le nuove misure in consiglio dei ministri

Mascherine obbligatorie all’aperto e multe in arrivo. Approvata risoluzione maggioranza alla Camera

Due le ipotesi sul tavolo di Palazzo Chigi: la più accreditata è quella che prevede che nel decreto legge sia prevista anche una norma ponte che proroghi fino al 15 ottobre le misure dell'ultimo Dpcm che scade il 7 ottobre, per poi vararne uno nuovo

di Nicoletta Cottone

Coronavirus, le nuove regole dalla mascherina allo smart working

Due le ipotesi sul tavolo di Palazzo Chigi: la più accreditata è quella che prevede che nel decreto legge sia prevista anche una norma ponte che proroghi fino al 15 ottobre le misure dell'ultimo Dpcm che scade il 7 ottobre, per poi vararne uno nuovo


6' di lettura

Mascherina in tasca sempre, con obbligo di indossarla all’aperto in presenza di persone non conviventi. Uniche eccezioni per l’attività sportiva, per i minori di 6 anni e per le persone con disabilità incompatibili con l’uso delle protezioni. Una nuova disposizione, già obbligatoria in alcune regioni, alla quale il governo darà il via libera nel Cdm delle 11, dopo lo slittamento di ieri legato al numero legale mancato per due volte alla Camera per il via libera alla risoluzione con il nuovo pacchetto di provvedimenti anti-Covid.

Covid: approvata risoluzione maggioranza alla Camera

La Camera ha approvato la risoluzione della maggioranza sul Covid con 253 sì e 3 no. Gli astenuti sono stati 17. Un passaggio necessario in vista della riunione dell’esecutivo. La risoluzione di maggioranza autorizza il Consiglio dei ministri a varare il Dpcm per la gestione della pandemia da Coronavirus. L’opposizione compatta non ha preso parte al voto (tranne tre deputati, Roberto Cassinelli e Andrea Mandelli di Fi e Elena Maccanti della Lega che hanno votato no). Nella maggioranza due deputati del M5s (Doriana Salri e Elisa Siragusa) si sono astenuti. I deputati che risultano in missione sono stati 85. La giunta per il regolamento aveva stabilito che vengono considerati in missione i deputati in quarantena fiduciaria, riducendo così il numero legale necessario. tema sul quale ieri maggioranza e opposizione si erano scontrate in aula. Al momento della votazione sulle risoluzioni relative alle comunicazioni del ministro della Salute, Roberto Speranza era mancato il numero legale per 15 deputati. Fatto che si è ripetuto dopo un’ora in occasione della seconda votazione, quando sono mancati 8 voti al raggiungimento della soglia.

La linea della prudenza di Speranza

«Continuare sulla linea della prudenza e alzare il livello di guardia», ha detto Speranza nelle comunicazioni in Aula al Montecitorio sull’emergenza coronavirus, annunciando le misure del nuovo Dpcm per contrastare il Covid-19. E ha ricordato che ci attendono mesi non facili, «mesi di convivenza con il virus in attesa del vaccino». La battaglia sanitaria, ha sottolineato il ministro, «è la prima mattonella per la ripartenza, anche economica, dell’Italia. Un Paese può essere veloce e rialzarsi anche dal punto di vista economico solo se è in grado di vincere la battaglia sanitaria, a cominciare dal potenziamento del suo Servizio sanitario così come stiamo facendo».

Sì del Senato alla risoluzione per la proroga dell’emergenza

Mentre alla Camera impazzava la polemica, con 138 voti favorevoli, 2 contrari e 12 astenuti, il Senato ha approvato la risoluzione di maggioranza che impegna il governo a prorogare lo stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021. Il voto dopo le comunicazioni del ministro della Salute, Roberto Speranza, sulle misure di contenimento del Covid. La risoluzione, fra l’altro, chiede l’estensione in tutta Italia dell’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto e di verificare «la necessità di individuare ulteriori misure di prevenzione», compreso «il potenziamento del sistema di tracciabilità dei contagi».

Cdm per Dl di proroga dell’emergenza rinviato domani alle 11

Polemiche a parte, il Governo è intanto impegnato nel preparazione di un decreto legge per la proroga lo stato d’emergenza al 31 gennaio 2021, che inizialmente era atteso al Consiglio dei ministri in programma nella serata di martedì 6 ottobre. Cdm che come comunicato dalla Palazzo Chigi è stato poi rinviato a mercoledì 7 alle ore 11. Il Cdm dovrà prorogare lo stato d'emergenza e approvare il nuovo decreto legge che disegna la cornice delle norme per il contrasto alla pandemia. Fonti di governo avevano ipotizzato un Dpcm ponte per traghettare le misure anti-Covid che scadono il 7 ottobre.

Due ipotesi su tavolo

Sono dunque due le ipotesi, a quanto si apprende, sul tavolo di Palazzo Chigi in vista delle nuove misure anti-Covid: la più accreditata è quella che prevede che nel decreto legge sia prevista anche una norma ponte che proroghi fino al 15 ottobre (scadenza dell’attuale emergenza)  le misure dell'ultimo Dpcm che scade il 7 ottobre. Per poi vararne con calma uno nuovo. La soluzione alternativa, più difficile, è approvare già domani sia decreto che Dpcm (valido un mese). Le due ipotesi sono legate al voto della Camera sulla risoluzione di maggioranza, dopo il rinvio di martedì. La decisione definitiva, si apprende ancora, verrà presa solo domani in mattinata. Su un punto fonti qualificate di governo si dicono certe: «Non ci saranno misure diverse da quelle annunciate dal ministro Speranza in Aula».

