GRANDE DISTRIBUZIONI E DIVIETI

Orari e chiusure domenicali nella Gdo, Federdistribuzione chiede al Governo di stabilire regole comuni

Il rappresentante dell'associazione che rappresenta 57.500 punti vendita ha inviato una lettera a sei ministeri competenti per evitare iniziative in ordine sparso in tutta la Penisola

di Silvia Marzialetti

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(ANSA)

Il rappresentante dell'associazione che rappresenta 57.500 punti vendita ha inviato una lettera a sei ministeri competenti per evitare iniziative in ordine sparso in tutta la Penisola


2' di lettura

Un intervento del Governo che metta fine alla modalità “ordine sparso”, che da qualche giorno imperversa nei supermercati della Penisola. Lo invoca Claudio Gradara, presidente di Federdistribuzione, in una lettera inviata a sei ministeri competenti e di cui Il Sole 24 Ore Radiocor è venuta in possesso. Dopo l'intervento di Coop, che nella giornata di ieri ha disposto la chiusura degli oltre 1100 punti vendita la domenica - per le prossime due settimane - e la proposta lanciata dall'ad di Conad, Francesco Pugliese, che si dice pronto a una limitazione oraria nei giorni infrasettimanali, ma difende l'apertura domenicale, l'associazione che rappresenta 57.500 punti vendita - alimentari e non - intraprende la strada di Palazzo Chigi.

Nel frattempo nella Penisola aumenta il numero delle catene di supermercati intenzionati a ridurre gli orari di apertura, per consentire ai propri dipendenti di usufruire dei mezzi pubblici, anch'essi contingentati.“Questo procedere in ordine sparso mi spaventa un po'”, ammette Gradara. “E' importante fare chiarezza e lanciare messaggi chiari alla clientela, onde evitare episodi di sovraffollamento, come quelli registrati nei giorni scorsi”.


Restrizioni per il no-food
La stessa modalità del “libera tutti” si registra sulla vendita di prodotti no food all'interno dei supermercati, dopo che numerosi attori della Gdo hanno deciso di applicare restrizioni alle categorie merceologiche altrimenti disponibili in punti vendita chiusi per decreto (come gli articoli di cancelleria). Una scelta dettata dall'esigenza di ridurre le file all'esterno dei supermercati e dall'opportunità di evitare una “concorrenza sleale” a danno dei concorrenti costretti ad abbassare le serrande.
Su questo punto Gradara condivide la posizione espressa già ieri da Francesco Pugliese, ad Conad: “Chiudere e riaprire gli scaffali dei supermercati costituisce l'ennesima complicazione: sarebbe bene che almeno questo costituisse un non problema”. Ma anche in questo caso invoca l'intervento del Governo.


A creare scompiglio - puntualizza Gradara - l'intreccio tra norme (i primi due decreti Conte), circolari e Faq circolate negli ultimi giorni. Finora nessuna delle Regioni - cui spettano le competenze in materia - è intervenuta e le imprese si sono regolate autonomamente.
Adesso gli operatori invocano un faro.

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