Attualità

Coronavirus, ultime notizie: InpPapa: medici, preti, infermieri i crocifissi di oggi

Lockdown fino al 3 maggio, lo ha deciso il Governo
CsC: fabbisogno di liquidità da almeno 30 miliardi
Gualtieri: Mes senza condizioni fino al 2% del Pil
Cosiglio superiore della sanità: test sierologici pronti nelle prossime settimane
Bankitalia: in Veneto persi 40mila posti di lavoro
Salgono a 107 i medici deceduti
I dati aggiornati sull’epidemia



  • Papa: medici, preti, infermieri i crocifissi di oggi

    Il dolore del mondo, e anche la sua ansia di rinascita, racchiusi in una croce: portata nell'immenso ovale berniniano di Piazza San Pietro - che sembra ancora più grande per l'assenza dei fedeli a causa delle norme anti-contagio - da un piccolo gruppo di medici e di detenuti e imbracciata nell'ultima delle 14 stazioni anche da papa Francesco. E' l'inedita Via Crucis in questo Venerdì Santo in tempo di pandemia, in cui il Papa peraltro si limita ad accompagnare il cammino di Gesù verso la morte in croce con le preghiere e senza aggiungere, come faceva negli anni scorsi, una riflessione finale. Il senso di questo Venerdì di Passione, però, il Pontefice lo riassume nel pomeriggio in una telefonata 'a sorpresa' in diretta a Rai 1, alla trasmissione 'A sua immagine'. “In questo momento, penso al Signore crocifisso e alle tante storie di crocifissi, della storia, ma quelli di oggi, di questa pandemia: medici, infermieri, infermiere, suore, sacerdoti, morti al fronte come soldati che hanno dato la vita per amore, resistenti come Maria sotto le croci delle loro comunità, negli ospedali, curando gli ammalati. Oggi anche ci sono crocifissi e crocifisse che muoiono per amore”, afferma. E in vista della Via Crucis di questa sera, prosegue: “Sì, sono vicino al popolo di Dio, al più sofferente soprattutto, alle vittime di questa pandemia, al dolore del mondo, ma guardando su, guardando la speranza, che la speranza non delude, non toglie il dolore ma non delude”

  • Positivi i test preclinici per il vaccino italiano

    Sono positivi i primi risultati dei test preclinici dei cinque candidati vaccini contro il virus SarsCoV2 condotti in Italia dall'azienda Takis. 'Dopo il primo esperimento e con una singola somministrazione abbiamo riscontrato un forte produzione di anticorpi. I primi risultati nei modelli preclinici dimostrano la forte immunogenicità dei candidati vaccini', dice all'ANSA l'Ad dell'azienda Aurisicchio. Scoperta, intanto, la struttura del motore molecolare che permette al virus di moltiplicarsi: è un anzima. Il risultato rende più facile mettere a punto farmaci contro la Covid-19. La ricerca è stata condotta dal gruppo di Yan Gao, dell'Università Tsinghua di Pechino.

  • Da domani 98 infermieri volontari in 9 regioni

    Partirà domani alle 12 dall'aeroporto di Pratica di Mare il volo dell'Aeronautica che porterà a Bergamo altri 88 infermieri volontari che fanno parte della task force del governo, Unità infermieristica Covid-19, coordinata dalla Protezione civile. Gli infermieri, provenienti in gran parte dalle Regioni del centro-sud, saranno subito operativi nelle corsie di Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Provincia autonomia di Trento e Valle d'Aosta. Saranno accompagnati dal ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, e da Fabio Ciciliano della Protezione civile. Ad attenderli all'aeroporto di Orio al Serio il vicepresidente della Regione Lombardia, Fabrizio Sala, il prefetto di Bergamo, Enrico Ricci, e il sindaco della città, Giorgio Gori. Sempre nella giornata di domani altri 10 infermieri volontari saranno trasferiti dalla Protezione Civile negli ospedali di Marche e Abruzzo

  • Inarcassa, dopo Pasqua pagamento bonus 600 euro

    All'indomani delle novità legislative sull'indennità da 600 euro (introdotta dal decreto Cura Italia) per i professionisti iscritti agli Enti di previdenza privati contenute nel decreto imprese, il Consiglio di amministrazione di Inarcassa (la Cassa previdenziale degli architetti e degli ingegneri) nella riunione di oggi “ha deliberato di procedere al primo step delle richieste di pagamento del bonus di 600 euro, intervenute dal primo al 6 aprile, a favore degli iscritti che ne hanno fatto correttamente richiesta. Saranno progressivamente liquidate tutte le domande che perverranno fino al 30 aprile”, si legge in una nota appena inviata dalla Cassa. Via libera, poi, alla predisposizione della “rendicontazione dei pagamenti effettuati e dell'attivazione delle richieste di rimborso al ministero del Lavoro”. Il presidente Giuseppe Santoro ha espresso “fiducia negli impegni presi dal Governo” e ribadito “la necessità di andare avanti: Inarcassa non lascerà indietro nessun iscritto. I pagamenti saranno fatti dopo le festività pasquali”, ha detto

  • Fermati sulla A12 i «furbetti» delle seconde case in Liguria

    Un paio di milanesi fermati e multati in A12 mentre andavano sulla riviera ligure, ma anche liguri che volevano raggiungere le seconde case nelle località di vacanza vicino a Genova. Nel primo giorno di attuazione del piano per bloccare gli spostamenti in Liguria, sono stati tanti i controlli e diverse le persone che hanno provato a muoversi senza un valido motivo. In A12, all’altezza dell’area di servizio Sant’Ilario Sud le pattuglie della polizia stradale hanno fermato tutte le auto chiedendo documenti e i motivi degli spostamenti. Lungo l’Aurelia, pattuglie dei carabinieri di Santa Margherita, Chiavari e Sestri Levante hanno passato al setaccio ogni mezzo. Anche l’elicottero dell’Arma ha sorvolato il Tigullio per segnalare assembramenti su spiagge e piazze. I controlli proseguiranno nella notte. Giovedì sanzionate 149 persone su 3330 controlli.

