Lotta al Coronavirus

Coronavirus, piano vaccini: dalla distribuzione ai ritardi delle regioni, tutto quello che c’è da sapere

Per il Commissario straordinario all'emergenza, generale Francesco Paolo Figliuolo, l’obiettivo è “vaccinare l'80% della popolazione entro il 30 settembre”

Operatrice sanitaria somministra un vaccino all’interno dell’Hub collocato nel padiglione Jean Nouvelle a Genova (foto Ansa/Zennaro)

7' di lettura

L'obiettivo da raggiungere è “l'80% della popolazione vaccinata entro il 30 settembre”. Così il Commissario straordinario all'emergenza, generale Francesco Paolo Figliuolo, in audizione al Senato sullo stato di attuazione del piano strategico nazionale dei vaccini il 30 marzo 2021. Ce la faremo? È presto per dirlo, ma le premesse ci sono. Lo slancio arriva da una serie di misure appena messe a punto, come il reclutamento dei farmacisti che allungano la platea dei vaccinatori (medici di medicina generale, medici specializzandi, pediatri di libera scelta, infermieri e medici a chiamata).

Incoraggiante anche il dato sul potenziamento dei punti vaccinali, già 2.000, cresciuti del 30% a marzo, l'ultimo inaugurato Genova, il prossimo, realizzato dalla Polizia, sarà operativo in Calabria dopo Pasqua, così come saranno disponibili spazi messi a disposizione dalla Conferenza episcopale. La sfida, ha spiegato il capo del Dipartimento della Protezione civile Fabrizio Curcio nella stessa audizione, è raddoppiare le somministrazioni, passando da una media di 224mila dosi al giorno ad almeno 500mila, incrociando, ed è questo il nodo, “le curve di arrivo delle dosi con quelle della capacità del territorio di poterle somministrare”. Parliamo, quindi, della capacità delle regioni di garantire un sistema di vaccinazione di massa efficiente. Ripercorriamo allora le cose da sapere su vaccini, immunizzazione e grado di risposta delle Autonomie.

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Tipologie di vaccino

Al momento, i vaccini autorizzati in Italia dalle autorità sanitarie (Aifa, Ema) sono quattro, prodotti dalle aziende farmaceutiche Pfizer-BionTech (Usa), Moderna-Niaid (Usa), Johnson&Johnson-Janssen-Barda (Usa, Belgio; disponibile da aprile 2021) e AstraZeneca Oxford-Irbm (Gran Bretagna, Svezia). Quest’ultimo il 30 marzo ha cambiato nome, ed è stato rinominato “Vaxzevria”. Sul sito dell'Ema è stato anche pubblicato il nuovo bugiardino aggiornato con i possibili e rari casi di eventi avversi tromboembolici.

Vaccino Pfizer
Tipologia: Vaccino a Rna2
Dosi distanziate di 3 settimane
Conservazione tra -25° e -15°C
Platea prevista: over 16 anni
Efficacia: 95,0%

Vaccino Moderna
Tipologia: Vaccino a Rna
Due dosi distanziate di 4 settimane
Conservazione 30 giorni a +4°C, 6 mesi a -20°C
Platea prevista: tutti i maggiorenni
Efficacia: 94,1%

Vaccino AstraZeneca
Tipologia: vaccino a vettore virale (adenovirus)
Due dosi a distanza di 3 mesi
Conservazione stabile a 4°C per almeno 6 mesi
Platea prevista: tutti i maggiorenni
Efficacia: 82,4%

Vaccino Johnson&Johnson
Tipologia: vaccino a vettore virale (adenovirus)
Una iniezione
Conservazione 2 anni a -20°C, 3 mesi a 2/8°C
Platea prevista: tutti i maggiorenni
Efficacia: Usa 72,8%, Africa 64,0%, America Latina 61,0%

Per approfondire:

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Perché il vaccino monodose di Johnson e Johnson potrebbe essere la svolta

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Lo stop (momentaneo precauzionale) al vaccino AstraZeneca

Nel complesso e sofisticato gioco a incastro tra necessità di assicurare la massima sicurezza ai cittadini, l'enorme sforzo finanziario degli Stati, la capacità produttiva delle aziende farmaceutiche, e le tensioni geopolitiche innescate dall'emergenza, non sono mancati i passi falsi. Un esempio da manuale, in questo senso, è lo stop temporaneo in via precauzionale al vaccino antiCovid AstraZeneca disposto da diversi Paesi, tra cui l'Italia, dopo la segnalazione di alcuni gravi eventi tromboembolici avversi seguiti ad un numero ristrettissimo di somministrazioni. E nonostante l'esito positivo dei test clinici e la somministrazione già avviata per milioni di dosi in tutta Europa. La sospensione delle somministrazioni è stata poi revocata in seguito ad un ulteriore via libera da parte dell'Ema, dopo una serie di verifiche e analisi dei casi segnalati. L’Ente europeo che autorizza l’uso dei farmaci ha escluso correlazioni tra i decessi per trombosi e il vaccino.

