi al tampone effettuato ieri dall’Asl1 Imperiese, i 121 afghani giunti sabato scorso alla base logistico militare di via Lamarmora a Sanremo (Imperia) per trascorrere cinque giorni di quarantena prima di essere ricollocati in altre strutture del nord Italia. L’azienda sanitaria ha sottoposto a tampone anche la bimba di 2 anni facente parte del primo gruppo di 206 profughi arrivato alla base militare il 26 agosto scorso: anche la piccola, risultata positiva ai precedenti tamponi, è ora negativa e potrà lasciare la base insieme alla sua famiglia. Tutti gli altri rifugiati arrivati il 26 agosto erano già stati ricollocati in strutture di Veneto e Liguria.

  • Bolzano, sì a Green pass sugli impianti di risalita

    “Sosteniamo gli sforzi politici per introdurre il Green pass come prerequisito per l’accesso agli impianti di risalita”. Lo ha dichiarato nella sua relazione all’assemblea dell’Associazione degli esercenti funiviari dell’Alto Adige tenuta a Bolzano il presidente Helmuth Sartori. “A causa delle nevicate precoci ed estese e della data ottimale di Pasqua, l’inverno 2020/21 avrebbe potuto essere una stagione da record. Invece passerà alla storia come un fallimento totale”, ha ricordato Sartori sottolineando che “non possiamo più permettere che si verifichi un’altra situazione di questo genere”. “Mancano all’appello più di 360 milioni di euro di fatturato - ha avvertito il presidente dell’associazione - Le aziende che non hanno impianti in esercizio anche nella stagione estiva sono rimaste senza reddito per 20 mesi e lottano per la sopravvivenza economica”. Sartori ha chiesto “soluzioni in tempo per la prossima stagione invernale 2021/22 e il quadro giuridico deve essere definito in modo chiaro in anticipo”. Oltre all’obbligo del Green pass, ha aggiunto “possiamo anche immaginare una limitazione della capienza dei veicoli chiusi all’80%. Siamo favorevoli al 100% ad altre misure come l’obbligo di uso di mascherine o la fornitura di colonnine con gel disinfettante - ha proseguito Sartori - ma una cosa deve essere chiara a tutti noi: abbiamo assolutamente bisogno di sicurezza nella pianificazione”.

  • Riunione Aifa per valutazione su terza dose

    Il Comitato tecnico scientifico dell’Aifa, a quanto si apprende, è in riunione per la valutazione in merito alla terza dose di vaccino da inoculare alle categorie fragili a partire dagli immunodepressi, come anticipato ieri dal generale Francesco Paolo Figliuolo. Il meeting sarebbe iniziato ieri e dovrebbe proseguire fino a venerdì. Il parere sarà poi trasmesso al ministero della Sanità.

  • Oms, variante Delta in 174 Paesi, 4 in più in 7 giorni

    A livello globale sono stati segnalati casi di variante Delta di Sars-CoV-2 in 174 Paesi. Lo sottolinea il report settimanale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), relativo alla settimana 30 agosto-5 settembre. Rispetto ai 7 giorni precedenti, sono 4 in più i Paesi dove è presente la variante Delta.

  • Russia, 18.024 nuovi casi e 797 decessi in 24 ore

    In Russia nelle ultime 24 ore sono stati registrati 18.024 nuovi casi di Covid-19 e 797 decessi provocati dalla malattia: lo riporta il centro operativo nazionale anticoronavirus, ripreso dalle agenzie di stampa russe. In totale, dall’inizio dell’epidemia, in Russia sono stati accertati 7.065.904 casi di Covid-19.

  • Oms, numeri stabili, 4,4 mln di casi e 68mila morti in 7 giorni

    L’incidenza globale dei casi Covid-19 è rimasta stabile nel corso del mese, con oltre 4,4 milioni di nuovi casi segnalati nei 7 giorni compresi fra il 30 agosto e il 5 settembre. Lo sottolinea l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), nel suo report settimanale. Anche il numero dei decessi a livello globale è rimasto simile alla settimana precedente, con poco meno di 68mila nuovi morti riportati. Nel periodo monitorato, tutte le regioni hanno registrato un calo (Africa, Sud-Est asiatico e Mediterraneo orientale) o un andamento simile (Europa e Pacifico occidentale) relativamente ai nuovi casi, tranne la regione Americhe che ha riportato un aumento del 19% rispetto ai 7 giorni precedenti. L’incidenza di nuovi decessi è diminuita in tutte le regioni, tranne che nelle Americhe e in Europa dove i morti sono saliti rispettivamente del 17% e del 20%. Il numero complessivo di casi di Covid-19 è ora di poco superiore a 220 milioni, mentre i decessi sono oltre 4,5 milioni.

