Attualità

Coronavirus ultime notizie. Vaccini, in Italia superati 2 milioni di dosi. Bertolaso coordinatore del piano in Lombardia. L’Austria allenta il lockdown

● Usa, 110.470 casi e 1.789 decessi in 24 ore
● Ceo Curevac, «Bayer produrrà nostro vaccino»
● Coldiretti: riaprono per servizio al tavolo quasi 300mila attività
● Russia, 17.648 contagi e 2.037 vittime nelle 24 ore
● Israele estende lockdown e chiusura aeroporto Tel Aviv
● Giappone, verso estensione stato di emergenza a Tokyo
● Variante Sudafrica, oltre 100 casi in Gb
I numeri della pandemia in Italia del 31 gennaio
Le notizie live di ieri

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Preparazione di una dose del vaccino Moderna a Manhattan, New York. (REUTERS/Mike Segar/File Photo)
  • Brasile, bilancio sale oltre 225mila vittime

    Sale oltre 225mila il bilancio delle vittime di coronavirus registrate in Brasile, dopo un aumento di 595 decessi e 24.951 casi nelle ultime 24 ore.

  • Lazio, oltre 23mila doppie prenotazioni per over 80

    Alle ore 20 «sono oltre 23mila le doppie prenotazioni effettuate per il vaccino anti Covid rivolto agli over 80 del Lazio. Di queste oltre 16mila sono le prenotazioni a Roma città». Lo rende noto l’Unità di Crisi della Regione Lazio. «Continuando con questo trend è ipotizzabile che alla mezzanotte avremo superato la quota delle 25 mila doppie prenotazioni nelle prime 12 ore di attivazione del servizio. In proiezione questo significa circa 50 mila prenotazioni ogni 24 ore e se il trend viene mantenuto in meno di 10 giorni tutti gli over 80 del Lazio avranno la loro prenotazione della prima e seconda dose», commenta l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

  • Biontech aumenterà la capacità di produzione del 50% nel 2021

    Biontech vuole aumentare la sua capacità di produzione di oltre il 50% nel 2021, rispetto a quanto finora pianificato, raggiungendo 2 miliardi di dosi. Lo ha annunciato la casa tedesca a Magonza. Finora l’impresa aveva in programma 1,3 miliardi di dosi. «Siamo sulla buona strada per ampliare le capacità di produzione», ha affermato il gruppo.

  • Merkel: Ue ha trattato a lungo su vaccini per buoni motivi

    Angela Merkel ha espresso esplicito “sostegno” all'Ue, che ha trattato a lungo sui vaccini, percorrendo una strada più lenta. “L'Ue ha trattato a lungo anche per la questione della responsabilità” nell'ambito dei contratti, ha spiegato. È vero che la strada dell'Europa è stata lunga, ha sottolineato, “ma penso siano state giuste le ragioni”.

  • Merkel: entro terzo trimestre vaccino per tutti in Germania

    La previsione del governo tedesco “è che entro la fine del terzo trimestre potremo offrire un vaccino a tutta la popolazione”. Lo ha detto Angela Merkel dopo il vertice con le case farmaceutiche dei vaccini anti-Covid. La cancelliera ha sottolineato che potrebbero esserci però anche degli imprevisti.

  • Vaccini, Bertolaso sarà coordinatore Lombardia per fase 2

    In Lombardia è in arrivo Guido Bertolaso come coordinatore del piano vaccinale anti-Covid per la fase 2. L'ex capo della Protezione Civile e consulente per l'allestimento dell'Ospedale alla Fiera di Milano si trova già a Palazzo Lombardia per incontrare il governatore e il neo assessore al Welfare Letizia Moratti. L'annuncio ufficiale dell'incarico - a quanto si apprende - è previsto per domani mattina.

  • Regno Unito certo sulle forniture: nessun impatto Ue sui richiami

    Il Regno Unito ha portato a 407 milioni il totale di dosi di candidati vaccino anti-Covid preordinate in maggioranza per quest’anno e in parte anche per l’anno prossimo. Lo ha confermato Matt Hancock, ministro della Sanità del governo di Boris Johnson, rispondendo a una domanda nella conferenza stampa di giornata sulla pandemia tenuta a Downing Street assieme ai consulenti medici Stephen Powis e Susan Hopkins, dirigenti del servizio sanitario nazionale. Incalzato sul timore che le misure protezionistiche evocate dall’Ue possano provocare carenze nelle forniture di vaccini prenotate con largo anticipo dal governo di Londra rispetto a Bruxelles e ostacolare i richiami sull’isola, Hancock ha poi evitato polemiche dirette, ma ha ribadito di avere «un elevato grado di fiducia» sul rispetto dei contratti e delle consegne concordati dalla varie case farmaceutiche con il Regno.

  • Superate 2 milioni di dosi in Italia

    È stata superata la soglia dei due milioni di dosi di vaccino somministrate in Italia. Secondo i dati del Commissario per l'emergenza Domenico Arcuri, ad oggi pomeriggio sono 2.003.543 gli italiani vaccinati con la prima dose, mentre sono 659.565 quelli che hanno avuto la doppia dose.

  • Variante Sudafrica, oltre 100 casi in Gb

    Sono saliti a 105 i casi di contagio con la cosiddetta variante sudafricana del Covid individuati finora nel Regno Unito e a preoccupare sono in particolare 11 di questi, scoperti in Inghilterra del sud, che riguardano persone le quali non risultano avere viaggiato o avuto contatti recenti con viaggiatori dall'estero. Lo ha sottolineato il ministro della Sanità britannico, Matt Hancock, nella conferenza di stampa di giornata di Downing Street sulla pandemia. Hancock si è impegnato ad “agire con rigore” per arginare l'ulteriore minaccia e ha confermato il via a una campagna di tamponi porta a porta offerti per ora a 80.000 persone.

