La riunione di Marzo

Coronavirus, ora tocca alla Bce: nuova liquidità in arrivo

La Banca centrale ha di fronte un deciso calo dei rendimenti, ma anche un rialzo dell’euro e una brusca flessione dell’azionario. I mercati aspettano un ampio pacchetto e non escludono un taglio dei tassi

di Riccardo Sorrentino

(REUTERS)

3' di lettura

Il tema è, ovviamente, uno solo. Il coronavirus. Altre banche centrali si sono già mosse, con modalità diverse. Ora è il turno della Banca centrale europea, che difficilmente potrà ulteriormente abbassare i tassi – quello sui depositi è al -0,50%, a carico delle banche – ma potrà almeno garantire la liquidità sufficiente per mantenere funzionante il meccanismo di trasmissione della politica monetaria e stabilizzare i mercati.

I limiti della politica monetaria
La politica monetaria, come quella fiscale, non può certo risolvere il problema economico creato dal coronavirus. Non può far riaprire le aziende, non può spingere i consumatori a comprare. In Eurolandia, è vero, solo l’Italia è “chiusa per epidemia”, con le famiglie costrette a restare in casa il più possibile, ma è evidente che le istituzioni europee devono prepararsi anche allo scenario di un progressivo allargamento - per così dire - della zona rossa anche ad altri Paesi.

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Il nodo della liquidità
La politica monetaria però può, e deve, dare una mano. Occorre liquidità, con una difficoltà in più rispetto alla crisi del 2007-08 che la presidente della Bce Christine Lagarde ha già evocato: la massa di denaro deve arrivare nel profondo dell’economia. Non deve cioè fermarsi al sistema finanziario e bancario, dove può restare parcheggiata – è già successo – per i vincoli posti dalle esigenze di redditività, ma deve arrivare alle imprese di beni e di servizi, e soprattutto alle più piccole.

Nuove Tltro?
Alcune indiscrezioni, raccolte dalla Reuters parlano di una nuova serie di aste di liquidità Tltro, orientate (“targeted”, una parola che compare nell’acronimo di questo tipo di operazioni e che ha risuonato nei discorsi dei banchieri centrali europei) specificamente tarato per le medie e soprattutto le piccole e piccolissime imprese. Potrebbe non essere sufficiente, però: anche per questo la presidente Lagarde ha chiesto il sostegno del Governo, senza il quale non sarà possibile scendere davvero in profondità. Anche Hong Kong, che ha usato l’”arma” dell’Helicopter money, ha dovuto far applicare questa misura teoricamente monetaria dall’Esecutivo, senza il cui intervento non sarebbe stato possibile raggiungere tutti i cittadini.

Cura dei rendimenti in forte flessione

LA CURVA DEI RENDIMENTI SPOT
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I mercati si aspettano molto. La curva dei rendimenti è rapidamente calata, soprattutto nella parte più lunga della curva, in dipendenza del forte rialzo delle quotazioni delle obbligazioni, oggi preferite dagli investitori. I rendimenti sono di gran lunga la componente principale delle condizioni finanziarie, e questo fattore – da solo – lascerebbe pensare che i mercati stiano facendo una parte del lavoro della Banca centrale europea (che però, in ogni caso, non può permettersi di deludere queste aspettative).

Il rialzo dell’euro

IL BRUSCO RIALZO DELL’EURO
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Le altre due componenti delle condizioni finanziarie vanno però in direzione opposta e, per quanto molto meno incisive, non possono essere ignorate. Anche perché i movimenti delle quotazioni sono stati piuttosto bruschi e potrebbero richiedere attenzione non tanto dal punto di vista della politica monetaria e della sua trasmissione, quanto da quello della stabilità finanziaria. Il cambio effettivo dell’euro – un indice calcolato rispetto a tutte le principali valute – è salito del 2,6% dal 28 gennaio al 10 marzo: per un indice composito è un rialzo piuttosto ripido.

La brusca flessione delle Borse

LO SCIVOLONE DELL’AZIONARIO

Indice Stoxxe 50

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Anche le Borse hanno perso terreno molto rapidamente: -24% l’indice Stoxxe 50, dal picco del 19 febbraio fino alla chiusura del 10 marzo. L’azionario non ha in Eurolandia lo stesso peso, per il finanziamento delle imprese, che ha negli Stati Uniti, né ha genera un analogo “effetto ricchezza” sui consumatori. La Bce non quindi è costretta a dare alle Borse la stessa attenzione che viene loro riservata dalla Federal reserve. Non è però un mercato da ignorare nel momento in cui mostra movimenti così repentini.

Verso un ampio pacchetto di interventi
Le attese degli investitori puntano quindi vero un pacchetto integrato di interventi: non soltanto nuove Tltro, che sono uno strumento affidato alla”buona volontà” delle banche, ma anche maggiori acquisti di titoli, eventualmente modificando i limiti che la Bce ha posto a se stessa, e persino un ulteriore taglio dei tassi (tecnicamente possibile). La flessione delle aspettative di inflazione, almeno nella misura di mercato (gli inflation rate swaps 5y5y è sceso martedì 10 al minimo storico di 0,9239%, contro un obiettivo del 2%), consentono di giustificare anche una manovra aggressiva. Saranno però i dettagli di ciascuna misura a determinare se le mosse di Francoforte saranno davvero di aiuto. È un momento difficile anche per la Bce.

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