Per approfondire:

AstraZeneca e rischio trombosi, cosa dicono le statistiche sui vaccinati

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Dosaggio, efficacia, anziani: cosa sappiamo sul vaccino Astrazeneca

Cosa prevede il Piano vaccinale italiano

Il Piano strategico nazionale dei vaccini per la prevenzione delle infezioni da Covid-19 si basa su due documenti programmatici del Governo:

O gli Elementi di preparazione della strategia vaccinale, presentato al Parlamento dal ministro della Salute il 2 dicembre 2020 (Decreto 2 gennaio 2021), dove vengono sintetizzate le Linee guida di indirizzo e le azioni da implementare a livello nazionale per garantire la vaccinazione secondo standard uniformi e il monitoraggio della campagna vaccinale.

O le Raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti SARS-CoV-2/COVID-19 del 10 marzo 2021, con le quali sono state aggiornate le categorie di popolazione da vaccinare e le priorità.

Al Piano strategico nazionale si accompagna il Piano operativo per l'esecuzione della campagna vaccinale nazionale (Piano vaccinale Anticovid) elaborato dal Commissario straordinario per l'emergenza generale Francesco Paolo Figliuolo con l'apporto del ministero della Salute, dell'istituto Superiore di Sanità, di Agenas e Aifa. Il Piano operativo, adottato con Decreto del 12 marzo 2021 e diffuso il giorno successivo, fissa le linee operative per completare il più rapidamente possibile la campagna vaccinale. I suoi cardini sono: governance accentrata ed esecuzione decentrata, con catena di controllo snella; distribuzione efficace e puntuale dei vaccini; incremento delle somministrazioni giornaliere. L'obiettivo è di raggiungere a regime il numero di 500mila somministrazioni al giorno su base nazionale, vaccinando almeno l'80% della popolazione entro il mese di settembre, triplicando così il numero giornaliero medio di vaccinazioni (circa 170mila al giorno a gennaio e febbraio 2021).

In sintesi, le linee operative del Piano vaccinale sono:

N Approvvigionamento e distribuzione, coordinata dalla struttura commissariale in contatto con le regioni, di 52 milioni di dosi circa entro fine giugno, integrate da ulteriori 84 milioni di dosi prima dell'autunno

N Monitoraggio costante dei fabbisogni con interventi mirati, selettivi e puntiformi sulla base degli scostamenti dalla pianificazione. Prevista la costituzione di una riserva vaccinale (circa l'1,5% delle dosi) per fronteggiare eventuali emergenze in aree critiche

N Capillarizzazione della somministrazione, incrementando la platea dei vaccinatori e il numero di punti vaccinali. In campo quindi medici di medicina generale (fino a 44mila), odontoiatri (fino a 60mila), medici specializzandi (fino a 23mila) e farmacisti. In caso di emergenza scenderanno in campo anche team mobili.

Capitolo a parte è quello del potenziamento della rete vaccinale esistente che conta più di 1.733 punti vaccinali (dato in crescita). Per l'allestimento di nuovi centri potranno eventualmente essere utilizzati siti produttivi, le aree della grande distribuzione, le palestre, le scuole, le strutture di associazioni e della Conferenza Episcopale Italiana.

Chi può vaccinarsi

Il Piano vaccini prevede varie fasi e individua per ciascuna, specifiche categorie di cittadini da “mettere in sicurezza” con la somministrazione dei farmaci anti-Covid. Le categorie prioritarie per la Fase 1 sono gli operatori sanitari e sociosanitari, il personale e gli ospiti delle residenze per anziani, e gli anziani over 80. I vaccini indicati sono Pfizer/ Moderna.

