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Coronavirus, 7 modi per non cedere alla sindrome da notizie allarmanti

Reazioni emotive di paura, angoscia e tristezza sono comuni. Per evitare il «disturbo da stress da titoli» si possono seguire alcuni consigli scientificamente validi

di Nicola Barone

Che cosa sono i coronavirus

6' di lettura

Siamo trafitti, di momento in momento, da schermi luminosi piccoli e grandi che scagliano incessantemente notizie, numeri, immagini. È il tempo dell’epidemia nel terzo millennio, epidemia da virus ma anche per molti, moltissimi, una fase incognita verso il futuro. «Sebbene ognuno reagisca a modo suo a questa come a tutte le situazioni stressanti, reazioni emotive di paura, angoscia e tristezza sono comuni, e in alcune persone le emozioni negative possono prendere la forma di vere e proprie manifestazioni di ansia e depressione» spiega Angelo Picardi, psichiatra e psicoterapeuta, ricercatore presso il Centro di riferimento per le Scienze comportamentali e la Salute mentale dell'Istituto superiore di sanità.

«Un fenomeno già osservato negli Usa»
Alla stanchezza nervosa, al basta-ora-spengo si accompagna la voglia spasmodica di non perdere l’ultima previsione pur di afferrare una speranza. Il risultato spesso è un avvitamento in senso negativo. «Quelle manifestazioni possono bene meritare il nome, evocativo anche se non facente parte della nosografia psichiatrica ufficiale, di “disturbo da stress da titoli” coniato nel 2016 da un terapeuta statunitense, il dottor Steven Stosny, per descrivere condizioni di disagio in occasione delle elezioni presidenziali americane di quell'anno». Ecco, da parte dello specialista, alcune piccole ricette di comportamento che possono rivelarsi utili per tenere a bada lo stress legato alle brutte notizie.

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1. Evitare interpretazioni catastrofiche
«Dobbiamo ricordare che, storicamente, l'umanità ha visto tempi decisamente peggiori, e che anche nel campo delle epidemie gli esseri umani hanno affrontato e superato, in epoche tecnologicamente meno avanzate, calamità ben maggiori. Nel XIV secolo, la pandemia di peste chiamata “morte nera” fece decine di milioni di morti in Europa, con stime di mortalità che vanno dal 30 al 60% della popolazione. Nel secolo scorso, il virus influenzale comparso nel 1918 ha causato un numero di decessi superiore a quello di tutti i militari e i civili morti per gli eventi della prima guerra mondiale. Secondo le stime del Center for Disease Control di Atlanta, USA, un terzo della popolazione mondiale sarebbe stata contagiata, con un numero di morti pari ad almeno 50 milioni di persone. Senza minimamente sottovalutare il problema attuale, porlo in una equilibrata prospettiva storica può alimentare la fiducia che verrà risolto e superato».

2. Non andare dietro ai primi titoli
«Sebbene di fronte a un flusso di cattive notizie possa venire spontaneo essere incollati allo schermo della televisione, o al flusso di media informatici come Twitter, è bene evitarlo. Va tenuto presente che anche i giornalisti più brillanti hanno bisogno di tempo per esaminare i fatti e porli nella luce più corretta, con la conseguenza che al momento della loro prima diffusione le notizie tendono a essere parziali e imprecise. Attendere che si formino dei resoconti più strutturati e maturi è una scelta migliore rispetto all'esporsi a stress e ansia per quelle che possono essere soltanto speculazioni o verità parziali. Ne consegue che va anche evitato di controllare le notizie prima di dormire. Farsi un giro sui media è inutile e rischia solo di provocare una brutta nottata e toglierci un riposo che è fondamentale per sostenere lo stress di questo periodo.

3. Scacciare via fisicamente lo stress
«Una sana attività fisica può aiutare notevolmente a scacciare via lo stress generato da notizie allarmanti. Vi sono evidenze che l'esercizio fisico, sia aerobico che di forza, esercita un effetto positivo sulla salute mentale. I risultati di recenti metanalisi di numerosi studi clinici controllati suggeriscono che l'esercizio fisico regolare riduce i sintomi depressivi e l'ansia. Anche in tempi di sano distanziamento sociale, la gran parte di noi ha in casa strumenti preziosi a questo scopo. Spinbike, cyclette, vogatori, tapis roulant, bilancieri e manubri che giacciono magari inutilizzati in vecchi ripostigli possono rivelarsi grandi amici in questo periodo. Anche una semplice corda da saltare può consentire un ottimo allenamento, senza contare la grande gamma di esercizi a corpo libero che sono possibili tra le quattro mura».