  • Bombardieri, ’I lavoratori non sostengano i costi dei tamponi’

    “Il tampone è una delle opportunità che riguarda una scelta singola in un campo, quello della salute, che è possibile. Se questo tema c'è un principio: se riguarda la salute e la sicurezza sui posti di lavoro, i lavoratori non devono sostenere costi”. Così il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, ai microfoni di 24 Mattino su Radio 24. “In questo periodo - ha aggiunto Bombardieri - ci sono state scelte d'emergenza che hanno permesso alle aziende di defalcare i costi fatti sulla sicurezza, noi pensiamo che questa sia la strada giusta”.

  • Docenti no green pass, ministro Messa: «Sorpresa da firma Barbero, ma rimane stima»

    «Sorpresa». Così si definisce ai microfoni della trasmissione The Breakfast Club, su Radio Capital, Maria Cristina Messa, ministra dell'Università, riguardo l’adesione dello storico Alessandro Barbero alla raccolta firme contro l'obbligo del Green Pass per i docenti. «Non diminuisce la stima nelle sue capacità di docenza, di studioso e di ricercatore - sottolinea la ministra - però non so come mai abbia firmato». L'appello contro il certificato verde è arrivato a 600 firme, ma la ministra Messa non è preoccupata per il numero: «Noi abbiamo 55 mila docenti strutturati e un milione e ottocento mila studenti, quindi dire che sono tanti è relativo. Ma, che siano tanti o che siano pochi, va comunque ascoltata la ragione. Io in questo momento nelle ragioni espresse, in modo particolare da alcuni di loro, contrappongo il bene pubblico».

  • Farnesina: Italia impegnata in equa distribuzione vaccini

    “Sin dall’inizio della pandemia , l’Italia è stata fra i primi Paesi a sostenere l’importanza di un accesso equo e universale ai vaccini, le cure e i test per il Covid-19, sulla base di un principio di solidarietà internazionale secondo il quale nessuno sarà al sicuro fino a che non lo saranno tutti. Solo attraverso la cooperazione internazionale e il rafforzamento del sistema di salute globale, infatti, si potrà porre fine alla pandemia”. È quanto afferma in una nota la Farnesina, ricordando che, su queste basi, l’Italia nel 2020 ha dato vita, insieme ai suoi principali partner, all’Acceleratore Act (”Access to Covid-19 Tools Accelerator”) e alla “Covax Facility” al suo interno, di cui è fra i principali sostenitori con un contributo di 385 milioni di euro. Inoltre, in qualità di Presidenza del G20, l’Italia è impegnata a porre al centro dell’agenda internazionale i temi della salute e della preparazione a fronte di nuovi potenziali rischi pandemici, come confermato in occasione del Vertice sulla Salute Globale organizzato il 21 maggio scorso insieme alla Commissione europea. Oltre al contributo finanziario, si aggiunge nella nota, entro il 2021 l’Italia donerà 15 milioni di dosi di vaccino ai Paesi a medio e basso reddito, principalmente tramite Covax. Le donazioni sono iniziate ad agosto, con la destinazione dei primi lotti a Covax, che ne sta curando l’allocazione tramite Gavi, Oms e Unicef. Ad oggi sono state assegnate oltre 4 milioni di dosi donate dall’Italia. Uno dei primi Paesi a ricevere le dosi donate sarà il Vietnam, cui ne verranno consegnate 800.000 tra pochi giorni. “Si tratta - conclude la nota - di un importante gesto di amicizia e di solidarietà nei confronti di un partner strategico per l’Italia nel Sud- Est asiatico e nell’Asean”. Fra gli altri Paesi che riceveranno a breve dosi donate dall’Italia anche Albania, Indonesia, Iran, Iraq, Libano, Libia, Yemen.

