emergenza covid-19

Coronavirus, pronto il respiratore Ferrari-IIT: «Dall’idea al prodotto in 35 giorni»

La scuderia e l’istituto di ricerca hanno ideato un ventilatore polmonare. Il progetto è open: aziende da tutto il mondo già in contatto per costruirlo

di Antonio Larizza

default onloading pic

La scuderia e l’istituto di ricerca hanno ideato un ventilatore polmonare. Il progetto è open: aziende da tutto il mondo già in contatto per costruirlo


3' di lettura

Si chiama FI5. «F» come Ferrari, «I» come Istituto italiano di tecnologia (IIT) e «5» come le settimane che sono passate dall’avvio del progetto all’accensione del primo prototipo. È un ventilatore polmonare che potrà essere utilizzato dalle strutture ospedaliere per affrontare l’emergenza da COVID-19.

FI5 è stato progettato in tempi record da Ferrari e IIT per essere facile da usare e da assemblare e in grado di ottimizzare il consumo di ossigeno, ma anche per essere prodotto in serie utilizzando materiali di facile reperibilità, così da avere costi di produzione di gran lunga inferiori a quelli dei ventilatori polmonari presenti sul mercato.

Dall’idea al prodotto in 35 giorni
Il risultato del lavoro congiunto tra la casa di Maranello e l’istituto di ricerca genovese è un caso perfettamente riuscito di trasferimento tecnologico della ricerca. «Si tratta – spiega Giorgio Metta, direttore scientifico IIT – di un progetto che nasce da una forte esigenza sociosanitaria alla quale abbiamo dato risposta in tempi rapidissimi. Contagiati dalla velocità Ferrari, abbiamo progettato e realizzato il prototipo in cinque settimane».

 Il ventilatore polmonare realizzato dal team Ferrari-IIT

Il ventilatore polmonare realizzato dal team Ferrari-IIT

Photogallery9 foto

Visualizza

Progetto «open» a disposizione di tutti
Ora, le specifiche tecniche di FI5, i disegni, il firmware, il software e la lista dei suoi componenti sono ora a disposizione in modalità “open source project”: questo significa che chiunque potrà produrlo, in qualsiasi parte del mondo.

Sono già in corso contatti tra Ferrari, IIT e diverse aziende italiane e straniere (in particolare attive in Messico e Stati Uniti), per procedere alla certificazione e alla distribuzione. IIT, inoltre, sfrutterà la rete dei centri di ricerca europei per veicolare il progetto sul network DIH-HERO, dedicato alle tecnologie robotiche in sanità.

Binotto: «Nostra passione e creatività per la sfida contro il Covid-19»
«C’è una sfida che non vogliamo perdere ed è quella contro il Covid-19: FI5 è il contributo che abbiamo voluto dare come Scuderia, mettendo in campo le caratteristiche che rendono la Ferrari qualcosa di speciale: passione, creatività e voglia di migliorarsi». Così ha commentato la presentazione del ventilatore Mattia Binotto, responsabile della Gestione sportiva e team principal della Scuderia Ferrari Mission Winnow.

Sguardo sotto il cofano di FI5: come è fatto il respiratore Ferrari-IIT

Il team Ferrari-IIT
Il progetto ha visto lavorare fianco a fianco risorse umane di eccellenza. Il team FI5 della scuderia Ferrari è stato guidato da Simone Resta, head of chassis engineering, e da Corrado Onorato, F1 innovation manager: i due hanno coordinato il lavoro di ingegneri e tecnici “presi in prestito” dai reparti Gestione Sportiva e GT. L’IIT ha messo in campo una squadra di ricercatori e ingegneri coordinati da Marco Maggiali, facility coordinator iCub tech, e Andrea Pagnin, research manager di IIT. Il team ha lavorato fin dall’inizio con varie strutture sanitarie come l’ospedale Niguarda di Milano e l’ospedale Policlinico San Martino di Genova.

Forgione (Niguarda): «Così è nato il ventilatore “da corsa”»
«Durante i giorni più drammatici dell’emergenza Covid-19 – ha raccontato il dottor Antonello Forgione, medico della struttura Chirurgia Generale Oncologica Mininvasiva Ospedale Niguarda – di fronte alla necessità di ventilatori, con IIT è nata l’idea di realizzare un dispositivo portatile da mettere rapidamente a disposizione di tutti. In poche ore, gli ingegneri di IIT hanno coinvolto Ferrari per impostare un progetto innovativo che prendesse in considerazione alcuni aspetti sulla meccanica dei fluidi di cui il team di Maranello è maestro. Oggi – continua Forgione – possiamo consegnare gratuitamente al mondo intero una macchina innovativa per utilizzo ed efficacia, prestazionalmente avanzata ma anche sicura e durevole: mi verrebbe da dire il primo ventilatore “da corsa”».

Nel team anche la bresciana Camozzi
Decisivo è stato anche il coinvolgimento del Gruppo Camozzi, che ha avuto un ruolo chiave nella scelta di alcuni componenti fondamentali, effettuando anche esperimenti specifici sui propri prodotti per poter fornire dati utili per i modelli di simulazione.

Una corsa in cinque fasi
Il progetto è stato portato avanti attraverso cinque fasi: progettazione, simulazioni, scelta e approvvigionamento dei componenti, realizzazione del prototipo e collaudo. Gli ingegneri della scuderia Ferrari si sono occupati della progettazione in CAD, della definizione della parte pneumatica e meccanica e delle simulazioni dinamiche, mentre l’IIT si è fatto carico dell’acquisto di tutti i materiali, della progettazione dell’elettronica, del firmware e del software di controllo; ha inoltre contribuito alle simulazioni e sviluppato la progettazione del cablaggio, anche utilizzando la supply chain del team di Formula 1.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti