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Coronavirus: oltre 4 ore di lavoro senza sosta per “porzionare” i vaccini da spedire in tutta Italia

Un lavoro di squadra col cronometro alla mano per dividere nel tempo massimo di tre minuti e confezionare le crio box inviate in tutta Italia. Quarantanove flaconcini da sei dosi in ogni scatolina

di Nicoletta Cottone

I primi vaccinati in Italia allo Spallanzani

2' di lettura

Ci sono volute oltre quattro ore di lavoro senza sosta per “porzionare” i vaccini da inviare in tutta Italia. Quando è stato scaricato il camion della Pfizer Biontech appena giunto allo Spallanzani nella mattinata di Santo Stefano, si è subito messa al lavoro una equipe specializzata dell’Istituto di ricerca di via Portuense, hub nazionale, per dividere e confezionare le 9.750 dosi di vaccino da inviare in tutta Italia. Via terra con le auto delle Forze armate e per via aerea grazie a cinque aerei dell’Aeronautica, dell’Esercito e della Marina, pronti a volare in tutto il Paese per far partire le vaccinazioni nel V-day del 27 dicembre.

Un lavoro di squadra col cronometro alla mano

Un lavoro di squadra effettuato da due farmacisti, Giovanni Zaccaro e Aldo De Luca e da Carmine Ciaralli, dirigente delle professioni sanitarie tecniche, con la dirigente della farmacia Silvia Murachelli che svolgeva, insieme a esponenti dell’esercito, gli aspetti amministrativi della procedura. Con un tenente farmacista dell’esercito che cronometrava i minuti impiegati nelle operazioni, per avere la certezza di rispettare puntualmente i tempi.

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Tre minuti di tempo per il “porzionamento”

La criticità che ha dovuto affrontare l’equipe era legata al tempo: entro tre minuti era necessario confezionare le scatole da inviare alle regioni e alle province autonome e rimetterle nei frigoriferi a - 75 gradi. «Un lavoro di squadra molto delicato - spiega Carmine Ciaralli, dirigente delle professioni sanitarie tecniche - per le quantità diversificate da inviare in ogni regione». Per esempio per la Lombardia c’erano sette scatoline e mezzo da recapitare. Quarantanove flaconcini in ogni scatolina. Necessario poi un doppio confezionamento per l’invio delle partite di vaccino, da infilare nei criobox per le regioni, contenitori isotermici dedicati al trasporto a temperatura controllata, per garantire il mantenimento delle basse temperature richieste dal vaccino.

Richiesta una complessa organizzazione per la somministrazione

Molto complessa anche la procedura per la somministrazione del vaccino. Le fiale, che devono essere conservate a -75° C, devono essere scongelate lentamente: almeno tre ore in frigoriferi + 2-8° C o 12 ore a temperatura ambiente. Una volta scongelate devono essere somministrate entro 5 giorni. «Quindi è richiesta una complessa organizzazione delle singole regioni, Asl e aziende ospedaliere - spiega Paola Gallì, dirigente medico della direzione sanitaria dello Spallanzani - per evitare qualsiasi spreco. É necessario chiamare il numero giusto di persone da vaccinare, comprese le eventuali riserve, per evitare che le dosi scongelate vadano inutilmente perdute».

Cinque dosi in ogni flaconcino

E prima di poter somministrare i vaccini si sono ulteriori delicati passaggi da rispettare. La fiala deve essere capovolta lentamente - ma non agitata - per dieci volte. E prima della somministrazione deve essere diluita in una soluzione di cloruro di sodio. In ogni flaconcino ci sono sei dosi per altrettanti vaccinandi. L’immunità è completa dopo una settimana dalla seconda dose, che si somministra 21 giorni dopo la prima.

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