  • Misericordie: Scarsa attenzione dalla Regione Toscana

    Le Misericordie della Toscana sono “pronte a lanciare l’assedio” a palazzo Sacrati Strozzi, sede della Giunta regionale, invadendo con le loro ambulanze e i loro mezzi piazza Duomo, a Firenze, “per protestare contro la scarsa attenzione che la Regione sta dimostrando per il servizio svolto ed il gravoso impegno sostenuto nell'affrontare il Covid ”. “In questo anno e mezzo difficilissimo, in cui spesso si è dovuto navigare a vista, con la loro capillare rete fatta di 309 confraternite e oltre 400 sedi operative presenti in ogni angolo della Toscana, le Misericordie sono state presidio e punto di riferimento certo per le comunità”, si legge in un comunicato. “Abbiamo fatto di tutto – dice il presidente della Federazione delle Misericordie della Toscana, Alberto Corsinovi – per rispondere ai bisogni e alle esigenze dei cittadini, ma anche alle richieste che ci arrivavano dalla Regione e dalle istituzioni sanitarie nonché dalle amministrazioni comunali. Abbiamo sempre risposto ‘eccoci', come nostra abitudine ed oggi è davvero mortificante constatare la scarsa attenzione che la Regione ci riserva. Da Aprile scorso, quando insieme a Croce Rossa ed Anpas abbiamo chiesto un incontro urgente, stiamo ancora aspettando di poter parlare col presidente Eugenio Giani, per rappresentargli le straordinarie difficoltà e problematiche con cui ci confrontiamo e i costi assai aumentati per portare avanti i nostri servizi, quelli di sempre e quelli nuovi”.

  • In Trentino sospesi 2 medici e 40 infermieri no vax dell’Asp

    Prime sospensioni formali per gli operatori sanitari no vax del Trentino. Due medici e 40 infermieri in forza all’Azienda sanitaria provinciale (Asp) di Trento, che hanno scelto di non aderire alla campagna vaccinale, dall’8 settembre sono ufficialmente a casa senza stipendio con impossibilità di svolgere la professione privatamente. Lo ha decretato l’Ordine dei medici e quello delle professioni infermieristiche, riunitisi per valutare le segnalazioni dell’Azienda sanitaria.

  • La lotta al Covid taglia le cure per Aids, Tbc e malaria

    Il Covid-19 ha avuto un «impatto devastante» sulla lotta contro l’Aids, la malaria e la tubercolosi, che ha registrato un calo senza precedenti. A lanciare l’allarme è il Fondo globale per combattere queste malattie nel suo rapporto sul 2020. Per la prima volta dalla sua creazione nel 2002, il Fondo sta regredendo: particolarmente preoccupanti i significativi tagli ai test Hiv e ai servizi di prevenzione per le popolazioni chiave e vulnerabili, e si ha una forte diminuzione del numero di persone testate e curate per la tubercolosi, con particolare impatto sui programmi di controllo della tubercolosi farmacoresistente. Il Covid-19 ha gravemente interrotto l’accesso ai sistemi sanitari, ai test di screening e alle cure in molti Paesi. Nel 2020, il numero di persone trattate per la tubercolosi resistente ai farmaci è diminuito del 19%. Nei paesi in cui investe il Fondo globale, hanno ricevuto cure circa 4,7 milioni di persone affette dalla malattia, circa un milione in meno rispetto al 2019. Quanto all’Hiv, mentre il numero di sieropositivi che ricevono un trattamento antiretrovirale ha continuato ad aumentare (+9% nel 2020), il rapporto indica un calo «allarmante» dei servizi di prevenzione e screening per le persone chiave e vulnerabili. Le persone raggiunte dai programmi di prevenzione dell’Aids sono diminuite dell’11% nel 2020, del 12% tra i più giovani. Le cure somministrate alle madri per evitare che i loro bambini contraggono il virus sono a -4,5%. Finora, i programmi contro la malaria sembrano essere stati meno colpiti dal Covid-19 e il numero di zanzariere distribuite ha continuato a crescere, con +17% nel 2020, ma sono gli screening diminuiscono del 4,3%. In definitiva, rilevano dal Fondo Globale, la pandemia di Covid-19 ha fatto luce sull’”importanza critica” dei sistemi sanitari in tutto il mondo, ha affermato il Fondo.