  • Le regioni al Governo: «Gruppo di lavoro sulla fase 2»

    «È opportuno prevedere una proroga sino al prossimo 3 maggio delle misure di contenimento dell’emergenza Covid-19 ma dobbiamo sfruttare questo periodo per verificare le modalità che ci potranno portare alla riapertura graduale. Per questo oggi abbiamo chiesto al Governo l’immediata attivazione di un gruppo di lavoro sulla fase 2». Si esprime in questi termini il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, dopo la riunione della Cabina di Regia Governo-Regioni-Enti locali per l’emergenza.

  • Inps: riceute 4,5 milioni di domande per 8,8 milioni di beneficiari

    L’Inps ha ricevuto, fino alle 16 del 10 aprile, 4,5 milioni di domande per prestazioni legate all’emergenza coronavirus per 8,8 milioni di beneficiari, Lo fa sapere l’Istituto spiegando che solo per le indennità di 600 euro per i lavoratori autonomi che hanno dovuto interrompere o ridurre la propria attività sono arrivate quasi quattro milioni di sabato (3.991.554). Per la cassa integrazione sono arrivate 198mila domande per 2.896.000 beneficiari mentre per l’assegno ordinario sono arrivate 100.800 domande per 1.682.00 beneficiari.

  • CsC: «Fabbisogno di liquidità da almeno 30 miliardi»

    In base a un ampio campione di bilanci di imprese (solo le società di capitali, pari a 1/3 del Pil e 55% degli occupati) è stato stimato, in uno scenario di fine epidemia a giugno, il fabbisogno di liquidità nel 2020 in 30 miliardi di euro, di cui gran parte necessari tra aprile e giugno. Diventerebbero 80 miliardi in uno scenario pessimistico con fine epidemia a dicembre». Lo stima il centro studi di Confindustria in un approfondimento sulla crisi di liquidità innescata dall’impatto dell’emergenza coronavirus sul sistema produttivo.

  • Verso un campionamento su 150mila persone

    È allo studio un’operazione di analisi a campione della popolazione italiana per indagare sulla propagazione del coronavirus a livello territoriale, lavorativo, professionale. Da quanto si apprende, si pensa a un campione di 150 mila persone, con probabilmente un segmento di 20 mila da continuare a monitorare nel tempo. Nell’iniziativa è coinvolto l’Istat. Si tratta di arrivare a mappare la pervasività del virus per settori, in modo da poter gestire la «fase 2» di riapertura del Paese.

  • Altri 2 medici deceduti, il bilancio sale a 109

    Altri due nomi si aggiungono alla lista dei medici morti per l’epidemia da Covod-19: sono Gianframnco D'Ambrosio, ginecologo e medico di famiglia, e Gaetano Portale, chirurgo. Il totale dei camici bianchi deceduti, secondo l’aggiornamento della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), sale cosi a 109.

  • Mascherine, prezzi su del 2.400% i 2 parafarmacie

    La Guardia di Finanza di Padova ha individuato due parafarmacie che vendevano migliaia di mascherine applicando un ricarico sui prezzi rispettivamente del 490% e del 2.400%. Le mascherine spaziavano dalle chirurgiche a quelle FFP2. I militari hanno trovato nella prima parafarmacia, situata nel centro di Padova, oltre 2.000 dispositivi di protezione individuale importati direttamente dalla Cina, commercializzati a un prezzo compreso tra i 3 e i 10 euro, sebbene il costo di acquisto oscillasse tra 10 e 80 centesimi. In un’altra parafarmacia, gestita da un cittadino cinese, i Baschi Verdi hanno sottoposto a sequestro altre 2.700 mascherine di tipo chirurgico e FFP2, in vendita a circa 5 euro, sebbene fossero state acquistate, anche queste direttamente dalla Cina, a circa un euro. I titolari sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Padova per il reato di “rialzo fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio” previsto dall’art. 501 del codice penale, approfittando della particolare situazione del mercato che vede una forte domanda di mascherine facciali e dispositivi di protezione in genere.

  • Cgil-Cisl-Uil: tutele per lavoratori turismo

    I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Anna Maria Furlan e Carmelo Barbagallo hanno chiesto oggi al ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini con il quale si è tenuta una riunione in videoconferenza maggiori tutele per i lavoratori dello spettacolo e della cultura duramente colpiti dalla chiusura di tutte le attività del settore. “Sono settori - scrivono i sindacati - in cui vi sono tanti lavoratori che svolgono lavori precari o indeterminati, assai spesso scarsamente retribuiti, privi per di più di ammortizzatori sociali. Le stesse misure di sostegno al reddito recentemente approvate dal Governo non sempre danno sufficiente copertura. Cgil, Cisl, Uil, dunque, hanno posto il tema dei lavoratori stagionali e intermittenti, oltre al problema della liquidità per gli Enti di spettacolo”. Il Ministro, riferiscono i sindacati, “si è impegnato a convocare, in tempi rapidissimi, già nei primi giorni della prossima settimana, un incontro con tutte le categorie interessate, anche con quelle del turismo e dei beni culturali. Cgil, Cisl, Uil chiedono che siano predisposti i necessari strumenti di tutela del lavoro e del reddito e che si individuino le condizioni necessarie, nella fase 2, ad avviare la ripresa delle attività, non interrompendo il processo di nuove assunzioni necessarie alla valorizzazione dei beni culturali e ponendo in campo tutte le condizioni di sicurezza a garanzia per la salute dei lavoratori e dei cittadini”.

  • In Toscana negozi chiusi per Pasqua

    Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha firmato l’ordinanza che dispone per la domenica di Pasqua e il lunedì dell’Angelo la chiusura su tutto il territorio regionale degli esercizi commerciali della piccola media e grande distribuzione, ad eccezione di edicole, farmacie e parafarmacie. Nell’ordinanza, spiega una nota, si precisa che è fatta salva, nel rispetto della vigente legislazione emergenziale, la sola consegna a domicilio, esclusivamente mediante la prenotazione on-line o telefonica e non presso l’esercizio commerciale, dei generi alimentari e dei beni di prima necessità. A carico dei trasgressori esercenti l’attività commerciale non consentita, l’Autorità amministrativa potrà applicare la sanzione amministrativa della sospensione dell’attività da 3 a 15 giorni consecutivi.

  • Federtennis: sospesi tutti i contratti

    “Quello della Federtennis oggi è un bilancio di guerra: abbiamo sospeso tutti i contratti, dal più grande ai più piccoli. Non vengono pagati neanche Corrado Barazzutti, Nicola Pietrangeli e Sergio Palmieri”. Il presidente della Federtennis, Angelo Binaghi, al telefono con l’Ansa risponde allo stato d’agitazione proclamato dai sindacati per la Cig annunciata dalla Fit per i suoi dipendenti. “Siamo la federazione che più di tutte si autofinanzia, la percentuale è dell’87% - aggiunge Binaghi - Perciò siamo quella che più soffre. Senza gli Internazionali e le altre entrate, abbiamo bloccato tutto”

  • Legale Rsa: grave dirottare qui pazienti

    Dirottare i pazienti Covid dagli ospedali alle Rsa sarebbe “gravissimo”. È la presa di posizione dell’avvocato torinese Maria Grazia Cavallo, alla quale si sono rivolte, per un parere legale, alcune Rsa presenti in Piemonte. Il riferimento è all’ipotesi di alleggerire la pressione sui presidi ospedalieri attivando posti letto nelle strutture per anziani. Persone che, spiega il legale, “sono i più deboli fra i deboli ed i più fragili fra i fragili. Caricare di ulteriori responsabilità le strutture residenziali sarebbe gravissimo”.

  • Iss: le misure della fase 2 siano nazionali

    Le misure, anche in vista della fase 2 delle riaperture, “dovranno mantenere una scala nazionale, perché le zone del Paese che oggi sono bianche perché non hanno casi, se non siamo attenti proprio al mantenimento delle restrizioni da bianche possono diventare rapidamente rosso intenso soprattutto nelle piccole comunità”. Lo ha affermato il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro alla conferenza stampa all’Iss.

  • Antitrust blocca la vendita di mascherine difformi da quelle pubblicizzate sul sito Tiger shop

    Sospesa la promozione e la vendita sul sito tigershop.it di mascherine difformi da quelle pubblicizzate e non disponibili per la consegna entro i tempi indicati: lo fa sapere l’Antitrust, spiegando di aver avviato un procedimento istruttorio nei confronti di Tiger Group Srl, disponendo al contempo in via cautelare la sospensione della promozione e vendita, attraverso il dominio italiano, dei dispositivi individuali di protezione (in particolare mascherine di categoria Ffp2) che risultino difformi da quelli pubblicizzati.

  • Gallera: nessun contagio nelle Rsa da pazienti trasferiti

    “Non c’è stata alcuna contaminazione” da parte dei pazienti trasferiti dagli ospedali nelle Rsa. Lo ha detto l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera nel corso di una conferenza stampa, specificando che i pazienti trasferiti sono stati collocati solo in case di riposo che avevano “strutture separate” rispetto a quelle per gli ospiti anziani. Gallera ha anche ricordato che le prime “linee guida” sulle Rsa la Regione le ha date già “il 23 febbraio”.

  • Piemonte, satelliti supporto per la ripartenza

    “Ci fa molto piacere vedere che la nostra decisione di dotarci di questo strumento, che il Piemonte sperimenta per primo nel mondo, sia stata apprezzata dal resto del Paese, che sta ora considerando di seguire il nostro esempio”. Gli assessori regionali all’Internazionalizzazione, Fabrizio Ricca, e alla Protezione Civile, Marco Gabusi, commentano così la possibilità di estendere a tutta Italia l’utilizzo delle mappe satellitari per supportare la gestione dell’emergenza da coronavirus. “Non è possibile parlare di ripartenza senza affidarsi ad analisi scientifiche che ci offrano materiale per fare in modo che il ritorno alla normalità sia duraturo e sicuro. Avremo da affrontare una sfida importante - dicono -, fare in modo che le attività lavorative e commerciali tornino a respirare ma dobbiamo fare ciò garantendo la sicurezza dei cittadini. Per questo ci viene incontro la tecnologia”.

