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Caos mascherine: obbligatorie, mai, solo nei supermarket. Le Regioni in ordine sparso

In Lombardia e Toscana mascherine obbligatorie ovunque fuori casa. In Veneto e Friuli Venezia Giulia l’obbligo vale solo per accedere nei supermarket e nei mercati. In Liguria nessun obbligo ma distribuzione a tappeto. Valutazioni in corso in Campania e Sicilia

di Andrea Gagliardi

In Veneto obbligo di mascherine e guanti al supermercato

In Lombardia e Toscana mascherine obbligatorie ovunque fuori casa. In Veneto e Friuli Venezia Giulia l’obbligo vale solo per accedere nei supermarket e nei mercati. In Liguria nessun obbligo ma distribuzione a tappeto. Valutazioni in corso in Campania e Sicilia


5' di lettura

Per frenare i contagi da coronavirus la misura più dura l’ha presa la Lombardia con l’ordinanzadel governatore Attilio Fontana che obbliga chiunque esce di casa a indossare la mascherina o comunque una protezione (anche una sciarpa o un foulard) su naso e bocca. Ma anche altre regioni (dalla Toscana alla Valle d’Aosta) hanno preso o si accingono a prendere provvedimenti, più o meno restrittivi, muovendosi ognuna per conto suo, in mancanza di obblighi in questo ambito a livello centrale. Mentre c’è chi, come la Sicilia o la Campania, sta ancora valutando l’opportunità di interventi in materia. E per ora non ha imposto obblighi di sorta.

In Toscana mascherine obbligatorie fuori casa
La Toscana imita la Lombardia, ma con un approccio più graduale: mascherine obbligatorie fuori casa, ma solo dopo che saranno distribuite comune per comune. Il presidente Enrico Rossi ha firmato lunedì 6 aprile l'ordinanza che rende obbligatorio l'uso della mascherina fuori casa appena i Comuni avranno ultimato la distribuzione di 8 milioni e mezzo di questi dispositivi di protezione alla cittadinanza. «Abbiamo dato un tempo massimo di 7 giorni per la distribuzione - ha spiegato il governatore toscano in un videomessaggio - Naturalmente speriamo che tutto questo possa avvenire il prima possibile».

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Anche in Alto Adige obbligo di mascherine
Rigorose anche le misure adottate in Alto Adige dove l’ultima ordinanza del governatore Arno Kompatscher introduce l'obbligo di coprire naso e bocca con una mascherina oppure uno scaldacollo al di fuori dell'ambiente familiare, ovvero in strada e al supermercato. L'ordinanza non prevede comunque nessuna multa in caso di inosservanza.

In Veneto solo in supermarket e mercati
Il Veneto ha acquistato già 24 milioni e 700 milioni di mascherine di protezione, e ne sta consegnando alle Usl 239mila al giorno. Ma ha optato finora per un approccio più graduale, con l’obbligo solo per accedere nei supermarket e nei mercati all'aperto e al chiuso. Ma c’è anche chi si spinge oltre. Il Comune di Treviso - primo in Veneto - ha introdotto infatti l'obbligo delle mascherine di protezione per chiunque si muova in area pubblica, indipendentemente dal motivo dell'uscita da casa.

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In Valle d’Aosta mascherine e guanti nei negozi
In Valle d'Aosta sono obbligatori mascherine e guanti all'interno degli esercizi commerciali. Anche il personale dei negozi deve essere protetto con i dispositivi previsti. Lo stabilisce un'ordinanza del presidente della regione, Renzo Testolin, che concede anche alcune deroghe ai cantieri (massimo 5 operai impiegati) e introduce il divieto di svolgimento dei mercati ad eccezione di quelli che garantiscono un unico varco di accesso e di uscita e la sorveglianza delle distanze sociali. Finora in Valle d'Aosta sono arrivate 70.000 mascherine che i comuni stanno distribuendo ai cittadini mentre altre 100.000 dovrebbero giungere nella regione alpina nei prossimi giorni.

In Friuli mascherine e guanti solo in negozi alimentari
In Friuli Venezia Giulia, in base all'ordinanza n.7 emanata il 3 aprile fa dal Governatore, Massimiliano Fedriga, l'uso di mascherine o comunque protezioni per naso e bocca e guanti è obbligatorio soltanto all'interno di
mercati e degli esercizi commerciali di beni alimentari. Fedriga ha spiegato in un video che, «non c'è l'obbligo della mascherina - perché l'approvvigionamento è particolarmente difficile - ma basta accedere con sciarpa, foulard o anche un copricollo», l'importante è coprirsi naso e bocca. Per i guanti, mancando quelli in lattice, «si può entrare nei negozi di beni alimentari utilizzando i guanti monouso a disposizione per prendere frutta e verdura».

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In Piemonte obbligo mascherine per i commercianti
Da mercoledì 8 aprile in Piemonte indossare mascherine e guanti diventa obbligatorio per tutti gli addetti alla vendita mentre ai clienti viene raccomandato «di utilizzare la mascherina o qualsiasi altro indumento a copertura di naso e bocca». È una delle nuove misure decise da Alberto
Cirio, presidente della Regione Piemonte, nell'integrazione all'ordinanza per il contenimento del Coronavirus che sarà pubblicata nelle prossime ore.

In Emilia Romagna 3 mln di mascherine, ma no obblighi
In Emilia Romagna da mercoledì saranno messe a disposizione due milioni di mascherine gratuite per i Comuni per i cittadini e un milione per il sistema delle imprese. Tre milioni di mascherine gratuite, esclusi i lavoratori del sociosanitario, in maniera che ci sia una distribuzione più efficace. Lo ha annunciato il presidente dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, che ha aggiunto: «Non prendiamo nessuna ordinanza perché credo che nessuna regione riesca a garantire forniture costanti».

Anche in Liguria distribuzione a tappeto
Nessun obbligo anche in Liguria, ma il presidente Giovanni Toti in una diretta video via fb sull'emergenza coronavirus ha annunciato che inizierà giovedì in tutta la regione la distribuzione gratuita delle mascherine chirurgiche acquistate per i cittadini. «La distribuzione alla popolazione ligure avverrà attraverso i farmacisti, le edicole, i tabaccai e i 234 sindaci della Regione per chi non può uscire di casa. Ciascuno - ha concluso Toti - potrà avere la sua bustina di mascherine».

Nelle Marche presto ordinanza per mascherine
Il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli ha chiesto al Gores (Gruppo Operativo Regionale Emergenza Sanitaria) di valutare un provvedimento che altre Regioni hanno preso ieri per un uso più diffuso delle mascherine o quanto meno di un fazzoletto o foulard per proteggere naso e bocca. «I tecnici stanno preparando la loro relazione, quando sarà pronta - ha annunciato - faremo una nuova ordinanza per confermare l'opera di contenimento della pandemia».

In Abruzzo obbligo mascherina in fase 2
La Regione Abruzzo pensa di rendere obbligatorio l'uso delle mascherine in quella che verrà identificata come 'fase due' del coronavirus. L'ha confermato il presidente della Giunta, Marco Marsilio, spiegando di
essere favorevole all'obbligatorietà. «Non siamo ovviamente nelle condizioni della Lombardia attualmente - ha spiegato Marsilio - loro sono in condizioni più dure rispetto a noi. Tuttavia, quando la distribuzione delle mascherine sarà tale da poter coinvolgere l'intera popolazione
abruzzese, quando insomma ce ne sarà la ampia disponibilità, arriveremo anche noi a renderle obbligatorie in quella che sarà la fase due di riapertura della società»

In Campania valutazione in corso ma no obbligo
L'obbligatorietà delle mascherine in Campania è in valutazione ma non è al momento ritenuta la priorità per il presidente De Luca. La macchina regionale è impegnata a completare le scorte di dispositivi di protezione per tutti gli ospedali e le strutture sanitarie, in interlocuzione con la struttura nazionale guidata da Domenico Arcuri. Al momento, quindi, l'obbligatorietà delle mascherine non è prevista, ma la regione «valuta sempre tutte le possibili soluzioni per limitare al massimo il contagio». Da segnalare però l’obbligo di uso di mascherina per tutti i residenti nel Comune di Capri.

Su mascherine nessuna decisione Regione Sicilia
Nessuna decisione sulla obbligatorietà o meno delle mascherine per tutti è stata ancora presa dalla Regione Siciliana. Anche qui gli esperti dell'assessorato regionale alla Salute stanno ancora valutando la necessità di questa misura, anche sulla base di una eventuale differenziazione tra luoghi dove è assolutamente necessaria la protezione, come strutture sanitarie o luoghi con la presenza di numerose persone come i supermercati, o zone all'aperto.

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