IL VERTICE CON IL GOVERNO

Coronavirus, tre Regioni chiedono zona arancione in tutta Italia

L’incontro tra governo e regioni sulle misure del nuovo Dpcm ha fatto seguito a quello, che si è tenuto domenica 10 gennaio, tra il premier Giuseppe Conte e i capidelegazione delle forze politiche che compongono la maggioranza

Coronavirus, le nuove regole: ecco cosa si può fare dall’11 al 15 gennaio

L’incontro tra governo e regioni sulle misure del nuovo Dpcm ha fatto seguito a quello, che si è tenuto domenica 10 gennaio, tra il premier Giuseppe Conte e i capidelegazione delle forze politiche che compongono la maggioranza


2' di lettura

Prende lentamente forma la nuova stretta anti-Covid, che scatterà dal 16 gennaio. In occasione del vertice tra governo e regioni che si è tenuto lunedì 11 gennaio, Lombardia, Campania e Friuli Venezia Giulia avrebbero chiesto all’esecutivo che tutta Italia diventi un'unica zona arancione. La maggioranza dei presidenti, secondo quanto si apprende, avrebbero condiviso la necessità di mantenere le misure nelle prossime settimane ma Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga e Vincenzo De Luca avrebbero chiesto una linea di prudenza uguale per tutta Italia, con il paese in zona arancione ed eventualmente ulteriori strette in caso di peggioramento dei dati.

Secondo quanto si apprende, il ministro della Salute Roberto Speranza da parte sua avrebbe proposto ai presidenti di regione di intervenire sugli indici di rischio per facilitare gli ingressi in zona arancione delle regioni a rischio alto. Speranza avrebbe ribadito che sarà mantenuto il modello delle fasce e che sarà confermato nel nuovo Dpcm l'abbassamento della soglia dell'Rt: con 1 si va in arancione e con 1,25 in zona rossa.

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Dai presidenti sarebbe poi arrivata al governo la richiesta di ristori certi per le attività che rimarranno chiuse. L’incontro tra governo e regioni ha fatto seguito a quello, che si è tenuto domenica 10 gennaio, tra il premier Giuseppe Conte e i capidelegazione delle forze politiche che compongono la maggioranza.

I DATI DEL CONTAGIO
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Governo conferma ipotesi stop asporto bar alle 18

Nel corso del vertice con le regioni, il governo avrebbe confermato di voler introdurre nel Dpcm, che entrerà in vigore il 16 gennaio, il divieto per i bar di vendere cibi e bevande da asporto dopo le 18. Tra le misure che sarebbe state illustrate, la conferma per tutte le zone della regola che consente a massimo due persone di andare a trovare a casa parenti e amici, lo stop alla mobilità tra le regioni, anche tra quelle gialle, l’istituzione di una zona bianca, per “dare un segnale” del lavoro che si sta facendo e che consentirà di entrare in una fase diversa in tempi però più lunghi.

Boccia, ristori a tutte le attività che rimarranno chiuse

Ai governatori che chiedevano ristori per le attività che saranno interessate dalla stretta, il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia ha garantito che tutte le attività che rimarranno chiuse «saranno ristorate». Il ministro ha ribadito la validità del sistema a fasce - «ci ha salvato due volte da un nuovo lockdown» - e ha riconvocato le Regioni per una nuova riunione giovedì 14 gennaio, dopo che il ministro della Salute Roberto Speranza avrà illustrato le misure in Parlamento.

L’ipotesi dei 250 contagi settimanali per entrare in zona rossa

Tra le ipotesi emerse nell’incontro di domenica tra Conte e i capidelegazione della maggioranza, anche quella, avanzata da Iss e Cts, di far entrare direttamente in zona rossa le regioni con un'incidenza di 250 contagi settimanali ogni 100mila abitanti. Una soluzione, quest’ultima, che non piace ai governatori, anche perché andrebbe a colpire le regioni più “virtuose”, ovvero quelle che effettuano più tamponi. Tant’è che allo stato attuale, ovvero dopo il confronto con le regioni, la soluzione sembrerebbe tornata nel cassetto.

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