da piazza san pietro

Coronavirus, la preghiera “planetaria” del Papa per la guarigione

Francesco impartirà la benedizione “Urbi et Orbi”, con la possibilità di ricevere l'indulgenza plenaria

di Carlo Marroni

Coronavirus, papa: "Preghiamo per gli ammalati e per chi soffre"

Francesco impartirà la benedizione “Urbi et Orbi”, con la possibilità di ricevere l'indulgenza plenaria


2' di lettura

Sarà una piazza San Pietro vuota, uno spettacolo surreale, quella dove alle 18 di venerdì 27 marzo Papa Francesco reciterà una preghiera per la guarigione del mondo dal contagio da coronavirus. Nei pressi del cancello centrale della Basilica Vaticana sono collocati l'immagine della Salus Populi Romani e il Crocifisso di San Marcello. Al termine della Celebrazione, il Papa impartirà la benedizione “Urbi et Orbi”, con la possibilità di ricevere l'indulgenza plenaria, che è la totale o parziale remissione, cioè la cancellazione della pena temporale causata dai peccati già confessati e perdonati con la confessione sacramentale. Un atto straordinario per il quale è stato necessario una sorta di decreto ha hoc per il tempo del Coronavirus.

Francesco negativo al tampone dopo il prelato contagiato
Un atto che segue una preghiera in diretta (sul sito web ufficiale Vatican News) di mercoledì scorso, giorni in cui era emersa la notizia che un prelato in servizio alla Segreteria di Stato e residente a S. Marta, dove abita il Papa, è risultato positivo al Covid19. I dipendenti della Segreteria di Stato che possono aver avuto contatti con il monsignore italiano trasferito al Gemelli, sono stati convocati per sottoporsi al tampone. Lo stesso papa Francesco è stato sottoposto al tampone da cui è risultato negativo. il monsignore in servizio alla Segreteria di Stato, trovato positivo al Coronavirus, è ricoverato al Columbus, la clinica gestita dal Policlinico Gemelli individuata come seconda struttura sanitaria Covid-19 a Roma oltre allo Spallanzani.

Il Vaticano dona 30 respiratori polmonari
E prosegue anche l'attività di assistenza della Santa Sede all'emergenza, che si somma a quella della Chiesa Italiana (attraverso la Caritas), delle molte diocesi e delle associazioni di volontariato. L'ultimo gesto di carità in ordine di tempo riguarda il dono del Papa di 30 respiratori polmonari per l'Italia e la Spagna da destinare, attraverso i vescovi alle terapie intensive degli ospedali più in sofferenza. Francesco nei primi giorni di marzo aveva già offerto un contributo di 100mila euro alla Caritas italiana. Da parte sua, l'Ospedale pediatrico Bambino Gesù, di proprietà della Santa Sede, ha dedicato la struttura di Palidoro ai bambini Covid-19 positivi.

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