emergenza contagio

Coronavirus, la Sardegna schiera 1.300 forestali per controlli sui non residenti arrivati sull’isola

Le ordinanze regionali impongono registrazione obbligatoria, isolamento di 14 giorni e reperibilità al domicilio per chi è entrato da fine febbraio

di Davide Madeddu

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(ANSA)

Le ordinanze regionali impongono registrazione obbligatoria, isolamento di 14 giorni e reperibilità al domicilio per chi è entrato da fine febbraio


2' di lettura

Controlli incrociati e a tappeto per individuare i proprietari delle seconde case che sono arrivati in Sardegna da quando è scoppiata l’emergenza Coronavirus e prima che diventasse esecutivo il blocco del trasporto passeggeri in nave e aereo.

In campo i sindaci delle città e dei centri costieri o comunque dove sono presenti le case vacanze e un esercito di 1.300 forestali. L’obiettivo è far si che si rispettino le norme previste dal decreto del presidente del Consiglio e le ordinanze regionali del 4 e 5 marzo che impongono registrazione obbligatoria, isolamento fiduciario di 14 giorni e reperibilità costante al domicilio per i controlli, per chi è arrivato nell’isola a partire dalla fine di febbraio.

Dall’emanazione delle due ordinanze si sono “autodenunciate” nel portale della Regione 13.300 persone. Compito della Task force, gli uomini del corpo forestale e di vigilanza ambientale sono agenti di pubblica sicurezza a tutti gli effetti, sarà quello di verificare se chi è arrivato nell’isola rispetta le disposizioni. Non solo. Da tempo l’Anci, su sollecitazione delle amministrazioni comunali costiere o dove sono presenti case vacanze, ha chiesto un inasprimento dei controlli soprattutto alla luce dei numerosi arrivi segnalati dai sindaci. Argomento che il presidente Emiliano Deiana ha messo nero su bianco in una lettera inviata al presidente della Regione Christian Solinas in cui ha chiesto, tra le altre cose, un «inasprimento dei controlli nelle aree a maggiore pressione antropica (città e aree costiere)».

A prendere posizione sollecitando controlli anche gli amministratori di altri centri costieri e turistici, da Pula a Villasimius, continuando con il nord dell’isola. A Iglesias, il sindaco Mauro Usai ha annunciato a partire da oggi una stretta sulle seconde case di persone residenti nella penisola con verifiche sulle presenze. Nei primi due giorni di attività gli uomini della forestale hanno effettuato poco meno di mille controlli, soprattutto sulle zone costiere e nelle campagne. Zone dove, come rimarcano dalla regione «nelle ultime settimane si sono riversate migliaia di persone provenienti dalla penisola per trasferirsi nelle case al mare».

«Tutte le nostre forze sono in campo per tutelare la salute pubblica - dice il presidente della Regione -. Ma resta fondamentale, in questa emergenza, la collaborazione di tutti e in primo luogo in rispetto rigoroso di tutte le disposizioni emanate». L’obiettivo è ora contenere i contagi e far sì che si rispettino le regole.

Da lunedì sono entrati in vigore i blocchi ai trasporti passeggeri marittimi e aerei per i passeggeri, previsti dal decreto della ministra dei Trasporti. Sul fronte marittimo, i trasporti potranno avvenire solo in casi di assoluta emergenza e dietro autorizzazione del presidente della Regione previo parere dell’autorità sanitaria. Concesso solo il trasporto via mare delle merci possibilmente non accompagnate. Stesso discorso per il trasporto aereo che prevede il funzionamento dello scalo di Cagliari Elmas per i collegamenti con Roma Fiumicino.

Il trasporto passeggeri potrà comunque avvenire solamente dietro autorizzazione del presidente della Regione per comprovati motivi di urgenza e previo parere dell’autorità di sanitaria.

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