Pandemia

Nuovo Dpcm: le misure in vigore da venerdì 6 novembre. Ecco le regioni rosse, arancioni e gialle

La decisione di inserire una regione nello scenario 3 (arancione) o 4 (rosso) spetta al ministro della Salute. Rosse Lombardia, Piemonte, Calabria e Valle d’Aosta

di Nicoletta Cottone

Coronavirus, scuola: le novità dalle mascherine al rinvio del concorso

7' di lettura

Piemonte, Lombardia, Calabria e Valle d’Aosta rosse, Puglia e Sicilia arancioni e il resto d’Italia giallo. «Tutte le nuove misure previste dall'ultimo Dpcm - quelle riservate alle aree gialle, arancioni e rosse - saranno in vigore a partire da venerdì 6 novembre». Lo ha reso noto Palazzo Chigi, sottolineando che «lo ha deciso il governo per consentire a tutti di disporre del tempo utile per organizzare le proprie attività». La firma del nuovo dpcm che stringe le maglie delle regole da rispettare per bloccare il coronavirus è stato solo l’inizio di un duro braccio di ferro tra governo e Regioni. E così il premier Giuseppe Conte ha rinviato di 24 ore l'entrata in vigore del dpcm ed è tornato a parlare agli italiani da palazzo Chigi, indossando la mascherina.

Conte: in alcune Regioni soglie critiche intensive

«Rispetto alle persone contagiate sale il numero degli asintomatici, diminuisce in percentuale il numero di persone ricoverate, ma c’è l’alta probabilità che molte regioni superino le soglie delle terapie intensive e mediche», ha detto il premier Giuseppe Conte. «Se introducessimo misure uniche in tutta Italia - ha detto Conte - produrremmo un duplice effetto negativo: non adottare misure veramente efficaci dove c'è maggior rischio e imporremo misure irragionevolmente restrittive dove la situazione è meno grave». Non abbiamo alternative, ha detto il premier, «dobbiamo affrontare le restrizioni per congelare l’impennata del contagio, comprendiamo la frustrazione e la sofferenza, ma dobbiamo tenere duro». Ha annunciato che un nuovo decreto legge ristori sarà approvato già nella serata del 5 novembre. E ha delimitato le tre zone: gialla, arancione e rossa, ricordando che torna l’autocertificazione, che « è collegata ai divieti».

Loading...
Italia divisa in 3 aree di rischio: tutte le restrizioni
Loading...

Area gialla: le regioni e le regole da rispettare

Nell'area gialla, con criticità moderata, rientrano Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, provincia autonoma di Bolzano, provincia .ìautonoma di Trento, Sardegna, Toscana, Umbria e Veneto. In queste zone è vietato circolare dalle 22 alle 5 del mattino, a meno di comprovati motivi di lavoro, necessità e salute. Viene comunque raccomandato di non spostarsi nel corso della giornata se non per motivi di salute, lavoro, studio o situazioni di necessità. Chiusi i centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi, ad eccezione di farmacie, parafarmacie, punti vendita di generi alimentari, tabaccherie ed edicole al loro interno. Chiuse mostre e musei. Bar e ristoranti, come i pub, chiudono dalle 18 alle 5 del mattino. L’asporto è consentito fino alle 22. Nessuna restrizione per la consegna a domicilio. Restano chiuse palestre, piscine, teatri, cinema. Aperti i centri sportivi per le attività all’aperto. Alle superiori didattica a distanza, ad eccezione delle attività di laboratorio e per gli studenti disabili. Chiuse le università, salvo alcune attività per matricole e laboratori. Didattica in presenza alla scuola per l’infanzia, alle elementari e alle medie. Riduzione fino al 50% della capienza del trasporto pubblico, ad eccezione dei mezzi di trasporto scolastici. Sospese le attività di sale giochi, scommesse, bingo e slot machine in bar e tabaccherie.

Area arancione

Nell'area arancione, con criticità medio alta, ci sono Puglia e Sicilia. Nell’area arancione vietato circolare dalle 22 alle 5 del mattino. Vietati gli spostamenti in entrata e in uscita da una regione all’altra e da un comune all’altro, salvo comprovati motivi di lavoro, studio, salute o necessità. Viene raccomandato di evitare spostamenti non necessari nel corso della giornata all’interno del proprio comune. Chiusi bar e ristoranti, sette giorni su sette. L’asporto è consentito fino alle 22. Nessuna restrizione per la consegna a domicilio. Chiusi i centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi, ad eccezione di farmacie, parafarmacie, punti vendita di generi alimentari, tabaccherie ed edicole al loro interno. Chiuse mostre e musei. Alle superiori didattica a distanza, ad eccezione delle attività di laboratorio e per gli studenti disabili. Chiuse le università, salvo alcune attività per matricole e laboratori. Didattica in presenza alla scuola per l’infanzia, alle elementari e alle medie. Riduzione fino al 50% della capienza del trasporto pubblico, ad eccezione dei mezzi di trasporto scolastici. Sospese le attività di sale giochi, scommesse, bingo e slot machine in bar e tabaccherie.Restano chiuse palestre, piscine, teatri, cinema. Aperti i centri sportivi per le attività all’aperto.

Area rossa

Lombardia, Piemonte, Calabria, Valle D'Aosta rientrano nell'area rossa. In questa area è vietato ogni spostamento, anche all’interno del proprio comune, in qualsiasi orario, salvo che per motivi di lavoro, necessità e salute. Vietati gli spostamenti da una regione all’altra e da un comune all’altro. Chiusi bar e ristoranti, sette giorni su sette. L’asporto è consentito fino alle 22. Nessuna restrizione per la consegna a domicilio. Chiusura dei negozi, fatta eccezione per supermercati, beni alimentari e di necessità. Restano aperte edicole, tabaccherie, farmacie e parafarmacie, lavanderie, parrucchieri e barbieri. Chiusi i centri estetici. Didattica a distanza per la scuola secondaria di secondo grado, per la seconda e la terza media. Restano aperte le scuole per l’infanzia, le scuole elementari e la prima media. Chiuse le università, salvo specifiche eccezioni. Sospese tutte le competizioni sportive, salvo quelle riconosciute di interesse nazionale da Coni e Cip. Sospese le attività dei centri sportivi. Consentito svolgere attività motoria nei pressi della propria abitazione. Permessa anche l’attività sportiva solo all’aperto e in forma individuale. Chiuse mostre, musei, teatri, palestre, attività di sale giochi, scommesse, bingo, anche in bar e tabaccherie. Riduzione fino al 50% della capienza del trasporto pubblico, ad eccezione dei mezzi di trasporto scolastico.

ITALIA DIVISA IN TRE AREE
Loading...

Se serve un nuovo scostamento

Parlando degli stanziamenti del decreto ristori, il premier ha detto di non voler anticipare una cifra: «è chiaro che alla Ragioneria stanno lavorando, ma sicuramente ci sono adeguati stanziamenti per il decreto. Potrebbero essere in un ammontare di 1,5-2 miliardi». E ha aggiunto che «se ci fosse necessità di disporre ulteriore risorse dobbiamo essere pronti anche a presentarci in parlamento per un eventuale nuovo scostamento ma non lo abbiamo ancora deciso perché, a quanto mi hanno detto, gli stanziamenti ci sono».

Possibili differenziazioni all’interno delle regioni

«Abbiamo previsto - ha confermato il premier - che ci possa essere una differenziazione all'interno delle regioni. In astratto è anche possibile, ma la forza dell'intero meccanismo è di costruire un tessuto di misure sia costruito su base regionale». Ha precisato che «una volta condiviso l'impianto» delle misure restrittive, «le conseguenze sono automatiche, perché basate su criteri predefiniti e oggettivi che sfuggono da qualsiasi contrattazione. Non si può negoziare o contrattare sulla pelle dei cittadini, non lo farà Speranza né i presidenti delle singole regioni. Il contraddittorio ci sarà, perché le ordinanze vengono fatte sentito il presidente, ma non negoziato con il presidente».