  • Casasco (Confapi): Dose obbligatoria oppure l’Italia non riparte

    “Il green pass da solo non è sufficiente, la pandemia ci ha insegnato che salute ed economia viaggiano di pari passo e quindi se non si garantisce la sicurezza a tutti i lavoratori non avremo mai una vera ripresa. Insomma, come già proposto, dobbiamo avere il coraggio di essere i primi a partire con la vaccinazione obbligatoria». A sottolinearlo è Maurizio Casasco, presidente di Confapi, in un’intervista a Libero. «Il ragionamento - spiega - è molto semplice: più vaccini, meno contagi, meno varianti che potrebbero diventare più pericolose e vanificare quanto fatto finora. Per questo parlo di obbligatorietà». E a chi invece parla di soppressione delle libertà? «Dico - risponde Casasco- che per me la libertà di scelta è fondamentale, ma che in questo caso la libertà di non vaccinarsi mette a rischio non solo la salute altrui ma anche la possibilità al Paese di ripartire». Interpellata sulla possibilità di una convergenza dei partiti sull’obbligo, «secondo me - dice - visto che l’obbligo assicurerebbe la ripresa a pieno regime di tutte le attività, Salvini, ma anche la Meloni, sempre attenti ai temi dell’impresa e dell’economia, potrebbero essere d’accordo. Piuttosto il tema è informare le persone sulla prevenzione e da questo punto di vista le aziende potrebbero fare la loro parte dedicando delle ore alla formazione dei propri dipendenti con il supporto dei medici del lavoro e dei sindacati». Ma, avverte Casasco, per la ripresa dell’economia, “restano altri grandi scogli. Per esempio, il rincaro e la penuria delle materie prime» e in particolare «Acciaio, rame, legno e plastica, soprattutto l’acciao». «L’Europa - prosegue - ha deciso delle quote sull’importazione raggiunte le quali si pagano dazi del 25%, mentre la Cina ha messo quote sulle esportazioni. Un’asimmetria che ha provocato l’aumento dei prezzi e la mancanza di acciaio sul mercato. Per di più con questa politica Pechino si prepara alla concorrenza sui prodotti finiti». Bisognerebbe convincere l’Europa a fare un passo indietro. «Sì. Sono consapevole che ci sono grandi interessi economici in ballo, ma questo è il momento delle scelte coraggiose, come quella sui vaccini obbligatori», conclude Casasco.

  • Fauci: Preoccupato da scettici e no vax, terza dose buona idea

    “Ora negli Usa e nel mondo la variante Delta è predominante: abbiamo lo sguardo rivolto anche alla Mu e alle sue mutazioni, ma rappresenta meno dello 0,5%. Speriamo di tenere la Delta sotto controllo, visto che i vaccini funzionano molto bene: il problema negli Usa è che, mentre una buona fetta di persone è stata vaccinata, 75 milioni di individui, che potrebbero esserlo, non lo sono. Quando anche queste persone saranno vaccinate, avremo una migliore gestione della situazione”. Lo ha detto l’immunologo Anthony Fauci, immunologo Usa e consigliere medico capo del presidente Joe Biden, in un’intervista a ’La Stampa’. “L’autunno in Italia? Penso che siate nella stessa condizione degli Usa. È necessario vaccinare il maggior numero possibile di individui. Dobbiamo essere sicuri - ha aggiunto - che in nazioni dove l’accessibilità ai vaccini è ampia, come in Italia, tutto proceda rapidamente. Se sarete veloci, in autunno si potrà tenere tutto sotto controllo”. La terza dose, a suo dire, “è una buona idea. Abbiamo visto negli Usa, e in Israele, dove i programmi sono più avanzati, che dopo alcuni mesi l’efficacia dei vaccini diminuisce, sia nel caso di sintomi leggeri sia nel caso di quelli più gravi che necessitano di un ricovero. E questo soprattutto nel caso della variante Delta. Basandoci sui dati, prevediamo, entro settembre, di iniziare a distribuire negli Usa la terza dose di Pfizer, Moderna o Johnson&Johnson”. No-vax e scettici non demordono e molti muoiono: lei come reagisce? “Sono molto preoccupato. Si tratta di contagi e di morti evitabili”, la replica di Fauci.

  • Messa (Università): Green pass unico strumento per sicurezza, l’Ateneo vale un ristorante

    ’’Ritengo che, se da un lato tutti debbono essere liberi di esprimere il proprio pensiero, dall'altro il dovere di chi governa è quello di far riprendere l'attività didattica in presenza e in sicurezza. In questo momento non si può pensare solo a se stessi: esiste una libertà collettiva che ha prevalenza’’. Lo dice in un’intervista a Repubblica la ministra dell’Università Maria Cristina Messa a proposito dell’appello di 600 docenti contro l’obbligo di green pass nelle Università. ’’È l'unico strumento che abbiamo affinché chi lavora e studia nelle aule, nei laboratori, negli uffici, nelle biblioteche ma anche negli spazi liberi degli atenei possa sentirsi sicuro’’. Non ci sta a sentire parlare di discriminazione. ’’Ma quale discriminazione! Non vaccinarsi, e non parlo di coloro che non possono farlo, è una scelta, che deve essere rispettata ma che va anche messa a confronto con il bene comune. Il green pass interviene su un aspetto molto pratico: rende disponibile a tutti un servizio essenziale come è l'università. Se non ci si lamenta di doverlo avere per andare al ristorante’’. Quanto alla possibile gratuità dei tamponi, Messa sottolinea che ’’hanno già prezzi calmierati sia per gli under 18 che per i maggiorenni. Sono in contatto con il commissario all'emergenza Figliuolo per valutare un ulteriore sconto sui costi dei test rapidi per gli studenti universitari’’. Sui controlli del green passa, spiega Messa, ’’per gli studenti vengono fatti a campione. Ai docenti invece controlliamo i Green Pass uno ad uno. Negli atenei più piccoli ci sono presìdi di controllo all'ingresso che, attraverso una App, ne verificano la validità. Molti atenei più grandi stanno mettendo a punto una piattaforma simile a quella della scuola, con la differenza che non sarà centralizzata a Roma ma verrà gestita dalle singole università’’.

  • In Italia 79,7 milioni di somministrazioni: ciclo completo per 72,3%

    Sono 79.703.348 le somministrazioni di vaccino anti- Covid in Italia. Lo riferisce l’ultimo aggiornamento del report nazionale che trova spazio sul portale della presidenza del Consiglio dei ministri. Ammontano a 39.072.107 le persone completamente vaccinate. Si tratta del 72,34% degli over 12 con due dosi o con una dose del siero di J&J.

  • Impennata di casi negli Usa: +300% rispetto al 2020

    Continua l’allerta Covid negli Stati Uniti. Il numero medio settimanale di casi di coronavirus nel Paese è stato quasi del 300% più alto nel fine settimana del Labor Day (6 settembre) rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, come dimostrano i dati della Johns Hopkins University. Il numero medio di decessi è stato superiore di oltre l’86% rispetto allo stesso periodo del 2020. Ci sono stati 1.146 milioni di casi settimanali lo scorso fine settimana rispetto ai 287.235 dell’anno scorso.

  • In Australia arriva il pass vaccinale internazionale

    L’Australia comincerà da ottobre a emettere certificati internazionali di vaccinazione anti- Covid per consentire ai viaggiatori di comprovare all’estero il proprio status di immunizzazione. Il governo federale, riferisce il Sydney Morning Herald, è inoltre in colloqui con altri Paesi per stabilire quali vaccini saranno riconosciuti in accordi di viaggio entro ’bolle’ concordate tra Stati. I passaporti vaccinali per i viaggi internazionali saranno disponibili sia dai telefoni cellulari dei viaggiatori, sia su carta. È anche in via di introduzione un sistema di certificazione dello status vaccinale mediante chip nel passaporto. Il primo ministro Scott Morrison ha indicato che l’introduzione della quarantena in casa sarà la chiave per riaprire i confini. L’Australian Health Protection Committee, guidato dall’ufficiale medico capo Paul Kelly, ha all’esame differenti opzioni di quarantana da applicare a persone vaccinate che entreranno in Australia. L’obiettivo è mettere fine al travagliato sistema di quarantena in hotel.

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