comitato delle regioni

Coronavirus, le regioni europee chiedono interventi aggiuntivi per 10 miliardi

I fondi dovrebbero essere utilizzati per assumere personale medico supplementare, acquistare più dispositivi medici, sostenere i servizi di terapia intensiva e a fornire strumenti e materiale di igienizzazione per ospedali e scuole

di Gi.Ch.


Fondi Ue e Coronavirus: arrivano i primi 1,75 miliardi. Ma le regioni europee chiedono di più

2' di lettura

Il Comitato delle Regioni europee apprezza gli sforzi della Commissione e del Consiglio, ma chiede di più, soprattutto fondi aggiuntivi per le città e le regioni che devono far fronte alla pandemia da coronavirus. «Serve un meccanismo che mobiliti risorse nazionali e regionali esistenti, finanziamenti disponibili dei Fondi strutturali e di investimento dell’Ue riorientati alle necessità urgenti, e nuove risorse, fino a 10 miliardi di euro, sbloccate dai margini attuali del bilancio dell’Unione».

«Gli sforzi messi in atto dalla Commissione europea e dal Consiglio dell’Ue vanno nella giusta direzione» ha affermato in una nota il neopresidente Apostolos Tzitzikostas. «È fondamentale assicurare la flessibilità del patto di stabilità e crescita, come pure delle norme in materia di aiuti di Stato, in quanto ciò renderà più semplice e rapido l’utilizzo dei finanziamenti della politica di coesione».

«Alla luce della mia esperienza diretta e dei riscontri che ho ricevuto dai miei colleghi e membri del Comitato delle Regioni - ha spiegato - ritengo che l’Unione debba fare ancora di più, lanciando un meccanismo dell’UE per le emergenze sanitarie volto a dare un sostegno più efficace alle migliaia di leader locali e regionali che cercano, con tutti i mezzi a loro disposizione, di assicurare i servizi sanitari a livello locale». I fondi dovrebbero essere utilizzati per assumere personale medico supplementare, acquistare più dispositivi medici, sostenere i servizi di terapia intensiva e a fornire strumenti e materiale di igienizzazione per ospedali e scuole. Il meccanismo, inoltre, dovrebbe semplificare e rendere più rapido l’accesso, per i servizi sanitari pubblici, a risorse finanziarie provenienti dai bilanci regionali, nazionali e dell'Unione europea. «Dobbiamo investire di più, per salvare delle vite oggi e aumentare la nostra resilienza domani».

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