l’impatto dell’epidemia

Coronavirus, nelle province più colpite a rischio un’economia che vale 380 miliardi

A soffrire perdite anche i 180 miliardi di export annuo e i 15 miliardi di incassi dai visitatori stranieri

di Andrea Marini

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A soffrire perdite anche i 180 miliardi di export annuo e i 15 miliardi di incassi dai visitatori stranieri


3' di lettura

Il coronavirus già sta mettendo sotto stress l’economia delle zone più colpite. Un bilancio preciso dell’impatto potrà essere scritto solo tra qualche mese, tuttavia alcuni numeri già si possono mettere in fila e le prime stime, settoriali, iniziano a circolare. Innanzitutto, sommando il valore aggiunto delle province colpite dai casi di Covid-19 nelle regioni epicentro del virus (quelle in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna) si arriva alla cifra monstre di 380 miliardi, vale a dire quasi un quarto del valore aggiunto prodotto ogni anno in Italia.

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Le stime (nere) di Banca d’Italia , Confcommercio e Confesercenti
Ed è proprio la ricchezza prodotta nelle province più colpite da coronavirus che inizia ad essere intaccata. Confcommercio ha stimato 5-7 miliardi di euro in meno per il Pil dell’Italia se la crisi dovesse durare fino a maggio-giugno. Il governatore di Banca d’Italia Ignazio Visco ha parlato di un possibile impatto negativo sul Pil pari allo 0,2%, vale a dire più di tre miliardi. Confesercenti stima una perdita per i consumi pari a 3,9 miliardi, con 15mila imprese a rischi chiusura e la perdita di 60mila posti di lavoro.

Business delle vacanze in ginocchio
È il business delle vacanze quello che per primo ha risentito di più del coronavirus. Venezia perde il 40% e la Riviera romagnola crolla del 60-70% e teme anche per l’estate. La spesa dei turisti stranieri in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna ammonta a quasi 15 miliardi di euro l’anno, più di un terzo di tutto il valore dell’Italia. E anche a Roma, dove i casi di coronavirus per ora restano circoscritti a 3, Confesercenti registra un -25% per il commercio e un -35% per gli alberghi (e a Roma la spesa dei turisti stranieri si aggira attorno ai 7 miliardi annui). Assoturismo Confesercenti Roma e Lazio e Fiavet Lazio lamentano «cancellazioni che arrivano al 90% per il mese di marzo, altissime percentuali sulle prenotazioni fino a giugno nonché un crollo delle prenotazioni fino al 60%».

Per il turismo congressuale perdite da 1,5 miliardi
Anche il turismo congressuale inizia a fare i suoi calcoli. L’evento simbolo del made in Italy e della creatività italiana, il salone del Mobile di Milano, è stato rinviato al 16-21 giugno. Ma sono tanti gli eventi che in questi giorni vengono rinviati. Roma Motodays, la tradizionale manifestazione dedicata alle due ruote della Fiera di Roma, è slittata ad aprile. L’amministratore unico e direttore generale di Fiera Roma Pietro Piccinetti ha spiegato: «Il turismo, di cui quello business - dei congressi, degli eventi e delle fiere - rappresenta il segmento economicamente più rilevante , genera il 13% del Pil in Italia e il 15% di forza lavoro. Come Federcongressi abbiamo già stimato in un mese una perdita di un miliardo e mezzo di business di affari»

I timori per l’export
E se l’impatto del coronavirus dovesse arrivare ad intaccare il commercio internazionale, a tremare sarebbe quasi un terzo di tutto l’export italiano: le vendite all’estero delle province colpite dai casi di Covid-19 nelle regioni epicentro del virus (Lodi, Cremona, Pavia, bergamo, Milano, Monza, Sondrio, Padova, venezia, Treviso, Piacenza, Parma, Modena e Rimini), ammontano a 138 miliardi di euro annui, a fronte di 465 miliardi di esportazioni dell’Italia. La Cia-Agricoltori italiani già registra «sul versante export una contrazione del mercato, con ordinativi al ribasso e disdette causati da un clima generale di sfiducia che sta contagiando i principali sbocchi commerciali all'estero».

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