Europa

Coronavirus, ultime notizie. Torna il lockdown in Irlanda

● Genova valuta l’istituzione di una zona coprifuoco
● Francia, altri 13.243 casi
● Bari chiude 15 tra strade e piazze della movida
● Oltre 40 milioni di casi nel mondo
● Ricciardi: subito lockdown mirati
La Cina accelera nel terzo trimestre: Pil +4,9%
● Il segretario generale dell'Olp, Saeb Erekat, 65 anni, “è in coma”
●Il Galles chiude tutto per 2 settimane
● La Slovacchia pronta a fare il tampone a tutti i cittadini
I dati e la mappa del contagio
Coronavirus, il punto: la newsletter
«A Milano la situazione è critica»: che cosa è successo ieri 18 ottobre



  • Torna il lockdown in Irlanda

    L'Irlanda è il primo Paese europeo a ripristinare il lockdown ma le scuole restano aperte.

  • Fontana: ospedale in Fiera pronto entro pochi giorni

    «Noi lo useremo entro pochi giorni, entro la fine di questa settimana, al massimo all'inizio della prossima sarà perfettamente pronto a ricevere dei malati»: così il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana, intervenendo questa sera in diretta a Quarta Repubblica su Rete4, ha parlato dell'ospedale Covid allestito in Fiera. «Dio non voglia ce ne sia necessità - ha proseguito - spero che rimanga una garanzia, una sicurezza per i cittadini lombardi, qualcosa che abbiamo fatto per prevedere. In Italia una delle colpe che si muove alla politica è di non essere capace di programmare il futuro, a noi hanno fatto una serie di accuse violente perchè avevamo cercato di programmare, prevedere quel che potesse succedere e fare in modo di dare una risposta. Io spero ancora di non doverlo utilizzare ma - ha concluso - nel caso ci sia necessità ci sono 200 letti a disposizione».

  • Messico, positivo il ministro della Difesa

    Il ministro della Difesa nazionale del Messico, Rafael Ojeda, che appare spesso assieme al presidente Andres Lopez Obrador, ha rivelato di essere risultato positivo al Covid-19 e che rimarrà in quarantena nei prossimi giorni. «Condivido con voi che da questo momento sarò in isolamento per essere risultato positivo al Covid-19. Sono asintomatico e continuerò a lavorare da casa seguendo le indicazioni mediche», ha detto il funzionario messicano. Ojeda ha indicato che farà affidamento «sugli alti ufficiali della Marina per dare continuità al lavoro» del ministero. L’ultima volta che il presidente messicano Andres López Obrador è stato visto insieme a Ojeda è stato venerdì scorso. «Eravamo insieme venerdì e ogni giorno al mattino ci incontriamo alla riunione di sicurezza, ma dato che manteniamo una sana distanza, non deve esserci stato necessariamente contagio», ha detto il capo di stato, chiedendo in ogni caso di «aspettare» il tampone di martedì, dato che è il giorno in cui ogni settimana si sottopone a un test per il coronavirus. Finora sono sei i membri del governo di López Obrador risultati positivi al coronavirus da quando è stato registrato il primo caso il 28 febbraio scorso. A settembre, il 77enne ministro delle Comunicazioni e dei trasporti Jorge Arganis è risultato positivo, e in precedenza hanno contratto il virus i titolari dell’Agricoltura Víctor Villalobos, dell’Energia Rocío Nahle, delle Finanze Arturo Herrera e della Funzione pubblica, Eréndira Sandoval.

  • Piemonte, Cirio: «Da martedì 20 ottobre tamponi rapidi»

    «Domani, tra le prime regioni d’Italia, avremo i tamponi rapidi, quelli in 15 minuti, che faremo fare ai laboratori privati, ai medici di base, alle farmacie, per dare la possibilità di fare il massimo screening possibile». Lo annuncia il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ospite del Tg3 Piemonte. «Se saremo capaci di fare questo nelle prossime settimane - aggiunge - potremmo trascorrere davvero un buon Natale».

  • Toscana, Giani: «Pronti a raggiungere 700 posti in terapia intensiva»

    «Parlando di Covid oggi siamo a quasi a mille contagiati. La situazione per ora è sotto controllo a livello ospedaliero. Voglio un rapporto che sia costruttivo con le scelte del governo per un’uniformità di approccio. Oggi vediamo diffondersi il contagio in tutte le regioni. In Toscana abbiamo poco più di 650 terapie intensive occupate e altre 375 sono pronte a essere attivate. Ma possiamo arrivare in brevissimo tempo a 500 posti e poi a circa 700». Lo ha detto il nuovo presidente della Toscana Eugenio Giani illustrando il suo programma di governo per la legislatura durante la prima seduta del Consiglio toscano. «Questo però non sia un elemento di tranquillità - ha aggiunto Giani -, dobbiamo essere pronti a tracciare e da oggi siamo attivi con 15mila tamponi e rivelatori della positività. A marzo-aprile eravamo a quota 3-4 mila. Nell’arco di questa settimana arriveremo ad avere 17.500 elementi di screening al giorno».

  • Genova valuta l’istituzione di zone coprifuoco

    Il Comune di Genova e la Regione Liguria hanno convocato per martedì una riunione tecnica per valutare in quali aree di Genova far scattare il «coprifuoco» per ridurre la diffusione del contagio di Covid-19. L’elenco di vie e piazze sarà sottoposto al Prefetto e al Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Una misura messa in campo in vista del prossimo weekend di movida. È la novità illustrata dal presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e dal sindaco Marco Bucci all’indomani del Dpcm che dà ai sindaci il potere di chiudere al pubblico vie o piazze per evitare assembramenti. «La settimana è iniziata con una pressione importante sui nostri ospedali, non ci aspettavamo nulla di diverso», commenta Toti riferendosi alle medio-basse complessità Covid correlate. «Il numero di terapie intensive resta più limitato rispetto alla primavera scorsa», ribadisce. «Le aree di Genova su cui valutiamo di intervenire sono quelle con tanti positivi e la congiunzione di essere aree di affollamento», spiega Bucci.

  • Francia, altri 13.243 casi: l’epidemia rallenta ma ci sono altri 146 morti

    Le autorità sanitarie francesi hanno lunedì 13.243 nuove infezioni da Covid-19 nelle ultime 24 ore, in netto calo rispetto al record di 32.427 di sabato e ai 29.837 contagi di domenica. Il dato del lunedì tende a diminuire, dato che la domenica vengono effettuati meno test. La media dei sette giorni supera per la seconda volta consecutiva il livello record di 23mila infezioni. Il numero di persone che in Francia sono morte è salito di 146 unità a quota 33.623, contro gli 85 decessi della domenica. Il numero cumulativo di casi è ora pari a 910.277, con il paese che diventa l’ottavo al mondo ad avere più di 900mila casi.

  • Bonomi: «Siamo ancora in fase d’emergenza»

    «Siamo ancora in fase di emergenza non in fase di ripartenza». Lo ha detto stasera all’Arena di Verona il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi. «Gualtieri - ha proseguito - dopo l’approvazione della manovra ha detto che si confronterà con i sindacati. Forse ha dimenticato che esistono le imprese, e forse sarebbe bene confrontarsi con loro».

  • Lombardia chiede coprifuoco alle 23: previsti 600 ricoveri al 31 ottobre

    Stop di tutte le attività e degli spostamenti, ad esclusione dei casi «eccezionali» (motivi di salute, lavoro e comprovata necessità), nell’intera Lombardia dalle ore 23 alle 5 del mattino a partire da giovedì 22 ottobre. È la proposta che, all’unanimità, i sindaci di tutti i Comuni capoluogo della Lombardia, il presidente dell’Anci, Mauro Guerra, i capigruppo di maggioranza e di opposizione e il governatore Attilio Fontana, preso atto di quanto rappresentato dal Comitato Tecnico Scientifico lombardo, chiederanno di condividere al Governo, nella persona del ministro della Salute, Roberto Speranza, per fronteggiare la diffusione del virus. La Lombardia ha deciso di chiedere al governo l’istituzione del coprifuoco dopo che la Commissione indicatori istituita dalla direzione generale del Welfare ha previsto che al 31 ottobre, potrebbero esserci circa 600 ricoverati in terapia intensiva e fino a 4mila in terapia non intensiva.

  • Conte atteso alla Camera giovedì per un’informativa sul virus

    Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, interverrà giovedì 22 ottobre nell’Aula della Camera, alle 10, per un’informativa sul nuovo Dpcm relativo all’emergenza coronavirus.

  • Bari, chiuse 15 tra strade e piazze della movida

    Bari il sindaco Antonio Decaro, in accordo con Asl e comitato provinciale per l’ordine pubblico, ha già firmato una ordinanza di chiusura di alcune zone della città dove c’è il rischio di assembramenti, come disposto dall’ultimo Dpcm sulla norme anti-Covid. Sono state individuate tre aree in altrettanti quartieri della città, nel centro storico (piazza Mercantile, piazza Ferrarese, via Manfredi, il primo tratto di via Venezia fino al Fortino), nel quartiere Poggiofranco (via Pappacena, via Caccuri e la piazzetta tra le due strade) e nella zona della movida nel rione Madonnella, il cosiddetto Umbertino (via Cognetti, via Brescia, un pezzo di via de Niccolò, via Bozzi, largo Giordano Bruno, largo Giannella, piazza Diaz, molo San Nicola).

  • Croce Rossa: «La seconda ondata preoccupa»

    «In Italia i numeri dei contagi li abbiamo commentati, abbiamo visto il Dpcm adottato domenica e nelle ultime ore stiamo vedendo le nostre ambulanze in coda in alcuni ospedali perché c’è un carico di ricoveri che sta crescendo. Le richieste di sostegno da parte dei servizi sanitari stanno aumentando nuovamente. Non siamo con l’accelerazione improvvisa che abbiamo avuto a marzo, ma sicuramente siamo estremamente preoccupati, anche perché veniamo da mesi di grande lavoro, ma c’è anche tanta professionalità e passione da parte dei nostri operatori e il nostro impegno non verrà meno». Lo ha dichiarato Francesco Rocca, presidente di Croce Rossa italiana e della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, in un incontro con la stampa a Roma. A livello globale, «il numero di casi di coronavirus è estremamente preoccupante. La seconda ondata è arrivata, siamo nel pieno soprattutto a livello europeo, ma anche altri Paesi come Stati Uniti e Iran. Continua il nostro sforzo per sostenere le società nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. È uno sforzo volto ad aiutare le autorità sanitarie nella lotta al virus e anche in quella che noi definiamo la “seconda pandemia”, le persone con vulnerabilità colpite dalla povertà e dalle conseguenze economiche», ha aggiunto. «Quello che ci sta preoccupando sono i paesi più fragili, con i sistemi sanitari meno attrezzati».

  • Decaro (Anci): «Non chiedete ai sindaci di fare controlli»

    «Non chiedete ai sindaci i controlli perché, come ha confermato il presidente del Consiglio Conte, i controlli li fanno il prefetto e il questore». Lo ha detto il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro, spiegando i contenuti del nuovo Dpcm con le regole anti-Covid relative alla possibilità di disporre il coprifuoco in alcune zone della città. «Il decreto - spiega Decaro - prevede che i sindaci possano individuare aree da chiudere, dove non si può sostare e si può solo transitare per raggiungere un locale o la propria abitazione, ma il controllo su quelle aree non lo fanno i sindaci, perché non hanno competenza sull’ordine pubblico, che spetta invece a prefetto e questore attraverso le forze dell’ordine».

  • Conte: «Non posso escludere lockdown circoscritti»

    «Prima non eravamo preparati e siamo arrivati al lockdown generalizzato che non potevamo evitare. Ora invece abbiamo lavorato, per fare i test, distribuire le mascherine, abbiamo lavorato nelle scuole, negli uffici per garantire la massima sicurezza e ora dobbiamo garantire una strategia diversa: la curva è obiettivamente preoccupante, ci stiamo predisponendo per evitare il lockdown generalizzato, ma non possiamo escludere che se le misure non daranno effetti saremo costretti a tararle più efficacemente e arrivare a lockdown circoscritti perchè uno generalizzato dobbiamo evitarlo». Lo ha detto il premier Giuseppe Conte durante la conferenza stampa sulla Manovra.

  • Canada, esteso il divieto di viaggio negli Stati Uniti

    Il Canada ha annunciato l’estensione del divieto per tutti i viaggi non essenziali negli Stati Uniti fino al 21 novembre. Le restrizioni sono state imposte a marzo, con lo scoppio della pandemia di nuovo coronavirus, e sono state sempre estese mensilmente da entrambi i Paesi. Le restrizioni non si applicano al commercio. In una recente intervista, il premier Justin Trudeau ha detto di voler tenere il confine chiuso finché il Covid-19 non sarà sotto controllo.

  • Trump: «La gente è stanca di Fauci e di tutti quegli idioti»

    «La gente è stanca di sentir parlare di coronavirus Anthony Fauci e tutti quegli idioti». Lo ha detto Donald Trump al suo staff senza nascondere la sua crescente impazienza verso il famoso immunologo che guida il National Institute for Allergy and Infectious Diseases ed è membro della task force della Casa Bianca contro il Covid-19. Parlando con i suoi collaboratori, secondo i media americani, il presidente avrebbe definito Fauci un «disastro» ma avrebbe sottolineato che licenziandolo avrebbe creato maggiori difficoltà a se stesso.

  • Oms: «C’è stanchezza, ma non si può abbassare la guardia»

    «So che c’è stanchezza ma il virus ha dimostrato che quando abbassiamo la guardia può tornare a una velocità vertiginosa e minacciare ospedali e sistemi sanitari». Lo ha detto il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus nel corso del consueto briefing sul coronavirus. «Se facciamo insieme scelte intelligenti - ha aggiunto -, possiamo tenere bassi i casi, garantire che i servizi sanitari essenziali continuino e che i bambini possano continuare ad andare a scuol». Con l’arrivo dell’inverno nell’emisfero settentrionale, «stiamo assistendo a un’accelerazione dei casi, in particolare in Europa e Nord America», ha aggiunto Ghebreyesus. «Con l'aumento dei casi, aumenta anche il numero di persone che necessitano di posti letto negli ospedali e in terapia intensiva» e anche se i medici curano meglio i pazienti rispetto ai primi giorni della pandemia. «Quando la capacità dell’ospedale viene superata, è una situazione molto difficile e pericolosa».

  • Francia, Brigitte Macron in isolamento: «caso di contatto»

    Brigitte Macron, la premiere dame di Francia, è un «caso-contatto» al Covid-19. Non ha sintomi ma, come prescrive il protocollo, la consorte del presidente Emmanuel Macron si è messa in isolamento per una settimana. Ne dà notizia il suo entourage. Brigitte Macron, secondo quanto si apprende, è stata in contatto giovedì 15 ottobre con una persona positiva al Covid-19 e con sintomi. Non le sarà possibile quindi essere presente alla cerimonia in memoria dell'insegnante decapitato, mercoledì sera alla Sorbona. Resterà in isolamento e «prenderà precauzioni anche nella sua vita privata», riferisce il suo entourage.

  • Ordine medici, dal governo misure di buon senso

    Le misure introdotte ieri con il nuovo Dpcm “mi sembrano misure di buon senso. Ancora una volta, il Governo prova a trovare un equilibrio tra la sostenibilità dell'economia e la tutela della Salute. E questo non significa piegarsi alle esigenze della prima, accantonando la seconda.”. Lo afferma in una nota il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo) Filippo Anelli. “Tutti - rileva - dobbiamo ricordare, infatti, che la povertà si correla ad un aumento delle malattie e della mortalità, e alla perdita di anni in buona salute. Quindi possiamo dire che il Governo sta cercando di mettere in pratica una tutela della salute al quadrato”. “Ciò detto, credo che il Governo debba far comprendere ai cittadini e agli amministratori che la trasmissione del virus avviene attraverso l'incontro tra persone - continua Anelli -. Ridurre la frequenza, la vicinanza e la durata dei contatti significa rallentarla. Abbiamo compreso che l'uso delle mascherine, l'igiene delle mani, le altre misure sono fondamentali per la prevenzione, ma quando il numero dei contagiati supera una certa soglia, come sta avvenendo ora, non sono più sufficienti a fermare il virus”. E allora, “bisogna incentivare i cittadini a restare il più possibile a casa, invitandoli a una sorta di 'auto- lockdown gentile', cioè con restrizioni miti e di iniziativa autonoma”. Sul piano organizzativo, rileva, “è poi necessario potenziare le Usca, le unità speciali di continuità assistenziali, per eseguire i tamponi a domicilio e negli uffici. Aggiornare i protocolli per attivare l'inserimento dei dati nell'app Immuni da parte delle ASL, come previsto dallo stesso Dpcm. Riprendere, in altre parole, il controllo del contact tracing. E occorrono più medici, più anestesisti- rianimatori, perché non basta aumentare i posti letto se non si aumenta il personale per gestirli”. “Ora è il momento della responsabilità - conclude -. Restiamo a casa. Proteggeremo così le persone più fragili e faremo in modo che l'età media dei contagiati non aumenti, e con essa i ricoveri nelle terapie intensive, sottraendo spazio alla cura delle altre malattie, che non sono state cancellate dal Covid”.

  • Napoli: continua protesta mamme contro stop scuole

    Protestano anche oggi le mamme contro l'ordinanza di De Luca che chiude le scuole fino al prossimo 30 ottobre. La richiesta resta invariata: la revoca del provvedimento che sospende le lezioni in presenza. Sulla protesta arriva come una tegola la decisione del Tar Campania di respingere il ricorso presentato da un gruppo di cittadini contro l'ordinanza di De Luca. “Penso a tutte quelle mamme con bimbi piccoli e che, come me, hanno altri grandi da gestire con la Dad - afferma Cinzia, mamma di due bambini - Non è affatto semplice, mentre il grande è collegato con la scuola, nella stanzetta, il piccolo urla che vuole entrare a giocare”. Per molti, la didattica a distanza è partita oggi, ma numerose mamme non hanno fatto collegare i propri figli con la piattaforma scolastica. “Risulta assente? E va bene, giustificheremo l'assenza - evidenza Clementina - Però io pretendo di capire su quale base si può considerare la Dad come un reale sostituto valido delle lezioni in presenza. La scuola è anche socialità, non solo studio”. “I miei figli uno alle medie, l'altro alle superiori, al primo anno - sottolinea Elena - Connessione non ottimale, non si può capire. Quello che so è che De Luca ha privato i ragazzi della scuola”. “Sì, certo, costringiamo i ragazzi alla dad - afferma Marta - e poi sul lungomare bar e ristoranti sono zeppi di persone sedute a pochi centimetri di distanza senza mascherine perché, ovviamente, devono bere e mangiare”.

  • Salizzoni, 'correttivi o Piemonte allo sbando'

    Il Piemonte non ha approfittato della tregua estiva concessa dal Covid “per recuperare terreno sulle criticità che la fase uno ci aveva mostrato”. Lo sostiene Mauro Salizzoni, uno dei piu' importanti e noti trapiantologi italiani, ora in pensione, e vicepresidente Pd del Consiglio regionale del Piemonte, tra le regioni col maggior numero di contagi in questa nuova fase della pandemia. “Escludendo le Rsa, dove la situazione pare sotto controllo, e gli ospedali che per ora reggono - aggiunge interpellato dall'ANSA - su tutto il resto siamo in una situazione a dir poco preoccupante, che rivela criticità organizzative e programmatorie che, se non riusciamo a correggere a breve, ci condurranno allo sbando”:

  • Figc, 'scuole calcio, serve confronto con istituzioni'

    “Bisogna aprire un confronto urgente con le istituzioni a sostegno delle 9.000 società che svolgono attività di settore giovanile”. Le disposizioni previste dal Dpcm di ieri in materia di attività dilettantistica e giovanile preoccupano il settore Giovanile e Scolastico della Federcalcio, che manifesta l'urgenza “di un tavolo tecnico per affrontare le criticità operative che le società che svolgono attività di settore giovanile e scolastico si trovano ad affrontare”. Lo sottolinea il presidente del settore, Vito Tisci, secondo il quale è “necessario consentire, nel pieno rispetto delle norme di tutela sanitaria, il diritto al gioco dei bambini e delle bambine più piccole, così come proseguire nella formazione tecnica di base dei più giovani, seppure in maniera non competitiva, all'interno dei propri centri sportivi e nel pieno rispetto dei protocolli, così come attualmente consentito per tanti altri sport senza essere costretti a snaturare l'essenza tecnica della disciplina”. Tisci è intervenuto a margine dell'incontro programmato con i responsabili di settore giovanile delle società professionistiche di Serie A e B, in cui è stato evidenziato lo sforzo di natura economica e organizzativa nel dare continuità alla formazione sportiva di interesse nazionale. “Voglio fare un plauso a tutte le società di Settore Giovanile e Scolastico - ha detto ancora Tisci - che con passione e professionalità hanno riavviato l'attività sospesa da oltre cinque mesi adottando e rispettando i protocolli predisposti dalla Figc per la tutela della salute dei propri tesserati. Una situazione complessa alla quale con grande senso di responsabilità hanno saputo far fronte, dando continuità a un'attività sportiva dal notevole risvolto sociale, che riguarda un movimento di circa 800mila tesserati, contenendo al massimo i rischi in uno stato d'emergenza come quello attuale e dei mesi passati”. E' quindi necessario intervenire perché “purtroppo le criticità delle società che svolgono attività di scuola calcio si ripercuotono sull'intero sistema giovanile e dilettantistico”.

  • Vicepremier polacco Kaczynski da oggi in quarantena

    Jaroslaw Kaczynski, il leader polacco del partito Diritto e giustizia (Pis), oggi anche vice presidente del Consiglio di ministri, è in quarantena dopo aver avuto un contatto con una persona contagiata dal coronavirus. Lo ha dichiarato Radoslaw Fogiel, il portavoce del Pis, spiegando che Kaczynski, 71 anni, per ora si sente bene ed è in attesa delle altre decisioni delle autorità sanitarie. Continuerà a lavorare da casa, è stato detto anche. Da oggi è in quarantena anche il ministro della Difesa Mariusz Blaszczak, secondo quanto ha comunicato lui stesso su Twitter. Kaczynski e Blaszczak, insieme con altri politici del Pis, nonostante la pandemia, sabato scorso hanno visitato il santuario di Andrzej Bobola a Strachocin, nel sud della Polonia, dove hanno assistito a una cerimonia religiosa dell'arcivescovo di Cracovia, Marek Jedraszewski. Ieri è terminato il periodo di quarantena del premier Mateusz Morawiecki, che risulta negativo ai test.(

  • Cina, a Qingdao virus attivo su confezioni cibo congelato

    Le autorità sanitarie cinesi impegnate a far luce sul focolaio di Covid-19 della città di Qingdao, provincia orientale dello Shandong, hanno affermato di aver scoperto il virus attivo su alcune confezioni esterne di merluzzo congelato, ipotesi che suggerisce la capacità di sopravvivenza del virus stesso a bassissime temperature. Secondo i media locali, sabato il Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) ha riferito che si tratta della prima volta che il virus viene isolato in merci refrigerate. Tracce genetiche erano state trovate in precedenza in campioni di cibo congelato, ma nessun virus attivo era stato isolato finora. “È stato confermato che il contatto con l'imballaggio esterno contaminato dal nuovo coronavirus può causare infezioni”, ha spiegato l'agenzia in una nota sul suo sito web, senza specificare la provenienza del cibo congelato. La Cina, che fino al caso di Qingdao non aveva segnalato nuovi casi locali in 55 giorni, è tra i pochi Paesi ad aver indicato la possibile trasmissione attraverso gli alimenti congelati. Quando Pechino ebbe il secondo focolaio a giugno, i funzionari sanitari indicarono nel salmone il possibile veicolo di contagio. Il Cdc non ha chiarito se l'epidemia a Qingdao sia stata causata dagli imballaggi: la diffusione del focolaio è stata fatta risalire a due lavoratori portuali inizialmente diagnosticati come asintomatici, che si ritiene abbiano infettato altre dodici persone in un ospedale. Non è chiaro se i due abbiano contratto il virus dall'imballaggio di alimenti, ma il Cdc ha consigliato a coloro che manipolano prodotti congelati di usare delle protezioni.

  • Locatelli, le prime vaccinazioni la prossima primavera

    “Si sta facendo un grande sforzo internazionale sui vaccini. Realisticamente credo che potremmo far partire le vaccinazioni per le persone fragili, le forze dell'ordine, gli operatori sanitari nei primi mesi della prossima primavera”. Lo ha detto il presidente del Consiglio superiore di sanità e Componente del Cts, Franco Locatelli, in un'intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei.

  • Locatelli, ok fare più tamponi ma serve una strategia

    “Il lavoro di Arcuri sui tamponi è formidabile. Negli ultimi giorni di tamponi molecolari siamo arrivati a oltre 150 mila. E l' Italia è uno dei Paesi che fa più tamponi al mondo. In questo momento c'è anche la disponibilità dei test rapidi antigenici. Però più che di numeri parlerei di strategie perché diventerebbe una corsa che andrebbe ad autosostenersi e sposterebbe l'asticella sempre più in alto”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio superiore di sanità e Componente del Cts, Franco Locatelli, in un'intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei. “Dire 'facciamo più tamponi' è facile mentre più complesso e articolato il discorso sull'elaborazione di una strategia in termini di sistema Paese per dar corso alla realizzazione di questi tamponi”, ha affermato

  • Positivo cerca di salire su treno, fermato e arrestato

    Positivo al Coronavirus cerca di salire a bordo di un treno e reagisce alla Polizia ferroviaria con calci e pugni, venendo infine arrestato. L'episodio è avvenuto nel fine settimana alla stazione di Venezia-Mestre. L'uomo, 58 anni, segnalato come positivo al virus Sars-CoV2, è stato rintracciato mentre attendeva un treno diretto a Verona, deciso a salire a ogni costo sul convoglio. Intercettato dagli agenti della Polfer dapprima ha iniziato a spintonarli, poi, ormai fuori controllo, ha tentato di colpirli con calci e pugni, venendo arrestato per violenza e resistenza a Pubblico Ufficiale. Visto il suo stato di agitazione, gli operatori hanno contattato il personale medico del 118 e l'uomo è stato accompagnato all'Ospedale dell'Angelo.

  • Pratesi (Istat): problema ad accesso dati indagine sierologica

    Al momento la comunità scientifica non può accedere ai dati raccolti con l'indagine sierologica sulla diffusione del coronavirus, avviata nei mesi scorsi dall'Istat e il ministero della Salute con la Croce Rossa. A 'bloccarla' è la mancanza di una regolamentazione su privacy e uso dei dati da parte del Garante per la protezione dei dati personali, come segnala Monica Pratesi, membro del consiglio Istat ed ex presidente della Società italiana di statistica. “Adesso bisogna disciplinare l'accesso ai dati per la comunità scientifica. Era già previsto inizialmente che si facesse, e senza questa regolamentazione sulla privacy, la comunità scientifica non può accedere a questi dati. E' vero che si tratta di dati sensibili, riguardando la salute, ma è un aspetto che va comunque disciplinato”, sottolinea Pratesi. Inoltre, questa preziosa mole di dati, raccolti in modo tradizionale attraverso l'indagine sierologica, andrebbe fatta “dialogare” con quelli raccolti “attraverso l'app Immuni e quelli arrivati negli ultimi mesi, per avere un'analisi ancora più rilevante”.

  • In Serbia calo dei contagi, 122 nelle 24 ore, 2 morti

    Calo dei contagi in Serbia, dove nelle ultime 24 ore i nuovi casi di coronavirus sono stati 122, rispetto a numeri superiori alle 200 unità quotidiane degli ultimi cinque giorni. I test effettuati da ieri sono stati 5.746, per un totale di oltre 1,2 milioni. I pazienti in terapia intensiva sono ad oggi 24. In tutto da inizio epidemia nel paese balcanico si sono registrati 36.282 contagi e 778 vittime, comprese le due nelle ultime 24 ore. A fronte della sensibile ripresa dei contagi nella nuova fase epidemica, le autorità sanitarie e quelle di governo ripetono gli appelli al rispetto perentorio delle norme di prevenzione per evitare un ritorno a chiusure totali e limitazioni negli spostamenti, come avvenuto in primavera con il coprifuoco dalle 17 alle 6 rimasto in vigore per quasi due mesi, unitamente al divieto assoluto di uscire di casa per gli ultra 65enni.

  • Usa: alle 21 colloquio Pelosi-Mnuchin su aiuti, Wall Street in altalena

    Usa: alle 21 colloquio Pelosi-Mnuchin su aiuti, Wall Street in altalena. Si deve decidere l’ennesimo stimol oall’economia, dialogano la speaker democratica Pelosi e il segretario del Tesoro, Mnuchin.

  • Gori, chiusure inapplicabili, e non si dice chi le fa

    “Nel testo definitivo è stato tolto il riferimento esplicito ai Sindaci che c'era nella bozza, citato da Conte in conferenza stampa. Ma non si dice a chi competerebbero quelle misure: se ai Sindaci, ai Prefetti, ai Presidenti di Regione. Né con quali mezzi si possano attuare”. Lo dice il sindaco di Bergamo Giorgio Gori. “Per chiudere una piazza con cinque vie d'accesso - aggiunge Gori - servono almeno 10 agenti. Chi li ha? Poi però, dice il DPCM, bisogna consentire l'accesso agli esercizi commerciali e alle abitazioni. Come si controlla? E se la gente si sposta e si assembra nella via accanto? Inapplicabile”.

  • Dpcm: sindaco Avellino, ci diano poteri commissariali

    “Se devono essere i sindaci a decidere i provvedimenti da adottare per fronteggiare la nuova emergenza sanitaria, ai sindaci vanno dati esplicitamente poteri commissariali”. Così il sindaco di Avellino, Gianluca Festa, rispetto al Dpcm che sulle restrizioni agli orari del settore della ristorazione e alla possibilità di chiudere strade e piazze potenzialmente a rischio di assembramento affida implicitamente, senza peraltro nominarli, questa responsabilità ai primi cittadini. “Come faccio - si chiede il sindaco di Avellino - a coordinare gli interventi sul mio territorio in presenza di disposizioni emanate da parte del governo e della Regione? Occorre invece recuperare la consapevolezza che sono i sindaci meglio di altri che possono modulare interventi e ordinanze appropriate e non genericamente penalizzanti perché essi conoscono la realtà del proprio territorio”. Sul fronte delle risorse che dovrebbero accompagnare i poteri commissariali ai sindaci, Festa si dice non preoccupato: “Se ci sono anche i soldi sarebbe meglio, ma possiamo farcela anche da soli. A condizione di non creare accavallamenti di gerarchie e competenze”. Intanto da fonti della Prefettura di Avellino si apprende che non sono previste riunioni per discutere sulla responsabilità che il Dpcm affida implicitamente ai sindaci. “Non abbiamo nessuna indicazione in questo senso - riferiscono- e siamo in attesa di eventuali integrazioni e chiarimenti”.

  • Dpcm: sindaco Cremona, azioni da forze ordine e esercito

    “Sono livelli di responsabilità e azioni che fanno capo alle forze dell'ordine, se non addirittura all'esercito. Il sindaco può dare indicazioni, ma se non sono traducibili in azioni perché mancano le condizioni, cosa succede?”. E' la domanda che si pone il sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti, esprimendo i propri dubbi sul Dpcm e la norma per la chiusura di strade o piazze urbane contro gli assembramenti. “Bisogna porre rimedio - dichiara all'ANSA -. Personalmente, la collaborazione con il Prefetto è ottima, ma la norma assomiglia a uno scarica il barile sui sindaci. La Polizia municipale ha dato un contributo straordinario in questi mesi, ma non si può chiedere di fare azioni per cui non ha mezzi e risorse”.

  • Dpcm: sindaci liguri, ok nuovi compiti ma ci vogliono mezzi

    “Noi sindaci non ci sottraiamo alle responsabilità che ci vengono affidate, ma chiediamo al governo gli strumenti giusti che ci mancano per poter assolvere alle nostre funzioni”: questa la posizione unanime degli amministratori locali liguri, emersa durante la riunione dell'Ufficio di Presidenza di Anci Liguria. Secondo il Dpcm del 18 ottobre i sindaci, di concerto con i Comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza pubblica potranno disporre la chiusura al pubblico, dopo le ore 21, di vie e piazze dove si creano assembramenti, consentendo l'accesso solo a chi deve raggiungere le attività commerciali o le case private. “Noi i compiti li rivendichiamo ma devono essere accompagnati da mezzi finanziari e strumenti idonei a far rispettare i divieti - affermano i rappresentanti dell'Ufficio di presidenza - Non in tutti i Comuni abbiamo polizia locale a sufficienza, anche in quelli più grandi gli organici sono sotto stress e molto impegnati. Quello che chiediamo è maggiore chiarezza delle norme, capire come si controllano gli accessi agli esercizi commerciali e alle abitazioni e i supporti necessari in termini di risorse finanziarie e umane per far fronte agli accresciuti compiti oltre alla collaborazione fattiva con le prefetture sui territori per un efficiente coordinamento attraverso i Comitati. I Comuni non fuggono - scrivono i sindaci - ma, come sempre, si rimboccano le maniche per trovare soluzioni, come hanno sempre fatto. Come ufficiali di governo, noi sindaci non ci sottraiamo a ciò che ci è demandato e individueremo procedure immediate per raggiungere i risultati indicati nel Dpcm”

  • Zaia, alla fine vita dei cittadini non è sconvolta

    “Non ci sono oggettivamente grandi novità, alla fine non è stata sconvolta la vita dei cittadini”. Lo ha affermato il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, commentando il nuovo Dpcm a “Oggi è un altro giorno”, in diretta su Rai1. Per quanto riguarda la situazione in regione, per Zaia “siamo in uno stato di pre-allerta, abbiamo bisogno del lavoro di squadra con i cittadini ma abbiamo pronta 'l'artiglieria pesante', se la situazione lo richiedesse. Abbiamo un piano per arrivare a 1.016 posti di terapia intensiva”.

  • Dpcm: Fontana, su sindaci responsabilità impopolari

    “Il Governo nella gestione delle città ha delegato ai sindaci la gestione delle piazze e delle strade, al fine di prevenire il contagio da Covid-19, scaricando su di loro una responsabilità impopolare senza il supporto di mezzi adeguati”. Lo scrive su Facebook il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, commentando la chiusura di piazze e strade in chiave anti-movida prevista dal nuovo Dpcm. Le nuove misure per il contenimento dei contagi contenute nel decreto saranno al centro di una riunione in videoconferenza tra Fontana e i sindaci dei capoluoghi lombardi, convocata questo pomeriggio alle 16.00.

  • Senza mascherina, 19 multati a Reggio Emilia

    Nella serata di sabato sono state sanzionate 19 persone in centro a Reggio Emilia per il mancato utilizzo della mascherina. È l'esito dei controlli straordinari messi in atto da questura, carabinieri, polizia locale e guardia di finanza in ottemperanza del Dpcm anti-Covid che dispone l'obbligo dei dispositivi di protezione individuale in tutte le aree esterne. Inoltre sono stati controllati anche 5 esercizi commerciali nel capoluogo, ma le stesse ispezioni sono state effettuate anche in provincia. E nella Bassa Reggiana, a Guastalla, in Nas di Parma hanno sospeso la licenza per cinque giorni di un bar per il mancato rispetto delle nuove normative per contrastare la pandemia da Coronavirus. Al titolare dell'attività è stata anche contestata una sanziona da 400 euro perché somministrava alimenti e bevande a bancone e non ai tavoli.

  • Positivo procuratore capo di Lodi Domenico Chiaro

    Il Procuratore capo della Repubblica di Lodi Domenico Chiaro è positivo al coronavirus. Lo ha annunciato lo stesso Chiaro, spiegando che anche un vice procuratore onorario è stato contagiato dal covid. “Io ho avuto solo un po' di febbre e tosse - ha spiegato Chiaro -, l'altra persona, invece, nessun sintomo. Non ci sono, ad ora altri casi di positività. Già lunedì scorso avevamo fatto tutti i test ed erano risultati negativi per tutti”. “La mia stanza sarà sanificata appena possibile”, ha spiegato il procuratore che ci tiene a sottolineare che in Procura a Lodi “non c'è nessuno focolaio. Infatti con il vpo non ci vediamo da mesi, sono casi completamente scollegati tra loro”.

  • Nuovo bersaglio per potenziali farmaci antivirali

    Scoperto un nuovo potenziale bersaglio del virus SARS-CoV-2, utile per emttere a punto futuri farmaci: è una sorta di una forbice molecolare chiamata 'SARS-CoV-2-PLpro' usata dal nuovo coronavirus sia per disattivare le molecole umane (citochine e chemochine) indispensabili per attivare le difese immunitarie, sia per mettere a punto le proteine che gli permettono di riprodursi. Pubblicata sulla rivista Science Advances, la scoperta si deve alla collaborazione fra l'Università del Texax a San Antonio e quella polacca di Breslavia. Le potenziali ricadute clinichesono meno lontane del previsto perché i ricercatori hanno anche sviluppato due inibitori specifici per questa forbice (chiamati VIR250 e VIR251), che potrebbero divenire la base di nuovi antivirali ultra-precisi contro il nuovo coronavirus e senza effetti avversi. Già in agosto una ricerca pubblicata sulla rivista Nature e condotta presso l'Università Goethe di Francoforte puntava il dito contro questa forbice molecolare come possibile bersaglio di nuovi farmaci antivirali specifici per il SARS-CoV-2. I due inibitori sono stati progettati grazie alla ricostruzione 3D della forbce molecolare, fatta dai due gruppi di ricerca. La loro alta specificità le rende potenzialmente innocue per l'uomo perché sono incapaci di attaccarsi ad analoghe forbici molecolari umane. Chiaramente si tratta di uno studio ancora di base e prima di mettere a punto i farmaci bisogna percorrere una strada ancora lunga.

  • Zaia, Governo prepari road map sanità pubblica

    “Se avessimo un modello di piano di salute pubblica nazionale per fasi, tutti saprebbero l'evoluzione della situazione. Eviteremo di aspettare la domenica sera, le conferenze stampa del presidente del Consiglio, di sentire i vari presidenti di Regione, Il vero tema è che oggi non c'è una road map a livello nazionale”.Così il presidente del Veneto, Luca Zaia, secondo il quale “se si definisse un piano, sarebbe molto più chiaro per tutti come agire. Domanda che mi faccio da cittadino: con che parametri potrebbe scattare il lockdown?. O diamo per esclusione che non si faccia mai?. Tutti lavoriamo perchè ciò non succeda - precisa Zaia -. Ma sarà mica possibile che invece di navigare a vista, non si possa avere una road map?”. Zaia annuncia che il Veneto “presenterà il suo piano di sanità pubblica che prevede i vari step. Ci siamo presi la briga di fissare tutta una serie di soglie rispetto alle terapie intensive, ai ricoverati e a quello che sta accadendo negli ospedali in modo che i cittadini possano avere una lettura della situazione”. Dopo aver indicato che “il piano di sanità pubblica sarà sempre più calibrato sul test rapido” Zaia conclude ribadendo che “se la politica , a livello nazionale, è quella di un Dpcm ogni tanto, cercheremo di capire.... “.

  • Il Brasile sfiora i 154 mila morti, la curva sta calando

    Le segreterie sanitarie dei governi statali del Brasile hanno indicato che il gigante sudamericano si avvicina a 154mila morti per coronavirus, mentre la media dei decessi è scesa del 30%. Fino a ieri, sono state registrate 153.885 vittime da Covid-19, incluse le 195 riportati nelle ultime 24 ore. La media mobile dei decessi (ovvero la media dei decessi negli ultimi 7 giorni) è stata pari a 483, con un calo del 27% rispetto alla media di 14 giorni prima, divenendo il dato più basso dal 7 maggio. Il Paese più ricco e popoloso dell'America Latina ha nel frattempo avuto altri 8.874 contagi fino alla notte scorsa, accumulando un totale di 5.232.541 di casi dalla fine di febbraio, quando venne segnalato il primo positivo a San Paolo. Proprio a San Paolo, lo Stato dove la pandemia ha colpito più duramente, si sono registrati finora 38.020 morti e 1.063.502 di contagi. La media mobile dei decessi a San Paolo ha avuto un calo del 28% (110 vittime fino a sabato contro le 155 della misurazione precedente), secondo quanto riportato da Cnn Brasil sulla base dei dati del governo di quello Stato.

  • In Romania positivi quasi un terzo degli ultimi test

    In Romania su soli 8.040 test effettuati nelle ultime 24 ore, ben 2.466 sono risultati positivi (30.6%). Tali dati confermano la situazione sempre allarmante nel Paese balcanico, alle prese come gli altri Paesi della regione con una rapida diffusione del coronavirus in questa seconda ondata. Da ieri si sono registrati altri 57 morti con 757 pazienti attualmente ricoverati in terapia intensiva. A Bucarest, secondo quanto riportato dai media locali, è stata superata la soglia dei 3 casi ogni mille abitanti. Nelle prossime ore è atteso un annuncio del governo su nuove misure restrittive per fronteggiare l'ulteriore diffusione della pandemia.

  • Acquaroli, scuole aperte ma evitare assembramenti

    Le scuole devono rimanere aperte ma vanno organizzate al meglio affinché non ci siano assembramenti e ulteriori penalizzazioni”. Lo ha detto il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli rispondendo ai cronisti a margine della prima seduta del Consiglio Regionale. “Siamo d'accordo - ha osservato - che le scuole debbano essere aperte ma vanno regolamentate e dobbiamo cercare di capire come organizzarle al meglio per far sì che non ci siano assembramenti e che siano messe in condizioni di operare senza altre penalizzazioni”. “Quello che fa la differenza - ha sottolineato Acquaroli - è sempre l'atteggiamento individuale: se le istituzioni investono e cercano di dare la risposta migliore, dall'altra parte non è che fuori, all'esterno della scuola, vi può essere l'assembramento senza mascherina. Così si vanifica anche un'organizzazione al meglio”.

  • Tar Campania respinge ricorso contro scuole chiuse

    Respinta l'istanza cautelare contro l'ordinanza regionale che chiude le scuole in Campania fino al 30 ottobre prossimo. E' quanto stabilito dal decreto della Sezione Quinta del Tar Campania. Nel testo del decreto si legge che “la espressa temporaneità della misura e il manifestato proposito, come rappresentato dalla difesa regionale” di rimodulare il provvedimento impugnato alla luce del Dpcm emanato ieri, relativo alle attività didattiche” hanno portato a respingere il ricorso.

  • Zaia, Governo comunichi dati alla Regione se c'è emergenza

    Il presidente del Veneto, Luca Zaia, afferma di aver posto al Governo “una questione che non è irrilevante: se è vero che io posso fare azioni di allargamento delle restrizioni in accordo col ministro della Salute, - precisa - chiedo anche che, viceversa, per le attività ristrettive che potrei fare autonomamente, ci sia un obbligo formale decretato che il Governo , tramite lo stesso ministro della Salute, comunichi alla luce dei dati che hanno in loro possesso”. “Qualora Roma avesse la minima notizia della necessità di restringere - precisa -, sia fatto obbligo al ministro della Salute di comunicarlo al presidente della Regione che poi deciderà se attivare o no queste azioni restrittive. Non è una rinuncia di autonomia - osserva -, ma è un' assunzione di responsabilità che qualcuno deve prendersi”.

  • Ivass: Franco, con Covid compagnie risparmiato più di 1 mld

    “Gli oneri per sinistri, ovvero la somma degli importi pagati o messi a riserva per far fronte ai sinistri, sono diminuiti del 9 per cento, da 14,4 a 13,1 miliardi”. Lo ha indicato il Presidente dell'Ivass, Daniele Franco, all'assemblea dell'Ania, dopo che l'emergenza Coronavirus e il successivo lockdown hanno ridotto il numero degli incidenti stradali.

  • San Paolo Milano, grande pressione, riduciamo visite

    Non è solo l'aumento crescente dei malati di Covid-19 a mettere in difficoltà gli ospedali, ma anche il gran numero di pazienti non Covid che arrivano in pronto soccorso per altre malattie e che rischiano di mettere in affanno la macchina organizzativa. A lanciare l'allarme è Stefano Centanni, direttore dell'unità di Pneumologia dell'Asst Santi Paolo e Carlo di Milano. Al San Paolo hanno già riempito i 18 posti del reparto di terapia semi-intensiva respiratoria per Covid inaugurato lo scorso settembre, ma oltre ai reparti di terapia intensiva e malattie infettive, “ora la grande pressione ci arriva dai pazienti non Covid, oltre che da quelli che arrivano al pronto soccorso per un problema urgente e poi scoprono lì di essere positivi al coronavirus”, continua Centanni. Uno dei problemi da affrontare subito in questa fase è dunque quello di attrezzare reparti per malati positivi al SarsCov2 ma che hanno altre patologie diverse, “che saranno sempre di più, visto l'aumento dei casi. E poi i malati non Covid, anche non urgenti, che vanno comunque gestiti in sicurezza. Credo che per loro la soluzione migliore sarebbe trovare dei piccoli ospedali, intorno alle grandi città, per gestirli in tutta sicurezza”. Ora, per via della gran quantità di malati Covid e non Covid in arrivo in ospedale, “saremo purtroppo costretti a ridurre le visite ambulatoriali, per cui avevamo cercato di recuperare gli arretrati causati dai mesi di lockdown. Le liste d'attesa torneranno ad allungarsi”, prosegue. E poi c'è il problema del personale medico, infermieristico e ausiliario, “ancora insufficiente”, lamenta Centanni. Per quanto riguarda invece i pazienti più fragili, i due ospedali milanesi consentono l'ingresso di un parente, che però deve essere risultato negativo al tampone. “Ricominciare è doloroso professionalmente e molto impegnativo psicologicamente - conclude - Ce lo aspettavamo, ma non è piacevole fare a ritroso un percorso già vissuto, anche perchè non ci sono soluzioni alternative disponibili”.

  • Al via tracciamento Ue, anche con app italiana

    Al via un sistema europeo di tracciamento per il coronavirus, con le app di Italia, Irlanda e Germania. Lo annuncia la Commissione Ue su Twitter. “Per sfruttare il pieno potenziale delle app di tracciamento, abbiamo fissato un sistema europeo, in modo che le app nazionali interagiscano tra loro. Oggi il sistema diventa operativo con le app di Italia, Irlanda e Germania”. “La lotta al coronavirus è la nostra massima priorità. Le app di tracciamento aiutano ad abbattere la catena delle infezioni. Incoraggio le persone ad usarle. Tre Paesi si sono uniti oggi, presto anche altri, perché si possa essere avvisati dei rischi ovunque siamo”, commenta la presidente Ursula von der Leyenò.

  • Ue, da oggi Immuni “collegata” con app Germania e Irlanda

    La Commissione Ue, su richiesta degli Stati membri, ha creato un sistema unico per garantire l'interoperabilità delle app di tracciamento dei contatti e allerta anti-Covid-19. Al termine di una fase pilota che ha dato esito positivo, oggi il sistema entra in funzione con una prima serie di app nazionali collegate attraverso questo servizio: la tedesca Corona-Warn-App, l'irlandese COVID Tracker e l'italiana Immuni. Complessivamente queste app sono state scaricate da circa 30 milioni di persone, corrispondenti ai due terzi di tutti i download di app nella Ue.

  • Galles in lockdown per due settimane

    Il primo ministro gallese ha imposto un lockdown di due settimane. «Tutti dovranno restare a case», ha detto Drakeford, precisando che scatterà da venerdì prossimo. «Dovrà essere rigoroso per ottenere l’impatto voluto», ha aggiunto. Tutte le attività economiche non essenziali saranno chiuse.

  • Riccardi: subito lockdown mirati

    “Ritengo che alcuni lockdown mirati vadano fatti subito, non bisogna assolutamente aspettare Natale” perché “oggi magari bastano due settimane ma quando si va più avanti, poi non bastano più”. Lo ha detto durante Agorà, su Rai 3, Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute, sottolineando che “in questo momento si prepara il Natale”. Che Natale sarà per gli italiani, ha detto, “dipende da quello che decidiamo in questo momento. Se prendiamo tempestivamente, adeguatamente e proporzionatamente le misure giuste avremo un Natale, non voglio dire normale, però quasi normale. Se temporeggeremo, vedremo nelle prossime settimane un aumento esponenziale dei casi, soprattutto in alcune aree del paese, e poi dovremo prendere decisioni durissime più tardi, ma allora servirà molto più tempo”.

  • Viminale: se urgente chiusure in 24 ore nelle città

    “Laddove si rivelassero condizioni di urgenza, nell'arco di 24 ore si può far anche l'ordinanza di chiusura, ma è chiaro che non vanno tralasciati una serie di passaggi, non ultimo quello che, quando un provvedimento riguarda un'esercizio, va notificato”. Lo ha detto all'ANSA il Sottosegretario all'Interno con delega agli Enti Locali, Achille Variati, commentando le misure introdotte dal Dpcm. “Essendo una motivazione di natura sanitaria - ha aggiunto Variati - il Prefetto non ha una capacità di emettere l'ordinanza ma di attuazione di quest'ultima. Il sindaco fa l'ordinanza e lo strumento è il Comitato di ordine e sicurezza pubblica, che supporterà, motiverà e accompagnerà il sindaco sull'opportunità di emettere il provvedimento da lui firmato”.

  • Mosca: vaccinazione di massa da fine anno

    Mosca prevede di iniziare la vaccinazione di massa contro il coronavirus in dicembre o gennaio. Lo ha detto il sindaco della capitale russa, Serghei Sobyanin. “Mosca prevede di ricevere i primi lotti più o meno grandi del vaccino contro il coronavirus a novembre: inizieremo la vaccinazione di massa della popolazione in dicembre o gennaio”, ha scritto Sobyanin sul suo blog. “E questo dovrebbe sconfiggere completamente la pandemia”, ha sottolineato.

  • Sale a 181 il numero di medici deceduti

    Un medico di medicina generale a Napoli, nella zona di Secondigliano, infettato, sembra, da un paziente. E un otorino cinquantenne di Roma, che avrebbe invece contratto la malattia in contesto extra-lavorativo. Sono stati gli ultimi due medici a morire per il Covid-19: i loro nomi sono riportati nell'elenco-memoriale pubblicato sul portale della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri. Salgono così a 181 i medici caduti nel corso della pandemia. «Si ricomincia! Siamo preoccupati che queste morti segnino l'inizio di una nuova fase. La speranza è che le esperienze che abbiamo vissuto nella primavera scorsa si trasformino in insegnamento», afferma il presidente della Fnomceo Filippo Anelli.

  • Sardegna, 90 positivi in due case di riposo

    È allarme coronavirus nella struttura per anziani Casa Alloggio Don Francesco Putzu a Selargius nell'hinterland di Cagliari e nella comunità alloggio di Nuraminis, nel sud Sardegna. Quaranta ospiti, sei operatori e un volontario della prima struttura sono risultati positivi al covid, mentre nell'altra i contagiati sono 40 tra ospiti e personale. Inoltre una delle due vittime di ieri in Sardegna era stata ospite della Casa Alloggio di Selargius. “Purtroppo anche Selargius si trova a piangere la sua prima vittima Covid - ha detto il sindaco Gigi Contu - ho ricevuto conferma del decesso di un'anziana ospite della Casa Alloggio Don Francesco Putzu, che non è riuscita a vincere la sua battaglia contro il virus. Si tratta di una donna, 92nne, che dopo aver mostrato i primi sintomi il 14 ottobre, è stata ricoverata nel reparto di pneumologia del Santissima Trinità, dove ieri si è spenta”. Il primo cittadino informa anche della situazione generale della Casa Alloggio. “A seguito dei tamponi effettuati, sono risultati positivi 40 ospiti, 6 operatori e 1 volontario - evidenzia Contu -. I sei operatori e il volontario risultano asintomatici e, attualmente, si trovano in isolamento domiciliare, mentre gli ospiti residenti, per la maggior parte, non presentano sintomi e solo alcuni sono paucisintomatici. Mi assicurano dalla struttura che sono stati valutati e visitati dai loro medici e dove necessario, sono state introdotte le terapie del caso; sono tutti monitorati continuamente dagli operatori sanitari in contatto diretto con i medici e del responsabile di struttura”. Il sindaco descrive il quadro della situazione a Selargius. “Questi nuovi casi vanno ad aggiungersi ad altri 27 nostri concittadini positivi al Covid, uno dei quali si trova attualmente in ospedale, mentre gli altri sono sottoposti a isolamento domiciliare - sottolinea -. E ai duecento, tra studenti e personale scolastico in attesa di tampone, delle scuole elementari di via Roma e Parigi, per le quali, con ordinanza, ho disposto la chiusura”.

  • Ats Milano: non riusciamo a tracciare tutti i contagi

    “Non riusciamo a tracciare tutti i contagi, a mettere noi attivamente in isolamento le persone. Chi sospetta di aver avuto un contatto a rischio o sintomi stia a casa”: lo ha detto a SkyTg24, il direttore sanitario dell'Ats Milano Vittorio Demicheli, spiegando che “quello che ci preoccupa è che non sappiamo esattamente in una grossa metropoli la velocità con cui il fenomeno si può verificare”. “Quello a cui lavoriamo in questo momento è invitare le autorità a prendere delle decisioni un po' più incisive, quando abbiamo chiuso le attività alle 18 nella curva epidemiologica c'è stata una frenata brusca”, ha aggiunto Demicheli. Come Varese e Monza, anche “Milano era stata colpita marginalmente” e “quello che vediamo è che il contagio circola più velocemente nelle zone che sono state meno colpite la volta scorsa, quando è intervenuto il lockdown”, ha detto Demicheli rinnovando “l'invito ai cittadini a fare ciascuno la propria parte. Ciascuno dovrà rinunciare a qualcosa, perché in questo momento la fase del contenimento purtroppo è inefficace”.

  • Ristorazione: Bellanova, bene orario apertura fino alle 24

    “E' importante essere riusciti a mantenere fino alle 24 l'orario di apertura per gli esercizi della ristorazione. Un punto che ho difeso con forza”. Lo ha detto il ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova. “A quelle aziende, che sono a pieno titolo parte importante della filiera agroalimentare, con i precedenti Decreti abbiamo chiesto la riorganizzazione degli spazi, l'adeguamento alle prescrizioni a tutela della salute di personale e clienti, l'installazione di presidi necessari al distanziamento. Norme che gli esercizi rispettano, a fronte di sacrifici e investimenti importanti che non devono essere vanificati”, ha proseguito. “Secondo Bellanova vinciamo la battaglia contro il Coronavirus se continuiamo a garantire, in piena sicurezza e tutela della salute, tutti i segmenti economici e anche gli spazi di normalità possibile. Il no al coprifuoco, su cui ci siamo battuti con molta determinazione, ha questa motivazione”.

  • Oltre 100 sanzioni a Genova a chi non rispetta norme

    Sono state in totale 101 le sanzioni della Polizia locale di Genova a persone e attività economiche che non hanno rispettato la normativa nazionale e l'ordinanza locale mirate alla prevenzione della diffusione del Coronavirus. Di queste 95 sono state inflitte a cittadini e 6 a titolari di attività economiche. Particolare sorveglianza è stata assicurata alle zone dove si concentra maggiormente il contagio spiega in una nota la polizia locale. Sono state 76 nel centro storico (49 sabato e 27 domenica), 2 a Sampierdarena (1 sabato e 1 domenica), 6 a Certosa-Rivarolo (5 sabato e 1 domenica), 11 in altre zone (4 sabato e 7 domenica). Nell'ambito dei controlli a negozi e locali le sanzioni ai titolari sono state 6 (3 sabato e 3 domenica) così suddivise: 3 nel centro storico, 1 a Certosa-Rivarolo, 1 a Sampierdarena, 1 a Cornigliano. Tutte le attività produttive in cui sono state rilevate irregolarità circa le normative Covid vengono segnalate alla Prefettura per la sospensione dell'attività. La Polizia locale è impegnata con reparti speciali e distretti territoriali a verificare il rispetto delle regole a tutela della salute pubblica.

  • Ue, riprese riunioni task force per strategie

    “Col Coronavirus che si diffonde rapidamente in Europa, ho iniziato a riconvocare regolarmente riunioni in videoconferenza con i membri del collegio dei commissari che lavorano alle risposte”. Così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, su Twitter. All'ordine del giorno della seduta odierna: “l'interoperabilità delle app di tracciamento, il coordinamento su test e quarantena, e le preparazioni per le vaccinazioni”.

  • Lagarde: recovery fund cruciale, fare presto

    La presidente della Bce, Christine Lagarde, in un'intervista pubblicata oggi sul quotidiano le Monde, lancia un forte appello ad andare veloci sul piano di rilancio europeo dinanzi alla seconda ondata del coronavirus. Per la ripresa dell'eurozona, avverte Lagarde, è “cruciale” che il recovery fund “sia un successo” e il denaro venga versato al piu' presto

  • Israele, pandemia rallenta ma 'contagi ancora elevati'

    Al secondo giorno di uscita graduale dal lockdown, il ministero della sanità israeliano ha reso noto che nelle ultime 24 ore si sono avuti 892 casi positivi su circa 27 mila tamponi, con una percentuale di contagio del 3,5 per cento. Ancora due settimane fa era l'11,3 per cento. Il ministero ha tuttavia avvertito che ieri in alcune zone (fra cui località con una forte percentuale di contagi ed ospizi) il numero dei test è rimasto basso. La pandemia è in fase di regressione ma, secondo il ministero, l'estensione dei contagi resta elevata. Altri dati sono comunque giudicati incoraggianti dal ministero della sanità. I malati gravi, che erano 800 una settimana fa, sono scesi a 600. I malati attivi, nello stesso periodo, sono calati da 50 mila a 30 mila. Con centinaia di casi la mortalità, ad agosto, è risultata superiore alla media registrata negli anni passati nello stesso mese. Oggi il totale dei decessi è di 2.209, 17 più di ieri. Anche questa cifra rappresenta un rallentamento in quanto nelle settimane passate si erano invece avuti in Israele fino a 40-50 decessi quotidiani

  • Calderoli, con dpcm governo scarica tutto su sindaci

    “Non scopriamo certo oggi che questo Governo sia inadeguato e impreparato a fronteggiare questa nuova emergenza sanitaria. Ma il Dpcm annunciato dall'avvocato Conte ieri nella solita diretta a reti unificate è davvero la solita montagna che partorisce il topolino inutile: una settimana di lavoro di ministri ed esperti per scaricare l'onore di ogni decisione sui sindaci e sui governatori di Regione? Questa è una presa in giro. Tutto questo presunto lavoro per togliere il calcetto e limitare la chiusura delle attività di ristorazione? Ma zero assoluto sul trasporto pubblico quando invece gli stessi virologi continuano a lanciare l'allarme sull'affollamento di bus, tram e metropolitane delle grandi metropoli, dove il numero di contagiati è in impennata. Stiamo affrontando un'emergenza a mani nude, perché chi dovrebbe governare non è in grado di farlo”. Lo dichiara il senatore leghista Roberto Calderoli, vice presidente del Senato.

    Metropolitana a Milano
  • Zaia, in Veneto semaforo tra verde e arancio

    In Veneto “in questo momento il semaforo è tra verde e arancio; non siamo in emergenza ospedaliera ma potrebbe non durare” . Lo ha affermato il presidente del Veneto Luca Zaia, a SkyTg24. “Potrebbe accadere - ha aggiunto Zaia - che arrivi un carico nella terapia intensiva che cambia improvvisamente lo scenario. Ma siamo pronti con l'artiglieria pesante”. (ANSA).

  • Cirio, su chiusura locali Piemonte ha puntato piedi

    Il Piemonte “ha puntato i piedi sulle chiusure dei locali alle 24, perché siamo convinti che il problema non siano i ristoranti, o i parrucchieri, ma l'assembramento di fronte ai locali nelle strade e nelle piazze. Siamo contenti sia andata così”. Il governatore Alberto Cirio si dice soddisfatto delle misure contenute nell'ultimo Dpcm per far fronte all'emergenza Coronavirus. “Abbiamo lavorato tutto sabato e domenica per concertare i contenuti del Dpcm - spiega Cirio ad Agorà, su Rai Tre -, di solito ci arrivava un'ora prima di essere firmato per le osservazioni invece questa volta ne abbiamo condiviso alcune parti e siamo stati ascoltati”. “Ciò non toglie che fuori bisogna essere più rigorosi”.

  • Unicef, in preparazione mezzo miliardo di siringhe per il vaccino

    Mentre il mondo attende il vaccino anti Covid-19, l'Unicef ha iniziato a gettare le basi per una consegna rapida, sicura ed efficiente dell'eventuale vaccino, acquistando e preposizionando siringhe e altre attrezzature necessarie.
    Quest'anno l'Unicef farà scorta nei suoi magazzini di 520 milioni di siringhe, parte di una scorta più ampia di 1 miliardo di siringhe entro il 2021, per garantire l'approvvigionamento iniziale e contribuire a far arrivare le siringhe nei Paesi prima dei vaccini anti Covid. Nel 2021, supponendo che ci siano sufficienti dosi di vaccini contro il Covid-19, Unicef prevede di consegnare oltre 1 miliardo di siringhe per sostenere gli sforzi di vaccinazione anti Covid-19, oltre ai 620 milioni di siringhe che l'Unicef acquisterà per altri programmi di vaccinazione contro altre malattie come il morbillo, il tifo e altro ancora. «La vaccinazione contro il Covid-19 sarà una delle più grandi imprese di massa nella storia dell'umanità e dovremo muoverci con la stessa rapidità di produzione dei vaccini», ha dichiarato Henrietta Fore, Direttore generale Unicef. Gavi rimborserà a Unicef l'acquisto delle siringhe e dei contenitori per rifiuti sanitari, che saranno poi utilizzate per il Covid-19 Vaccine Global Access Facility (COVAX Facility) e per altri programmi di vaccinazione finanziati da Gavi, se necessario.

    Il primo ministro malese Minister Muhyiddin Yassin con la mascherina in moschea
  • 9 comunioni e battesimi, chiusi 3 ristoranti

    Nove ricevimenti tra comunioni e battesimi. Sono quelli scoperti e interrotti nella zona del Vesuviano dai carabinieri della compagnia di Torre Annunziata (Napoli). Tre i ristoranti provvisoriamente chiusi. I militari dell'Arma, impegnati in un servizio di controllo del territorio volto a prevenire il contagio da Covid-19, hanno scoperto che in una villa di via Panoramica a Terzigno erano in corso ben quattro ricevimenti, tre comunioni e un battesimo, per un totale di 102 persone presenti divise in due sale. Multati il titolare e i clienti che hanno voluto festeggiare i propri bambini nonostante l'esplicito divieto imposta da Dpcm e ordinanza regionale. Identico scenario a Trecase, in un locale per ricevimenti di Via Cifelli. Quattro le comunioni in corso contemporaneamente, per un numero complessivo di settanta persone distribuite in due sale. Solo un ricevimento era invece in corso in un'altra villa di Via Cifelli, sempre a Trecase: il titolare e il capofamiglia sono stati sanzionati. In sala erano presenti trenta invitati. Le tre strutture sono state provvisoriamente chiuse.

    File a Napoli davanti ai laboratori per tamponi
  • Belgio, caffè e ristoranti chiusi per almeno un mese

    Caffe' e ristoranti in Belgio sono chiusi da oggi, per almeno un mese. La decisione e' stata presa in concomitanza con nuove restrizioni dovute alla recrudescenza dei casi di contagio da coronavirus.

  • Cirio, a confini Piemonte controllo febbre a campione

    Il Piemonte effettuerà una “azione informativa e di controllo a campione” ai varchi di frontiera con la Francia. Lo annuncia il governatore Alberto Cirio che nei giorni scorsi aveva evidenziato la necessità di sorvegliare i confini per presidiare il territorio dai casi di Coronavirus provenienti dall'estero. “La nostra protezione civile sta allestendo delle tende dove, affiancati dalla polizia, misureremo la febbre a campione a chi arriva - spiega Cirio ai microfoni di Agorà, su Rai Tre - In caso di febbre, intimeremo di recarsi all'Asl più vicina per essere preso in carco dal sistema sanitario regionale”.

  • Tendopoli zona rossa in Calabria: nuova sassaiola contro poliziotti

    Ancora momenti di forte tensione e una fitta sassaiola contro le forze di polizia a San Ferdinando in provincia di Reggio Calabria dove vivono circa 260 immigrati di origine africana che lavorano nei campi della Piana di Gioia Tauro. Una ventina di migranti residenti nella tendopoli dichiarata “zona rossa” per la presenza di casi positivi al coronavirus e che per questo non possono lasciare l'area, dopo avere abbattuto inferriate e cancelli, hanno scagliato contro i poliziotti schierati in assetto antisommossa pietre a altri oggetti tra cui anche bottiglie di acqua e scatolette di tonno. Devastato il gabbiotto d'ingresso. Non ci sono feriti. I migranti, molti dei quali sono risultati positivi al coronavirus, chiedono di uscire per andare a lavorare nei campi. I funzionari di polizia presenti sono andati a parlare con i manifestanti, ma la situazione rimane di estrema tensione.

  • In Rsa della Brianza 13 decessi in 15 giorni

    Altri tre anziani dell'Rsa Villa Teruzzi a Concorezzo, nella periferia di Monza, sono morti durante il fine settimana portando a 13 il numero dei deceduti in 15 giorni. Nella struttura, che nella prima ondata di infezioni tra febbraio e giugno non aveva registrato un solo caso di contagio, solo 4 su una quarantina di ospiti sono risultati negativi ai tamponi. Il sindaco Mauro Capitanio ha reso noto che l'Ats ha già fatto due ispezioni. Dalle verifiche è emerso che tutti i protocolli di sicurezza sarebbero stati rispettati e non è ancora stato possibile risalire a come il virus sia entrato nella Rsa, presso la quale lavorano 49 operatori, una ventina dei quali sono risultati positivi. Anche in paese (15.700 abitanti), ha precisato Capitanio, si registrano nuovi casi e un decesso. Per quanto riguarda le scuole, 2 classi elementari e in una delle medie si stanno osservando i protocolli di sicurezza, dopo casi di contagio. “Siamo nel picco dell'escalation del fenomeno - ha detto il sindaco - ma stiamo cercando di mantenere il più possibile un equilibrio tra il rispetto delle norme di sicurezza e prevenzione e il poter continuare con una vita normale”.

  • Cinque scuole e un asilo chiusi nel Barese

    Per l'accertata positività al Covid di alcuni studenti o insegnanti, sono state chiuse 5 scuole e un asilo in tre comuni della provincia di Bari. A Gravina in Puglia si tratta di tre studenti e il sindaco Alesio Valente ha disposto per oggi la sanificazione dell'istituto Bachelet, della scuola media Benedetto XIII e del plesso Tommaso Fiore. Per gli studenti di tutte le classi interessate sarà disposto l'isolamento. Il sindaco Valente spiega che i nuovi casi positivi a Gravina sono in tutto dieci, facendo salire a 85 il numero dei contagi in città (per due si è reso necessario il ricovero). In una diretta facebook si è rivolto al governatore Michele Emiliano chiedendo una postazione per i tamponi a Gravina. A Modugno, positiva una insegnante, è stato sanificato un asilo, “Infanzia serena”, e tutti i 9 bambini di una sezione resteranno in isolamento fino al 23 ottobre. Il sindaco Nicola Bonasia ha spiegando in una diretta facebook che “le persone attualmente positive a Modugno sono 86”, annunciando “controlli a tappeto e sanzioni, tolleranza zero per i comportamenti superficiali”. Due scuole chiuse anche a Valenzano, gli istituti Agazzi e De Bellis, per permettere la sanificazione degli edifici dopo due contagi diagnosticati dall'Asl Bari. Lo ha annunciato il il sindaco Giampaolo Romanazzi, in un messaggio diffuso cercando di infondere 'coraggio'. Il dipartimento di Prevenzione sta ricostruendo la catena dei contatti e disporrà nelle prossime ore l'isolamento fiduciario per bambine, bambini e docenti delle due sezioni coinvolte.

  • Covid torna anche nelle carceri, due casi a Torino

    Il Coronavirus torna a manifestarsi anche in carcere. Un caso di positività, secondo quanto appreso, si sarebbe manifestato nella sezione Icam, la struttura a custodia attenuata per madri detenute con i loro figli, della casa circondariale di Torino. Positivo anche un agente di polizia penitenziaria La direzione ha subito attivato le procedure previste in questi casi, isolando del detenute della sezione in questione. Quello di Torino è il penitenziario in cui si è registrato il numero più alto di contagi da Covid nella prima fase della pandemia. Una settantina i casi accertati tra i detenuti, dieci fra gli agenti. Nessuna criticità sanitaria era stata invece rilevata al carcere minorile Ferrante Aporti di Torino, dove da alcuni giorni sono in isolamento una decina di agenti a causa della positività di un collega. A scopo precauzionale i corsi e le attività per i ragazzi ospiti della struttura sono stati sospesi..

  • Ocse, un rischio per l'integrazione dei migranti

    La crisi del coronavirus “mette in pericolo le migrazioni e i progressi realizzati in materia di integrazione”: questo l'avvertimento lanciato dall'Ocse, nelle prospettive migratorie 2020 presentate oggi a Parigi. “I migranti sono in prima linea su questa pandemia”, ha avvertito il segretario generale Angel Gurria, evocando, tra l'altro, i tanti lavoratori immigrati che forniscono un contributo fondamentale contro il virus, ad esempio in ospedale o nei servizi di nettezza urbana. Gurria ha inoltre ricordato che le popolazioni migranti sono particolarmente “vulnerabili” ed esposte al virus, ad esempio, per condizioni di alloggio a volte precarie. Per lui, il Covid ha ridisegnato “tutta la carta delle migrazioni internazionali”. Ma la migrazione “continuerà” a svolgere un ruolo fondamentale “sulla crescita e per “il mercato del lavoro”.

  • Afp, oltre 40 milioni di casi nel mondo

    Sono oltre 40 milioni i casi di coronavirus nel mondo dall'inizio della pandemia, secondo un conteggio dell'Afp.

    Test rapidi a New Delhi, India
  • Festa con 120 invitati nel Napoletano, blitz Gdf

    Due ristoranti a Bacoli, in provincia di Napoli, sono stati chiusi dalla Guardia di Finanza per il mancato rispetto delle norme anticovid. A darne notizia il sindaco della cittadina flegrea, Josi Gerardo Della Ragione : “Non ho parole. Chiusi due ristoranti di Bacoli dove, violando ogni tipo di ordinanza, si stavano svolgendo cerimonie - ha scritto sul suo profilo Facebook -. È davvero sconcertante. In un locale erano presenti oltre 120 invitati”. “Centoventi persone! - ha commentato duro Della Ragione -. Uno schiaffo, tra l'altro, a tutte quelle attività che, pur subendo un danno economico, stanno rispettando le regole”. Nel secondo locale individuate, sempre per una cerimonia, circa cento convitati.

  • Il segretario generale dell'Olp, Saeb Erekat, 65 anni, “è in coma”

    Il segretario generale dell'Olp, Saeb Erekat, 65 anni, “è in coma”. Lo ha reso noto l'ospedale Hadassah di Gerusalemme, dove è ricoverato da ieri a causa del Covid-19. “Ha trascorso una notte tranquilla, ma stamane le sue condizioni sono peggiorate. In seguito ad una crisi respiratoria, è adesso in coma ed è sottoposto a ventilazione”, riferisce un comunicato dell'ospedale.

    Saeb Erekat (Reuters)
  • Giappone: a settembre rallenta calo export (-4,9%) su anno, import -17,1%

    Sono in calo esportazioni e importazioni a settembre scorso in Giappone. In particolare, sul fronte export, si registra un rallentamento del calo delle esportazioni, grazie soprattutto alla forte ripresa economica in Cina. Le esportazioni giapponesi sono diminuite su anno del 4,9% a 6.055,1 miliardi di yen (49 miliardi di euro), secondo il Ministero delle Finanze. Si tratta di un netto miglioramento rispetto agli ultimi mesi, quando il loro declino ha raggiunto livelli a doppia cifra. Le esportazioni giapponesi verso la Cina, in particolare, sono aumentate del 14 per cento. Le importazioni hanno continuato a diminuire (-17,2% su base annua), raggiungendo 5.380,1 miliardi di yen (circa 43,5 miliardi di euro), riflesso della continua debolezza della ripresa economica dell'arcipelago.

  • 40 milioni di casi nel mondo

    I casi di coronavirus nel mondo si avvicinano alla soglia del 40 milioni, con l’epidemia che cresce ancora in Europa e registra negli Usa una media di 50mila nuovi contagi al giorno. Sono 39,8 i casi segnalati a oggi, con 1,1 milioni di morti.

  • La Slovacchia pronta a fare il tampone a tutti i cittadini

    L'esercito slovacco effettuerà tamponi di massa a novembre, con l'obiettivo di testare tutti i 5,4 milioni di persone della nazione, ha detto ai giornalisti il ministro della Difesa Jaroslav Nad. Ha detto che la Slovacchia sarebbe il primo Paese in assoluto a farlo. “Non siamo in grado di gestire la pandemia, siamo onesti. Questa è l'uscita dall'inferno verso cui ci stiamo dirigendo “, ha detto il premier Igor Matovic, aggiungendo che l'unica altra possibilità sarebbe un blocco completo. Sabato la nazione ha segnalato 1.567 nuovi casi di Covid-19 e sei decessi.

    Hoolingans legati a movimenti di estrema destra protestano contro il governo slovacco di Igor Matovic per le misure di contenimento del Covid-19 (Afp)
  • In Brasile 10.982 nuovi casi, epidemia rallenta

    Il Brasile ha segnalato 10.982 nuovi casi nelle ultime 24 ore, il quinto aumento giornaliero più basso dai primi giorni della pandemia della scorsa primavera, secondo i dati del Ministero della Salute. Le morti giornaliere sono aumentate di 230, la seconda meno dalla fine di aprile. I 5,2 milioni di casi del Brasile vengono eclissati solo dagli Stati Uniti e dall'India.

  • Cina: 10,9 milioni di tamponi in 5 giorni a Quingdao

    La città portuale orientale della Cina di Qingdao ha dichiarato durante il fine settimana di aver condotto 10,9 milioni di test sul coronavirus in cinque giorni, riuscendo a testare l'intera popolazione dopo che è emerso un gruppo di 13 infezioni. Tutti i test sono risultati negativi, un'altra dimostrazione dell'ambizioso approccio della Cina nei test di massa ogni volta che vengono segnalate infezioni. La campagna di Qingdao è stata completata circa tre volte più velocemente di un esperimento simile a Wuhan a maggio. Le città cinesi hanno adottato un metodo di test che consente di valutare fino a 10 campioni contemporaneamente. La strategia è usata raramente nei Paesi occidentali ed è stata messa in dubbio dagli esperti sulla sua credibilità e accuratezza

  • Cina: Pil allunga dopo Covid, +4,9% in terzo trimestre

    L'economia della Cina allunga il passo nella fase post Covid-19 e segna nel terzo trimestre del 2020 un Pil in crescita annua del 4,9%, in aumento sul 3,2% dei tre mesi precedenti, ma meno del 5,2% atteso dagli analisti. Secondo i dati diffusi dall'Ufficio nazionale di statistica, l'economia cinese segna su base congiunturale un'espansione del 2,7%, meno dell'11,5% precedente e del 3,2% stimato alla vigilia.

    Container allo Yangshan Deep-Water Port di Shanghai (Reuters)

    Il Pil cinese di gennaio-settembre torna positivo e segna un rialzo dello 0,7%: dopo lo storico tonfo a -6,8% di gennaio-marzo, l'economia ha ritrovato la fase espansiva salendo del 3,2% ad aprile-giugno e del 4,9% a luglio-settembre. Quest'ultimo dato, anche se meno del 5,2% stimato dagli analisti, rimarca un passo della ripresa post pandemia consolidato: la Cina è l'unico Paese indicato dall'Fmi in crescita nel 2020, a +1,9% secondo le stime diffuse a ottobre. Il governatore della Banca centrale Yi Gang prevede una crescita nel 2020 al 2% e un dato già positivo nei primi 9 mesi.

    Le vendite al dettaglio in Cina sono salite a settembre del 3,3%, contro il +0,5% di agosto e le attese degli analisti a +1,8%. Il dato, diffuso dall'Ufficio nazionale di statistica, è il secondo positivo di fila su base mensile del 2020 e il più ampio da dicembre, confermando un trend di ripresa dopo il lockdown di inizio anno a causa della pandemia del Covid-19.

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