Corre la variante Delta

Covid, ecco i nuovi parametri per entrare in zona gialla

La variante Delta corre in tutta Europa, in Italia è ormai prevalente. Speranza apre sulla modifica dei parametri

di Nicoletta Cottone

Aggiornato il 20 luglio alle ore 6.30

Coronavirus, i contagi nelle regioni ogni 100mila abitanti: Sicilia a 16.7, Molise a 2.3

7' di lettura

Per i cambi di colore delle regioni peserà di più il tasso di ospedalizzazione. Diventa realtà ciò che ha annunciato il ministro della Salute Roberto Speranza, il 16 luglio.«In una fase caratterizzata da un livello importante di vaccinazione è ragionevole che nei cambi di colore e nelle conseguenti misure di contenimento pesi di più il tasso di ospedalizzazione rispetto agli altri indicatori», aveva detto. Si mira a lasciare il più possibile regioni e province autonome in zona bianca.

Le nuove regole allo studio: in zona gialla col 5% intensive e il 10% di ricoveri

Si andrà in zona gialla se l’occupazione delle terapie intensive è superiore al 5% dei posti letto a disposizione e se quella dei reparti ordinari supera il 10 per cento. Dopo un confronto Governo-Regioni la linea di Palazzo Chigi è quella di evitare il più possibile la chiusura delle attività produttive. Dunque non conterà più solo l’incidenza dei nuovi positivi ogni 100mila abitanti che in alcune regioni sta correndo a passi da gigante.

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La variante Delta corre: in Italia è diventata prevalente

La variante Delta corre in tutta Europa e anche in Italia i contagi risalgono. Le borse affondano, spaventate da una possibile frenata della ripresa. Nel Paese l’impatto della variante Delta ha raggiunto il 42,1% ed è diventata prevalente rispetto ad Alfa, che è al 40.8% secondo i dati della banca internazionale Gisaid nella quale vengono depositate le sequenze genetiche ottenute nei Paesi di tutto il mondo. E Delta, secondo le simulazioni, viaggia verso il 70%, che dovrebbe essere raggiunto nel mese di agosto.

Le nove varianti in Italia

Dall'analisi della banca dati internazionale Gisaid emerge che attualmente sono segnalate dall'Italia nove varianti del virus SarsCoV2: al primo posto c'è la Delta (B.1.617.2), isolata per la prima volta in India e presente nel 42,1% delle sequenze depositate dall'Italia fra il 14 giugno e il 14 luglio.Seguono la variante Alfa (B.1.1.7), isolata in Gran Bretagna, con il 40,8%, e a distanza una delle tre versioni della Gamma, la variante isolata in Brasile. La più frequente è la P.1.1, con il 6,8%, seguita dalla P.1 (4,4%) e dalla P.1.2 (0,2%).Presenti, ma con una scarsa diffusione nelle sequenze depositate, sono anche la Eta (B.1.525), identificata la prima volta in Nigeria (0,12%), la Iota (B.1.526) identificata a New York(0,1%), la Lambda (C 37), identificata in Perù (0,1%) e infine la Kappa (B.1.617.1) identificata in India e appartenente alla stessa famiglia della Delta (0,04%).

Le nuove regole del Green pass

Il governo lavora a nuove regole per il green pass: una dose di vaccino per andare al ristorante al chiuso (o un tampone negativo o il certificato di giarigione nei sei mesi precedenti), doppia dose per recarsi nei luoghi più affollati, dove il rischio di assembramenti è più concreto. Quindi stadi, concerti, convegni, eventi, spettacoli, palestre. Discoteca all’aperto con due dosi di vaccino. Nessuna limitazione, invece, per i ristoranti all’aperto.

