monitoraggio Iss-Ministero salute

Coronavirus, Rt nazionale sale a 0.95, sopra 1 in sette fra regioni e province autonome

Meno regioni hanno terapie intensive sotto stress, in aumento le allerte

di Nicoletta Cottone

Coronavirus, casi ogni 100mila abitanti: due regioni sotto 50, Bolzano a 770

4' di lettura

Sale a 0,95 l’Rt nazionale dallo 0,84 della scorsa settimana. Il dato è emerso dal monitoraggio Iss-Ministero Salute. Sette fra regioni e province autonome hanno un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2, in aumento rispetto alla settimana precedente. Le altre hanno un Rt puntuale compatibile con uno scenario tipo uno, dunque giallo. Una Regione (Umbria) e una provincia autonoma (Bolzano) hanno un livello di rischio alto. Sono dieci (contro 11 la settimana precedente) le Regioni e le province autonome con una classificazione di rischio moderato (di cui cinque ad alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e nove con rischio basso.

In aumento le regioni con allerte

Il monitoraggio relativo alla settimana 1-7 febbraio 2021, con dati aggiornati al 10 febbraio, mostra un aumento del numero di regioni e province auronome dove sono state riportate allerte di resilienza (11 contro 5 la settimana precedente).

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Circolazione diffusa di varianti, Rezza: «Non rilassare le misure»

Il report rileva come, in questa fase «delicata dell'epidemia si conferma la circolazione diffusa di varianti virali a più elevata trasmissibilità nel nostro paese». Il direttore della Prevenzione del ministero della salute Gianni Rezza, ha spiegato che «la variante inglese, per quanto ne sappiamo, non diminuisce l’efficacia dei vaccini attualmente disponibili e la corsa alla vaccinazione è molto importante, ma si trasmette più velocemente e quindi è bene non allentare le misure di prevenzione e controllo. Dobbiamo rallentare infatti la velocità di circolazione del virus». Nello studio sulle varianti in Italia condotto dall'Iss «sono emerse 495 varianti uk, ma la prevalenza varia dallo 0,5% di alcune aeree ad aree con il 59% di prevalenza, a seconda dei tempi di entrata della variante». Quello che più preoccupa, ha detto Rezza, «è la presenza di varianti virali. Quella sudafricana e brasiliana possono ridurre parzialmente l’efficacia dei vaccini, quindi dobbiamo sbrigarci nelle vaccinazioni».

Brusaferro: «In 5-6 settimane la variante Gb può sostituire il virus»

«In 5-6 settimane la variante inglese potrebbe sostituire il virus SarsCov2 ora circolante», ha detto il presidente Iss Silvio Brusaferro alla conferenza stampa al ministero della Salute, sottolineando che comunque la variante risponde al vaccino. «Siamo in una fase delicata dell'epidemia che richiede grande cautela visto il rapido aumento dei casi in alcune aree dove sono comunque state prese misure tempestive», ha detto il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, sottolineando che in Italia «la curva indica una situazione stabile ma il numero di Regioni che segnala un aumento nell’incidenza dei casi comincia a crescere». Secondo Brusaferro, «crescono anche i contagi tra la popolazione più giovane». Si tratta, ha spiegato il numero uno dell’Iss, di «un fenomeno che stiamo analizzando e registriamo anche una crescita dei casi asintomatici e paucisintomatici». Per la seconda settimana - si legge nel report Iss-Ministero della Salute - si registrano segnali di «contro-tendenza nell’evoluzione epidemiologica, con progressivo rallentamento nella diminuzione dei nuovi casi fino a una stabilizzazione, che potrebbero preludere a un nuovo rapido aumento diffuso nel numero di casi nelle prossime settimane, qualora non venissero rigorosamente mantenute misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale».

Meno regioni con terapie intensive sotto stress

Scende da 7 a 5, il numero di regioni e province autonome che hanno un tasso di occupazione delle terapie intensive e dei reparti sopra la soglia critica. Nelle terapie intensive il valore nazionale è sotto la soglia critica del 30%, a quota 24%. Il numero delle persone ricoverate nelle terapie intensive scende da da 2.214 (2 febbraio 2021) a 2.143 (9 febbraio 2021). Anche il numero dei ricoveri nelle aree mediche è in diminuzione, passando da 20.317 (2 febbraio 2021) a 19.512 (9 febbraio 2021).

Incidenza su 100mila abitanti: sotto soglia solo Sardegna e Val d'Aosta

Nella settimana di monitoraggio Covid in Italia, in base alla bozza Iss-Ministero Salute, solo Sardegna e Valle d’Aosta, hanno un’incidenza settimanale sotto i 50 casi per 100mila abitanti (soglia oltre la quale il servizio sanitario ha mostrato i primi segni di criticità). La Sardegna registra 49,70 casi ogni 100mila abitanti, la Valle d’Aosta 41,59 ogni 100mila abitanti. L’incidenza supera invece la soglia di 250 casi per 100mila abitanti in tre casi: la provincia autonoma di Bolzano con 770,12 per 100mila abitanti, la provincia autonoma di Trento con 254,85 per 100mila abitanti e l’Umbria con 283,28 per 100mila abitanti. L'incidenza a livello nazionale negli ultimi 7 giorni, dall’1 al 7 febbraio, è di 133,13 casi ogni 100mila abitanti (la settimana prima era 136,66). L’incidenza degli ultimi 14 giorni rimane sostanzialmente stazionaria: 269,79 per 100mila abitanti nel periodo 25 gennaio-7 febbraio 2021, contro 273,01 precedente.

Restare a casa, in alcuni contesti rapido aumento dei contagi

Il report rileva come in alcuni contesti si riscontri «un nuovo rapido aumento nel numero di casi potrebbe rapidamente portare a un sovraccarico dei servizi sanitari in quanto si inserirebbe in un contesto in cui l'incidenza è ancora molto elevata e sono ancora numerose le persone ricoverate per Covid-19 in area critica». Si conferma quindi « la necessità di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone», evitando contatti al di fuori del proprio nucleo familiare convivente «che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile». Le regioni e le province autonome sono invitate a «realizzare una continua analisi del rischio a livello sub-regionale», mantenendo o rafforzando le misure di mitigazione in base al livello di rischio identificato.

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