LA RICERCA DELLA CATTOLICA

Coronavirus, la seconda ondata contagia un numero di italiani otto volte superiore alla prima

Nella prima ondata, dal 24 febbraio all'11 giugno, si sono infettate 236.134 persone: nella seconda ondata, dal 14 settembre al 31 dicembre, il numero di contagiati è stato pari a 1.822.841

Coronavirus, i vaccinati alla data del 13 gennaio 2021

Nella prima ondata, dal 24 febbraio all'11 giugno, si sono infettate 236.134 persone: nella seconda ondata, dal 14 settembre al 31 dicembre, il numero di contagiati è stato pari a 1.822.841


2' di lettura

Mentre il governo va nella direzione di un nuovo Dpcm con nuove misure per arginare i contagi Coronavirus e non mancano nel mondo scientifico gli allarmi su una terza ondata che potrebbe essere alla porte, viene fuori che, considerando uno stesso numero di giorni, ovvero 109, la seconda ondata di contagi da Covid-19 (dal 14 settembre al 31 dicembre) ha interessato un numero di italiani 8 volte superiore rispetto alla prima (dal 24 febbraio all'11 giugno). A mettere in evidenza questo aspetto è stato il Focus dell'Instant Report Covid-19, una iniziativa dell'Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi sanitari dell'Università Cattolica di confronto sistematico della diffusione del Sars-COV-2.

I DATI DEL CONTAGIO
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Nella prima ondata picco in poche settimane, nella seconda onda lunga

Nella prima ondata, dal 24 febbraio all'11 giugno, si sono infettate 236.134 persone: nella seconda ondata, dal 14 settembre al 31 dicembre, il numero di contagiati è stato pari a 1.822.841. «La pandemia è una - ha detto Americo Cicchetti, direttore di Altems e coordinatore del gruppo di studio -ma sembrano quasi due eventi diversi. Se la prima ondata ha visto raggiungere il suo picco in poche settimane, la seconda è invece caratterizzata da un'onda lunga, che ha raggiunto più lentamente il plateau». Il picco massimo dei deceduti in un giorno nella prima ondata si è raggiunto dopo 33 giorni (989 persone) e da quel momento è stato continuamente decrescente. Nella seconda ondata il picco di 993 deceduti in un giorno si è raggiunto dopo 81 giorni e l'andamento si è mantenuto altalenante.

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Il confronto su ricoverati in terapia intensiva e numero positivi

Diverso anche il rapporto tra i ricoverati in terapia intensiva e il numero dei positivi: nella prima ondata ha raggiunto il massimo pari all'11,8% al 12/mo giorno ed è poi decresciuto; nella seconda ondata l'andamento è stato più stabile intorno allo 0,5% dei positivi. Quando è esplosa l'epidemia nelle terapie intensive avevamo 5.179 posti letto, saliti a 8.431 al momento del picco. Il 14 ottobre, invece, erano operative 6.458 terapie intensive, ovvero 1.963 in meno rispetto alla primavera (e questo ha portato presto al superamento della soglia di saturazione critica), poi sono stati aumentati fino a 8.651.

Regioni spiazzate nell’affrontare l’emergenza

In sanità sono state assunte oltre 30.000 persone da marzo a dicembre, di cui 5.703 medici, pari solo al +5% rispetto al 2018 e il maggior incremento è stato in Lombardia (+1.217) e Lazio (+652). I dati, ha sottolineato Americo Cicchetti, direttore di Altems «mostrano che, nonostante le chiare indicazioni del livello centrale, il sistema in molte Regioni si è trovato ugualmente spiazzato nell'affrontare sia la prima che la seconda ondata».

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