dopo il ricorso del governo

Coronavirus, Tar sospende ordinanza Solinas sugli «arrivi controllati»

Il Tar di Cagliari, dopo il ricorso presentato dal Governo attraverso l'Avvocatura dello Stato, ha accolto la domanda cautelare di sospensiva relativa al provvedimento emanato dal presidente della Regione con cui si prevede la presentazione, per chi sbarca, di un certificato di negatività

di Davide Madeddu

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(ANSA)

Il Tar di Cagliari, dopo il ricorso presentato dal Governo attraverso l'Avvocatura dello Stato, ha accolto la domanda cautelare di sospensiva relativa al provvedimento emanato dal presidente della Regione con cui si prevede la presentazione, per chi sbarca, di un certificato di negatività


2' di lettura

Stop all'ordinanza della Regione che prevedeva tampone o certificati di negatività per chi arriva in Sardegna. Il Tar di Cagliari, dopo il ricorso presentato dal Governo attraverso l'Avvocatura dello Stato, ha accolto la domanda cautelare di sospensiva relativa al provvedimento emanato dal presidente della Regione l'11 settembre scorso. Con il pronunciamento del Tar (l'udienza del merito è fissata per il 7 ottobre prossimo) si sospende quindi il provvedimento che prevede, per chi arriva, la presentazione di un certificato di negatività rilasciato nelle ultime 48 ore o la compilazione dell'autocertificazione nell'apposito modulo della Regione attestante la negatività o ancora un tempo di 48 ore per regolarizzare la posizione di chi è sprovvisto di certificato all'atto dello sbarco. Resta invece in vigore la disposizione che impone l'obbligo delle mascherine 24 ore in tutti gli ambienti chiusi o aperti dove sia concreto il rischio di assembramento, ma anche l'insieme di disposizioni che, in vista della riapertura delle scuole il 22 settembre, portano fino all'80% l'occupazione dei posti a sedere nei mezzi del trasporto pubblico locale.

Il ricorso del governo

Sul provvedimento da subito il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia, aveva manifestato perplessità e annunciato l'apertura di un'istruttoria. Per il Governo, infatti, il provvedimento viola l'articolo 16 della Costituzione sulla libera circolazione delle persone. Dal ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia l'invito alla Regione per una collaborazione. « A volte è meglio assicurare tamponi per tutti anziché ordinanze caotiche - fa sapere il ministro -. Confermiamo la disponibilità totale del Governo di fornire alla Regione Sardegna tutti i tamponi e se fosse necessario anche personale sanitario volontario per garantire modalità di intervento che garantiscano la massima sicurezza sanitaria». Dal presidente della Regione Christian Solinas arriva però un attacco al Governo: «Se mai ci fosse bisogno di conferma che viviamo in un Paese dove il governo utilizza due pesi e due misure, questa vicenda è la rappresentazione plastica - dice nel corso di una conferenza stampa convocata a fine mattinata a Cagliari-. Mentre in Sardegna si impugnano ordinanze adottate per tutelare salute pubblica, in altre parti del Paese si adottano ordinanze discriminatorie nei confronti dei sardi prevedendo test e quarantena per chi proviene dall'Isola, si adotta e si copia il passaporto sanitario proposto da noi. Ora mi aspetto dal governo che impugni anche quelle ordinanze».

Federalberghi: servono regole chiare

Intanto a chiedere soluzioni ai problemi sono soprattutto gli operatori del settore turistico. «È necessario - fa sapere Paolo Manca, presidente di Federalberghi - che ci siano regole chiare e certe perché non si può lavorare in una situazione di totale incertezza». A cercare di stemperare, giocando più sull'ironia, ma annunciando disponibilità a collaborare è Nicola Palomba, responsabile di Confindustria Turismo. «La Sardegna continua ad essere l'isola del tesoro dove, nonostante gli scenari del mare in tempesta che scoraggia gli esploratori e le voci di vortici pericolosi come il triangolo delle Bermuda, è ancora richiesta ed è ancora accessibile, ma soprattutto ha un indice di contagio veramente basso- dice -. Noi albergatori siamo pronti a collaborare per definire nuove regole per la sicurezza affinché diventino un vero servizio da offrire al mercato facilitando l'accesso e la tranquillità del turista».


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