  • L'Austria allenterà il blocco, consentendo la riapertura di negozi e scuole

    L'Austria allenterà il blocco delle attività da lunedì della prossima settimana, passando al coprifuoco notturno e consentendo la riapertura di negozi e scuole. Questo nonostante il numero dei contagi resti ancora alto. Quanto agli ingressi a scuola potranno riprendere solo gli alunni che hanno effettuato il tampone, mentre gli altri potranno partecipare online.

    Sebastian Kurz . (Photo by HELMUT FOHRINGER / APA / AFP) / Austria OUT

  • Fifa, ai Mondiali in Qatar ci saranno gli stadi pieni

    «Il prossimo anno, alla Coppa del Mondo in Qatar, avremo gli stadi pieni. Il covid sarà sconfitto entro quella data». Lo sostiene il presidente della Fifa, Gianni Infantino, ospite del consueto briefing dell'Oms sul coronavirus. «I Mondiali saranno magici come sempre», ha detto.

  • Danimarca, tornano in classe i bimbi delle elementari

    I bambini delle elementari torneranno di nuovo a scuola dall'8 febbraio in Danimarca, dove erano stati costretti a rimanere a casa dal 21 dicembre scorso. Lo ha annunciato il governo, secondo quanto riferisce la danese TV 2. La decisione è stata presa sulla base di nuovi calcoli dello Statens Serum Institut, che ha esaminato più da vicino le conseguenze sulla salute del ritorno degli studenti più giovani. In questo momento i tassi di infezione sono relativamente bassi, ma cresce la percentuale di persone infettate dalla variante cosiddetta inglese, ritenuta più contagiosa.

  • Francia, la sfida dei ristoratori con aperture illegali

    Sfida al governo (e al coronavirus). Chiusi in Francia da fine ottobre a causa della pandemia legata al coronavirus, alcuni ristoranti francesi hanno riaperto oggi le loro porte, in modo piu' o meno simbolico, per difendere il loro “diritto a lavorare”, a rischio di perdere il sostegno finanziario dello Stato. A lanciare la rivolta illegale, è stato un cuoco di Besancon, nell'est della Francia, che a inizio gennaio annunciò l'intenzione di aprire il primo febbraio, invitando il massimo dei colleghi a fare lo stesso. «Vogliamo avviare un dialogo con lo Stato. Non è chiudendo tutto che combatteremo la pandemia», ha dichiarato Stéphane Turillon, intervistato dalla France Presse, nel giorno in cui ha accolto, fuori dal suo ristorante, un centinaio di clienti con la mascherina, sistemati sotto a dei tendoni in prossimità del suo ristorante. A Parigi, José Preto, 55 anni, proprietario del bistro Le Tir-Bouchon, ha apparecchiato simbolicamente due tavoli all'aperto: “Non voglio essere fuorilegge” ma «se la situazione dovesse perdurare, nulla, salvo un'ecatombe di morti, potrà impedirci di aprire», afferma. Anche Nathalie Vicens, che è proprietaria dell'L'Ailleurs Café, a due passi dal commissariato di Ajaccio, in Corsica, ha deciso di fare un'”apertura simbolica”, limitata a sei amici, per un pranzo indiano. Obiettivo? «Fare riflettere un pochettino le autorità pubbliche per trovare un'altra soluzione rispetto alla chiusura completa e totale. La chiamo disobbedienza civile - dice uno dei commensali preferendo restare anonimo - ci sono momenti in cui ce n'è bisogno e non ce ne è abbastanza». A Ligescourt, piccolo villaggio nel dipartimento di Somme, Kathia Boucher, oggi serve un piatto unico, tartiflette-salade, in orario continuato dalle 11:00 alle 17:00. Nel suo bar brasserie La Bohême, contravvenendo alle disposizioni di legge, ha deciso di accogliere i clienti con tavoli distanziati di due metri e sistemandoli in modo sfalsato. Intervistato questa mattina da radio RTL, il ministro dell'Economia, Bruno Le Maire, ha lanciato un avvertimento ai trasgressori. «Chi non rispetta le regole non avrà piu' il sostegno dello Stato», ha ammonito, precisando che i ristoratori fuorilegge vedranno il loro accesso al fondo di solidarietà “sospeso per un mese” o addirittura in modo definitivo se si ostineranno a non rispettare le regole decise dallo Stato per combattere il nemico invisibile.

    I gendarmi francesi controllano un cliente al bar ristorante “La Boheme” a Ligescourt . La proprietaria Kathia Boucher ha aperto come atto di disobbedienza civile per protestare contro la chiusura di bar e ristoranti

  • Sospese lezioni in presenza nelle scuole di Perugia

    Sospesa l'attività didattica in presenza delle scuole primarie e secondarie di Perugia da martedì 2 fino a domenica 14 febbraio. Lo prevede un'ordinanza del sindaco Andrea Romizi nell'ambito degli interventi per limitare i contagi da Covid. La decisione è stata presa in seguito agli incontri con i vertici della Regione in sede Anci Umbria, durante i quali è stato richiesto un intervento da parte di 31 Comuni particolarmente interessati dalla diffusione dei casi.

  • Giappone, verso estensione stato di emergenza a Tokyo

    Il governo giapponese avrebbe intenzione di un altro lo stato di emergenza per Tokyo e altre regioni del paese oltre la scadenza prossima del 7 febbraio. E' quanto riferiscono media internazionali citati dal Guardian. All'inizio di gennaio era stato deciso lo stato di emergenza lungo un mese per 11 regioni del Giappone nel tentativo di contrastare la pandemia da coronavirus. Il governo comunicherà domani la decisione sull'estendere o meno il provvedimento, dopo aver consultato il suo team di esperti.

