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Coronavirus, Rt in lieve risalita a 0,86, incidenza sale da 29 a 34 casi ogni 100mila abitanti

Lieve calo per terapie intensive e aree mediche. In aumento i casi non associati a catene di trasmissione

di Nicoletta Cottone

Coronavirus, terapie intensive al 3,7%, aree mediche al 4,2%, 34 casi ogni 100mila abitanti

3' di lettura

In lieve risalita l’incidenza settimanale a livello nazionale: segna 34 casi ogni 100mila abitanti nella rilevazione condotta da Iss e ministero della Salute per conto della Cabina di regia dal 15 al 21 ottobre 2021 contro i 29 casi ogni 100mila abitanti della settimana precedente. L'incidenza resta comunque al di sotto della soglia settimanale di 50 casi ogni 100mila abitanti che potrebbe consentire il controllo della trasmissione basato sul contenimento o sull'identificazione dei casi e sul tracciamento dei loro contatti.

Rt in lieve aumento a 0,86

Nel periodo dal 29 settembre al 12 ottobre 2021, l'Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,86 (range 0,82 – 0,90), al di sotto della soglia epidemica, ma in lieve aumento rispetto alla settimana precedente. Aumenta lievemente l'indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero (Rt=0,89 (0,84-0,93) al 12/10/2021 vs Rt=0,83 (0,78-0,88) al 5/10/2021).

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Leggero calo per terapie intensive e aree mediche

Il tasso di occupazione in terapia intensiva è in lieve diminuzione al 3,7%. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale diminuisce al 4,2 per cento.

Quattro le regioni a rischio moderato

Quattro regioni risultano classificate a rischio moderato: Abruzzo, Campania, Friuli Venezia Giulia e Piemonte. Le altre fra regioni e province autonome risultano classificate a rischio basso. Una riporta un'allerta di resilienza. Nessuna riporta molteplici allerte di resilienza.

Brusaferro: «Siamo ancora in pandemia, prudenza»

«Siamo ancora in pandemia - ha detto il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro - anche se, fortunatamente, grazie alla misure che stiamo adottando, abbiamo una circolazione del virus più limitata che in altri Paesi. L’obiettivo è chiaramente quello di tornare a una dimensione di piena socialità ma in questo momento serve mantenere comportamenti di prudenza per tenere la curva il più contenuta possibile, proteggere i fragili e mantenere aperte le nostre attività come la scuola».

Rezza: «Piccola inversione tendenza ma situazione favorevole»

«C’è una piccolissima inversione di tendenza nell’incidenza e nell’Rt», che ricrescono lievemente. Ma l’andamento dell’epidemia «si mantiene in questo momento piuttosto favorevole. La campagna di vaccinazione ha mostrato da noi un ottimo successo e le misure che abbiamo mantenuto in atto, pur riaprendo tutte le attività, hanno contribuito fino ad ora a tenere l’incidenza piuttosto bassa», ha sottolineato Gianni Rezza, direttore generale Prevenzione del ministero della Salute. «L’incidenza - ha spiegato - risale ai livelli di 2 settimane fa, a 34 casi su 100mila abitanti: resta quindi bassa, specie se confrontata con quella della maggior parte degli altri Paesi europei». Ma soprattutto, restiamo «al di sotto della soglia fatidica dei 50 casi/100mila, al di sotto della quale è possibile fare tracciamento». Quanto all’Rt, «cresce molto poco, va a 0,86 - ha proseguito Rezza - anche in questo caso con una piccola inversione di tendenza» però «restando sotto 1, il che vuol dire che l’incidenza non dovrebbe aumentare nel prossimo futuro. Per quanto riguarda i tassi di occupazione di area medica e terapia intensiva, le cose vanno bene: per fortuna siamo al di sotto delle soglie critiche».

Aumentano i nuovi casi non associati a catene di trasmissione

In aumento il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione: 4.759 contro i 4.551 della settimana precedente. La percentuale dei casi rilevati attraverso l'attività di tracciamento dei contatti è in lieve diminuzione (33% contro 34% la scorsa settimana). È in leggero aumento invece la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (48% contro 47%). Resta stabile la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening (19% contro 19%).

Vaccino strumento principale per evitare recrudescenze

Il report segnala che «una più elevata copertura vaccinale, il completamento dei cicli di vaccinazione e il mantenimento di una elevata risposta immunitaria, in particolare nelle categorie a rischio, anche attraverso la dose di richiamo nelle categorie indicate dalle disposizioni ministeriali, rappresentano gli strumenti principali per prevenire ulteriori recrudescenze di episodi di aumentata circolazione del virus sostenuta da varianti emergenti». Fondamentale, poi, realizzare un capillare tracciamento e contenimento dei casi, mantenere elevata l'attenzione, applicare e rispettare misure e comportamenti per limitare l'ulteriore aumento della circolazione virale.


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