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Coronavirus, trovati anticorpi sintetici per bloccarlo

I genetisti italiani Giuseppe Novelli, dell’Università di Roma Tor Vergata, e Pier Paolo Pandolfi, del Beth Israel Deaconess Medical Center li hanno selezionati dalla grande banca dati canadese Trac

di Francesca Cerati

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(Afp)

I genetisti italiani Giuseppe Novelli, dell’Università di Roma Tor Vergata, e Pier Paolo Pandolfi, del Beth Israel Deaconess Medical Center li hanno selezionati dalla grande banca dati canadese Trac


2' di lettura

Il vaccino è la risposta giusta alla pandemia da Covid19. Nella speranza che arrivi, è fondamentale trovare anche un farmaco specifico per Sars-Cov-2, soprattutto se dovesse ripresentarsi una seconda ondata epidemica in autunno.

Tra i candidati-farmaci ci sono gli anticorpi monoclonali di sintesi capaci di bloccare la proteine Spike, la via d’accesso attraverso cui il coronavirus infetta le cellule.

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I genetisti italiani Giuseppe Novelli, dell’Università di Roma Tor Vergata, e Pier Paolo Pandolfi, del Beth Israel Deaconess Medical Center, l’ospedale universitario dell’Harvard medical school, in collaborazione con un gruppo canadese e uno indiano ne hanno individuati tre grazie alla grande banca dati di anticorpi ricombinanti, la canadese Trac (Toronto Recombinanti Antibody Center), dalla quale era arrivato anche l’anticorpo monoclonale anti-Ebola.

Dopo aver passato in rassegna milioni di molecole conservate nella banca dati canadese, alla fine ne sono state selezionate una decina. “Fra quelle selezionate, tre mostrano di avere i requisiti migliori, sono candidati fortissimi per diventare farmaci - ha detto Novelli - Sono tre anticorpi neutralizzanti che si legano alla proteina Spike, modificandone la struttura”. Il virus in questo modo non ha più la chiave d’accesso per entrare nella cellula.

L’idea, adesso, è di organizzare uno studio clinico multicentrico fra Canada, India e Italia. “Stiamo preparando il dossier relativo alla richiesta di sperimentazione e auspichiamo che i test clinici possano essere condotti nell’Università di Roma Tor Vergata, in collaborazione con l’Istituto Spallanzani”, ha detto Novelli. Ma la speranza è anche di sensibilizzare istituzioni pubbliche, fondazioni e privati a sostenere la sperimentazione.

In vista dei test clinici è infatti necessario produrre piccole quantità del farmaco, garantendo tutti i requisiti di purezza. Quanto al dossier da presentare all’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) per la richiesta della sperimentazione clinica, Novelli ha detto che è in preparazione, in sintonia con Canada e India.

L’obiettivo è poter usufruire della corsia veloce prevista dall’Aifa per le ricerche su farmaci e vaccini anti Covid-19: “se tutto andrà bene - ha detto Novelli - i test potrebbero partire tra giugno e luglio su piccoli gruppi di persone per ogni centro clinico in Italia, a seconda delle indicazioni dell’Aifa”.

“Gli anticorpi monoclonali - conclude il genetista -, potrebbero essere i primi farmaci intelligenti contro il virus senza essere in competizione con il vaccino”.

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