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Coronavirus, ora Pechino corteggia gli investitori esteri

Dopo il calo del 25,6% degli investimenti diretti dall’estero a febbraio, il governo promette supporto e ampliamento delle opportunità

di Stefano Carrer

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Dopo il calo del 25,6% degli investimenti diretti dall’estero a febbraio, il governo promette supporto e ampliamento delle opportunità


2' di lettura

La Cina corteggia gli investimenti stranieri, dopo il forte calo recente connesso allo scoppio dell’epidemia da coronavirus. A febbraio gli Fdi (investimenti stranieri diretti) in Cina, secondo i dati ufficiali, sono precipitati del 25,6%, secondo un trend che potrebbe essere confermato a marzo. Del resto, oggi la Cina è praticamente chiusa a tutte le persone non cinesi, con la sospensione generalizzata dei visti in un Paese che teme i contagi “di ritorno” (da ultimo perfino ai diplomatici stranieri è stato chiesto di evitare di andare nella capitale Pechino, dopo l’emergere di casi di contagio anche presso la loro comunità).

Lista negativa ridotta

Il ministero del Commercio ha però oggi sottolineato di essere impegnato a supportare le imprese straniere nel Paese, cercando di minimizzare l’impatto del coronavirus sugli investimenti esistenti. Non solo: il ministero ha enfatizzato che saranno ulteriormente ridotte le restrizioni per gli investitori stranieri, in particolare tagliando la cosiddetta “lista negativa” di settori per i quali l’ingresso di capitali esteri è proibito o sottoposto a forti limitazioni.

Stimoli all’economia
Intanto il vicegovernatore della banca centrale Liu Guoqiang ha dichiarato che sono ampi gli strumenti a disposizione per supportare il recupero dell'economia, che a suo parere dimostrera' “resilienza” e tornerá presto a crescere dopo l’inevitabile calo che si registrerá nel primo trimestre. L’impatto dell'’pidemia, ha evidenziato, dovrebbe essere temporaneo.
Sul tagli ai tassi principali (1,5% sui depositi), comunque, si è mostrato cauto, alla luce del livello dell'inflazione (intorno al 5.3,%). La banca centrale ha fissato oggi il livello midpoint dello yuan a 7,1104, minimi dalla crisi finanziaria globale del 2008.

Il 'codice verde', la chiave per riaprire la Cina


ADB pessimista
L’Asian Development Bank, nelle sue ultime previsioni, ha stimato per la Cina una crescita economica limitata al 2,3% nel 2020, appena superiore al 2,2% medio che si attende per le 45 economie asiatiche emergenti e in via di sviluppo (la minore espansione regionale da 22 anni).

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