una struttura per i controlli

Coronavirus, la Toscana si attrezza: attesi 2500 cinesi, apre l’ambulatorio «lilla»

La Regione ha aperto d’accordo con il consolato e la comunità cinese un ambulatorio di screening e assistenza separato per chi presenta sintomi

di Barbara Gobbi


Coronavirus: ai domiciliari 60 milioni di cinesi di Hubei

2' di lettura

Sono 2.500 le persone attese in Toscana di rientro dalla Cina, dove i tanti che erano andati per festeggiare il capodanno lunare sono rimasti bloccati dall’emergenza nuovo coronavirus. E la Regione ha deciso di attrezzarsi, aprendo d’accordo con il consolato e con la comunità cinese un ambulatorio di screening e assistenza separato, in grado di dare risposte rapide a chi presenta sintomi ma anche di tutelare tutta la popolazione che in alternativa sarebbe in situazione promiscua e a potenziale rischio nei Pronto soccorso degli ospedali pubblici o negli ambulatori medici.

L’ambulatorio «Lilla»
Nasce, così, all’Osmannoro nel Comune di Sesto Fiorentino, l’ambulatorio Lilla gestito dalla Asl Toscana Centro: un’opportunità in più sul fronte della prevenzione, pensato per visitare quei cittadini che di ritorno dalle aree a rischio sono sintomatici o sono stati a contatto con persone malate. Chi abbia febbre, tosse e problemi respiratori che facciano pensare a un possibile caso di Covid-19, il nuovo coronavirus, può quindi prenotarsi a un numero dedicato attivo dal lunedì al venerdì per una visita totalmente gratuita, arrivando con propri mezzi personali e indossando una mascherina protettiva. Le visite saranno scaglionate: una ogni mezz'ora. Se ci sono casi sospetti, scatterà il tampone faringeo che poi sarà inviato all’ospedale Careggi di Firenze per l'esame.

La platea interessata
La maggior parte dei cittadini cinesi residenti nell’area dell’ambulatorio Lilla arriva dalla provincia di Zheijang, dove sono stati accertati 1.271 casi di coronavirus (2 ogni 100mila abitanti) e nessun decesso. La situazione di partenza è quindi decisamente diversa dal dramma che dell'epicentro a Wuhan nella provincia dello Hubei, dove i morti sfiorano i 2mila.
Quindi massima precauzione e prevenzione, in linea con l'approccio del ministero della Salute, ma nessun allarmismo. A spiegare questo approccio è l’assessore toscano alla Sanità, Stefania Saccardi: «Stiamo informando la popolazione con volantini su organizzazione e orari dell'ambulatorio Lilla. La platea potenzialmente interessata è di 2.500 persone secondo quanto ci ha comunicato il console cinese – spiega – ma non ci aspettiamo folle, perché circa un migliaio di persone sono già sotto controllo delle autorità sanitarie nelle loro abitazioni. Infatti sono circa 400 i bambini rientrati dalla Cina che in seguito alla circolare del ministero della Salute sono stati invitati a restare a casa da scuola. Se ai bambini aggiungiamo i genitori, sono 1.200 le persone in isolamento a casa che vengono controllate quotidianamente. Peraltro, può darsi che queste persone non arrivino neppure, perché i voli sono bloccati».

Per approfondire:
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