la battaglia arriva in parlamento

Coronavirus, quando la dad è un diritto negato: un’interrogazione chiede lezioni da casa per chi ha familiari fragili

L’ex ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti ha chiesto di dare la possibilità di didattica a distanza agli studenti di 6mila famiglie con genitori, sorelle, fratelli o nonni con patologie

di N.Co.

Uno studente segue le lezioni in didattica a distanza (Ansa)

2' di lettura

Arriva in Parlamento lo scontro in atto fra scuole e genitori fragili alle prese con il rischio del contagio dai figli che frequentano le lezioni in presenza. Lorenzo Fioramonti, deputato del M5s ed ex ministro dell’Istruzione nel primo governo Conte, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta alla Camera per chiedere la possibilità di adottare la didattica a distanza per i figli di genitori fragili. Per dare a queste famiglie la facoltà di scegliere per i propri figli la didattica a distanza per le scuole di ogni ordine e grado. E consentire ai docenti fragili di svolgere le loro lezioni a distanza.

In oltre 6mila famiglie sono presenti genitori fragili

Come già denunciato dal Sole 24 Ore gli studenti costretti a frequentare in presenza la scuola nonostante abbiano familiari fragili - che significa genitori, sorelle, fratelli o nonni con gravi malattie (malati oncologici o con rare patologie, dializzati o immunodepressi) - per i quali il rischio di contrarre il nuovo Coronavirus potrebbe essere mortale. Si tratta di oltre 6mila famiglie che, in collaborazione con le associazioni che si occupano di malattie croniche gravi (Anmar, Alomar, Fand, Fondazione The Bridge) hanno denunciato che non è stata definita una strategia specifica alla ripresa della scuola in presenza. Famiglie con persone con patologie croniche e, dunque, particolarmente esposte al virus, che hanno ricevuto solo no dalle scuole alla richiesta di consentire ai figli di seguire le lezioni da casa.

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Di fronte solo un muro di burocrazia e rimpalli

Di fronte al muro di burocrazia, fatto di continui rimpalli e rinvii, si sono rivolti alle istituzioni e hanno avviato battaglie legali individuali con i dirigenti scolastici. E in 100 fra genitori e docenti hanno già pronto un ricorso al Tar. Tanto più che in quelle scuole esiste già la possibilità di partecipare a distanza alle lezioni tenute in presenza dai docenti. Lezioni che sono invece garantite agli studenti che si trovano in isolamento domiciliare o quarantena. Dunque si tratterebbe solo di dare indicazioni chiare alle scuole fino al termine dell’emergenza.

Come prevedono le attuali regole

L’ordinanza della ministra dell’Istruzione prevede la possibilità di fruire di lezioni a distanza anche per gli studenti «con patologie gravi o immunodepressi» che, «qualora nella certificazione prodotta sia comprovata l’impossibilità di fruizione di lezioni in presenza presso l’istituzione scolastica, possono beneficiare di forme di Ddi ovvero di ulteriori modalità di percorsi di istruzione integrativi predisposti». Manca, però, una previsione specifica per gli studenti che convivono con familiari con gravi patologie.

Inadeguate le proposte fatte finora

Un problema di grande rilevanza. E la proposta di far indossare la mascherina in classe solo agli studenti della scuola primaria con particolari fragilità in famiglia o l’allontanamento dalla propria abitazione, sono soluzioni assolutamente inadeguate. E rischiano, come sottolinea l’ex ministro nell’interrogazione, «di alimentare confusione e incertezza». Da qui l’interrogazione, nella quale Fioramonti chiede di poter far seguire le lezioni a distanza agli studenti con genitori fragili, per fare in modo che «lo Stato possa garantire quel diritto di uguaglianza sostanziale, come sancito dall’articolo 3, secondo comma della Costituzione e in forza del quale non è possibile operare alcuna discriminazione, insieme alla garanzia della tutela del diritto alla salute». L’interrogazione chiede anche di consentire ai docenti fragili di svolgere le loro lezioni a distanza.

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