Sardegna a 61 casi ogni 100mila abitanti

Con gli attuali, contestati, parametri in via di modifica varie regioni viaggiano verso la zona gialla. La Sardegna, con61 nuovi casi settimanali ogni 100mila abitanti, ha già dati da zona gialla. A meno di virate sui parametri il passaggio in zona gialla è un rischio concreto con oltre 50 casi ogni 100mila abitanti. Dopo la boccata d’ossigeno della zona bianca, insomma, la Sardegna è dunque tornata in apnea. In aumento rapido anche il dato della Sicilia con 48 nuovi casi settimanali ogni 100mila abitanti, tallonata dal Veneto con 47 casi e dal Lazio con 45 casi. I dati sono aggiornati al 19 luglio, ultimi disponibili. Con numeri in costante aumento da alcuni giorni per alcune regioni. Attualmente fra i parametri sotto la lente del ministero della Salute e del Cts c’è l’incidenza del nuovo coronavirus ogni 100mila abitanti: se superano i 50 casi si passa in zona gialla. Scatta l’allarme con un combinato di contagi (Rt), superamento del 40% del tasso di occupazione delle aree mediche e del 30% quello delle terapie intensive

Zaia: «Non si può invitare a correre sui tamponi e poi multare per eccesso di velocità»

«Va incentivata la campagna dei tamponi - aveva avvertito nei giorni scorsi il governatore del Veneto Luca Zaia - ma va anche ritarato il parametro dell’incidenza. Non si può invitare a ’correre’ sui tamponi, e poi multare per eccesso di velocità. In Veneto ieri abbiamo fatto 27 mila tamponi a fronte di un obbligo di 7.500 tamponi». E invita a un cambio di rotta sui parametri: «Noi non abbiamo parametri da zona gialla. Al momento non avverto il rischio: il parametro più importante è l’ospedalizzazione e noi siamo a zero», ha detto il presidente del Veneto Luca Zaia nel punto stampa.

Le regioni si blindano

In Italia le regioni si blindano e chiedono l’adozione di nuovi parametri per il passaggio in zone gialle, arancioni e rosse: non più sui contagi, ma sulle ospedalizzazioni. L’Abruzzo è stata la prima regione a chiedere tamponi molecolari per chi atterra a Pescara da Regno Unito, Spagna e Malta. Il governatore Marco Marsilio ha firmato una ordinanza ad hoc. Precauzioni che hanno consentito di individuare due positivi sul volo Londra-Pescara e 9 contagiati sul Malta-Pescara. Tutti i passeggeri dei voli sono in quarantena. Passeggeri provenienti dall’estero sotto la lente anche in Sicilia, con tamponi per chi arriva da Spagna, Portogallo e Malta. In Sardegna è annunciata un’ordinanza del governatore Christian Solinas.

Il virus avanza, i ricoveri no

I contagi sono in forte aumento: il 19 luglio sono stati rilevati 2.072 nuovi casi, mentre il 28 giugno erano 389. In terapia intensiva ci sono 162 persone (più 6 il 19 luglio), i ricoverati con sintomi sono 1.188 (più 52 il 19 luglio). E a infettarsi sono soprattutti i giovani, che non sono vaccinati, ma grazie all’età hanno forme più lievi della malattia. La notizia buona è che il virus avanza, ma i ricoveri non corrono alla stessa velocità. IL report diffuso da Istituto superiore di sanità e ministero della Salute attesta che nessuna regione o provincia autonoma supera la soglia critica di occupazione dei posti in terapia intensiva e in area medica.

In calo il tasso di occupazione delle terapie intensive

In base al report diffuso da Iss e ministero il 16 luglio nessuna Regione o provincia autonoma supera la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva o in area medica. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è 2%, con una diminuzione nel numero di persone ricoverate che passa da 187 del 6 luglio 2021 a 157 el 13 luglio 2021. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale rimane al 2%. Il numero di persone ricoverate in queste aree passa da 1.271 del 6 luglio 2021 a 1.128 del 13 luglio 2021. Per fare un paragone fra il 24 e il 30 giugno in terapia intensiva c’erano 57 pazienti con 5.144 nuovi casi, la settimana dopo 40 in terapia intensiva e 5.813 nuovi positivi. Tra l’8 e il 14 luglio i contagi corrono - se ne registrano 10.150 - ma in terapia intensiva finiscono in 46. Certamente bisogna tenere presente che l’ingresso in terapia intensiva avviene a distanza rispetto alla diagnosi, quindi nei prossimi giorni si potrà valutare meglio la gravità dei casi.