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4. Sorridere alle avversità
«Quando si avverte che si sta venendo sopraffatti dall'angoscia per le brutte notizie che appaiano in costante arrivo, è importante cercare di fare uno sforzo cosciente per sorridere. Si può cercare nel mare magnum di titoli angoscianti qualche notizia positiva e andare a leggerla per trarne uno spunto per sorridere, ma in ogni caso, se anche non si riuscisse a trovare spunti concreti per farlo, sforzarsi di sorridere può comunque aiutare. Un'ampia mole di studi mostra che l’informazione che il cervello riceve sullo stato della muscolatura del viso ha un effetto di modulazione sulle emozioni. L'atto stesso di sorridere aumenta gioia e benessere, mentre al contrario il formarsi di espressioni del viso tristi e corrucciate generano tristezza. Esistono anche applicazioni cliniche preliminari di questo effetto, con studi su pazienti depressi che mostrano miglioramento del tono dell'umore a seguito dell'induzione con tossina botulinica di paralisi dei muscoli corrugatori del volto».

5. Stare in contatto (anche remoto) con le altre persone
«In un periodo di difficoltà e stress, è di estrema importanza mantenere un contatto vitale con le persone care. Una vasta letteratura documenta che la solitudine, sia effettiva che percepita, è un serio fattore di rischio per la salute sia mentale che fisica. Basti pensare che è stato stimato che la solitudine si associa a un incremento del rischio di mortalità comparabile a quello associato a celebrati killer come il fumo e l'obesità. Al contrario, il sostegno sociale è un potente fattore protettivo per la salute mentale e fisica. Mantenersi socialmente collegati, in contatto con parenti, amici, colleghi è di grande aiuto, e in questo la rete fornita dai media informatici è preziosissima e costituisce un'arma che i nostri avi, in tempi di quarantena, non avevano, e che ci dà un notevole vantaggio che dobbiamo sfruttare al meglio».

6. Ridurre il consumo spasmodico di notizie
«Mantenersi informati non implica essere costantemente connessi alle fonti di notizie. È fondamentale prendersi delle pause e sospendere temporaneamente, ma completamente, il flusso delle notizie, spegnendo la televisione, mettendo da parte i quotidiani, e disconnettendosi o disattivando le notifiche dai media come Facebook, Twitter, WhatsApp. Se l'angoscia legata alle informazioni è molto forte, si può anche arrivare a soluzioni radicali, come disinstallare App di notizie o silenziare hashtag angoscianti su Twitter. Durante le pause, è importante non restare bloccati e inerti, ma impegnarsi attivamente in altri compiti e occupazioni, il che può aiutare a distrarsi e regolare le emozioni. Queste pause possono costituire ottime occasioni per entrare in contatto con altre persone, evitando però che le conversazioni non si soffermino a lungo sulle notizie in corso, un rischio che può essere evitato comunicando agli altri con chiarezza che fa molto piacere parlare con loro, ma che commentare le notizie ci provoca ansia e stress. Un chiarimento di questo genere potrà avere effetti benefici anche sulle altre persone, aiutandole a distanziarsi temporaneamente da un flusso di brutte notizie che probabilmente costituisce anche per loro una fonte di stress».

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7. Concentrarsi su ciò che è possibile risolvere
«La gran parte delle notizie cui ci si trova esposti in questo periodo riguarda questioni sulle quali abbiamo poco o nessun controllo. Focalizzarsi su questo tipo di notizie non è soltanto inutile, ma anche dannoso, poiché sentirsi impotenti contribuisce a incrementare il livello di stress. È utile invece fare un passo indietro per esaminare la situazione nei termini di ciò su cui è possibile agire. Di particolare aiuto può essere individuare ciò attraverso cui si potrà essere utili agli altri. In letteratura, vi sono vari studi che suggeriscono un effetto benefico dei comportamenti prosociali sulla salute mentale e sulla risposta fisiologica allo stress. Aiutare le altre persone, per esempio offrendosi di andare a fare la spesa per dei vicini di casa anziani o malati, può distrarre dalle fonti di stress, generare la sensazione di essere capaci di agire efficacemente, e aumentare il senso che la propria vita abbia significato e scopo».

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