Monitoraggio , Rt risale a 0,85

Coronavirus, in calo l’incidenza dei contagi: 146 ogni 100mila abitanti

Intanto corre la campagna vaccinale: raggiunte le 500mila somministrazioni al giorno

di Nicoletta Cottone

Coronavirus, Rt nazionale in lieve aumento a 0.85: Campania a 1.08, Friuli Venezia Giulia a 0.71

4' di lettura

Risale l'indice Rt nazionale di contagio del Coronavirus in Italia che la scorsa settimana era a quota 0,81: torna al valore 0,85, uguale a quello della settimana ancora precedente. L'incidenza dei contagi ogni 100mila abitanti, invece, continua a scendere: il valore è a 146 rispetto al 152 della settimana scorsa. È quanto emerge dall'ultimo monitoraggio settimanale di ministero della Salute e Iss sull'andamento dell'epidemia per il periodo 19- 25 aprile 2021 (aggiornato al 28 aprile).

Incidenza in calo, ma alta e lontana da livelli di contenimento

L’incidenza dei contagi è in calo, ma resta alta. «Sebbene la campagna vaccinale progredisca significativamente, complessivamente, l'incidenza resta elevata e ancora ben lontana da livelli (50 su 100 mila abitanti) che permetterebbero il contenimento dei nuovi casi», evidenzia la bozza del report.

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Ordinanze, Valle d’Aosta in rosso e Sardegna in arancione

Il ministro della Salute Roberto Speranza firmerà in giornata nuove ordinanze che andranno in vigore a partire dal 3 maggio. È in area rossa la regione Valle D'Aosta. Sono in area arancione le regioni Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna. Tutte le altre regioni e province autonome sono in area gialla.

Coronavirus, i contagi nelle regioni ogni 100mila abitanti: Valle d'Aosta a 249, Bolzano a 71

In Italia variante inglese al 91,6%, brasiliana al 4,5%

Intanto corrono le varianti. Nel contesto italiano in cui la vaccinazione «sta procedendo ma non ha ancora raggiunto coperture sufficienti, la diffusione di varianti a maggiore trasmissibilità può avere un impatto rilevante se non vengono adottate misure di mitigazione adeguate». La variante inglese è pari al 91,6% dei casi, mentre quella brasiliana riguarda il 4,5% dei casi, come evidenzia la nuova indagine rapida condotta da Iss e ministero della Salute, insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler. Alla data del 15 aprile scorso, la prevalenza della 'variante inglese' - la B.1.1.7 - del virus Sars-CoV-2 era dunque del 91,6%, in crescita rispetto all'86,7% del 18 marzo, con valori oscillanti tra le singole regioni tra il 77,8% e il 100 per cento. Per quella 'brasiliana' - la P.1 - la prevalenza era del 4,5% (0% -18,3%), mentre era il 4,0% nella scorsa survey del 18 marzo.

Brusaferro: «Cala l’età media dei casi Covid a 42 anni»

«Decresce l'età mediana dei casi di Covid-19 in Italia, collocandosi a 42 anni. E calano i casi nelle varie fasce d'età, prova indiretta dell'efficacia della vaccinazione, così come calano i casi tra gli operatori sanitari», ha detto il presidente dell'Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa al ministero della Salute sull'analisi dei dati del monitoraggio della Cabina di regia. «Il quadro complessivo - ha sottolineato Brusaferro - resta comunque a livello impegnativo. Siamo con un’incidenza tre volte superiore ai 50 casi ogni 100mila che è la soglia per il tracciamento automatico. Per questo occorre mantenere cautela e una gradualità nelle riaperture».

Rezza: «Su AstraZeneca rispetto a Ema siamo stati più realisti del re»

«Siamo stati più realisti del re sul vaccino anti-Covid di AstraZeneca. L'Ema diceva di offrirlo a tutti. Potevamo benissimo offrirlo a tutti. Si è messa una piccola dose di cautela in più nel mettere il limite d'età sulla prima dose». Lo ha detto il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza, durante la conferenza stampa sull'analisi dei dati del monitoraggio. Per la seconda dose del vaccino AstraZeneca «non cambia nulla, per ora. Si è pronunciata l'Ema su questo e non sono state prese decisioni diverse», ha detto Rezza. E ha ricordato che «Ema non ha indicato limiti di età», che nell'indicazione data in Italia, «riguardavano del resto la prima dose, perché quei rari eventi avversi si erano manifestati in persone al di sotto dei 60 anni che avevano ricevuto la prima dose. Per ora, fortunatamente, non c'è evidenza di effetti avversi con la seconda dose. Credo che ci siano tutti gli elementi per dire che viene confermata l'aderenza alle posizioni dell'Ema». Rezza «molta attenzione» nelle riapetture, se pur graduali.

Nessuna Regione a rischio alto, per 11 è moderato

Il report segnala che migliora la situazione generale del rischio pandemico in Italia, con nessuna Regione a rischio alto. Undici Regioni e Province autonome hanno una classificazione di rischio moderato (di cui nessuna ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e 10 Regioni hanno un rischio basso. Tre Regioni (contro 4 della settimana precedente) hanno un Rt puntuale maggiore di uno. Campania e Sicilia hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre di tipo 1.

Cala pressione terapie intensive, otto regioni sopra soglia

Il report registra il nuovo calo - ma i numeri restano comunque alti -, del numero di regioni e province autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva o in aree mediche sopra la soglia critica. Sono 8 contro le 12 della settimana precedente. Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è uguale alla soglia critica (30%). Quello in aree mediche a livello nazionale scende ulteriormente ed è sotto la soglia critica (32% rispetto al 40% della soglia).

Corre la campagna di vaccinazioni

E corre la campagna di vaccinazione. «Abbiamo raggiunto le 500mila dosi giornaliere di vaccino. La proiezione - ha detto il commissario straordinario all’emergenza Covid Francesco Paolo Figliulo a Porta a porta - è intorno a questo target. La macchina organizzativa è pronta, adesso abbiamo anche la benzina, le dosi sono arrivate. In questa ultima settimana sono arrivate 4 milioni e mezzo di dosi, di cui 2 milioni e mezzo distribuite tra ieri e oggi, il resto domani. Ho messo a punto il piano in questo periodo in tre fasi: approvvigionamento, controllo fabbisogni e scostamenti al piano. Dal 10 aprile abbiamo avuto più 16% di media per gli over 80, 15 regioni sono sopra già sopra la media, le altre lo saranno presto».

Unicef invia in India 3mila concentratori ossigeno e aiuti salvavita

E mentre corre il contagio in India, dalla quale l’ultimo aereo ha portato in Italia 23 contagiati, l'Unicef ha inviato aiuti salvavita, compresi 3mila concentratori di ossigeno, test diagnostici, kit medici e altri aiuti, per sostenere l'India nella sua battaglia contro un'ondata letale di Covid-19. Oltre ai concentratori di ossigeno, l'Unicef ha fornito più di 500 cannule nasali ad alto flusso e 85 macchine per RT-PCR per i test del Covid-19. Inoltre, sta supportando l'approvvigionamento e l'installazione di 25 impianti per la produzione di ossigeno per gli ospedali nel nordest e nel Maharashtra e l'installazione di più di 70 termoscanner in vari punti di ingresso in tutto il Paese.

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