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Coronavirus, Trump vuole azzerare le tasse sui salari per il resto dell’anno

Il presidente Usa propone il taglio della payroll tax, i contributi previdenziali e sanitari, per aiutare i lavoratori dipendenti e sostenere i consumi. Aiuti alle Pmi, alle linee aeree e agli hotel

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam

Europa, Usa e sud del mondo: le tre vie del coronavirus

Il presidente Usa propone il taglio della payroll tax, i contributi previdenziali e sanitari, per aiutare i lavoratori dipendenti e sostenere i consumi. Aiuti alle Pmi, alle linee aeree e agli hotel


4' di lettura

NEW YORK - In risposta al coronavirus e al Lunedì nero di Wall Street - la peggiore seduta dal giorno del crack di Lehman Brothers - Donald Trump ha annunciato un pacchetto di misure per sostenere l'economia americana dal rischio di recessione sempre più vicino. Le possibilità di crisi per la prima economia mondiale sono salite del 53% secondo l'ultima lettura dei modelli statistici di Bloomberg Economics.

«Sostanziale» taglio di tasse
Trump proporrà al Congresso “un sostanziale” taglio delle tasse per i contributi previdenziali e sanitari sui lavoratori dipendenti per sostenere i consumi. Vuole introdurre inoltre il congedo di malattia retribuito per i lavoratori con paga oraria, meno tutelati, perdono lo stipendio restando a casa a causa del virus: «Non è giusto - ha detto - che vengano penalizzati per qualcosa di cui non hanno colpa». A queste misure si aggiunge la sospensione temporanea al pagamento delle imposte per le persone fisiche e le società.

Aiuti alle Pmi e sgravi al turismo
Il presidente americano ha parlato anche di aiuti per le piccole e medie imprese e di sgravi fiscali per le linee aeree, gli alberghi e il settore delle crociere. La Casa Bianca sta anche considerando un piano di assistenza per l'industria dello shale oil dopo il crollo delle quotazioni del greggio causato dalla guerra dei prezzi tra Russia e Arabia Saudita.

A zero l’aliquota sulla payroll tax
In un incontro con i senatori e i deputati repubblicani Trump ha illustrato i dettagli della sua proposta per ridurre le tasse sul reddito ai lavoratori dipendenti. Il presidente vuole portare a zero per il resto dell'anno l'aliquota sulla pay-roll tax, ossia quella parte delle imposte sul reddito alle persone fisiche che riguardano le tasse previdenziali del programma chiamato Social Security (circa il 12,4%) e i contributi sanitari per il programma Medicare (il 2,9%) applicate sulle buste paga dei lavoratori dipendenti, in genere suddivise equamente tra lavoratori e aziende.

Si studia un taglio permanente
Il presidente non esclude che il taglio possa diventare permanente e i fiscalisti della Casa Bianca stanno studiando anche questa possibilità. Per ora, dunque, in risposta al coronavirus - e per aumentare le probabilità di vincere le elezioni - l'obiettivo di Trump è azzerare fino a dicembre la payroll-tax ai lavoratori dipendenti.

Vale il 4% del Pil
Si tratta di un taglio enorme. La “payroll-tax” nel suo complesso vale oltre il 4% del Pil americano: ogni punto percentuale di taglio delle imposte sulle buste paga costerà allo stato dai 55 ai 75 miliardi di dollari di introiti fiscali federali in meno, stando alle proiezioni del Committee for a Responsible Federal Budget.

Più soldi in busta paga alla classe media
Un lavoratore dipendente con un reddito annuo di 75mila dollari potrebbe ritrovarsi in busta paga un taglio di tasse di 774 dollari al mese. Una misura insomma che aiuta i lavoratori concedendo maggiore capacità di spesa e le imprese riducendo il costo del lavoro.

Proposta allo studio da mesi
Da mesi il Tesoro americano stava studiando una proposta di diminuzione delle imposte sui redditi per i lavoratori dipendenti, pensata per la classe media, dopo la riforma fiscale entrata in vigore nel gennaio 2019 che ha ridotto le tasse societarie dal 35% al 21%, ha portato nelle casse delle aziende americane un tesoretto di 2.300 miliardi e fatto schizzare il deficit federale a livelli record.

L’accelerazione con il coronavirus
Il piano dell'amministrazione ha avuto un'accelerazione negli ultimi giorni per l’emergenza del coronavirus. Nel fine settimana i collaboratori fiscali della Casa Bianca hanno messo insieme un pacchetto di 15 proposte di stimoli fiscali da sottoporre al presidente in risposta alla diffusione dell'epidemia del Covid-19.

L’accordo da trovare al Congresso
Il pacchetto di misure fiscali di Trump dovrà però essere approvato dal Congresso. Il taglio della “payroll tax” era una proposta dell'amministrazione Obama osteggiata dai repubblicani. Ma ora le posizioni si sono invertite.

Un’arma elettorale per Trump
Il pacchetto di tagli fiscali per la classe media e i lavoratori dipendenti proposto da Trump diventa una straordinaria arma nell'anno elettorale che potrebbe spalancargli le porte al secondo mandato.

I democratici contrari
I democratici annunciano battaglia. Il presidente della Commissione tributaria della Camera Richard Neal e altri esponenti democratici hanno già manifestato la loro opposizione al piano. I leader democratici alla Camera e al Senato, Nancy Pelosi e Chuck Schumer, propongono invece una legge per concedere a tutti gli americani test gratuiti per il coronavirus, sussidi per i lavoratori colpiti dalla malattia, l'espansione dei programmi di sostegno federali per la disoccupazione e l'aumento dei sussidi alimentari.

Il piano bipartisan da 8,3 miliardi
La scorsa settimana l'amministrazione Trump aveva proposto 2,5 miliardi di stanziamenti straordinari per l'emergenza coronavirus. Il Congresso con un'azione bipartisan ha aumentato questa somma a 8,3 miliardi.
Il piano di taglio delle tasse di Trump per essere varato dovrà essere approvato dai democratici che controllano la Camera e con cui bisognerà trovare un accordo per varare qualsiasi misura di spesa.

Per approfondire:
Coronavirus, la Ue lancia un fondo da 25 miliardi di euro
Usa, il primo caso è di origine sconosciuta

Riproduzione riservata ©
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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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