  • Iss: da approfondire nesso inquinamento-Covid

    “Il recente studio di Harvard che correla inquinamento e diffusione del Convid-19 è uno studio solido che sollecita una riflessione importante, però dobbiamo essere consapevoli che va fatta un’analisi di dettaglio. Dobbiamo approfondire questo argomento ed i ricercatori dell’Iss lavoreranno su questo tipo di scenario”. Lo ha detto il presidente Iss Silvio Brusaferro alla conferenza stampa all’Istituto.

  • Inail: tutelare i lavori fragili

    “Tutti dobbiamo cambiare in questa fase progressiva”. Serve “un approccio direi culturale rispetto a una gestione del rischio e anche rispetto ai livelli di produttività, rispetto alla tutela dei lavori fragili, alle misure di protezione e prevenzione, e rispetto alla responsabilizzazione di ogni lavoratore nel compiere una serie di operazioni che si possono fare per garantire e continuare”. Così il direttore del Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro ed Ambientale, Inail, Sergio Iavicoli.

  • Css: nelle prossime settimane i test sierologici

    “Vanno ancora messi a punto dei criteri per la campagna sui test sierologici come il dimensionamento campionario e la raccolta dei campioni in riferimento ai laboratori che dovranno essere presenti in tutte le regioni, ma non andremo per le lunghe nella definizione di tali aspetti: nel giro delle prossime settimane tutto inizierà e verrà concluso in tempi breve”. Lo ha detto il presidente del Css Franco Locatelli alla conferenza stampa all’Iss.

  • Pd propone contributo solidarietà oltre 80mila euro

    Contro la povertà determinata dalla crisi Coronavirus “il gruppo del Pd della Camera, in piena sintonia con il partito”, propone un contributo di solidarietà a carico dei redditi più elevati”, per il 2020 e 2021, “che dovranno versare i cittadini con redditi superiori ad 80.000 euro e che inciderà sulla parte eccedente tale soglia”. Così i Dem Graziano Delrio e Fabio Melilli. “La somma versata sarà deducibile e andrà da alcune centinaia di euro fino a decine di migliaia per redditi superiori al milione. Il gettito atteso è 1,3 miliardi annui”.

  • Locatelli: il calo è consolidato da 5 giorni

    “Abbiamo un indicatore positivo del calo dei pazienti ricoverati e delle terapie intensive ormai in modo consolidato da 5 giorni ma non dobbiamo minimamente deflettere dalle misure messe in campo, che hanno permesso che in alcune regioni non si verificasse ciò che si è verificato in Lomabrdia”. Lo ha detto il presidente del Consiglio superiore i sanità Franco Locatelli alla conferenza stampa all’Iss.

  • Confimprese: stop pagamento canoni affitto

    Confimprese chiede lo stop al pagamento dei canoni d’affitto con il commercio al tracollo e i negozi chiusi da oltre un mese. “Il Centro Studi Confimprese certifica che il 90% delle imprese associate ha revocato i sepa per il pagamento anticipato dei canoni d’affitto per il trimestre aprile-giugno. È inevitabile che si creino tensioni con le proprietà immobiliari”, sottolinea il presidente Mario Resca che chiede “la rinegoziazione dei canoni calmierati nella fase 2 del post-emergenza, possibilmente solo sulla percentuale del fatturato fino a quando il mercato non si riprende”. “È auspicabile che ai proprietari di immobili ad uso commerciale venga concesso, alla riapertura, un credito d’imposta laddove trovino un accordo sulla rinegoziazione dei canoni”, aggiunge Resca che auspica che possano “usufruire di benefici fiscali attraverso un meccanismo mirato sia ad evitare la tassazione ordinaria dei canoni non percepiti sia sgravi fiscali proporzionali ai canoni non corrisposti”.

  • Viminale: ieri ancora 10mila denunciati


    Si mantiene pressochè costante il numero quotidiano delle persone denunciate per non aver rispettato le prescrizioni sul contenimento del Coronavirus: ieri 10.105 hanno violato i divieti anti-contagio, 57 hanno fornito false dichiarazioni e 32 hanno violato la quarantena. Questi ultimi in aumento rispetto ai 14 del giorno precedente. Complessivamente 295.554 i controllati dalle forze dell’ordine secondo i dati del Viminale. Gli esercizi commerciali controllati sono stati invece 100.488: 132 i titolari sanzionati, per 36 è stata disposta la chiusura.

  • Brusaferro: in Lombardia 1822 morti nelle Rsa

    La Regione Lombardia conferma il “trend positivo” dei dati epidemici, ma emerge il dato sulle morti nelle Rsa per anziani: “sono 1822 i decessi nelle Rsa della Regione”. Lo ha detto il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa all’Istituto sull’andamento epidemiologico dell’epidemia. “I numeri nelle Rsa sono molto cresciuti”, ha detto Brusaferro. I numeri, ha sottolineato, sono legati al tasso di risposta ai questionari e rappresentano un po’ tutta l’Italia. “In alcune zone la mortalità è cresciuta durante settimane di picco dell’infezione mentre era presente comunque una mortalità legata ai picchi influenzali tra gennaio e febbraio e anche questa ha avuto una sua importanza in termini di mortalità”, ha concluso.

  • Mancano i farmaci reumatologici ai «non-Covid»

    Un piano straordinario per garantire la continuità terapeutica per i 5 milioni di pazienti reumatologici ai tempi delle misure di contenimento del contagio da Covid-19. A richiederlo è l’Anmar, l’associazione nazionale malati reumatici. Alcuni farmaci destinati per i loro trattamenti, infatti, vengono usati nelle cure per Covid. “Da tutta Italia - dice Silvia Tonolo, presidente di Anmar - stiamo ricevendo segnalazioni di carenze di alcuni farmaci antimalarici e anti-infiammatori che sono entrati nei protocolli per il trattamento di polmonite da Covid-19. Senza l’assunzione di questi medicinali, che da anni sono utilizzati anche in reumatologia, si rischiano riattivazioni di malattie gravi tra cui artrite reumatoide, spondilite anchilosante o Lupus eritematoso sistemico. E questo sta già avvenendo soprattutto nelle Regioni più colpite dalla pandemia come Lombardia o Veneto. Molti pazienti si ritrovano quindi senza le loro abituali cure, in precarie condizioni di salute e costretti ad assumere anti dolorifici”. Il problema dei farmaci non è solo italiano. “Anche in altre nazioni europee si stanno verificando carenze di importanti farmaci - sottolinea Annamaria Iagnocco, presidente eletto della European League Against Rheumatism Eular - Si tratta di terapie per le quali, tuttavia, non è ancora stata dimostrata scientificamente una reale efficacia contro il Covid-19”. Lo stesso Eular, inoltre, ha creato un database europeo in cui si stanno raccogliendo dati su casi clinici di pazienti con Covid-19 e con malattie reumatiche e muscoloscheletriche. Altrettanto ha fatto la Società italiana di reumatologia (Sir) a livello italiano, con un apposito registro. Per Mauro Galeazzi, past president della Sir, la Società italiana di reumatologia, “l’emergenza Coronavirus è destinata a durare ancora a lungo, forse fino a estate inoltrata. Vanno trovate nuove soluzioni per salvaguardare la salute e il benessere di uomini e donne colpiti da patologie che possono anche essere fatali”.

  • Iss: numeri Sud contenuti e in calo

    Anche nelle regioni del Sud i numeri “sia pure contenuti, sono in calo”.Lo ha detto il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa all’Istituto sull’andamento epidemiologico dell’epidemia.

  • Raggi: dal 4 maggio non torna la normalità

    “Per quanto riguarda la riapertura c’è stata ieri una cabina di regia con Conte, a cui ho partecipato. Abbiamo messo in campo idee, si parlerà comunque di riaperture graduali. Tutti abbiamo fatto uno sforzo enorme. Dobbiamo evitare di ricadere di nuovo nella fase del contagio. Nessuno pensi che dal 4 maggio si tornerà a fare la vita di prima. La prudenza deve essere il nostro faro”. Così a Radiosei la sindaca di Roma Virginia Raggi.

  • Brusaferro: la curva decresce, segnale positivo

    “La curva ci mostra chiaramente una situazione di decrescita e questo è un segnale positivo ma non deve farci abbassare la guardia”. Lo ha detto il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa all’Istituto sull’andamento epidemiologico dell’epidemia.

  • Sala: presto per riaprire, ma iniziare a fare ipotesi

    Secondo il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, adesso “non è proprio il caso di riaprire, è presto. Ma d’altro canto faccio fatica a comprendere questo processo e a capire cosa, con responsabilità, ci porterà a dire dobbiamo aprire”, come ha spiegato nel consueto video sulle sue pagine social. “È il momento di cercare di guardare avanti, non possiamo più continuare a vivere la misura giornaliera ma dobbiamo cominciare a fare ipotesi su quello che succederà”, ha concluso.

  • A Milano 17mila controlli e 579 multe

    Le forze dell’ordine hanno controllato ieri a Milano quasi 17mila persone (16.937), nell’ambito dell’attività di monitoraggio sul rispetto delle restrizioni per il Coronavirus. Attività rafforzata in questi giorni prima delle festività pasquali. Sono state inflitte, come comunica la Prefettura, 579 multe, una persona è stata denunciata per false dichiarazioni e altre due per violazione di una norma del testo unico sulle leggi sanitarie, che prevede come pena anche l’arresto fino a 18 mesi, perché hanno violato l’obbligo di quarantena, uscendo dall’abitazione. Sono stati anche controllati 4342 esercizi commerciali e otto titolari sono stati denunciati.

  • Sala: per decidere servono dati ma c’è incertezza

    “Se la politica deve prendere decisioni, se deve tirare fuori il suo coraggio, se deve valutare i rischi, deve avere informazioni, deve avere dati. Altrimenti ve lo dico come va a finire, che prevarrà la paura, il garantismo, l’idea che finché i contagi non si azzerano non si riapre”. Lo ha sottolineato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, parlando di una possibile riapertura dopo la fase più critica dei contagi da Coronavirus. “Per un politico non c’è niente di peggio che dover prendere decisioni essendo poco confortato da informazioni o vivendo in una grande incertezza, e noi oggi siamo in una grande incertezza. - ha aggiunto nel video che ogni giorno posta sulle sue pagine social - Non sappiamo quanti sono i contagiati a Milano o in Italia. Noi vediamo dei dati ufficiali alla sera, ma i medici ci dicono che i contagiati saranno dieci volte tanto, non il doppio. Noi realisticamente non sappiamo se i contagiati stanno, giorno per giorno, aumentando o diminuendo o sono stabili”. E questo “per due motivi, per prima cosa perché dipende da quanti tamponi vengono fatti banalmente. In Lombardia ne sono stati fatti 4 mila due giorni fa e 8 mila ieri, ma poi anche perché su indicazioni del ministero della Salute i tamponi, e c’è una logica, vengono fatti ai sintomatici, ma si è rinunciato a fare una campionatura della popolazione tramite tamponi. Cioè a usare la statistica e quindi il trend non lo capisci”, ha concluso.

  • Filiera Italia: cibo a rischio senza riaperture

    La continuità del settore agroalimentare rischia di non essere più garantita senza l’immediata apertura di altre filiere funzionali, come quella delle macchine agricole industriali e della componentistica. Lo fa sapere il consigliere delegato di Filiera Italia, Luigi Scordamaglia, in merito al prolungamento delle misure lockdown fino al 3 maggio. “Non possiamo non avere una data a partire dalla quale programmare la ripresa di tutto il settore manifatturiero italiano”, spiega Scordamaglia. Analizzando l’andamento dei contagi nelle filiere aperte, dall’agroalimentare alla farmaceutica all’energia, Filiera Italia rileva come funzionino le misure di protezione dei lavoratori e il protocollo sottoscritto tra parti sociali, coniugando protezione con produzione. “Dobbiamo fare come Germania e Francia e riprogrammare aperture non sulla base di codici ma di capacità di implementare trasversalmente protocolli di sicurezza”. Ben venga, quindi, per Filiera Italia il comitato misto tra rappresentanti scientifici e della produzione per stabilire le regole e i paletti della ripresa progressiva. “Se non si renderà chiara la volontà di una progressiva riapertura a breve delle attività economiche del nostro Paese - precisa Scordamaglia - non sarà possibile convincere l’Europa a forme di mutualizzazione del debito”. E a proposito di rilancio, secondo Filiera Italia, occorre cominciare a prevedere anche una progressiva apertura del canale del food service fuori casa che incide per 80 miliardi di consumi alimentari. Una soluzione sarebbe l’apertura per l’asporto attraverso forme innovative di drive in di ordini e asporto gestiti con apposite app.

  • In Veneto 335 casi in più, nessun nuovo ricovero

    Salgono a 13.421, 335 in più rispetto alla rilevazione del pomeriggio di ieri, i contagiati da Coronavirus in Veneto. Lo riferisce il bollettino regionale. Sono invece invariati (1.521) i pazienti ricoverati in ospedale, mentre diminuiscono di una unità (257) i pazienti in terapia intensiva. I dimessi sono 1.525. I casi attualmente positivi sono 10.647; 793 sono i deceduti (+9), dei quali 713 in ospedale. I negativizzati sono 1.981. Le persone in isolamento domiciliare (il dato è riferito alle ore 20.00 di ieri) sono 18.567. Invariati infine i dati degli ospedali di comunità, dove sono presenti 147 pazienti, con 48 dimessi e 13 deceduti.

  • Salgono a 107 i medici deceduti

    Sul totale dei medici deceduti, 10 erano odontoiatri e 43 erano medici di famiglia. Gli altri 54 medici deceduti erano specialisti, medici di guardia medica,medici ospedalieri, pensionati, pensionati richiamati in servizio. Oltre ai medici, sono deceduti per l’epidemia anche 28 infermieri, 6 farmacisti e 5 autisti-soccorritori ed un infermiere del sistema 118.

  • Conte: sul Mes una parola sola, la mia

    “Io ho una sola parola: la mia. La mia posizione e quella del governo sul Mes non è mai cambiata e mai cambierà. Più tardi in conferenza stampa vi aggiornerò su questo e su altre importanti questioni che riguardano il nostro paese. A più tardi”. Così il premier Giuseppe Conte su twitter.

  • Boccia: per riaprire ascoltiamo scienziati

    Sui tempi della Fase 2 “non dobbiamo commettere errori”. Bisogna “insieme ai sindacati e alle forze politiche, al governo e alla comunità scientifica, lavorare sin da ora per immaginare, sognare e costruire le precondizioni e gli strumenti per entrare nelle fasi due e tre”. Lo dice il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia in un’intervista a Il Mattino. Servono misure “per tutta l’economia. Fase uno: sopravvivenza del sistema economico attraverso l’immediata liquidità di breve, che si sta facendo, ed eventualmente implementarla”. Fase due: “graduali riaperture con tutte le garanzie per affrontare e vincere la guerra contro i contagi e la recessione non diventi depressione. Fase tre: compensare con massivi investimenti pubblici la graduale ripresa della domanda privata”. Occorre “seguire le indicazioni della comunità scientifica” distinguendo “le misure di contenimento per tutti dalle intensità che dovrebbero variare a seguito delle oggettive indicazioni della stessa comunità scientifica”. In Confindustria “siamo molto uniti e compatti sulla questione nazionale. I colleghi di alcune regioni del Nord hanno espresso le preoccupazioni di tutto il nostro mondo. Chi ha la leadership della rappresentanza deve agire di conseguenza facendo proposte, evitando preconcetti e combattendo strumentalizzazioni”. L’emergenza economica “va affrontata in una battaglia comune da vincere tutti per la salute, per il lavoro e l’economia del Paese”. Occorre “dare atto al governo e ai ministri Gualtieri e Patuanelli di aver fatto un lavoro importante anche in chiave di risorse”. Il punto è “la possibilità reale che esse arrivino davvero e tempestivamente al mondo dell’economia del Paese”. Bisogna “semplificare, essere consapevoli che stiamo vivendo una fase di grande emergenza. Non possiamo lavorare con le vecchie regole, siamo nel pieno di una economia di guerra”. Per i prestiti “avevamo chiesto una restituzione a 30 anni, come si fa per i debiti di guerra. Le imprese intendono pagare e fare la loro parte”. Questa Europa “sta discutendo troppo sugli strumenti e poco sui fini. L’obiettivo deve essere sconfiggere il Covid 19 ed evitare la recessione. E’ chiaro che la Bce non basta da sola: le sue politiche monetarie vanno affiancate da politiche economiche serie, coerenti e potenti”. Per Boccia comunque il governo e il ministro Gualtieri stanno dimostrando “competenza e visione politica” nella difesa della questione italiana ed europea”.

  • Gualtieri: Mes senza condizioni fino al 2% del Pil

    “Sul Mes è stata eliminata ogni condizionalità, si è introdotto uno strumento facoltativo, una linea di liquidità fino al 2% del pil, che può essere attivato senza condizione”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, parlando a Uno Mattina. “Non chiediamo la mutualizzazione del debito passato, ma che le risorse necessarie per la sfida contro il virus siano risorse comuni. Più saranno tante, più saremo forti per superare la crisi e far ripartire l’economia”, ha aggiunto. “La posizione che coraggiosamente l’Italia sta sostenendo credo che prevarrà, già sta prevalendo”, ha detto il ministro parlando dei fondi Bei e di Shure “che si finanziano emettendo titoli”. “Noi crediamo che a livello europeo servano complessivamente 1.500 miliardi”, ha aggiunto il ministro dell’Economia. Al momento tre dei quattro strumenti messi in campo movimentano 500 miliardi, ha detto, “noi crediamo serva almeno un trilione, un trilione e mezzo (1.000, 1.500 miliardi riferendosi a trillion, ndr), alimentato con titoli comuni”.

  • Gimbe: da Lombardia dati su guariti sono distorti

    La Lombardia “non trasmette il numero dei soggetti guariti, ma solo dei dimessi dagli ospedali. Questi casi nel report della Protezione Civile vengono conteggiati tra i guariti, con conseguente distorsione della comunicazione sull’andamento dell’epidemia da coronavirus”. Lo afferma la Fondazione Gimbe, sottolineando come si tratta di “falsi guariti” e la necessità di “mettere fine alle ambiguità”. Per questo, Gimbe chiede calla Protezione Civile e al Ministero di non conteggiare più tra i “guariti” i casi che la stessa Lombardia dichiara “in isolamento domiciliare”. “La sovrastima del numero dei casi guariti - rileva il presidente Nino Cartabellotta - condiziona la percezione sull’andamento dell’epidemia e influenza le decisioni sanitarie e politiche. In particolare, la pianificazione della fase 2 deve essere informata da dati reali, evitando distorsione che induce decisioni finalizzate a tutelare interessi economici, piuttosto che la salute delle persone”.

  • Costa: Green Deal per ricostruire economia

    Il Green deal europeo deve avere un ruolo centrale per far ripartire l’economia nella crisi causata dal Covid 19. Lo hanno scritto dieci ministri dell’ambiente dell’Ue, tra cui l’italiano Sergio Costa, in una lettera aperta pubblicata sul sito climate change news. Secondo i ministri l’Ue deve “costruire un ponte tra la lotta contro il Covid-19, la perdita di biodiversità e i cambiamenti climatici”, e il patto verde dell’Ue è “la strategia di crescita” in grado di “stimolare l’economia e la creazione di posti di lavoro, accelerando al contempo la transizione verde”. I ministri esortano quindi a proseguire con tutti gli strumenti nell’agenda che impegna l’Ue a un obiettivo emissioni zero al 2050.

  • Conte convoca riunione con i capi delegazione

    Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha convocato per questa mattina una riunione con i capi delegazione di maggioranza. La riunione, a quanto si apprende, è prevista alle 10.30 e dovrebbero partecipare il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro.

  • Viminale: controlli intensificati per Pasqua

    Anche a Pasqua “dobbiamo rimanere tutti a casa per il nostro bene e dei nostri cari, e per consentire all’Italia di ripartire il prima possibile. Per questo i controlli sugli spostamenti affidati alle forze di polizia sono stati rafforzati, per scongiurare i trasferimenti nelle seconde case e nelle località turistiche”. Lo dice il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese in un’intervista al Corriere della Sera. “Chi non potrà giustificare i propri spostamenti verrà sanzionato. Però vorrei dire che ’ognuno di noi è il miglior controllore di sé stesso’: un richiamo all’autodisciplina per il rispetto delle regole come atto collettivo di responsabilità”. Per il Ministro “ce la faremo, ma non si può abbassare la guardia adesso con atteggiamenti irresponsabili” Sarebbe un peccato vanificare “l’immane sforzo compiuto dall’intera Nazione, a partire dal personale sanitario che ha già pagato un tributo altissimo”. I controlli effettuati finora “dimostrano che la stragrande maggioranza degli italiani ha fin qui compreso la gravità dell’emergenza, rispettando il distanziamento sociale”. Dall’11 marzo le forze di polizia, i militari e le polizie locali hanno controllato quasi 6 milioni di persone, “e i denunciati e sanzionati per aver violato le restrizioni superano di poco i 220.000. Le verifiche sugli esercizi commerciali sono oltre due milioni e mezzo”. Lamorgese spiega di avere rapporti costanti e di collaborazione con molti presidenti di Regione “anche se in alcuni passaggi di questa crisi i rapporti tra Stato e Regioni sono stati sottoposti “a un forte stress” legato all’invasività delle decisioni richieste e alle difficoltà di contrastare una crisi sanitaria mai vista prima”. Per contrastare le azioni di speculatori e organizzazioni criminali nell’emergenza “ho dato indicazioni di monitorare con attenzione le dinamiche societarie nelle filiere dell’agro-alimentare, delle infrastrutture sanitarie, della gestione degli approvvigionamenti, specie di materiale medico”. Il Ministro sta per emanare “una direttiva ai prefetti per assicurare il monitoraggio e il flusso informativo su situazioni a rischio di infiltrazioni criminali, sollecitando un’ azione di intelligence sul territorio. Credo, inoltre, che sia necessario creare una cabina di regia a livello provinciale con la partecipazione e il contributo di tutte le associazioni imprenditoriali e di categoria, sindacati, mondo finanziario e creditizio”.

  • Mattarella ringrazia la Polizia

    L’emergenza sanitaria “ha determinato un impegno straordinario delle forze di polizia, chiamate a vigilare sull’osservanza delle misure di contenimento del contagio da coronavirus, ma anche a concorrere alle attività di sostegno, comunicazione e sensibilizzazione nei confronti dei cittadini”. Così il presidente Mattarella in un messaggio per il 168esimo anniversario della nascita del Corpo ricordando come “la vocazione alla prossimità e all’impegno sociale consente di cogliere tempestivamente i bisogni delle persone offrendo loro risposte costruttive e coerenti con i valori costituzionali”.

  • Bankitalia: in Veneto persi 40mila posti di lavoro

    L’emergenza sanitaria del Coronavirus “sta già avendo ripercussioni importanti sul mercato del lavoro” e solo in Veneto, una delle regioni più colpite, dall’ultima settimana di febbraio alla prima di aprile, sono state perse circa 40.000 posizioni” di lavoro dipendente. È quanto rileva un articolo compilato dai ricercatori della Banca d’Italia utilizzando i dati delle Comunicazioni obbligatorie della regione Veneto, particolarmente rilevante anche per il resto del Paese visto che “vi si concentra una parte considerevole delle attivazioni nette registrate in Italia in un anno”. “La flessione - si legge nell’articolo - è ascrivibile al calo delle assunzioni, in particolare di quelle a tempo determinato, ed è particolarmente intensa nel settore del commercio e dei servizi turistici”. Per i ricercatori “i soggetti già colpiti sono coloro che, in condizioni normali, sarebbero entrati o rientrati nel mondo del lavoro (giovani alla ricerca di primo impiego, dipendenti a termine) mentre più in là si potranno valutare anche gli effetti sui contratti di somministrazione”.

  • Lockdown fino al 3 maggio, il decreto Cura Italia passa alla Camera per la fiducia

    L’Italia rimarrà in lockdown almeno fino al 3 maggio, altrimenti si rischierebbe di far risalire la curva dei contagi vanificando gli sforzi compiuti finora: questa la decisione del Governo. E i controlli sul rispetto delle misure saranno rafforzati sotto Pasqua. Leggi l’articolo

    Ieri sono calate per il sesto giorno consecutivo le terapie intensive e per il quinto giorno i ricoveri. Leggi l’articolo

    Il Cura Italia ha ottenuto la fiducia in Senato e passa ora alla Camera.

  • L’Italia non ha chiesto l’attivazione del Mes

    «È bene chiarire che oggi l’Italia non ha deciso di fare ricorso al Mes, ma ha solo concorso a definire un rapporto che prevede la possibilità di istituire quattro nuovi strumenti per affrontare la crisi del Covid19«. Lo riferiscono fonti del Mef dopo l’Eurogruppo conclusosi stanotte, aggiungendo che la nuova linea di credito per le spese per cure e prevenzione sanitaria legate al COVID-19 è «senza alcuna condizionalità» e attivabile da qualsiasi Paese membro che lo voglia».

    «Non è stato firmato o attivato nessun Mes e non lo faremo, basta bufale. Non importa quanto siano ridotte le condizionalità. M5s continua a sostenere la linea di sempre, che è anche la linea del governo più volte rivendicata dal presidente Conte: sì Eurobond, no Mes». Lo afferma il capo politico M5s, Vito Crimi, in un post sulla pagina Facebook del Movimento.

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