report cabina di regia

Coronavirus: terapie intensive sopra la soglia critica, Rt a 1.09. Rezza: «Immunità di gregge non prima di 6-8 mesi»

Tre regioni in zona rossa, 12 arancioni. Ancora livello di rischio alto, ancora impossibile ripristinare tracciamento , nove regioni con Rt sopra 1

Coronavirus, quanto colpisce ogni 100mila abitanti: il più alto in Veneto con 856

Tre regioni in zona rossa, 12 arancioni. Ancora livello di rischio alto, ancora impossibile ripristinare tracciamento , nove regioni con Rt sopra 1


3' di lettura

Il virus corre in tutte le aree del Paese. In Italia è ancora «livello generale di rischio alto di una epidemia non controllata e non gestibile dovuto a un continuo aumento diffuso della probabilità di trasmissione» del nuovo coronavirus sul territorio nazionale, «in un contesto in cui l'impatto sui servizi assistenziali è ancora alto nella maggior parte delle regioni e province auronome. Lo attesta il report settimanale della cabina di regia, con i dati relativi alla settimana 4-10 gennaio 2021 (aggiornati al 13 gennaio 2021). Peggiora la situazione epidemiologica nel Paese, anche se l’incremento dell’incidenza è stato comunque contenuto grazie alle misure di contenimento adottate nel periodo festivo. L’epidemia resta in una fase delicata e, secondo gli esperti della cabina di regia, un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane è possibile, qualora non venissero mantenute rigorosamente misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale.

I nuovi colori delle regioni

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha già stabilito, in base ai dati della Cabina di regia, che cambieranno colore molte regioni dal 17 gennaio 2021. In zona rossa Lombardia, provincia autonoma di Bolzano e Sicilia (su richiesta del governatore Nello Musumeci). Arancioni nove nuove regioni: Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle D'Aosta. Restano ancora in zona arancione Calabria, Emilia Romagna e Veneto. In zona gialla le cinque regioni virtuose e una provincia autonoma: Campania, Sardegna, Basilicata, Toscana, provincia autonoma di Trento, Molise.

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Rezza, immunità di gregge non prima di 6-8 mesi

«Non potremo raggiungere l’immunità di gregge attraverso le vaccinazioni prima di 6-8 mesi ma il primo obiettivo è abbattere l'epidemia, casi gravi e decessi e rendere gli ospedali Covid-free», ha detto il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza alla conferenza stampa sul monitoraggio settimanale dell'epidemia da Covid-19. E ha ricordato che entro fine mese o inizio febbraio comincerà la fase di vaccinazione degli over-80 (che alcune regioni, come il Lazio, hanno già iniziato). «Stiamo dimostrando - ha sottolineato Rezza - capacità di riuscire a vaccinare un numero alto di persone in tempo breve. In Europa siamo tra i primi». Rezza ha ricordato che «c’è un incremento contenuto dell'incidenza e dell'indice Rt e questo vuol dire che le misure adottate e i sacrifici fatti nelle festività hanno funzionato». La novità nel bollettino quotidiano odiermo è la colonna dedicata ai test antigenici rapidi, che «hanno performance quasi equiparabili a test molecolari, che restano però lo standard», ha detto Rezza.

Brusaferro: mortalità in decrescita

Il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro alla conferenza stampa sui dati del monitoraggio ha sottolineato che la « curva della mortalità è in decrescita, anche se negli ultimi periodi c'è una decrescita più lenta». La situazione, ha detto, indica che Rt e incidenza sono aumentati, «ma va riconosciuto che l’aumento contenuto dell’incidenza è frutto degli sforzi fatti negli ultimi 15 giorni». E ha fatto appello al rispettare «rigorose misure di mitigazione per fare sì che la curva si appiattisca sempre di più». La curva dell’occupazione dei posti letto in terapie intensiva e area medica si è un po’ fermata.

In Veneto l’incidenza più elevata dei contagi

Elevata l’incidenza dei contagi in Veneto nelle ultime due settimane (856 per 100mila abitanti), nella provincia autonoma di Bolzano (571), in Emilia Romagna (571) e nel Friuli Venezia Giulia (476). Ancora lontana, attesta il report, la possibilità di ripristinare sull’intero territorio nazionale l’identificazione dei casi e il tracciamento dei loro contatti. Ecco i dati del report sull’incidenza per 100mila abitanti negli ultimi 14 giorni, in aumento ovunque: Abruzzo 260 (era 190 nella rilevazione 21 dicembre-3 gennaio), Basilicata 258 (era 183), Calabria 196 (era 157), Campania 233 (era 187), Emilia Romagna 571 (era 459), Friuli Venezia Giulia 571 (era 459), Lazio 375 (era 303), Liguria 297 (era 235), Lombardia 269 (era 241), Marche 444 (era 352), Molise 246 (era 205), Piemonte 300 (era 227), provincia autonoma di Bolzano 571 (era 374), provincia autonoma di Trento 342 (era 291), Puglia 383 (era 318), Sardegna 214 (era 166), Sicilia 392 (era 246), Toscana 168 (era 147), Umbria 314 (era 243), Valle d’Aosta 248 (era 230), Veneto 856 (era 927).

Rt nazionale a 1,09

L’indice di trasmissione nazionale è in aumento per la quinta settimana consecutiva e sopra uno: nel periodo 23 dicembre 2020- 5 gennaio 2021, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,09, ormai in salita da cinque settimane. La provincia autonoma di Bolzano e la Lombardia hanno un Rt puntuale maggiore di 1,25, compatibile quindi con uno scenario di tipo 3, altre 9 (Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Piemonte, Puglia, Sicilia, Umbria e Valle d'Aosta) hanno un Rt puntuale maggiore a uno nel limite inferiore, compatibili con uno scenario tipo 2. Le altre 10 hanno un Rt compatibile con uno scenario di tipo uno ma sono tutte, tranne una, con un Rt medio sopra uno o appena sotto.

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