Mascherina all’aperto, se non conviventi: i contenuti del decreto

Nel decreto entrerà anche l’obbligo di mascherina all’aperto in tutta Italia, se vicini a non conviventi. Obbligo dal quale sono esclusi i bambini di età inferiore a sei anni, coloro che stanno svolgendo attività sportiva o motoria e le persone con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina. Escluse anche le persone che interagiscono con le persone disabili. Nella bozza del provvedimento che il Governo si accinge a varare sono anche previste, per chi non rispettasse l'obbligo di mascherina all'aperto, sanzioni amministrative che vanno da 400 euro a 1.000 euro. Vengono comunque fatti salvi «i protocolli anti-contagio previsti per specifiche attività economiche e produttive, nonché le linee guida per il consumo di cibi e bevande». Fra le novità introdotte dal decreto la piattaforma dell’app Immuni, che serve a tracciare i contatti con persone positive al Covid: potrà dialogare con altre piattaforme europee che abbiano lo stesso scopo. E resterà operativa fino a dicembre 2021.

Le regioni possono adottare norme più restrittive

La bozza prevede che le regioni possano adottare solo misure anti contagio più restrittive di quelle disposte dai Dpcm del governo. Misure “ampliative”, quindi più permissive, solo nei casi in cui i Dpcm espressamente lo prevedano e previo parere conforme del comitato tecnico-scientifico. E il Dpcm previsto il tampone obbligatorio per chi arriva in Italia da Gran Bretagna, Olanda e Belgio. A oggi l’obbligo del test molecolare o antigenico con il tampone è previsto per chi arriva da Croazia, Grecia, Malta, Spagna, oltre che da Parigi e altre sette regioni della Francia.

I tre assi portanti del nuovo provvedimento, dalle mascherine al distanziamento

Il ministro ha annunciato i tre assi portanti essenziali su cui è costruito il nuovo provvedimento che sarà approvato il 7 ottobre, dopo la presentazione del documento in Parlamento (prima alla Camera e poi al Senato) e alle regioni. Si va dall’estensione dell’uso delle mascherine anche all’aperto («la mascherina è essenziale per contrastare il Covid») alla conferma del divieto di assembramenti, al lavaggio delle mani. Strumenti che restano fondamentali per battere il coronavirus, ha detto il ministro, che ha anche annunciato un aumento dei controlli. «Nessuna realtà è fuori dai rischi - ha ricordato Speranza - perché si assiste a una crescita diffusa e generalizzata dei virus».

Rinnovare stato d'emergenza al 31 gennaio

Poi l’estensione dello stato di emergenza. «L’emergenza non è finita e quindi ritengo opportuna la proroga al 31 gennaio dello stato di emergenza, già annunciata dal presidente del Consiglio», ha confermato il ministro. «Per noi è fondamentale mantenere l’impalcatura istituzionale che gravita intorno alla Protezione civile, al Commissario straordinario e al Comitato tecnico scientifico, che fino a oggi ha funzionato».

Nel mondo 35 milioni di contagi e un milione di morti

Prima di parlare del nuovo Dpcm, con un primo rafforzamento delle misure, il ministro ha illustrato il numero dei contagiati nel mondo, che ha superato i 35 milioni e quello dei morti, che sono oltre il milione. É partito dai dati internazionale e da quelli del Vecchio Continente. «In Europa si verifica la stessa tendenza, con un’inversione di marcia in cui si ripristinano le misure restrittive che avevano caratterizzato aprile e maggio e ci si avvicina a ipotesi di nuovi lockdown, come a Parigi». Ha ricordato che il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) segnala che l’Italia ha 45 infetti ogni 100mila abitanti su due settimane.

Italia ha dati migliori, ma non dobbiamo farci illusioni

«L’Italia sta meglio rispetto agli altri paesi europei. Insieme alla Germania è il paese che sta reggendo meglio la seconda ondata. Ma non dobbiamo farci illusioni. Sarebbe assurdo pensare di essere fuori pericolo. Sarebbe una valutazione priva di fondamento». C’è una fase di peggioramento effettivo, ha detto, ricordando che da nove settimane i dati italiani sono in crescita. Non c’è più, ha ricordato, «una dinamica di territorialità» del virus, che inizialmente aveva colpito in modo forte il Nord, a partire dalla Lombardia e dal Veneto. Intanto si sta rafforzando la nostra capacità di testing: abbiamo superato i 120mila test al giorno.

Impatto basso nelle scuole

I primi numeri sui contagi nelle scuole, ha detto il ministro, hanno segnalato che i protocolli stanno funzionando. «I casi ci sono, ma i dati sono sotto controllo, segno che i protocolli che abbiamo individuato sono solidi e se rispettati con rigore possono consentirci di garantire la capacità di tenuta delle scuole, che andavano riaperte»

Ritrovare lo spirito di unità nazionale di marzo

Il ministro ha ricordato che i prossimi mesi non saranno facili. Saranno mesi di convivenza in attesa del vaccino. «Dobbiamo riprendere e recuperare appieno lo spirito di unità nazionale - ha detto il ministro - e lo spirito di marzo, che ci ha guidato nei periodi più difficili, quando il paese si è stretto e ha saputo essere unito. In questi mesi difficili l’Italia ha dimostrato di essere un grande paese. E ora arriva il tempo in cui dovremo dimostrarlo di nuovo».

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