IL MONITORAGGIO dell’Istituto superiore di sanità

Coronavirus, Rezza: «Molti focolai causati dagli arrivi da paesi a rischio»

Il report settimanale ministero della Salute-Istituto superiore di sanità: bassa criticità ma in sei regioni le stime Rt restano sopra 1. Si abbassa l’età media dei casi diagnosticati: 40 anni

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Il report settimanale ministero della Salute-Istituto superiore di sanità: bassa criticità ma in sei regioni le stime Rt restano sopra 1. Si abbassa l’età media dei casi diagnosticati: 40 anni


2' di lettura

«Il numero dei contagi da coronavirus è stabile rispetto alla scorsa settimana e l'Rt nazionale è di poco inferiore a uno». È quanto afferma Giovanni Rezza, direttore della Prevenzione del ministero della Salute presentando il rapporto settimanale di monitoraggio prodotto dal ministero della Salute e dall’Istituto superiore di sanità. Restano tuttavia «diversi focolai di ampiezza variabile in quasi tutte le regioni e molti di essi sono causati da persone provenienti da paesi ad alta incidenza di coronavirus» ha spiegato Rezza, nel giorno in cui il ministro della Salute ha firmato un’ordinanza per la quarantena a persone che negli ultimi 14 giorni siano stati in Bulgaria e Romania. Per questo «è necessario continuare ad avere comportamenti prudenti rispettare le distanze, indossare le mascherine e curare l’igiene personale e sottoporsi alla quarantena se la provenienza è da paesi ad alta incidenza».

Focolai rilevanti

Nel report si legge infatti che sebbene le misure di lock-down in Italia abbiano permesso un controllo efficace dell’infezione «al momento siamo in una situazione di trasmissione stazionaria a livello nazionale in cui persiste una trasmissione diffusa del virus che, quando si verificano condizioni favorevoli, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti, talvolta associati all'importazione di casi da Stati esteri». Il numero di nuovi casi comunque «rimane nel complesso contenuto».

A livello nazionale si osserva una leggera diminuzione nel numero di nuovi casi diagnosticati e notificati al sistema di sorveglianza rispetto alla settimana di monitoraggio precedente: Rt nazionale è di 0,95 (dati riferiti al periodo 2-15 luglio).

Età media dei contagiati scesa a 40 anni

Si è abbassata l’età media dei casi che è «ormai intorno ai 40 anni». Questo «in parte è dovuto alle caratteristiche dei focolai che vedono un sempre minor coinvolgimento di persone anziane e in parte all'identificazione di casi asintomatici tramite screening in fasce di età più basse» L’abbassamento dell'età media, rileva il rapporto, «comporta un rischio più basso nel breve periodo di un possibile sovraccarico dei servizi sanitari».

In sei regioni Rt sopra 1

Come nella settimana scorsa sono sei le regioni in cui l’indice di contagio Rt è superiore a 1: si tratta di Veneto (1,18), Emilia Romagna (1,14), Piemonte (1,07), Liguria (1,06), Lazio (1,04) e Lombardia (1). Rispetto alla scorsa settimana, scende sotto 1 la Toscana (di pochissimo, 0,99), mentre va oltre la Liguria. Ci sono anche 3 regioni con Rt fermo a zero: Calabria, Molise e Puglia. Molto basse anche Basilicata (0,06), Valle d'Aosta (0,1), e poi Umbria (0,3) e Sardegna (0,32), mentre sfiorano quota 1 Campania (0,8) e Sicilia (0,88).

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