il papa in diretta

Coronavirus, stop a matrimoni e funerali: le regole in chiesa dalla messa in tv alla confessione a distanza

La confessione? Non nel confessionale. E per ovviare all’impossibilità di messe pubbliche Papa Francesco dice messa in diretta tv alle 7 del mattino da Santa Marta

di Nicoletta Cottone


Coronavirus, chiuse Lombardia e 14 province: ecco quali

4' di lettura

Per frenare una ulteriore diffusione del coronavirus nel Paese, scelte drastriche anche in chiesa. Al tempo dell’emergenza vengono stravolti anche riti religiosi e comportamenti in chiesa, a partire dal fatto che il decreto 8 marzo 2020 ha detto stop a cerimonie civili e religiose, a matrimoni e funerali. Si può andare in chiesa solo se è garantita la distanza di un metro tra le persone. Evitando qualsiasi tipo di assembramento. Sono sospesi tutti i tipi di celebrazioni pubbliche. Le messe si possono seguire online o in tv, le comunioni e i battesimi sono rinviati a data da destinarsi, sono chiusi gli oratori e i corsi di preparazione al matrimonio. Per ora fino al 3 aprile nella zona arancione, fino al 15 marzo nel resto d’Italia. Ecco nel dettaglio cosa succede per cerimonie religiose e dintorni.

La messa virtuale: Papa Francesco in diretta tv alle 7 di mattina
Non si può dire messa dinanzi a un pubblico di fedeli. E così per ovviare all’impossibilità di messe pubbliche Papa Francesco dice messa in diretta tv alle 7 del mattino da Santa Marta. Una messa in forma privata trasmessa in diretta, anche tramite il player di Vatican News, e distribuite da Vatican Media ai media collegati, fra cui Tv2000, e a quelli che ne facciano richiesta, «per consentire a chi lo vorrà - ha spiegato il direttore della sala stampa della Santa Sede, Matteo Bruni - di seguire le celebrazioni in unione di preghiera al Vescovo di Roma». La Diocesi di Milano segnala, per esempio, che è possibile seguire la celebrazione eucaristica feriale anche sul portale della Diocesi di Milano.

Dai matrimoni ai battesimi, le celebrazioni sospese
Sono sospese tutte le celebrazioni pubbliche: messe feriali e festive, battesimi, matrimoni, comunioni e cresime (anche agli adulti). Sospese anche liturgia delle ore, via crucis, celebrazioni comunitarie delle confessioni, rosari per i defunti, adorazioni eucaristiche e qualsiasi altro tipo di convocazione ci sia stata. La Chiesa di Roma, spiega con un decreto il cardinale vicario della Diocesi di Roma, Angelo De Donatis, «assume un atteggiamento di piena responsabilità verso la collettività nella consapevolezza che la tutela dal contagio esige misure anche drastiche, soprattutto nel contatto interpersonale». Come è avvenuto per l’Angelus solo in video di Papa Francesco che, introducendo la preghiera domenica ha detto: «Questo modo di oggi di pregare l'Angelus lo facciamo per compiere le disposizioni preventive, così da evitare piccoli affollamenti di gente che possono favorire la trasmissione del virus».

Niente catechismo, pellegrinaggi, esercizi spirituali, oratori chiusi
Le indicazioni della diocesi di Roma, firmate dal segretario generale Pierangelo Pedretti, sospendono, fino al 15 marzo (3 aprile nella zona arancione) «le attività pastorali non sacramentali rivolte a gruppi di fedeli»: catechismo, corsi di preparazione al matrimonio e di accompagnamento delle coppie, ritiri, esercizi spirituali, pellegrinaggi, attività associative e oratoriali, percorsi di fede di giovani adolescenti e adulti e, in generale, «tutte le attività di gruppo». Oratori chiusi, compresi i cortili e gli altri ambienti. Annullati incontri, iniziative, riunioni, come eventi precedentemente fissati.

Cosa sappiamo finora del Coronavirus

Chiese aperte solo per preghiere individuali a distanza
Le chiese possono restare aperte solo per la preghiera individuale, con l'avvertenza che i presenti mantengano tra loro una distanza di almeno un metro. Era già stato vietato lo scambio di pace, la ricezione della Comunione sulla mano. Ed era stato deciso lo svuotamento delle acquasantiere. «In particolare – scrive il segretario generale della Diocesi di Roma Pierangelo Pedretti – ci viene chiesto di collaborare per evitare un ulteriore incremento del numero dei contagiati, che potrebbe portare le strutture ospedaliere al collasso».

La confessione a distanza
Più complesso il tema della confessione, che dovrebbe assicurare anche la corretta privacy. Le indicazioni di monsignor Franco Agnesi, vicario generale della diocesi di Milano, per esempio, invitano a non utilizzare i confessionali, ma luoghi più ampi come la sacrestia o ambienti adiacenti la chiesa. Per la confessione nei banchi, si invita a tenere una distanza di almeno di un metro, a condizione che sia possibile garantire la dovuta riservatezza del sacramento. Cosa certamente non semplice in un ambiente ampio.

Visite ai malati con le mascherine
Le visite ai malati saranno effettuate rispettando «ancor più rigorosamente» distanza minima e igiene, «utilizzando per quanto possibile le apposite mascherine e limitando le occasioni di interazione» ai sacramenti. Monsignor Mauro Parmeggiani, vescovo di Tivoli e di Palestrina, ha disposto che «le visite ai malati siano effettuate rispettando ancora più rigorosamente la distanza minima e l'igiene utilizzando apposite mascherine».

Coronavirus, ecco chi sono le vittime italiane

Rinviate le benedizioni di Pasqua
Le diocesi hanno rinviato a dopo Pasqua le benedizioni delle famiglie, «se le circostanze – da valutarsi – lo permetteranno».

Funerali: solo una breve benedizione al cimitero
Il capitolo più doloroso è quello sui funerali, proibiti per decreto. Le regole sono molto stringenti e, anche se indispensabili, aggiungono dolore al dolore della perdita di un congiunto o di un amico. Per esempio, la diocesi di Bergamo ha stabilito che siano sospese le veglie funebri con convocazione pubblica presso la casa dei defunti, nelle case del commiato e presso gli obitori. Il religioso può recarsi in forma privata presso il defunto per una preghiera.

Al cimitero si può celebrare solo un breve rito della sepoltura come previsto dal Rituale per le esequie senza la celebrazione della messa. Durante le esequie al cimitero i presenti devono rispettare la distanza di almeno un metro imposta dalla normativa. Sospesi i cortei funebri a piedi, sia dalla casa sia verso il cimitero. Al termine dell’emergenza sarà corcordata con la famiglia una messa esequiale. La diocesi di Trento precisa che sia in caso di sepoltura che di cremazione, è consentita esclusivamente una breve celebrazione al cimitero, all’aperto, alla presenza dei soli familiari, mantenendo la distanza di almeno un metro tra i presenti e astenendosi dalla stretta di mano per le condoglianze. Un addio a distanza difficile da affrontare, come l’emergenza.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...