La mappa del Coronavirus in Italia e nel mondo
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Il pressing dei governatori per cambiare le regole

I numeri sono sotto la lente del governo, del Cts e dei governatori. Molti presidenti di regione frenano su eventuali nuove chiusure e chiedono di considerare come parametro di valutazione il numero dei ricoverati e non quello dei contagiati. Il governo, dopo le parole di Speranza, sembra orientato a modificare i parametri che determinano il cambio di colore, rendendo prevalente il numero delle ospedalizzazioni rispetto ai contagi. In cambio vorrebbe però che le regioni aumentassero il numero dei tamponi effettuali (almeno 150 test ogni 100mila abitanti) e che facessero molto più il tracciamento dei casi, che invece viaggiano molto lentamente.

Crisanti: «Vaccinarsi tutti subito, ignorare analfabeti sanità pubblica»

Vaccinare gli under 40 contro Covid non è urgente? «Io torno a dire che chi dice certe cose è un analfabeta di sanità pubblica. E questo è veramente sconsolante dopo 18 mesi. Agli italiani dobbiamo dire di affrettarsi a vaccinarsi» contro Covid perché la variante Delta «corre tantissimo». E i vaccini dopo due dosi hanno un livello di protezione accettabile intorno al 70%. Lo ha detto il virologo Andrea Crisanti in relazione alle posizioni espresse sulla vaccinazione under 40, definita come non prioritaria da esponenti politici di area centrodestra come il leader della Lega Matteo Salvini e Francesco Lollobrigida, capogruppo Fdi alla Camera, entrambi convinti che non sia prioritaria. «In Inghilterra c’è sicuramente un aumento dei ricoveri importante e anche un aumento dei decessi, ma molto meno di quanto accadrebbe senza vaccino», afferma il direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’università di Padova, che non entra invece nel dibattito sull’uso del Green pass per l’accesso ad attività e servizi che potrebbero andare dai locali ai mezzi pubblici (dato quest’ultimo che verrà definito in questi giorni).

In arrivo la proroga dello stato di emergenza

Fra le novità allo studio anche la proroga dello stato di emergenza ceh scade il 31 luglio. Finora gli allungamenti viaggiano di tre mesi in tre mesi, dunque la proroga sarebbe fino a ottobre. Ma le varianti che corrono potrebbero spingere ilgoverno alla proroga fino al 31 dicembre 2021. Questo comporta la proroga dello smart working semplificato.

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Federalberghi: ipotesi zone gialle creano diffidenza nei turisti

«Queste notizie senza fondamento di ipotetiche zone gialle, rosse, azzurre e tutti i colori dell’arcobaleno, stanno creando una certa diffidenza e rallentamenti per quanto riguarda le prenotazioni presso gli alberghi delle isole», ha detto Ermando Mennella, presidente di Federalberghi isole minori. «Oltretutto nessuno ricorda più quali siano le limitazioni delle zone a colori, in questo caso della zona gialla - spiega Mennella -. Quando un turista va in vacanza andarci con tranquillità. Dal mercato estero invece, soprattutto dall’Inghilterra è ancora tutto molto fumoso - aggiunge il presidente di Federalberghi isole minori -. Dal Regno Unito infatti fino al 30 luglio resta obbligatoria la quarantena di 5 giorni per chi viene in vacanza e questo chiaramente ci crea una difficoltà. Per le isole minori c’è una buona richiesta sul mese di luglio, ma ci sono delle isole più premiate e meno premiate, per esempio meglio l’Elba, peggio quelle più in giù. Penalizzate le isole che hanno solitamente una predominanza di stranieri: Eolie, Ischia, Capri. Non si può vivere di prossimità».

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