emergenza sanitaria

Coronavirus, al Sud è corsa contro il tempo

Il governatore della Puglia Michele Emiliano annuncia di aver autorizzato migliaia di assunzioni nella sanità

di Donata Marrazzo


Coronavirus, Conte: tutta Italia zona protetta, #iorestoacasa

3' di lettura

Antonio Decaro, sindaco di Bari, piange attraversando la città deserta. «Ce la faremo», dice. Il governatore della Puglia Michele Emiliano annuncia di aver autorizzato migliaia di assunzioni nella sanità: «Il sistema è sovraccarico. Tanti sono in autoquarantena. Rispetto all'Emilia Romagna, a parità di abitanti abbiamo 15 mila dipendenti in meno e 250 milioni di euro in meno ogni anno di budget dal Fondo sanitario nazionale e dalla mobilità passiva.

Questo significa che dobbiamo fare molta attenzione». I pugliesi provenienti dal Nord si sono autosegnalati in più di 9mila. Ma i rientri effettivi superano i 12mila. È la cronaca dell'ultim'ora al Sud al tempo del Covid 19.

A Napoli si sperimenta il Tocilizumab
A Napoli, contro il virus che incalza, si sperimenta con successo un farmaco per la cura l'artrite reumatoide (Tocilizumab). A Somma Vesuviana, in provincia di Napoli, il sindaco Salvatore Di Sarno comunica i contenuti del decreto #iorestoacasa al telefono: «Abbiamo attivato un servizio di informazione telefonica. Ho pensato soprattutto agli anziani. Ho registrato la mia voce per informarli su cosa si può o non si può fare». In tutto 4000 telefonate. Il governatore Vincenzo De Luca commenta positivamente le ultime disposizioni annunciate dal presidente del consiglio Giuseppe Conte: «Necessarie e condivisibili le misure restrittive del Governo. Necessario e decisivo il senso di responsabilità di ogni cittadino italiano. La centralizzazione e l'accelerazione nelle forniture mediche è indispensabile».

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400 posti letto di terapia intensiva in più per la Calabria
La Calabria, regione che più di tutte teme il diffondersi dell'epidemia per l'inadeguatezza del proprio sistema sanitario, corre contro il tempo: la presidente della Regione Jole Santelli ha disposto, in accordo con il Commissario straordinario al piano di rientro Saverio Cotticelli, e con il supporto del dipartimento Salute, l'attivazione di 400 posti letto di terapia intensiva e subintensiva per le aree nord, centro e sud della regione. In alcuni borghi delle aree interne calabresi i vigili urbani avvisano la cittadinanza dell'obbligo di quarantena per chi è tornato dalle regioni settentrionali con megafoni e altoparlanti, come in guerra.

I dati del contagio al Sud (in continuo aggiornamento)
Ma per entrare maggiormente nel dettaglio della geografia del virus è necessario seguire i numeri, quelli della Protezione Civile, che pure sono in costante aggiornamento. I dati ufficiali, forniti ogni 24ore, segnalano che i contagi aumentano: alle 17 di ieri, 11 marzo, l'ultimo bollettino riportava 432 contagi tra Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna, 226 le persone in isolamento domiciliare, 31 in terapia intensiva, 149 i ricoverati con sintomi. Ma già solo in Calabria è necessario aggiungere altri 11 positivi, che diventano in totale 30. Catania è la provincia più colpita della Sicilia: 41 contagi. In Abruzzo è Pescara la più colpita dal virus con 18 casi. Sei giorni fa se ne registrava solo uno.

L'ANDAMENTO DELLE REGIONI

Venerdì scorso, 6 marzo, si contavano al Sud 131 contagiati (301 in meno), 83 pazienti in isolamento (- 143), 3 in terapia intensiva, 41 i ricoveri. Dopo due giorni la mappa dell'epidemia ha iniziato a modificarsi significativamente, raddoppiando quasi: 101 contagi in Campania, di cui 45 a Napoli - che il 9 marzo erano saliti a 55, ora sono 96 - per un totale di 249 positivi in tutte le regioni, 135 in quarantena, 12 in rianimazione, 95 in ospedale.

L'ANDAMENTO NELLE PROVINCE CON PIÙ CONTAGI

Scenario epidemiologico cangiante
Il virus cammina anche al Sud, ma è più lento che al Nord, dove fino a oggi ha infettato 11.035 persone. Nel Centro Italia 995. Si teme però che lo scenario epidemiologico possa cambiare da un momento all'altro. Domani è già un'incognita. Il rientro in massa di chi per motivi di studio o di lavoro si trovava al Nord ha esposto molti territori a un rischio esponenziale di contagio. In Calabria, ad esempio, si sono autosegnalati in 4mila, ma si calcola che a fare ritorno siano state almeno 12mila persone. Un nucleo familiare, rientrato a Vibo Valentia da Bergamo, è risultato positivo al tampone.

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