Report Iss-Ministero Salute

Coronavirus, Rt sale a 0,96, l’incidenza cresce a 46, in aumento l’occupazione di aree mediche

Stabile il tasso di occupazione delle terapie intensive, in forte aumento i casi non collegati a catene di trasmissione

di Nicoletta Cottone

Coronavirus, terapie intensive al 3,7%, aree mediche al 4,5%, 46 casi ogni 100mila abitanti

3' di lettura

Balzo in avanti dell’incidenza settimanale dei casi di Covid e dell’Rt, il tasso di trasmissibilità del nuovo coronavirus. A livello nazionale l’incidenza arriva a 46 casi di Covid ogni 100mila abitanti (dal 22 al 28 ottobre) rispetto ai 34 della scorsa settimana. Nel periodo 6 ottobre - 19 ottobre 2021, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,96 (range 0,83 - 1,16), appena al di sotto della soglia epidemica e in deciso aumento rispetto alla settimana precedente quando raggiungeva il valore di 0,86. I dati emergono dal monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute sul Covid-19 all’esame della Cabina di regina. L’incidenza settimanale di Covid a livello nazionale è «in rapido e generalizzato aumento rispetto alla settimana precedente - si legge nel report - appena al di sotto della soglia di 50 casi settimanali per 100.000 abitanti», e aumenta l’indice di contagio Rt, che arriva vicinissimo alla soglia epidemica.

Coronavirus, Rt nazionale in aumento a 0.96: Basilicata a 1.41, Molise a 0.22

Nelle proiezioni Rt a 1.14 la prossima settimana

Supera la soglia epidemica di 1 l’Rt atteso. In sostanza - spiega il report- il dato proiettato alla prossima settimana, che vede un ulteriore aumento dell’indice di trasmissibilità a 1,14 (1,13-1,16), calcolato su dati parzialmente completi e parzialmente imputati per l’ultima settimana.

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Stabile il tasso di occupazione delle terapie intensive, salgono le aree mediche

Negli ospedali italiani il tasso di occupazione in terapia intensiva da parte di pazienti Covid resta stabile al 3,7% (rilevazione giornaliera del ministero della Salute al 28 ottobre). Salgono invece i ricoveri: il tasso di occupazione di posti letto nelle aree mediche a livello nazionale raggiunge infatti il 4,5%.

Brusaferro, «Risalgono casi tra giovani, in particolare 6-11 anni»

«Ricrescono i casi in età pediatrica dopo un calo e questo avviene in tutte le fasce d’età, in particolare in quella 6-11 anni», ha sottolineato il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro, nel videocommento al monitoraggio settimanale Covid-19 della Cabina di regia. «C’è una stabilità dell’età media dei contagi poco sopra i 40 anni (42 anni), sale l’età dei ricoveri (70 anni), così come l’età media di chi necessita di una terapia intensiva che è risalita intorno ai 70 anni. Rimane stabile l’età dei decessi, 82 anni».

Rezza: «Lieve peggioramento, servono comportamenti prudenti»

I dati sono in lieve peggioramento, ha osservato il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza. «I vaccini - ha detto - stanno mostrando la loro straordinaria capacità nel proteggersi dalla malattia grave e bisogna continuare a tenere dei comportamenti prudenti come l’uso delle mascherine nei luoghi chiusi». Essenziale ribadire, ha detto Rezza, «che è iniziata la campagna vaccinale contro l’influenza».

Diciotto regioni a rischio moderato, 3 a rischio basso

Diciotto fra regioni e province autonome risultano classificate a rischio moderato, secondo il Dm del 30 Aprile 2020. Le restanti 3 risultano classificate a rischio basso. Tredici fra regioni e province autonome riportano un'allerta di resilienza. Nessuna riporta molteplici allerte di resilienza.


In forte aumento i casi non associati a catene di trasmissione

In forte aumento il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (6.264 vs 4.759 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l'attività di tracciamento dei contatti è stabile (33% vs 33% la scorsa settimana). È stabile anche la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (47% vs 47%). Aumenta lievemente la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening (20% vs 19%).

Terza dose fra le armi contro recrudescenza e varianti

«Una più elevata copertura vaccinale, il completamento dei cicli di vaccinazione e il mantenimento di una elevata risposta immunitaria, attraverso la dose di richiamo nelle categorie indicate dalle disposizioni ministeriali, rappresentano gli strumenti principali per prevenire ulteriori recrudescenze di episodi di aumentata circolazione del virus sostenuta da varianti emergenti», si legge nelle conclusioni del monitoraggio della Cabina di regia sull’andamento dell’epidemia di Covid-19, diffuse dall’Istituto superiore di sanità (Iss).

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