a Milano

Coronavirus, lo sfogo della direttrice analisi del Sacco: «È una follia, uccide di più l’influenza». Burioni: «No a bugie»

La responsabile della struttura ospedaliera milanese dove da giorni vengono analizzati i campioni di possibili casi di contagio: «Si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale». Poi cancella il post

di Al.Tr.

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La responsabile della struttura ospedaliera milanese dove da giorni vengono analizzati i campioni di possibili casi di contagio: «Si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale». Poi cancella il post


3' di lettura

«Sono stanca e disgustata. Il mio lavoro non è curare un profilo fb ma la salute della gente. Non seguirò né risponderò a commenti. Lascio ad altri questo hobby. Non posso permettermi di sprecare tempo. Il concetto rimane lo stesso. Anzi che seguire diatribe seguite i siti ufficiali di Oms e Ministero. La calma è l'educazione sono i migliori condimenti».

È l’ultimo messaggio postato su Facebook dalla Maria Rita Gismondo, direttore responsabile del laboratorio di Macrobiologia Clinica, Virologia e Diagnostica Bioemergenze dell’Ospedale Sacco di Milano, la struttura in cui vengono analizzati da giorni i campioni di possibili casi di Coronavirus dopo la scoperta del focolaio in Lombardia.

«Leggete! Non è pandemia! Durante la scorsa settimana la mortalità per influenza è stata di 217 decessi al giorno! Per Coronavirus 1!!!», si era sfogata sui social - il post poi in serata l’ha cancellato - sollevando critiche e commenti. Ha linkato il rapporto della sorveglianza integrata dell'influenza, il report Who sulla situazione nel mondo.

Non scambiare un’influenza con una pandemia
«A me sembra una follia - aveva scritto la Gismondo - Si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale. Non è così». «Vi ricordo - aggiunge - che ad oggi i morti per Coronavirus in Italia sono 2 e 217 per influenza. Credo che nella comunicazione qualcosa non funzioni!», si sfoga la direttrice.

«Guardate i numeri - avverte ancora la direttrice - questa follia farà molto male, soprattutto dal punto di vista economico». «I miei angeli sono stremati, corro a portar loro la colazione» scrive ancora parlando di chi da giorni lavora nel laboratorio. E raccomanda: «Vi prego, seguite le raccomandazioni pubblicate dal ministero della Salute e abbassate i toni!».

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Burioni: «Niente panico, ma niente bugie»
Non si è fatta attendere la risposta del virologo Roberto Burioni, lo scienziato paladino dei social che ha chiamato “signora del Sacco” Maria Rita Gismondo, che ha poi ritirato i suoi post. «Niente panico, ma niente bugie. Attenzione a chi, superficialmente, dà informazioni - ha scritto sul sito Medical Facts - completamente sbagliate. Qualcuno, da tempo, ripete una scemenza di dimensioni gigantesche: la malattia causata dal coronavirus sarebbe poco più di un'influenza. Ebbene, questo purtroppo non è vero».

Le precisazioni della Gismondo
Sul suo profilo Facebook, la Gismondo è poi nuovamente intervenuta facendo alcune precisazioni: «Mi tocca brevemente chiarire perché non credevo di scatenare il delirio:
1) pubblico solo e sempre dati Oms o Ministero Salute.
2) Le mie osservazioni vogliono solo essere e rimanere scientifiche
3) Le misure governative non mi competono e, nel particolare, allo scopo di tranquillizzare la gente che ormai è nel panico, il nostro governo sta procedendo molto bene.
4) Adoro le critiche se in tono educato e costruttivo, detesto toni offensivi, soprattutto da colleghi dai quali mi aspetterei consigli e confronti costruttivi e per il bene della gente.
5) Continuerò a divulgare dati scientifici. Ho dedicato una vita alla ricerca ed alla salute della gente, non mi fermerà nessuno».

Capua: «In Italia più casi perché li cerchiamo attivamente»
Ma la virologa Ilaria Capua, direttrice del One Health Center in Florida, afferma che si tratta di «una sindrome simil-influenzale, in Italia più casi perché li cerchiamo più attivamente». Sul coronavirus, ha detto ai microfoni di “In 1/2 ora” di Lucia Annunziata, che «non c'è da piangere ma nemmeno da ridere, bisogna solo seguire pedissequamente quello che le organizzazioni internazionali ci dicono di fare». E il fatto che circa il 20% dei pazienti sia in rianimazione, ha detto, «sono numeri che non hanno niente a che vedere con l’influenza (i casi gravi finora registrati sono circa lo 0,003% del totale). Questo ci impone di non omettere nessuno sforzo per tentare di contenere il contagio».

I commenti ai post
Tanti i commenti ai post della direttrice Gismondo, che da qualche giorno racconta l’attività frenetica del suo laboratorio - «abbiamo sfornato esami tutta la notte, in continuazione arrivano campioni, forniamo risposta in 3 ore» - e cita i numeri dei decessi dovuti all’influenza per dimostrare che non è in atto una pandemia. Stando ai «dati per influenza stagionale riferiti dall’Istituto superiore di sanità - scrive la direttrice - alla 7a settimana della sorveglianza sono stati segnalati 157 casi gravi di cui 30 deceduti» e «durante la 6a settimana del 2020 la mortalità (totale) è stata lievemente inferiore al dato atteso, con una media giornaliera di 217 decessi rispetto ai 238 attesi».

Articolo aggiornato alle ore 10 del 24 febbraio 2020

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