norme anti emergenza

Coronavirus, provvedimenti a pioggia. In media uno al giorno

Dal 21 febbraio all'9 marzo adottati dal governo 17 atti tra Dl, Dpcm e ordinanze

di Marco Mobili

Coronavirus, il vademecum: cosa fare in caso di dubbi

Dal 21 febbraio all'9 marzo adottati dal governo 17 atti tra Dl, Dpcm e ordinanze


4' di lettura

«Tutti i passeggeri sbarcati in Italia» e provenienti con volo dalla Cina «in cui si è verificata una trasmissione autoctona sostenuta» del nuovo Coronavirus dovranno essere controllati. Sembra passato un anno dalla prima ordinanza con cui il ministro della Salute ha bloccato i voli “diretti” nel tentativo di stoppare alla frontiera “Covid-19”. Al contrario era solo il 25 gennaio scorso. Neanche il tempo di discutere sulla validità della misura che il Governo 6 giorni dopo ha dichiarato lo stato di emergenza su tutto il territorio nazionale fino al 30 giugno 2020, forse già immaginando cosa sarebbe potuto accadere con l'esplosione di un focolaio nel nostro territorio. E in un meno di un mese e mezzo si è passati dal blocco dei voli diretti a <<Italia protetta>>.

Le prassi inedite
Trascorsi 21 giorni di calma apparente da Palazzo Chigi è partito un diluvio di provvedimenti. Gli italiani hanno iniziato a familiarizzare con nuovi acronimi come Dpcm (Decreto del presidente del consiglio) o ancora con il più classico e noto Dl (decreto legge) e addirittura con l'Opc (ordinanza della protezione civile). Non solo. Per la prima volta forse nella storia della lunga vita della Gazzetta Ufficiale si è arrivati a una pubblicazione in mattinata e non solo serale o notturna con tanto di doppia uscita nella domenica dell'8 marzo, preceduta da altre due uscite straordinarie di domenica. Con tanto di tre edizioni domenicali straordinarie della Gazzetta Ufficiale e, per la prima volta nella storia, con una doppia uscita di domenica.

Piovono decreti legge
Dal 21 febbraio al 9 marzo, contando solo i provvedimenti del Governo, le misure di contenimento e di sostegno a famiglie, lavoratori e imprese, sono ben 17, come dire uno al giorno. Si contano 4 decreti legge, di cui uno convertito in legge in meno di due settimane (legge n. 13 del 5 marzo 2020). Con il Dl n. 6 gli italiani hanno iniziato a toccare con mano la quarantena e fare i conti con divieti e restrizioni. A farlo soprattutto i circa 50mila abitanti della zona rossa (11 comuni del lodigiano e il comune veneto di Vò Euganeo) rimasti sigillati nell'area rossa fino a domenica scorsa.
E' arrivato a stretto giro il Dl n. 9 ora all'esame del Senato che ha sospeso versamenti di tasse, bollette e contributi. Tutti i pagamenti in sostanza che non rientravano nel Dm economia che dal 21 febbraio al 31 marzo ha bloccato i versamenti fiscali. Il decreto legge ha anche riscritto tutto il calendario fiscale della dichiarazione dei redditi di 41 milioni di contribuenti, ed avviato la Cassa integrazione in deroga non solo alle imprese dei comuni focolai ma allargando le maglie dell'intervento di sostegno al reddito alle tre regioni più colpite (Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna).

Emergenza continua
Nella logica dell'emergenza continua sono arrivati anche altri due decreti d'urgenza. Quello sulla giustizia sospensione dell'attività giudiziaria che blocca udienze e processi fino al 22 aprile e diluisce fino al 31 maggio l'attività delle differenti attività da quella civile a quella penale, da quella amministrativa a quella contabile, senza escludere il contenzioso tributario e la giustizia militare. IL quarto decreto legge sul Coronavirus non si è fatto attendere e tra domenica notte e lunedì 9 marzo è approdato in Gazzetta ufficiale fissando le regole per l'assunzione di 20mila unità tra medici e infermieri, autorizzando in deroga l'acquisto di presidi e attrezzature per sostenere l'emergenza continua nelle strutture sanitarie. Ma non è finita qui. Dopo il via libera delle Camere allo sforamento del deficit in calendario mercoledì 11 marzo il Governo metterà in campo un quinto decreto legge per garantire la liquidità finanziaria a imprese, famiglie e lavoratori con la sospensione dei mutui e dei finanziamenti a piccolo e micro imprese e la cassa integrazione in deroga estesa a tutto il territorio nazionale.

Valzer di Dpcm
Fino al 21 febbraio scorso se ne vedevano pochi in giro. Ma in fondo è lo strumento immediato per disporre vincoli, obblighi e restrizioni nella gestione di emergenze e calamità. Così tra un decreto legge e un altro ne sono arrivati uno dietro l'altro, quasi tutti di domenica ben 5 con cui il presidente del Consiglio ha via via modificato i divieti in relazione al diffondersi dell'epidemia e della relativa emergenza. Con quello dell'8 marzo tutti gli altri Dpcm sono stati cancellati generando in alcuni casi qualche criticità di “lettura”, soprattutto sugli spostamenti tra zone rosse, gialle, arancioni, poi diventate Zona 1 e Zona 2. L'ultimo in ordine di apparizione è quello del 9 marzo con cui il Governo ha dichiarato abbandonate le aree colorate e le zone numerate e ha dichiarato l'Italia Protetta. Stesse restrizioni e stessi obblighi di contenimento dal Brennero a Lampedusa, nessuno escluso. Scuole e università chiuse fino al 3 aprile per tutti e stop a tutti i campionati di qualsiasi sport.

Gli altri provvedimenti
Nel diluvio di regole e istruzioni si aggiungono anche le circolari della Funzione pubblica sullo smart working nella Pa e quella dell'Interno sugli spostamenti dalla zona 1 alla zona 2. Ma non è certo finita qui. L'emergenza continua e il diluvio di Dl, Dpcm, ordinanze, circolari e direttive anche. Ovviamente tutte da leggere restando in casa.

Per approfondire:

Coronavirus, autodichiarazione sugli spostamenti: come funziona e quando si può usare

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