La Fase 2 individua sei categorie prioritarie (vaccini indicati: Pfizer/Moderna). Si tratta delle persone estremamente vulnerabili, a prescindere dall'età (1); gli anziani tra i 70 e i 79 anni (2 e 3); le persone vulnerabili under 70 (tra i 16 e i 69anni con aumentato rischio clinico se infettate da Covid) (4); le persone tra i 55 e 69 anni che non presentano rischi specifici (5 e 6).

Il personale scolastico e universitario docente e non docente, le Forze armate e di Polizia, detenuti e personale carcerario e dei luoghi di comunità e, in generale, gli addetti ai servizi essenziali, cioè la platea della Fase 3 (vaccino indicato: Astrazeneca), non hanno un ordine di priorità predefinito, ma vengono vaccinate in contemporanea alle categorie sopra descritte “in caso di disponibilità di vaccini”. E questo “in maniera da incrementare nel minor tempo possibile il numero di persone in grado di acquisire protezione rispetto all'infezione da SARS-CoV-2”.

La Fase 4, infine, comprende il resto della popolazione over 16 anni, per il quale non verrà utilizzato un vaccino di riferimento specifico ma quello disponibile al momento.Il criterio è dunque essenzialmente quello anagrafico, quindi con precedenza ai più anziani, con un'attenzione prioritaria alle categorie professionali ritenute a più alta probabilità di contagio (medici, infermieri, operatori sanitari, personale Rsa), a chi lavora o vive nei setting a rischio (penitenziari e luoghi di comunità), o svolge un lavoro di particolare rilevanza sociale (docenti e personale scolastico) o garantisce un servizio essenziale (in primis Forze armate, Forze di Polizia).

La situazione regione per regione

In questo quadro generale, è rimasto comunque ampio spazio per le discrezionalità locali nell'ordine di vaccinazione, grazie allo “spazio di manovra” concesso alle Autonomie nel definire l'appartenenza o meno di una professione ai servizi essenziali. Per questo nel mese di marzo in molte regioni si è assistito a una sorta di “corsa al vaccino” tra varie categorie professionali. Per fare un esempio, la Toscana ha considerato la giustizia un servizio essenziale, autorizzando la vaccinazione degli iscritti all'Ordine degli avvocati (qui trovi un approfondimento sul paradosso della giustizia vaccinata a metà).

L'approccio differenziato e i ritardi delle Regioni per la campagna di vaccinazione ha portato alla messa in mora del premier Mario Draghi intervenuto sul tema in Parlamento il 24 marzo. «Per quanto riguarda la copertura vaccinale di coloro che hanno più di 80 anni persistono purtroppo importanti differenze regionali, che sono molto difficili da accettare”, ha spiegato Draghi in Senato. “Mentre alcune Regioni seguono le disposizioni del Ministero della Salute altre trascurano i loro anziani in favore di gruppi che vantano priorità probabilmente in base a qualche loro forza contrattuale»”.

Nonostante gli sforzi per recuperare, la copertura vaccinale sul territorio sta quindi procedendo a macchia di leopardo. Qui trovi un riepilogo della situazione al 25 marzo, con il dettaglio delle categorie di cittadini che le varie regioni hanno deciso di vaccinare, a partire dalle classi più anziane e, in alcuni casi, anche in difformità dalle indicazioni ministeriali. Questa Bussola di 24+ è invece utile a capire, in chiave comparativa, quali sono le regioni più virtuose ed efficienti per la vaccinazione dei cittadini e quali sono quelle rimaste indietro nella campagna di immunizzazione di massa.La mappa di Lab 24 restituisce una fotografia piuttosto chiara dell'andamento delle vaccinazioni, con aggiornamento in tempo reale su tutti gli indicatori chiave. Per esempio, il numero delle vaccinazioni effettuate giorno per giorno nel nostro Paese, il quadro del numero delle prime e delle seconde dosi somministrate, o il numero dei vaccini fatti da ciascuna Regione o per singola categoria.

Per approfondire

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Coronavirus, per saperne di più

Le mappe in tempo reale

L’andamento della pandemia e delle azioni di contrasto è mostrato in due mappe a cura di Lab24. Nella mappa del Coronavirus i dati da marzo 2020 provincia per provincia di nuovi casi, morti, ricoverati e molte infografiche per una profondità di analisi.
La mappa dei vaccini in tempo reale mostra l’andamento della campagna di somministrazione regione per regione in Italia e anche nel resto del mondo.
Guarda le mappe in tempo reale: Coronavirus - Vaccini

Gli approfondimenti

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