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Coronavirus, Usa: c’è l’accordo per il piano di aiuti da 2mila miliardi di dollari

Accordo raggiunto negli Stati Uniti sul piano da 2.000 miliardi di dollari per rilanciare la prima economia mondiale

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam

Coronavirus, Trump: "Allarme recessione"

Accordo raggiunto negli Stati Uniti sul piano da 2.000 miliardi di dollari per rilanciare la prima economia mondiale


4' di lettura

NEW YORK - La maggioranza repubblicana al Senato degli Stati Uniti ha annunciato di aver raggiunto con i democratici e la Casa Bianca un accordo su uno “storico” piano da 2.000 miliardi di dollari per rilanciare la prima economia mondiale, colpita duramente dalla pandemia di coronavirus.

Doppia bocciatura
Il via libera è arrivato dopo due bocciature. Domenica 22 marzo nella prima votazione il risultato è stato di 47 voti favorevoli e 47 contrari. Lunedì ci hanno riprovato.

Aiuti ad adulti e bambini
I dettagli del piano restano fluidi, ma il provvedimento di stimoli contro il coronavirus comprenderebbe un assegno da 1.200 dollari per gli adulti e di 500 dollari per i bambini, circa 850 miliardi tra prestiti agevolati e aiuti per le aziende dei settori più colpiti dalla crisi, , stati e città. Ci sarebbero anche significativi aumenti di spesa per i contributi di disoccupazione, così come per gli ospedali e gli operatori sanitari in prima linea nell'emergenza.

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Un’iniezione di 6mila miliardi
Il segretario al Tesoro Steve Mnuchin si è detto pronto a fare di tutto per salvare l'economia americana, anche a entrare nel capitale delle aziende se necessario con delle nazionalizzazioni di salvataggio.
Il piano di aiuti federale assieme al pacchetto di azioni straordinarie attivato dalla Fed, secondo il responsabile del Tesoro, porterà in dote all'economia americana circa 6mila miliardi di dollari: oltre ai 2mila miliardi del maxi-piano in arrivo, il governo ha garantito alla Fed fondi per 500 miliardi che la banca centrale potrebbe utilizzare per erogare prestiti fino a 4mila miliardi a banche e aziende. «Utilizzeremo tutti gli strumenti a nostra disposizione per immettere un'enorme quantità di liquidità», ha detto Mnuchin. «Il presidente Trump è pienamente determinato».

G-7 dei ministri finanziari
Oggi 25 marzo inoltre si svolgerà il G-7 straordinario dei ministri finanziari e dei governatori centrali in streaming, guidato da Mnuchin e dal governatore centrale Jerome Powell. L'unilateralismo di Trump “in tempi di guerra” è messo da parte. Mnuchin ha confermato che gli Stati Uniti lavoreranno assieme alla comunità internazionale, con G-20, G-7 , Fmi e Banca Mondiale, per rispondere alla crisi.

L’arsenale della Fed
La Fed ha sfoderato tutto il suo arsenale contro il coronavirus. La banca centrale americana si è impegnata a un maxi piano di acquisti senza limiti per titoli di stato e obbligazioni societarie garantite da mutui. Solo questa settimana la Fed ha in programma di acquistare 375 miliardi di T-Bond (75 miliardi al giorno) e 250 miliardi di obbligazioni societarie garantite da mutui (50 miliardi al giorno). Per la prima volta inoltre nei suoi 106 anni di storia si è spinta a offrire sostegno diretto alle aziende, alle famiglie, ai consumatori, alle città e agli stati.

Crisi peggiore del 2008
Misure straordinarie per far fronte all'emergenza del virus Covid-19 che secondo il direttore generale del Fmi, Kristalina Georgieva, farà sprofondare l'economia globale quest'anno in una crisi peggiore di quella del 2008.

Qe senza limiti
Il Qe illimitato “gonfierà” i bilanci dell'istituto centrale di circa 5mila miliardi di dollari, eclissando il picco dei 4,5mila miliardi raggiunto nel 2014, al termine del precedente programma di Quantitative Easing.
La Federal Reserve vuole evitare che la recessione possa trasformarsi in una nuova Grande Depressione. Con così tanti settori economici bloccati, dal turismo alla ristorazione, dalle compagnie aeree al retail, dalla tecnologia all'automotive. Il debito degli stati e dei comuni destinato a esplodere. La nuova disoccupazione degli americani rimasti a casa con lo stop delle attività economiche e la perdita di reddito. Tutto, troppo nello stesso momento.

Il bazooka di Powell
Powell ha lanciato il suo bazooka. Si tratta della nona decisione di emergenza presa dalla Fed in pochi giorni. Una mossa più rapida e più profonda di quella decisa dal suo predecessore Ben Bernanke nell'autunno del 2008 dopo il crack Lehman Brothers.
La scorsa settimana la banca centrale aveva portato i tassi monetari a zero, concedendo alle banche prestiti al tasso record dell0 0,25%. Oltre ad annunciare il Qe da 700 miliardi, da ieri diventato illimitato. L'apertura del fondo di garanzia per i debiti commerciali a breve delle aziende, esteso a città e stati. L'allargamento delle linee swap con le altre banche centrali per facilitare gli scambi in dollari sui mercati internazionali.

Da Wall Street a Main Street
Accanto al Qe senza tetto, la banca centrale Usa ha rilanciato una serie di misure utilizzate durante la crisi dei mutui per farsi carico dei debiti dei consumatori: il Term Asset-Backed Securities Loan Facility (Talf), in aiuto dei mutui sui debiti degli studenti, sulle auto e sui debiti delle carte di credito. La Fed inoltre sosterrà ulteriormente i debiti delle aziende fino al 30 settembre acquistando bond corporate da emittenti di alta qualità sul mercato primario e sul mercato secondario, compresi gli acquisti sugli Etf.

Per approfondire:
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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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