  • Senior FederAnziani, a gennaio morti 14 mila over 80

    «L'ecatombe di anziani in Europa e in Italia a causa del coronavirus non si ferma. Nel solo mese di gennaio sono morte oltre quattordicimila persone solo nel nostro Paese (ovvero 463 decessi in media al giorno), e nella quasi totalità dei casi si tratta di over 80. Neanche il terremoto dell'Aquila, dell'Irpinia, del Belice, del Veneto, e del centro Italia del 2016, sommati insieme, hanno fatto tante vittime. Eppure davanti a questo vero e proprio genocidio stentiamo tuttavia a vedere una reazione adeguata da parte della classe politica Italiana ed europea». A sostenerlo è il Presidente di Senior Italia FederAnziani Roberto Messina basandosi sui dati della Johns Hopkins University. Il presidente lamenta anche che il «piano di vaccinazione europeo procede a rilento», mentre, aggiunge, bisogna «mettere rapidamente in campo tutte le risorse economiche, logistiche e di comunicazione che consentano di raggiungere nel più breve tempo possibile la platea degli anziani e dei soggetti fragili che per primi devono essere messi in sicurezza». «Gli anziani sono disorientati rispetto alla campagna vaccinale - aggiunge - chiedono informazioni e hanno difficoltà a restare in contatto con la medicina del territorio, come emerge dalle centinaia di telefonate che arrivano al nostro numero verde (Emergenza Solitudine, 800.99.14.14). Alla paura e al disorientamento di questi mesi si somma ora la preoccupazione di non riuscire ad accedere al vaccino e di mancare così l'appuntamento fondamentale con quella che - sottolinea - appare l'unica via di salvezza, la sola speranza di poter fare ritorno alla normalità».

  • Usa, diminuiscono nuovi casi e morti, erogate oltre 31 milioni di dosi vaccino

    Ieri, gli Stati Uniti hanno registrato oltre 110.000 nuovi casi di coronavirus, dopo i 142.091 di sabato e i 131.075 di una settimana prima, confermando l'andamento calante iniziato l'8 gennaio. Secondo i dati della Johns Hopkins University, ieri ci sono stati poco più di 1.700 morti, in calo dai 2.731 di sabato e dai 1.776 di una settimana prima. Gennaio è stato il mese peggiore dall'inizio della pandemia, per numero di morti. Il numero dei ricoverati è sceso a 95.013, per il secondo giorno consecutivo sotto la soglia dei 100.000, soglia sempre superata dal 2 dicembre. Negli Stati Uniti, registrati oltre 26,1 milioni di casi e 441.000 morti. Al momento, negli Stati Uniti, sono state somministrate oltre 31,1 milioni di dosi di vaccino, secondo i dati dei Centers for Disease Control and Prevention

  • 576 detenuti positivi, 104 a Rebibbia

    Sono 576 i detenuti positivi al Covid, quasi un centinaio in meno in dieci giorni. Ma cresce il focolaio nel carcere romano di Rebibbia: sono 104 i detenuti positivi, di cui cinque ricoverati in ospedale e gli altri tutti asintomatici. Sostanzialmente stabili i contagi tra i poliziotti penitenziari: sono 600, a cui vanno aggiunti altri 60 dipendenti tra il personale dell'amministrazione penitenziaria, per un totale di 660 . È il quadro che emerge dagli ultimi dati comunicati dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ai sindacati del comparto e aggiornati alle 20 del 28 gennaio.

  • Casi variante Sudafrica in Gb, test a tappeto

    Allarme 'variante Sudafrica' nel Regno Unito (già alle prese con l'aggressività della cosiddetta variante inglese del Covid), dove 2 casi di contagio con la mutazione identificata per prima nel Paese africano, ma senza legami con viaggi o contatti accertati con persone provenienti dall'estero, sono stati scoperti nel Surrey, sud Inghilterra. Sono stati subito disposto tamponi specifici a tappeto nella stessa contea e nelle zone circostanti (Londra, Kent, Hertfordshire, Walsall). Il premier Boris Johnson, dallo Yorkshire, ha comunque rassicurato sui segnali d'efficacia dei vaccini «su tutte le varianti», stando agli ultimi dati.

  • Ecdc, finora vaccinato il 2,5% degli italiani adulti, usato il 76,1% delle dosi disponibili

    Il 2,5% degli italiani adulti (età superiore a 18 anni) ha ricevuto la prima dose di un vaccino anti Covid-19; lo ha ricevuto il 2,6% dei tedeschi, il 2,7% dei belgi, il 3% dei polacchi. È quanto emerge da un rapporto del centro Ue per il controllo delle malattie (Ecdc). Della ventina di Paesi censiti, l'Italia è quello che in valori assoluti ha ricevuto più dosi: 1.805.875, pari a 3,6 dosi per cento abitanti (adulti), di cui “amministrate” 1.374.137, pari al 76,1% del totale delle dosi disponibili. Solo la Lituania ha somministrato il 100% delle dosi ricevute, seguita da Islanda (92,7%), Polonia (87,3%), Spagna (84,8%), Slovenia (83,5%); dopo l'Italia ci sono Belgio, Svezia, Ungheria, Grecia, Lussemburgo e Portogallo, Malta, Olanda, Cipro. Questa la situazione al 29 gennaio.

