seconda ondata

Coronavirus, in tutta Europa misure forti per evitare un nuovo lockdown

Un po’ tutti i Paesi stanno adottando restrizioni per fermare il contagio, in una specie di corsa contro il tempo che ha la chiusura totale come ultima spiaggia

di Biagio Simonetta

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Tamponi a Colonia, in Germania (Afp)

Un po’ tutti i Paesi stanno adottando restrizioni per fermare il contagio, in una specie di corsa contro il tempo che ha la chiusura totale come ultima spiaggia


4' di lettura

Agosto sembra lontanissimo. L'insostenibile tregua che questa pandemia del Coronavirus ci ha concesso, è durata troppo poco. E l'Europa è di nuovo alle prese con l'incubo dei lockdown, i locali chiusi, l'incertezza di un inverno che sembra aspettarci sulla porta col ghigno feroce di chi non promette nulla di buono. Non aver azzerato i contagi, quando il virus sembrava aver mollato la presa, poteva forse farci intuire che le curve sarebbero tornate a salire. Ma da marzo scorso, le logiche sono da nuovo mondo. E come tali sono imprevedibili.

Così, mentre la Cina – ground zero della pandemia – prova a ripartire, convinta di aver vinto la sua battaglia contro il contagio, l'Occidente rimane appeso al filo della precarietà, dei numeri che crescono troppo in fretta, delle strategie da rivedere. Oggi l'Europa è alle prese con una seconda ondata che preoccupa. Un po' tutti i Paesi stanno adottando restrizioni per cercare di fermare il contagio, in una specie di corsa contro il tempo che ha il lockdown come ultima spiaggia.

Coprifuoco in Francia

In Francia, dove nell'ultima settimana si sono registrati oltre 80mila nuovi casi, è stata scelta la strada del coprifuoco per 4 settimane nelle regioni di Parigi (Ile-de-France), Marsiglia, Lille, Grenoble, Lione, Tolosa, Rouen, Aix-en-Provence e Saint-Etienne per 4 settimane. Scatterà questo sabato e prevede il divieto di uscire dalle 21 alle 6 del mattino. Lo ha annunciato in diretta tv il presidente francese Emmanuel Macron. In quella fascia oraria dunque non sarà possibile né uscire né visitare o ricevere amici. Chi violerà il coprifuoco riceverà una multa di 135 euro.

Il coprifuoco è prorogabile fino al primo dicembre se si rivelerà necessario dopo una verifica al termine del periodo previsto di un mese. Al momento, ha detto il presidente, non sono previste restrizioni ai viaggi tra le regioni e le città francesi e neppure agli spostamenti con i mezzi pubblici di trasporto.

Allerta “alta” a Londra

Il Regno Unito, con oltre 655mila casi e 43.500 decessi da inizio pandemia, è alle prese con una seconda ondata molto importante. Il nuovo sistema di restrizioni studiato dal governo britannico prevede tre livelli di allerta. La maggior parte del Paese si trova nella fascia più bassa. La regione di Liverpool è l'unica zona soggetta alle regole più severe, con pub e bar che non servono pasti al chiuso.

Londra passerà al livello di “allerta alta” a partire da sabato a mezzanotte, il secondo nella scala delle restrizioni imposte dal premier britannico Boris Johnson. La misura prevede il divieto di riunioni in casa con amici. Più pesanti le misure intraprese in Irlanda del Nord, dove dal 15 ottobre – e per 4 settimane – rimangono chiusi pub e ristoranti, fatta eccezione per chi fa consegne a domicilio.

Sempre nell'Irlanda del Nord, da lunedì 19 ottobre rimarranno chiuse anche tutte le scuole per due settimane. Più che una chiusura vera e propria, in realtà, si tratta di un rinvio delle riaperture dopo la pausa tradizionale di ottobre.

Spagna, preoccupa la Catalogna

A causa della diffusione dei contagi, i bar e i ristoranti della Catalogna, nel nord-est della Spagna, sono chiusi per 15 giorni a partire dal 15 ottobre. I locali non potranno più servire i clienti nei locali e potranno solo consegnare a domicilio. Misure “difficili” decise per “evitare il lockdown totale nelle prossime settimane”, ha annunciato Pere Aragones, presidente ad interim del Governo regionale in una conferenza stampa.

Nel resto della Spagna, da qualche giorno è in vigore uno “stato di allarme” che riguarda Madrid e altre 9 città: Fuenlabrada, Parla, Alcobendas, Torrejón de Ardoz, Getafe, Alcorcón, Leganés, Móstoles e Alcalá de Henares. Da queste città non è possibile uscire (né entrare) se non per motivi particolari (studio, salute e lavoro tra le altre). Fra le misure adottate anche il divieto di assembramenti (massimo 6 persone), la chiusura dei locali alle 23 e la limitazione di presenze alle funzioni religiose.

Germania, mascherine ovunque

In Germania, la cancelliera Angela Merkel, dopo otto ore di serrato confronto con i dirigenti dei diversi Land del Paese, ha annunciato misure più severe su raduni e mascherine. Se un'area del Paese registra più di 35 nuove infezioni per 100.000 persone nell'arco di sette giorni, le mascherine diventeranno obbligatorie in tutti i luoghi in cui le persone sono a stretto contatto per un periodo prolungato.

Anche il numero di persone autorizzate a radunarsi sarà limitato a 25 in spazi pubblici e 15 in spazi privati.

Nuove restrizioni in Polonia

La Polonia ha annunciato nuove restrizioni per frenare la pandemia, inclusi limiti agli orari di apertura di bar e ristoranti, stop ad eventi sportivi e scuole in alcune aree. «Chiedo a tutte le persone anziane di restare a casa. Vinceremo questa battaglia, ma solo se saremo uniti e responsabili», ha detto in conferenza stampa il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki.

Gli eventi sportivi si svolgeranno senza pubblico, le palestre e le piscine chiuderanno e le scuole nelle zone rosse, dove il coronavirus ha colpito più duramente il Paese, andranno avanti con la didattica a distanza. Anche la capitale Varsavia è una nuova zona rossa.

Paesi Bassi a rischio collasso

Pugno duro anche nei Paesi Bassi, dove è già in vigore la chiusura – per quattro settimane – di bar, ristoranti e coffee shop (ai quali è permesso il servizio d'asporto). È vietata, inoltre, la vendita di alcolici dopo le 20. Si tratta di un lockdown parziale, ma il premier Mark Rutte ha già spiegato che se il contagio non si arresta, il Paese corre il rischio del collasso sanitario, col 75% delle cure ospedaliere ordinarie che potrebbero non essere più garantite.

Dal Portogallo alla Repubblica Ceca, cosa succede altrove

La situazione è esplosiva un po' ovunque. Uno dei Paesi dove l'aumento dei contagi preoccupa maggiormente è la Repubblica Ceca. Lì il governo ha deciso un lockdown parziale che include la chiusura di locali e scuole fino al prossimo 3 novembre. Per i ristoranti rimane la possibilità di fare servizio d'asporto fino alle otto di sera. Obbligo di mascherine ovunque, stop al consumo di alcolici per strada e divieto di assembramenti (massimo 6 persone).

Dal 14 ottobre, in Portogallo sono vietate le riunioni con più di cinque persone, mentre per matrimoni e battesimi il tetto è stato fissato a 50. Abolite tutte le feste all'università e raddoppiate le multe, da 5.000 a 10.000 euro, per gli esercizi commerciali che non rispettano le regole. Intanto il governo guidato da Antonio Costa si appresta a proporre l'obbligo di mascherina all'aperto e ad approvare lo “stato di calamità”, che conferisce all'esecutivo poteri eccezionali.

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