L’accordo quadro

Coronavirus: dai tamponi ai vaccini, ecco cosa si può fare in farmacia

Esclusi dalla vaccinazione i soggetti ad estrema vulnerabilità o chi abbia avuto pregresse reazioni allergiche gravi

di Andrea Carli

Covid, a Genova la prima farmacia in Italia a ricevere i vaccini

4' di lettura

Le 19mila farmacie sul territorio italiano scendono in campo nella campagna vaccinale che punta a 500mila somministrazioni al giorno e all’80% della popolazione immunizzata entro settembre. Dopo essere state coinvolte nell’operazione di individuazione delle persone contagiate, grazie ai tamponi antigenici e ai test sierologici effettuati all’interno delle tende allestite oramai dappertutto, diventano centri di somministrazione delle dosi anti coronavirus, protagoniste anche nella fase di immunizzazione della popolazione. La possibilità è stata prevista dalla legge di Bilancio 2021, mentre il decreto Sostegni (dl 41/2021) ha messo a disposizione le risorse (50 milioni) per la remunerazione dei farmacisti impegnati in questo tipo di servizio. Il tutto avviene sulla scia di quanto già fanno i loro colleghi in Inghilterra, Francia e Germania.

L’intesa

Governo, Regioni, Province autonome, Federfarma e Assofarm hanno sottoscritto un accordo quadro che consente di coinvolgere i farmacisti nella campagna vaccinale. Sono le Asl a fornire il siero mentre la somministrazione spetta, dopo un corso di formazione, ai farmacisti (non è necessaria la presenza di un medico) che ricevono 6 euro a dose. Sta a loro stabilire le modalità di prenotazione, fermi restando i criteri di priorità stabiliti dal governo. È esclusa la possibilità che si possano vaccinare i soggetti fragili, ad estrema vulnerabilità o chi abbia avuto pregresse reazioni allergiche gravi.

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Serve consenso informato

«Il vaccino - si legge nel documento - si somministra esclusivamente previa acquisizione del consenso informato attraverso la compilazione della scheda per la valutazione dell’idoneità/inidoneità del soggetto a sottoporsi alla somministrazione vaccinale». Non solo: la quarantena precauzionale per chi è venuto in contatto con caso conclamati di Covid-19 e la conseguente «sospensione del servizio o chiusura precauzionale dell’esercizio non si applica alle farmacie ove sono stati eseguiti i vaccini nei confronti di soggetti poi risultati positivi al Covid-19».

I “paletti” per chi si vaccina

Chi si reca in farmacia per effettuare la vaccinazione non deve avere avuto negli ultimi 14 giorni contatti stretto con persone affette da Covid-19, non deve avere una febbre superiore a 37.5 gradi, non deve avere sintomi compatibili con il Covid-19 e non deve essere positivo al test per Sars-CoV-2.

Liguria apripista, Genova prima in Italia

Una volta raggiunto l’accordo, le prime a muoversi sono state 52 farmacie di Genova, con la somministrazione di AstraZeneca (ora “Vaxzevria”). Le vaccinazioni sono partite già oggi, 30 marzo. Coinvolte le persone tra i 70 e i 79 anni. La Regione si è organizzata in questo modo: chi vuole farsi vaccinare può recarsi in farmacia per prenotare, lo può fare dal portale messo a disposizione dalla regione (prenotovaccino.regione.liguria.it) o telefonando al Cup (800 098 543). Ma il sistema dovrebbe camminare a pieno regime dalla seconda metà del mese prossimo, con una maggiore disponibilità di sieri: il 16 aprile cominceranno ad arrivare in Italia i primi vaccini Johnson & Johnson, il farmaco monodose (non serve pertanto il richiamo) della multinazionale americana che dovrebbe consegnare al nostro paese 7,3 milioni di dosi entro giugno. A J&J guarda ad esempio il Lazio. La Regione, stando alle indicazioni fornite dall’assessore alla Salute Alessio D’Amato, punta a coinvolgere mille farmacie sul territorio - sono quelle che ad oggi hanno dato la disponibilità -, sul,a base di una media di una ventina di somministrazioni al giorno da parte di ciascuna di esse.

La formazione

I farmacisti sono tenuti a frequentare un corso dell’Iss sulla somministrazione in sicurezza del vaccino. Il corso sarà integrato da un modulo in Fad (formazione a distanza). Sarà l’occasione per apprendere come si somministra il vaccino, oltre alle indicazioni su come va compilato il modulo standard di triage pre-vaccinale predisposto dall’Istituto superiore di sanità. In questa fase di formazione sarà garantita la supervisione di un medico. Una volta superato questo corso, il farmacista può vaccinare, in maniera totalmente autonoma. L’accordo prevede anche che i farmacisti si impegno a seguire moduli di aggiornamento nel caso in cui vengano ad esempio autorizzati nuovi sieri.

Il controllo sulla persona che ha effettuato il vaccino

Dopo la vaccinazione, la persona che si è sottoposta a vaccinazione attendere nell’ area monitoraggio della farmacia per 15 minuti. Il farmacista sorveglierà e fornirà un supporto di emergenza in caso di reazione anafilattica dovuta alla vaccinazione, avvisando immediatamente il numero di pronto soccorso 118. In caso di comparsa di orticaria, problema respiratorio o emodinamico il farmacista avvisa immediatamente il 118 e posiziona il paziente nella posizione più confortevole a seconda dei casi. Inoltre, se necessario, in caso di grave anafilassi con pericolo di vita, il farmacista somministrerà adrenalina intramuscolo, ripetendo la somministrazione dopo 5 minuti.

Il certificato

I dati relativi alla vaccinazione vengono inseriti nel sistema informatico e il farmacista fornisce al cittadino un'attestazione.

Conservazione delle dosi

I vaccini a disposizione delle farmacie vanno conservati nei frigoriferi/freezer destinati in via esclusiva alla conservazione dei prodotti farmaceutici. Vanno monitorare costantemente le temperature. La temperatura di conservazione, indicata nella scheda tecnica di ogni vaccino, va mantenuta al momento della presa in carico del prodotto fino al suo utilizzo.

Le caratteristiche dei locali

Il protocollo definisce pure le caratteristiche relative alle farmacie: accesso regolamentato, mantenimento di adeguati livelli di filtrazione degli impianti di areazione, un ambiente dedicato alla vaccinazione o separato dal locale di vendita o, in alternativa, a farmacia chiusa o con altre modalità che garantiscono la riservatezza e la sicurezza necessarie, dotazione di frigoriferi per la conservazione dei vaccini.

Anche ostetriche e biologi nella platea dei vaccinatori

Il prossimo passo, ha anticipato il commissario per l’Emergenza Figliuolo, ascoltato nelle commissioni Affari Sociali riunite di Senato e Camera, potrebbe essere quello di allargare la platea dei somministratori di vaccini anti-Covid anche a biologi, ostetriche, tecnici di laboratorio.

Coronavirus, per saperne di più

Le mappe in tempo reale

L’andamento della pandemia e la campagna di vaccinazioni sono mostrati in tre mappe a cura di Lab24. Nella mappa del Coronavirus i dati da marzo 2020 provincia per provincia. In quelle dei vaccini l’andamento in tempo reale delle campagne di somministrazione in Italia e nel mondo.
Le mappe: Coronavirus - Vaccini - Vaccini nel mondo

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