Scenari delle regioni stabiliti dal ministero della salute

Il nuovo dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte prevede che la decisione di inserire una regione nello scenario 3 (arancione) o 4 (rosso) spetti al ministro della Salute. Solo in un secondo momento, una volta valutati i miglioramenti, le misure potranno essere modificate, d’intesa col presidente della Regione. «Le ordinanze del ministro della Salute non saranno arbitrarie o discrezionali perché recepiranno l'esito del monitoraggio periodico effettuato congiuntamente» con i rappresentanti delle Regioni, ha precisato il premier. Una decisione che il ministero della Salute prende sulla base dei 21 indicatori che monitorano i dati della pandemia. Dalla rilevazione del 25 ottobre risultavano 11 Regioni con Rt oltre 1,5 e due regioni oltre 2 (Piemonte e Lombardia).

RT PER REGIONE
Loading...

Le regioni più colpite

«Le Regioni piu colpite - ha affermato il direttore della prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza nel corso della conferenza stampa pomeridiana al dicastero - sono la Lombardia, il Piemonte e la Campania (forse intendeva Calabria, ndr), che registrano molti positivi. Sono regioni che in termini di tasso di incidenza sono piuttosto alte, più o meno al livello della Lombardia. L’incidenza è elevata anche in Veneto, mentre in Lazio vediamo un leggero incremento, che però sembra essere abbastanza graduale. Poi ci sono regioni più piccole come l’Umbria con 500 casi circa, che in termini di incidenza sulla popolazione è piuttosto elevata».

Sì a zone rosse in piccole parti del territorio

É possibile anche all’interno di regioni a bassa circolazione, che ci possano essere chiusure di alcune aree dove si possono sviluppare focolai importanti. «Questo dpcm non impedisce alle regioni di applicare zone rosse a parti piccole del territorio regionale: è un meccanismo del tutto praticabile».

Nessun automatismo, ha detto Rezza, «per la definizione delle zone rosse nelle quali introdurre restrizioni, è già previsto anche nel dpcm, ma questo «non vuol dire che sia tutto così facile».

Rezza ha ricordato che «l’Rt è un indicatore di stima che arriva da modelli automatici, ma da solo potrebbe essere anche fallace. Si deve vedere anche la resilienza e questo rende più sofisticato il meccanismo. Si tratta di un parametro che è un insieme di 21 indicatori compresi quelli di resilienza ed è su questo che si sta ragionando».

Priorità ridurre l’afflusso al Pronto soccorso

«Diminuire l’afflusso ai Pronto soccorso e alle strutture ospedaliere - ha detto Rezza - è in questo momento assolutamente una priorità, perchè se è vero che la mortalità tende a essere più bassa, quando aumentano i casi cresce il numero dei decessi dopo un po’ di tempo». Il direttore del dipartimento Prevenzione del ministero della Salute ha ricordato che «con una patologia che nella maggioranza dei casi ha pochi sintomi bisogna ridurre il rischio di ingolfare le strutture ospedaliere».

Il numero dei positivi sul totale dei tamponi supera il 10%

«Il numero di positivi sul numero di tamponi effettuati supera il 10%, quindi la proporzione di positivi sui test eseguiti è piuttosto elevata e questo è un segnale non del tutto buono», ha detto Rezza.

Trend di stabilizzazione, ma alto livello di casi

«Il trend - ha detto Rezza - sembra mostrare una certa stabilizzazione, ma non sappiamo ancora se possiamo vedere gli effetti di alcuni provvedimenti presi, come il dpcm e alcune ordinanze regionali su uso continuativo delle mascherine di cui dovremmo iniziare a vedere effetti. Abbiamo avuto un forte aumento dei casi e adesso vediamo una stabilizzazione ma su livelli piuttosto elevati, ci auguriamo di vedere qualche segnale positivo».

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti