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Coronavirus, Tar Campania: resta in quarantena il giornalista che ha sfidato De Luca

Respinto il ricorso del giornalista che aveva pubblicato il racconto del suo trasgressivo tour con lo scooter a Napoli, malgrado i divieti

di Patrizia Maciocchi

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Respinto il ricorso del giornalista che aveva pubblicato il racconto del suo trasgressivo tour con lo scooter a Napoli, malgrado i divieti


2' di lettura

Resta in quarantena il giornalista che aveva sfidato l’ordinanza del presidente della regione Campania Vincenzo De luca, scorrazzando con il suo scooter, come Nanni Moretti in “Caro Diario”. Una provocazione tanto ostentata da diventare oggetto di un articolo pubblicato sul Corriere del Mezzogiorno dal titolo «Io, in giro con lo scooter, contro i sovrani dello stato di emergenza» .

Il Tar Campania, con il decreto monocratico urgente n. 471/ 2020, ha respinto la sua istanza cautelare contro l’obbligo di restare nel suo domicilio per 14 giorni, disposto dall’Asl Napoli 1, che ha applicato l’ordinanza n. 15 del 13 marzo del Presidente della giunta regionale, in tema di misure di contenimento del Covid-19.

Il racconto del tour proibito
Nel suo articolo il redattore aveva raccontato il suo tour nella Napoli deserta, per sfidare il coprifuoco, convinto che le uscite senza un valido motivo restassero impunite grazie alla tessera di giornalista lo metteva al riparo dalle annunciatissime sanzioni. Ma così non è stato.
Lo stesso Tar evidenzia che la misura era stata adottata proprio dopo il racconto, messo nero su bianco, delle passeggiate in motorino. Un resoconto della disobbedienza pubblicato sabato scorso dal Corriere del Mezzogiorno che ha scatenato un acceso dibattito su stampa e web tra favorevoli e contrari.

Il no del Tar
Tra questi ultimi certamente c’è il Tar che nel rigettare l’istanza cautelare, scrive che «in ricorso non risultano disconosciute le inottemperanze alla prescrizione di cui al punto n. 1 dell’ordinanza del Presidente della Regione Campania n. 15 del 13 marzo 2020» quali desumibili dall’articolo pubblicato dal ricorrente e al quale lo stesso «attribuisce la causa dell’adozione della misura di sottoposizione a quarantena domiciliare». Il decreto cautelare sottolinea anche che non risulta «asserita la sussistenza di alcuna delle cause giustificative di esclusione dal disposto obbligo di rimanere nelle proprie abitazioni».
Il Tar - come aveva già fatto nel respingere la richiesta di sospensiva di un avvocato contro lo stop ai runner - ha richiamato il contenuto dell’ordinanza Covid-19 della Regione Campania nella parte in cui ribadisce sia il «rischio di contagio, ormai gravissimo sull’intero territorio regionale», sia la circostanza che «i dati che pervengono all’Unità di crisi istituita con decreto del Presidente della Giunta regionale della Campania n. 45 del 6 marzo 2020 dimostrano che, nonostante le misure in precedenza adottate, i numeri di contagio sono in continua e forte crescita nella regione».

La tessera di giornalista non è un lasciapassare universale
La trattazione dell’istanza cautelare è rimandata alla sede collegiale nella prossima udienza di aprile. Intanto è chiaro che non si possono sfidare impunemente divieti che valgono per tutti, senza che la tessera dell’ordine dei giornalisti diventi un “lasciapassare” valido per qualunque ragione. Inutile anche contestare l’assenza di “flagranza”, visto che nessuno aveva fermato il redattore, che aveva comunque reso pubblica la notizia delle sue uscite.

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