  • Covid svuota Barcellona e Madrid, crollano gli affitti

    Il coronavirus svuota Barcellona e Madrid e nelle due maggiori città spagnole gli affitti crollano. Lo riferisce il Guardian. A Barcellona gli affitti calano del 17% mentre nella capitale Madrid del 12%, conseguenza della ridotta mobilità, del lavoro da casa e delle presenze internazionali minime. Così sia professionisti sia studenti hanno lasciato in massa le principali città spagnole e il settore dell'ospitalità è praticamente fermo, da cui il trasferimento di molti dei suoi lavoratori. A livello nazionale gli affitti sono calati dell'1% in media a gennaio rispetto a dicembre, le più colpite sono le regioni turistiche come Siviglia e le Isole Baleari e le zone più colpite dal covid-19, come Lleida in Catalogna.

  • Zaia (Veneto), trend in discesa ma rischio sempre alto

    «Il trend è confermato, sono 32 giorni di continuo calo, ma attenzione, è un attimo entrare in una zona diversa. Il rischio è sempre alto». Lo ha detto il presidente del Veneto, Luca Zaia, nel primo giorno della regione in zona gialla dopo due settimane di 'arancione'. «Oggi cambia il sistema di gioco - ha affermato - e da oggi pesa di più l'individualità personale fino a ieri surrogata da misure. La preoccupazione è grande. Per cui sono convinto della necessità di un patto con i cittadini. Diamoci una mano. Quello che accadrà in queste ore in queste settimane ci darà la contabilità a fine febbraio. Per ora non ci sarà nessuna ordinanza, anche se avrei potuto presentarne una contro gli assembramenti. Voglio investire fino in fondo sui cittadini. L'unica ordinanza che presenterò sarà quella sulla scuola». Zaia ha ribadito l'importanza di evitare gli assembramenti, criticando quanto è accaduto in alcuni luoghi italiani: «Le grandi città - ha rilevato - non hanno dato un esempio edificante, per di più ieri si era ancora in zona arancione».

    Una foto tratta dal profilo Twitter del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. (TWITTER)

  • Venezia, anche col “giallo” caffè storici chiusi

    Venezia torna ad essere zona gialla, come il resto del Veneto, ma i caffè storici di Piazza San Marco restano con le serrande abbassate. Non basta l'apertura dei confini comunali, e nemmeno le rassicurazioni sulla prossima riapertura di Palazzo Ducale tra una decina di giorni. “Il centro storico veneziano necessita non solo della possibilità di spostarsi all'interno della regione - spiega Claudio Vernier, titolare dello storico Caffè Al Todaro e presidente dell'Associazione Piazza San Marco - ma degli spostamenti tra regioni e dei visitatori europei». Alcuni negozi e gallerie sono sempre rimasti aperti in Piazza in questo periodo, spiega il presidente, per dare un segnale di resistenza: Ad esempio la galleria Ravagna, la gioielleria Tokatzian e Rolex sono sempre rimaste aperte - elenca Vernier - ma i caffè storici hanno necessità di incassare cifre considerevoli per giustificarne le aperture, e al momento mancano i presupposti». Per il momento nessun locale riapre; per qualcuno, come lo storico Florian se ne parlerà tra marzo e aprile, per altri, come Lavena, non vi sono date. Si resta alla finestra ad attendere il ritorno del turismo, almeno di prossimità. «Abbiamo accolto con gioia la notizia della riapertura di Palazzo Ducale e di tutti i musei civici - conclude Vernier - ma per attività che hanno spese e numerosi dipendenti, come i caffè storici, non è sufficiente, serve il ritorno del turismo».

  • Fedriga (Friuli Venezia Giulia), testato 34,55% popolazione, siamo al top

    La Regione Friuli Venezia Giulia è quella che di fatto ha testato più persone«, intese come 'nuovi soggetti testati', «raggiungendo il 34,55% della popolazione». Lo ha affermato il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, riferendo in Aula del Consiglio regionale sull'emergenza coronavirus. Più alto del Fvg, ha osservato, «c'è il dato del Lazio, dove incide l'attività a livello nazionale svolta dallo Spallanzani, e quello del Molise, con il 41,57%. Qui però hanno deciso di fare una politica dove di fatto tutti i tamponi molecolari sono quasi unici, con un tamponamento mirato su nuovi tamponi e non su quelli di controllo e monitoraggio». Il Fvg, ha aggiunto Fedriga, è in proporzione «tra i primi in Italia anche per quanto riguarda il numero di tamponi molecolari» eseguiti, 1.111.452, quindi «921 ogni 1.000 abitanti. Più alto è solo il dato della Provincia Autonoma di Trento, 937 ogni 1000». «Ci preoccupa molto - ha concluso - il dato sulla mortalità: dopo la Val d'Aosta, che è ha la percentuale più alta rispetto alla popolazione con 0,32%, e dopo Liguria, Piemonte, Emilia Romagna, Lombardia e Trento, c'è il Fvg con lo 0,19%. Dobbiamo fare del nostro meglio per tutelare le fasce più fragili, l'unica via possibile sia il vaccino».

    Massimiliano Fedriga, presidente Regione Friuli Venezia Giulia. (ANSA/FABIO FRUSTACI)

  • Vaccino da domani in Emilia-Romagna a 80enni in assistenza domiciliare

    «Adesso stiamo ultimando la prima parte del primo target, cioè le vaccinazioni a operatori sanitari, degenti Cra e domani inizieremo a vaccinare gli ultra 80enni in assistenza domiciliare. Poi immagino che, in ragione al numero di vaccini che arriveranno, seguiremo quella che è l'indicazione del piano nazionale e passeremo alle categorie più vulnerabili, poi anche alla popolazione ultra 70enne e poi ultra 60enne. Di tutti questi dettagli, ne parleremo nei prossimi giorni». Lo ha detto l'assessore alle Politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna Raffaele Donini che, a margine di una videoconferenza stampa di Ageop Ricerca onlus, ha risposto a una domanda sulla campagna vaccinare contro il coronavirus. «Fra qualche giorno ha spiegato - presenteremo ufficialmente la nostra programmazione per l'attuazione piano vaccinale, che, ricordo, è un piano nazionale. Non esistono i piani regionali, nel senso che le regioni non sono autonomamente nelle condizioni di potere decidere i target della popolazione da vaccinare».

  • Irraggiungibile sito Regione Lazio per prenotazione vaccini over 80

    In tilt il sito per le prenotazioni online della Regione Lazio per il vaccino covid-19 agli ultra ottantenni. Dopo l'avvio, in cui secondo la Regione sono state registrate 2.200 prenotazioni online, da diversi minuti il sito salutelazio.it, alla pagine delle prenotazioni, che sarebbe attivo dalle ore 12, risulta irraggiungibile o, in altri casi, si riesce ad iniziare la procedura senza riuscire però a concluderla positivamente.

    PER APPROFONDIRE: Vaccini agli over 80, ecco il calendario delle regioni

  • Oltre 103 milioni di casi nel mondo

    Il bilancio complessivo dei casi di coronavirus a livello globale ha superato questa mattina quota 103 milioni, con un incremento di tre milioni di contagi negli ultimi sei giorni: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Secondo l'università americana, il totale delle infezioni nel mondo è attualmente a quota 103.018.643, inclusi 2.229.326 decessi. La soglia dei 100 milioni di casi era stata superata il 26 gennaio scorso.

  • Brasile, oltre 9,2 milioni di contagiati

    Il Brasile ha registrato 559 morti e 27.756 casi di infezione da coronavirus nelle ultime 24 ore, secondo quanto riportato dalle autorità sanitarie brasiliane. Dall'inizio della pandemia, il gigante sudamericano ha totalizzato 224.504 decessi legati al Covid-19, mentre i casi positivi hanno raggiunto quota 9.204.731. Il tasso di mortalità della malattia nel Paese è al 2,44%, mentre quello di incidenza è di 107 morti e 4.380 casi ogni 100 mila abitanti. In relazione ai recuperi totali, il Brasile è al terzo posto nel mondo, con 8.027 milioni di pazienti guariti, dietro a Stati Uniti e India. Anche questo fine settimana si sono registrate manifestazioni in diverse città brasiliane contro la gestione della pandemia da parte del presidente, Jair Bolsonaro.

    Manifestanti contro Bolsonaro a Brasilia, 31 gennaio 2021. (Photo by Sergio LIMA / AFP)

  • La Germania potrebbe usare anche i vaccini russo e cinese

    La Germania potrebbe ricorrere anche ai vaccini made in Russia e in Cina per contrastare la pandemia da coronavirus. E' quanto suggeriscono alcuni politici tedeschi interpellati sull'argomento, riferisce il Guardian. In particolare, il premier bavarese Markus Soeder ha affermato che Berlino dovrebbe considerare la possibilità di approvare il vaccino Sputnik V, così come quello cinese. Anche il ministro federale della Sanità, Jens Spahn, non sembrerebbe escludere un percorso del genere, se i medicinali russo e cinese verranno approvati dalle autorità Ue competenti in materia. In un'intervista alla Frankfurter Allgemeine Sonntagszeiting, Spahn ha sottolineato che quei vaccini potranno in effetti aiutare a porre fine alla pandemia.

    PER APPROFONDIRE: Vaccini in tempo reale

  • Nel mondo muore il 30-40% di chi è in rianimazione

    Dall'inizio della pandemia la mortalità dei pazienti con Covid-19 ricoverati in terapia intensiva è andata sempre diminuendo rispetto alla prima fase, ma ora sembra aver raggiunto un plateau intorno al 30-40%. Lo afferma uno studio, condotto in diverse parti del mondo, coordinato da Tim Cook dell'università di Bristol e pubblicato su Anesthesia. I ricercatori hanno analizzato 52 studi osservazionali su oltre 43mila pazienti, più altre ricerche già pubblicate sul tema, da diversi paesi del mondo. In generale la mortalità nelle rianimazioni è passata dal 60% di fine marzo 2020 al 42% di fine maggio, per poi scendere intorno al 36% in ottobre. Dopo questo mese la percentuale continua a scendere, ma molto più lentamente. Il dato è valido in diverse regioni, spiegano gli autori, con l'eccezione dell'Australia, dove è molto più basso, e del medio oriente, dove invece è molto più alto. “Negli ultimi mesi - scrivono - diversi studi hanno spiegato quali trattamenti danno benefici nelle terapie intensive e quali no. Gli steroidi migliorano la sopravvivenza nei pazienti ossigeno-dipendenti, mentre altri farmaci come idrossiclorochina, azitromicina, lipinavir/ritonavir e remdesivir non mostrano benefici evidenti”.

  • Miozzo (Cts) a Decaro, il mio è appello a sindaci

    “Io non ho contestato i sindaci, ho fatto un appello affinché aiutino il sistema per controllare il territorio utilizzando tutte le risorse disponibili ed evitare gli assembramenti. Non era assolutamente mia intenzione contestare la capacità, la funzione, la competenza dei sindaci”. Così il coordinatore del Cts, Agostino Miozzo risponde al presidente dell'Anci, Antonio Decaro, che rispetto alle polemiche sugli assembramenti nel fine settimana aveva dichiarato: “Basta con il tiro al bersaglio sui sindaci, il Cts pensi a fare la sua parte. Dare la colpa ai sindaci sta diventando il nuovo sport nazionale”. Miozzo ha ribadito che non c'era da parte sua “alcuna intenzione di addossare ai sindaci responsabilità diverse da quelle che hanno”. Il suo, aggiunge “era un accorato appello perché le immagini che abbiamo visto sabato scorso sono di una estrema grande preoccupazione”.

    Ieri, 31 gennaio, la folla alla Darsena di Milano. ANSA / MATTEO CORNER

    “A tutti noi del Comitato tecnico, a molti colleghi è sembrato di vedere un film già visto e abbiamo visto l'estate del 'liberi tutti' che cosa ha provocato - dice ancora Miozzo al seminario della Cgil 'Gestione della pandemia e campagna vaccinale contro il Covid' su Collettiva.it - Abbiamo visto la distrazione delle regole che comunque esistevano ed erano chiare anche in estate, a settembre poi la curva è schizzata: non possiamo permettercelo”. “Siamo nel pieno della pandemia, abbiamo una campagna vaccinale che deve funzionare. Se la curva schizza verso l'alto - continua - e ci mette in condizioni di stress sanitario rischiamo di non avere i medici che sono necessari per la campagna vaccinale di massa e gli infermieri che sono indispensabili”. “Se gli ospedali torneranno a essere sotto stress - conclude Miozzo - come sono stati trappe volte negli ultimi mesi, noi questa campagna vaccinale rischiamo di non riuscirla a fare come vorremmo”.

  • Iss, in fase II letalità al 2,4% da 6,6% prima fase pandemia

    La letalità del Covid-19 in Italia nella seconda fase dell'epidemia è del 2,4%, più bassa rispetto a quella della prima fase durante la quale però l'accessibilità rallentata ai test diagnostici e la diversa distribuzione geografica dei casi potrebbero aver fornito un dato distorto. Il calcolo è contenuto in un rapporto dell'Istituto superiore di Sanità dove sono presentate anche le stime a livello regionale e in riferimento alle diverse fasi dell'epidemia, da cui emerge che le differenze tra regioni appaiono meno evidenti alla luce delle differenze della struttura demografica e della diffusione dell'epidemia nel tempo. Secondo il report tra i casi confermati diagnosticati fino a ottobre, la percentuale di decessi standardizzata per sesso ed età (Cfr) è stata complessivamente del 4,3%: 6,6% durante la prima fase (febbraio-maggio), 1,5% nella seconda fase (giugno-settembre) e 2,4% tra i casi diagnosticati nel mese di ottobre. Il Cfr standardizzato presenta i valori più alti in Lombardia (5,7%) ed Emilia-Romagna (5,0%), i più bassi in Umbria (2,3%) e Molise (2,4%). «Nell'interpretare le differenze regionali di Cfr - spiegano dall'Iss - è importante tenere in considerazione la tempistica con cui l'epidemia si è manifestata nei diversi ambiti territoriali».

  • Boccia, con 620mila vaccinati Italia prima in Europa

    «In questo momento in Italia sono state somministrate 2 milioni di dosi di vaccino, con oltre 620.000 vaccinati definitivi che hanno fatto già il richiamo; siamo il primo Paese in Europa, la Germania ha circa 400.000 vaccinati definitivi». Lo ha detto il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, intervenendo a Radio Immagina del Partito Democratico. «Ovviamente - ha continuato il ministro - questi sono i primissimi numeri, è solo un punto di partenza ma dà il senso che, a vaccini disponibili, il nostro Paese ha fatto tutto quello che era possibile; è evidente, però, che quando c'è un programma europeo così ampio i numeri devono essere rigorosamente rispettati dalle aziende produttrici che hanno sottoscritto i contratti con la Commissione europea».

    Il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

  • Vaccini over 80, nel Lazio in 7 minuti 3.800 prenotazioni

    «Le prenotazioni in modalità online sul sito SaluteLazio.it per gli over 80 sono partite con un quarto d'ora di anticipo sull'orario previsto e sono già 2.200 le prenotazioni eseguite nei primi 7 minuti. Un vero record. Si ricorda che non si tratta di un “Click-Day” poiché le prenotazioni si potranno effettuare per l'intero trimestre. L'obiettivo è quello di dare ad ogni cittadino over 80 la propria prenotazione della prima e della seconda dose. Da questa mattina è inoltre operativo il numero telefonico 06.164.161.841 che è stato potenziato con oltre 200 linee in contemporanea e rispondono circa 300 operatori e sono state già eseguite 1.600 prenotazioni telefoniche». Lo comunica in una nota l'Unità di Crisi Covid-19 della Regione Lazio.

    A Pratica di Mare prime 66mila dosi di vaccino anti Covid Moderna
  • Croazia, mortalità come in tempo di guerra

    Croazia la pandemia del coronavirus ha fatto salire la mortalità della popolazione a un punto che è ora paragonabile a quello registrato durante la Seconda guerra mondiale. Lo afferma un noto demografo croato, Ivan Cipin. «Il totale dei deceduti è il più alto da quando ci sono le statistiche, ed è quasi pari a quello stimato durante la Seconda guerra mondiale», ha detto Cipin, secondo cui statisticamente nei prossimi calcoli calerà anche l'aspettativa di vita a livello nazionale. Stando ai dati ufficiali a dicembre in Croazia sono decedute 7.395 persone, il 77% in più rispetto allo stesso mese del 2019. A livello annuo nel 2020 sono morte in totale quasi 57 mila persone, l'8,3% in più rispetto all'anno precedente. Il Covid-19 ha causato finora 4.972 vittime.

  • Azzolina, dove scuola riaperta contagi stabili ma attenzione resti alta

    «In queste ore si sta completando il rientro a scuola dei ragazzi delle superiori. Il primo ciclo, lo sapete, è sempre rimasto aperto, circa 5 milioni di studentesse e studenti non hanno mai lasciato le loro aule. Le scuole superiori hanno invece ripreso la didattica in presenza, gradualmente. E in queste settimane, dove si è aperto per primi, i contagi sono rimasti stabili. È un elemento che conforta, ma l'attenzione deve rimanere molto molto alta. La scuola va protetta anche fuori dalle aule. E questa è una responsabilità di tutti. Ricordiamocelo sempre». Così la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina alla ripresa delle lezioni.

  • 2 decessi e 316 nuovi positivi in Alto Adige

    Il Covid-19 ha provocato altre due vittime in Alto Adige. I decessi complessivi, dall'inizio dell'emergenza sanitaria, sono ora 875. Nelle ultime 24 ore, riferisce l'Azienda sanitaria provinciale, sono stati accertati 316 nuovi casi positivi: 214 rilevati sulla base di 2.475 tamponi pcr, di cui 1.144 nuovi test, e 102 con 842 test antigenici. In aumento i ricoveri: 34 in terapia intensiva (2 in più rispetto adi ieri) e 233 nei normali reparti ospedalieri (10 in più). I pazienti covid-19 ricoverati nelle strutture private convenzionate sono 157, mentre 16 (2 in più) sono in isolamento nella struttura di Colle Isarco. Le persone in quarantena o in isolamento domiciliare sono 13.458. I guariti accertati con test pcr sono 23.846 (140 in più). A questi si aggiungono 1.600 persone (una in più) che avevano un test dall'esito incerto o poco chiaro e che in seguito sono risultate negative al test. Infine, le persone guarite per indagine epidemiologica sono 9.057.

  • Israele consegna primi vaccini a palestinesi

    Israele ha consegnato all'Autorità nazionale palestinese 2.000 dosi del vaccino Moderna, prima parte di 5.000, destinate al personale medico della Cisgiordania. La decisione è arrivata dopo la “raccomandazione” congiunta tra ministero della Difesa israeliano e Cogat, il Coordinamento israeliano di governo dei Territori. Le dosi - secondo i media - sono state consegnate attraverso il valico di Betunia in Cisgiordania.

  • Prefetto Roma, guardia alta, controlli ci sono

    In programma in settimana una riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza a Roma presieduto dal prefetto Matteo Piantedosi. Nell'incontro si farà il punto sulla nuova zona gialla e sugli episodi del weekend con scene di affollamenti al centro della Capitale. Il prefetto invita a tenere alta la guardia assicurando che proseguiranno i controlli.

  • Marche, 189 positivi, 19% nuove diagnosi

    Resta molto alto il numero di positivi nelle Marche soprattutto in relazione a un totale di tamponi piuttosto esiguo: sono 189 i contagiati rilevati nelle ultime 24 ore in cui, fa sapere il Servizio Sanità della Regione, sono stati eseguiti «1.439 tamponi: 988 nel percorso nuove diagnosi (di cui 534 nello screening con percorso Antigenico) e 451 nel percorso guariti (rapporto positivi/testati pari al 19,1%). Nel Percorso Screening Antigenico, su 534 test riscontrati 9 positivi (da sottoporre al tampone molecolare)». In questo caso «il rapporto positivi/testati è pari al 2%». Tra i positivi al molecolare ci sono ben 143 persone della provincia di Ancona, 19 della provincia di Pesaro Urbino, 13 del Maceratese, cinque della provincia di Ascoli Piceno, tre del Fermano e sei persone provenienti da fuori regione. Il novero dei contagiati comprende 32 sintomatici; ci sono poi casi di contatti in setting domestico (44), contatti stretti di positivi (63), in setting lavorativo (11), in ambienti di vita/socialità (4), in setting assistenziale (3), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (5), screening percorso sanitario (2). Per altri 25 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche.

  • Sanremo, il sindaco propone: portiamo all’Ariston solo operatori sanitari vaccinati

    «In sala all'Ariston nelle serate del Festival solo sanitari vaccinati, medici, infermieri, volontari delle ambulanze, operatori socio sanitari. Un modo per ringraziare chi in questi undici mesi ha dato il massimo nella lotta al coronavirus e un efficace messaggio verso quella vaccinazione di massa che ci porterà fuori da questo incubo». È l'idea del sindaco di Sanremo, Alberto Biancheri, che in un'intervista alla Stampa - in attesa del protocollo che la Rai dovrà sottoporre ad horas al Comitato Tecnico Scientifico - sostiene che «l'Ariston sarà uno studio televisivo come quelli che continuiamo a vedere in questo periodo. A me non preoccupa cosa può accadere lì, ma il rischio di assembramenti in città. Ho piena fiducia nei protocolli che saranno presentati e il Comune farà la sua parte per fare in modo che in alcun modo ci possano essere rischi per le persone». Quanto all'ipotesi slittamento, «non ne so nulla, per me sono confermate - dice - le date di inizio marzo».

  • Gb, prima fase vaccinazioni completata in tutte le case di riposo

    Il servizio sanitario britannico (Nhs) ha completato la prima fase di vaccinazioni anti-Covid in tutte le case di risposo dell'Inghilterra, focolai micidiali d'infezione a inizio pandemia. Lo ha confermato il premier Boris Johnson, precisando che un vaccino è stato ora “offerto” a ciascun anziano residente nelle strutture: «una cruciale pietra miliare» nella campagna d'immunizzazione. Il Regno Unito mira a garantire una prima dose a 15 milioni di persone (inclusi tutti gli over 70) per metà febbraio. Sabato è stato somministrato un record di 600.000 dosi, fino a quasi 9 milioni totali, mentre i richiami per ora sono stati 490.000.

