Aziende in prima linea

Coronavirus, Pfizer e Moderna: corsa a produrre un vaccino contro Omicron in 100 giorni

Secondo i dati di laboratorio che arrivano da tutto il mondo, il nuovo ceppo appare più in grado di eludere i vaccini esistenti rispetto alla Delta

Omicron, in gennaio potrebbe essere dominante

3' di lettura

Omicron corre veloce, Big Pharma cerca di correre più veloce di lei. È in questa gara tra una variante estremamente contagiosa che, come ha detto il premier norvegese Jonas Gahr Stoere, «cambia le regole del gioco», e le aziende in prima fila nella produzione dei vaccini che si deciderà la sorte del Covid nei prossimi mesi.

In una fabbrica 20 miglia a nord di Boston, centinaia di lavoratori della Pfizer si stanno preparando a produrre milioni di dosi di un nuovo vaccino che potrebbe segnare la prossima fase della lotta contro il virus che da ormai due anni sta influenzando le nostre vite.

Loading...

Il lavoro sul «booster», come racconta l’agenzia Bloomberg, è iniziato il giorno dopo il Thanksgiving Day del 25 novembre nello stabilimento di Andover, Massachusetts, proprio mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità stava designando un nuovo ceppo di coronavirus, Omicron, come variante da tenere sotto osservazione. L’obiettivo è quello di arrivare a produrre un richiamo adattato a neutralizzare il virus nella sua variante altamente mutata in meno di 100 giorni.

Tante incertezze

Nessuno sa ancora quanto gravi saranno le infezioni provocate dalla nuova variante che si sta diffondendo rapidamente in tutto il mondo e che nel giro delle prossime ore sarà già prevalente a Londra. Il consigliere medico della Casa Bianca Anthony Fauci ha affermato che i primi studi sulla sua gravità sono stati finora «incoraggianti». Ma secondo i dati di laboratorio che arrivano da tutto il mondo, il nuovo ceppo appare più capace di eludere i vaccini esistenti rispetto alla Delta.

Delle 43 infezioni statunitensi di Omicron analizzate dal Centers for Disease Control and Prevention, la maggior parte riguardavano persone che hanno completato il ciclo di vaccinazione, anche se quasi tutti i casi erano relativamente lievi. Numeri ancora troppo bassi per trarre conclusioni. I ricercatori sono però allarmati dalle circa 30 mutazioni nella proteina spike che facilitano l’ingresso del coronavirus nelle cellule. I cambiamenti nel suo aspetto rendono più difficile per gli anticorpi trovare e distruggere la variante. Questo ha spinto Pfizer, il suo partner BioNTech e il concorrente Moderna a iniziare subito a studiare un richiamo capace di intercettare queste mutazioni.

Incertezza sulla durata della protezione

«Era la lista delle mutazioni che non avremmo mai voluto vedere», ha detto il presidente di Moderna Stephen Hoge, che dirige le operazioni scientifiche dell’azienda. Il produttore di vaccini, la cui fabbrica di mRNA si trova a soli 40 miglia da quella di Pfizer, ha iniziato a lavorare su Omicron il martedì prima del Giorno del Ringraziamento, e le riunioni si sono svolte anche durante le vacanze. Molti dipendenti «hanno avuto il loro Giorno del Ringraziamento rovinato» da Omicron, ha detto Hoge. I primi dati di laboratorio suggeriscono che tre dosi di vaccini mRNA esistenti proteggono contro Omicron. Ciò che è meno chiaro è quanto dura questa protezione, dal momento che gli anticorpi Covid sono stati visti diminuire nel tempo. Pfizer spera di avere i primi dati di efficacia nel mondo reale su come il suo vaccino si comporta contro la variante prima della fine dell’anno.

Rincorsa a Omicron

Quando la notizia della variante è emersa dal Sudafrica, il Ceo di Pfizer Albert Bourla ha deciso quasi immediatamente di iniziare la produzione su larga scala di un «booster» specifico per Omicron. Il lavoro si è intensificato così rapidamente che Pfizer non ha calcolato i costi.«Non potrei darvi la cifra in questo momento; non sono nemmeno sicuro che ne abbiamo parlato», ha detto Mike McDermott, capo della catena di approvvigionamento globale di Pfizer, che dà a Bourla aggiornamenti regolari sui progressi. «È molto insolito per un’azienda farmaceutica iniziare la produzione su larga scala di un prodotto che potrebbe non essere necessario» ha detto.

«Il processo di produzione ad Andover potrebbe iniziare da un giorno all’altro», ha detto McDermott. I lavoratori stanno aspettando che i ricercatori dell’azienda a Chesterfield, Missouri, consegnino la sequenza genetica che sarà utilizzata nel vaccino.

Nel 2020, Moderna ha impiegato 42 giorni per produrre i lotti del suo vaccino Covid e 63 giorni per iniziare i test. Con Omicron, «il nostro obiettivo è quello di avere una tempistica simile», ha concluso Hoge.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti