le misure in vigore

Coronavirus, dallo smart working alle gite scolastiche: tutti i provvedimenti per l’emergenza

L’Italia in emergenza coronavirus attende il provvedimento del governo previsto per venerdì, con misure di contenimento e rilancio per imprese e lavoratori

Coronavirus, il decreto per lo smart working

L’Italia in emergenza coronavirus attende il provvedimento del governo previsto per venerdì, con misure di contenimento e rilancio per imprese e lavoratori


5' di lettura

Dallo smart working più semplice da attivare alle regole da seguire nella zona rossa e in quella gialla. Fino ai provvedimenti che riguardano il mondo della scuola, con le rassicurazioni della ministra Lucia Azzolina che ha specificato come «i ragazzi coinvolti dalla sospensione delle attività didattiche non perderanno l’anno».

L’Italia in piena emergenza da coronavirus attende il prossimo provvedimento del governo previsto per venerdì, che dovrebbe contenere misure di contenimento e – presumibilmente – rilancio rivolte alle imprese e ai lavoratori.

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La situazione è in evoluzione, come dimostra la decisione di mercoledì pomeriggio della Regione Lombardia di consentire l’apertura dei bar anche dopo le ore 18 – limite che era stato imposto in precedenza – con alcuni accorgimenti: per evitare assembramenti, il servizio bar dovrà essere gestito solo al tavolo dal personale e non direttamente al bancone.

Di seguito i provvedimenti già emanati e cosa prevedono.

Le regole valide in tutta Italia
È l’ultima ordinanza del ministero della Salute e riguarda tutti gli italiani che non vivono nei Comuni della zona rossa e nelle Regioni con diversi casi conclamati di coronavirus (zona gialla).

In particolare sono previsti adempimenti per Pa, scuole, università, che dovranno esporre le informazioni sulle misure di prevenzione, ma anche mettendo a disposizione di tutti soluzioni disinfettanti per il lavaggio delle mani. I sindaci e le associazioni di categoria devono promuovere la diffusione delle stesse misure di prevenzione igienico sanitarie presso gli esercizi commerciali. Inoltre anche le aziende di trasporto pubblico locale dovranno adottare «interventi straordinari di pulizia dei mezzi».

I viaggi di istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche sono sospese fino al 15 marzo. Infine per i concorsi «deve essere garantita in tutte le fasi del concorso la distanza di sicurezza per la trasmissione droplet».

Al via anche l’obbligo di denunciare alla Asl il soggiorno non solo nelle zone a rischio della Cina, ma anche nei Comuni italiani della zona “rossa”.

Per loro l’autorità sanitaria territorialmente competente provvede «alla prescrizione della permanenza domiciliare»: in pratica la quarantena in casa. In caso di necessità di certificazione ai fini Inps per l’assenza dal lavoro, l’Asl procederà a rilasciare una dichiarazione indirizzata a Inps, datore di lavoro e medico curante in cui si dichiara che per motivi di sanità pubblica è stato posto in quarantena, specificando la data di inizio e fine.

Guarda i video / Dallo smart working alle regole sanitarie da seguire

Il decreto “zona gialla”
Per provare a coordinare gli interventi delle regioni colpite dall’emergenza la presidenza del Consiglio (dopo il decreto d’urgenza) ha emanato un secondo Dpcm che dispone limiti e obblighi per la cosiddetta zona gialla e che riguarda tutti i comuni delle regioni Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Liguria.

In particolare viene previsto che lo smart working è applicabile in tutti i comuni di queste Regioni a ogni rapporto di lavoro subordinato anche in assenza di accordi individuali.

L’emergenza colpisce anche i tifosi che non potranno seguire allo stadio le squadre del cuore: le partite saranno a porte chiuse. Tra le altre cose vengono sospese fino al 15 marzo gite scolastiche e viaggi di istruzione e la riammissione a scuola, dopo 5 giorni, avverrà entro la stessa data dietro presentazione di certificato medico.

Ascolta i podcast / Le risposte dei virologi

Il decreto “zona rossa”
È il primo Dpcm di attuazione del decreto legge sull’emergenza coronavirus che riguarda gli 11 Comuni delle zone rosse (10 lombardi e uno veneto). In questo decreto viene stabilito il divieto di entrata e di uscita per tutti gli abitanti dalla zona rossa e si definisce la chiusura di uffici pubblici (a eccezione dell’erogazione dei servizi essenziali), lo stop alle attività lavorative, la chiusura dei negozi (a eccezione di quelle per i beni di prima necessità), la sospensione di tutte le manifestazioni e gli eventi di qualsiasi natura e quella del trasporto di merci e di persone. Il decreto introduce anche l’obbligo di comunicazione all’Asl per chiunque abbia sostato o sia transitati dal 1° febbraio 2020 nei comuni della zona rossa.

Il decreto d’urgenza
Il Consiglio dei ministri di domenica notte ha approvato un decreto legge con misure durissime per tentare di arginare il diffondersi del coronavirus dopo l’esplosione dei focolai in Lombardia e Veneto. Nel decreto lo scheletro delle misure di inasprimento per arginare il contagio del virus: dal divieto di allontanamento e di ingresso nelle aree focolaio del virus, alla chiusura di scuole, negozi e musei, attività lavorative fatti salvi i servizi essenziali, e lo stop alle manifestazioni pubbliche. Il decreto è stato approvato già in commissione alla Camera all’unanimità.

Il decreto dell’economia
Sospesi tutti gli adempimenti e i versamenti di tributi e ritenute dei contribuenti che risiedono o hanno domicilio fiscale negli undici comuni della zona rossa e che ricadono nel periodo che va dal 21 febbraio scorso a 31 marzo 2020. Il rinvio dei pagamenti riguarda anche le cartelle esattoriali degli agenti della riscossione, comprese quelle emesse per chi ha scelto di saldare a rate il proprio debito con la pace fiscale. È il caso ad esempio della rata della rottamazione ter in scadenza il 28 febbraio. Le somme dovute e sospese dal decreto andranno comunque versate entro il 30 aprile 2020.

Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate
Mercoledì 26 febbraio il direttore dell'Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini ha dato disposizione alle strutture dell'Agenzia delle entrate e di Agenzia delle entrate-Riscossione di dare applicazione alle misure che dispongono la sospensione degli adempimenti e dei versamenti tributari, in scadenza tra il 21 febbraio e il 31 marzo 2020, nei comuni di Lombardia e Veneto colpiti dall'emergenza epidemiologica Covid-19. In particolare, nelle zone interessate sono stati sospesi gli invii di comunicazioni di irregolarità, richieste di documenti per il controllo formale, cartelle di pagamento e atti di recupero dei debiti tributari affidati all'Agente della riscossione.

Le ordinanze regionali
L’ultima in ordine di tempo è l’ordinanza che è stata adottata ieri dalla Regione Marche che ha disposto la chiusura delle scuole fino al 4 marzo. Ma nell’ultima settimana si contano altre 15 ordinanze regionali che dettagliano le misure di prevenzione anti contagio; dalla chiusura delle scuole alla stretta sugli orari degli esercizi commerciali, bar e locali, che la Lombardia ha modificato mercoledì pomeriggio.

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