l’epidemia

Coronavirus, le regole per prevenire l’infezione

Gianni Rezza, direttore del Dipartimento per le malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità, getta acqua sul fuoco rispetto all’allarme lanciato dallo studio tedesco secondo cui il coronavirus resterebbe attivo sulle superfici e oggetti circa nove giorni. E chiarisce che il contagio da superfici inanimate è un'ipotesi possibile ma decisamente più remota

di Barbara Gobbi

CoVid19, il nome dato dall'Oms al nuovo coronavirus

Gianni Rezza, direttore del Dipartimento per le malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità, getta acqua sul fuoco rispetto all’allarme lanciato dallo studio tedesco secondo cui il coronavirus resterebbe attivo sulle superfici e oggetti circa nove giorni. E chiarisce che il contagio da superfici inanimate è un'ipotesi possibile ma decisamente più remota


2' di lettura

«Lavarsi spesso le mani per almeno 20 secondi con acqua e sapone o con un disinfettante a base di alcol, tossire o starnutire al riparo in un fazzoletto o nell’incavo del braccio e disinfettare le superfici quando si può. Queste sono le regole per prevenire l’infezione da nuovo coronavirus, con l’avvertenza che il contagio da superfici inanimate è un'ipotesi possibile ma decisamente più remota». Gianni Rezza, direttore del Dipartimento per le malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità, getta acqua sul fuoco rispetto all’allarme lanciato dallo studio tedesco secondo cui il coronavirus resterebbe attivo sulle superfici e oggetti circa nove giorni.

Rezza: rischio trasmissione da superficie è decisamente minore
«Sono studi fatti su altri coronavirus e dobbiamo assumere che valgano anche per questo nuovo coronavirus – chiarisce Rezza – ma individuare sequenze di Rna di un virus su una superficie non vuol dire che quel virus trasmetta. In più, un virus non rimane da solo su una superficie: devono essere presenti cellule di una secrezione all’interno delle quali il virus si indova. Di sicuro il rischio trasmissione da superficie è decisamente minore, rispetto al veicolo rappresentato dalle gocce di saliva e dal contatto delle mani infette».

Iss: contagio si previene con igiene accurata
Il contagio da nuovo virus, ribadisce l'Istituto superiore di sanità (Iss) nella sezione “Faq” dedicata alla malattia aggiornato costantemente sulla base delle ultime evidenze scientifiche confermate dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e dal centro per il controllo delle malattie (Ecdc), si previene con un'igiene accurata perché entra nel corpo attraverso gli occhi, il naso e la bocca, quindi evita di toccarli con le mani non lavate. Ma per scongiurare ogni pericolo le Faq guardano anche alla disinfezione delle superfici. Dalla tastiera del computer ai piani di lavoro, il nuovo coronavirus è sensibile ai comuni disinfettanti: quelli contenenti alcol (etanolo) al 75% o la candeggina, a base di cloro all'1%.

Le indicazioni dell’Oms
Indicazioni in buona parte sovrapponibili a quelle che arrivano dall’Oms, che ha appena ribattezzato il virus da 2019-nCoV a COVID-19 e dà cinque suggerimenti: evitare il contatto stretto con soggetti affetti da infezioni respiratorie acute; lavare frequentemente le mani, in particolare dopo contatto con persone malate o con il loro ambiente; evitare contatti non protetti con animali di fattoria o selvatici; nel caso di persone con sintomi di infezione acuta delle vie aeree, queste dovrebbero mantenersi a distanza, coprire colpi di tosse o starnuti con fazzoletti usa e getta o con i vestiti e lavarsi le mani; rafforzare, in particolare nei pronto soccorso e nei dipartimenti di medicina d'urgenza, le misure standard di prevenzione e controllo delle infezioni.

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