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Coronavirus, rischio invenduto per latte, pesce e alimenti freschi. Più acquisti a lunga scadenza

Probematiche segnalate tra gli altri da Assolatte e Copagri: riguardano la Gdo, ma anche la stretta su mense, bar e ristorazione. Proposta la modifica degli orari dei Tir per le consegne

di Silvia Marzialetti

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Le vendite sono aumentate, ma il fresco sembra essere svantaggiato rispetto alla lunga conservazione

Probematiche segnalate tra gli altri da Assolatte e Copagri: riguardano la Gdo, ma anche la stretta su mense, bar e ristorazione. Proposta la modifica degli orari dei Tir per le consegne


3' di lettura

Mantenere le abitudini alimentari di sempre, evitando gli accaparramenti anche nella scelta dei singoli prodotti e potenziare le consegne, valutando l'opportunità di modificare il calendario sui divieti di circolazione per i mezzi pesanti.
Sono alcuni dei temi portati sul tavolo del ministro Bellanova dai principali operatori della Gdo, alle prese negli ultimi giorni con una impennata della domanda.

«Al momento la situazione approvvigionamenti è sotto controllo, la filiera funziona e si registrano forti incrementi di fatturato», commenta Claudio Gradara, presidente di Federdistribuzione. «Ma nell’agenda del dopo – prosegue – uno dei temi da affrontare sarà quello dell’export, fortemente compromesso dalla chiusura di questi giorni, con forti ripercussioni su settori come quello dell’ortofrutta».

Oltre alle forti difficoltà dell'export, molti operatori registrano un calo delle vendite dei prodotti freschi (dall’ortofrutta al latte), a fronte di una impennata di cibi a lunga scadenza quali pasta, riso, scatolame, surgelati, conservati, risultato – verosimilmente – di una nuova tendenza a concentrare la spesa in un paio di volte a settimana.

Quello del fresco che rimane invenduto è un tema sollevato anche da Assolatte e da Copagri e si intreccia non soltanto con il canale della Gdo, ma anche con la stretta su mense, canali bar e ristorazione in generale. «Stiamo ricevendo tantissime segnalazioni dai nostri associati, che si ritrovano a dover gestire eccedenze di prodotto non ritirato a causa del drastico calo delle vendite – commenta il presidente di Copagri, Franco Verrascina –. I problemi maggiori, al momento, sembrano concentrati in Lombardia, Lazio e Basilicata e riguardano il latte vaccino e quello bufalino, anche se ci attendiamo nel breve periodo un peggioramento del quadro generale».

In allarme anche Cia, che ha espresso la necessità di ricollocare in modo alternativo il latte, attraverso un grande impegno da parte del Governo.

Coldiretti segnala un crollo della domanda di pesce fresco, che rappresenta il 90% dell’attività dei pescherecci tricolore. «La crisi di questi giorni sta causando una chiusura a cascata delle pescherie e dei mercati ittici all’ingrosso ed alla produzione, fino alle attività di pesca, con il paradosso di favorire ulteriormente le importazioni dall'estero e la perdita di nuove quote di mercato».

Nell’incontro che si è tenuto tra i principali rappresentanti della Gdo e il ministro Bellanova, è stato proposto di valutare anche modifiche al calendario dei divieti di circolazione dei Tir.
«Abbiamo ribadito l'impegno che da sempre caratterizza Coop nel sostegno alle produzioni italiane, ricordando che più del 90% dei nostri fornitori è italiano (stiamo parlando di 13mila fornitori) e che per la materia prima la percentuale è pari al 70% – commenta Marco Pedroni, presidente Coop Italia –. Lo abbiamo sempre fatto e lo faremo ancora con convinzione in una situazione eccezionale. È importante però che non ci siano impedimenti affinché queste produzioni arrivino sui nostri scaffali e che il flusso delle merci sia garantito anche attuando provvedimenti che facilitino il percorso delle merci alimentari dai luoghi di produzione ai luoghi di smistamento: solo così potremo continuare a garantire la regolarità con cui in questo momento stiamo facendo fronte all’emergenza».
Oltre alla richiesta di supporto al made in Italy, Conad - le cui consegne on line negli ultimi giorni sono passate dalle 3mila alle 85mila unità - ha ribadito l'importanza di una buona comunicazione. “La richiesta lanciata da alcuni sindaci di chiudere anche gli ipermercati all'interno dei centri commerciali, rischia di confondere i clienti”, dicono dall'azienda. Che ribadisce: “In linea con quanto disposto dall'ultimo decreto del Governo, gli ipermercati all'interno dei centri commerciali rimangono aperti”.

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