  • Usa, 110.470 casi e 1.789 decessi in 24 ore

    Gli Stati Uniti hanno registrato ieri 110.470 nuovi casi di coronavirus e ulteriori 1.789 decessi provocati dalla malattia: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Lo riporta la Cnn. I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi dall'inizio della pandemia a quota 26.185.355 e quello dei morti a quota 441.319. Finora sono state distribuite nel Paese almeno 49.933.250 dosi di vaccini e almeno 31.123.299 dosi sono state somministrate.

  • Lopalco, Italia gialla e il virus ringrazia

    Da oggi «quasi tutto il Paese si colora di giallo. Il virus ringrazia»: Così su Facebook l'epidemiologo e assessore alla Sanità della Regione Puglia, Pierluigi Lopalco. «La scelta del Governo - sostiene - è inappuntabile: c'è una regola condivisa ed in base all'algoritmo l'Italia è gialla. Punto». «Le scene registrate in dicembre quando molte regioni (fra cui la Puglia) passarono in zona gialla le ricordiamo tutti. Lo so che sarò impopolare, sono un pessimo politico: ma lasciare al virus la briglia sciolta in questo momento può essere un errore imperdonabile», conclude.

  • Ceo Curevac, «Bayer produrrà nostro vaccino»

    Il colosso farmaceutico Bayer produrrà il vaccino della Curevac. Lo ha confermato il ceo della Curevac in conferenza stampa con il ministro della Sanità tedesco Jens Spahn. «Abbiamo le capacità per produrre il vaccino mRNA di CureVac», ha annunciato infatti il gruppo, aggiungendo che l'obiettivo è quello di produrre 160 milioni di dosi entro il 2022.

  • Von der Leyen, al lavoro per garantire consegne vaccini a Ue

    «Lavoriamo con le aziende farmaceutiche per assicurare che i vaccini vengano consegnati agli europei. Pfizer-Biontech consegnerà 75 milioni di dosi in più nel secondo trimestre dell'anno e fino ad un totale di 600 milioni di dosi nel 2021». Così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, su Twitter.

  • Lazio, prenotazione vaccini per over 80 slitta alle 12

    Slitta di qualche ora l'avvio delle prenotazioni online per la vaccinazione anti-Covid degli ultraottantenni nel Lazio, previsto a partire dalla mezzanotte. «Per motivi tecnici sarà possibile effettuare la prenotazione su: http://prenotavaccino-covid.regione.lazio.it a partire dalle ore 12:00 di questa mattina» viene comunicato in un post sulla pagina Facebook dell'assessorato alla sanità “Salute Lazio”. Alcuni cittadini fanno notare il disguido. «Ah ecco. Sto provando da mezzanotte, nulla, tutto tace», commenta una cittadina. «È da mezzanotte che provo ogni ora», aggiunge un'altra.

  • Fino a ulteriori 75 milioni di dosi Pfizer-BioNTech a Ue

    L'azienda farmaceutica statunitense Pfizer e il suo partner tedesco BioNTech si sono impegnati a fornire fino a 75 milioni di vaccini Covid-19 aggiuntivi all'Unione Europea nel secondo trimestre del 2021. In un comunicato, il chief financial officer di BioNTech, Sierk Poetting, ha inoltre affermato che le due società intendono aumentare le consegne a partire dalla settimana del 15 febbraio per fornire la quantità di dosi a cui si è impegnata nel primo trimestre. In più forniranno all'Ue fino a 75 milioni di dosi supplementari nel secondo trimestre nel quadro dei contratti esistenti. Il lancio dei vaccini nell'Ue ha subito rallentamenti a causa dei problemi di produzione registrati a BioNTech-Pfizer e il gruppo farmaceutico anglo-svedese AstraZeneca.

  • Gb esercita opzione per altri 40 milioni vaccini Valneva nel 2022

    Il governo britannico ha esercitato un'opzione per la fornitura nel 2022 di altre 40 milioni di dosi del vaccino anti-Covid da parte della società di biotecnologie Valneva: sale così a 100 milioni il totale delle dosi ordinate finora da Londra alla società franco-austriaca. Lo scorso settembre il governo britannico e la Valneva hanno firmato una partnership per un potenziale di 190 milioni di dosi, per un valore massimo di 1,4 miliardi di euro. Londra ha reso noto che questa operazione finora sono state ordinate 407 milioni di dosi da vari fornitori, che verranno consegnate nei prossimi due anni.

  • Ventimiglia, code verso Francia per controllo tamponi

    Lunghe code si sono registrate questa mattina al confine italo-francese di Ventimiglia, a causa dei controlli sulle certificazioni dei frontalieri e di chi chiunque altro debba espatriare con giustificata motivazione. Nei giorni scorsi il governo francese ha annunciato, proprio a partire da oggi, l'ingresso nel territorio nazionale solo a chi è munito di test molecolare (Prc) da eseguire nelle settantadue ore precedenti l'arrivo in Francia. Il test antigenico, infatti, non è accettato. Secondo quanto riportato dal ministero degli Esteri francese l'obbligo riguarda i viaggiatori, maggiori di 11 anni, che entrano da Paesi Ue (quindi anche l'Italia) e con qualsiasi mezzo. Sono esentanti dal presentare il tampone i lavoratori frontalieri, i trasportatori e i residenti nei territori confinanti entro trenta chilometri. Disagi, quindi, per i tanti frontalieri diretti al lavoro in Francia o nel Principato di Monaco, che si sono trovati imbottigliati nel traffico, dovendo ognuno di loro mostrare un giustificativo.

  • Con pandemia un italiano su due prova sentimenti di solitudine

    La pandemia da Covid 19 ha fatto riscoprire agli italiani l'importanza del contatto umano nella società, proprio nei mesi in cui è più difficile ottenerlo, a causa delle misure imposte per contenere la diffusione del contagio. Lo rivela uno studio internazionale Nivea, “Human Touch Barometer Volume II - Touch in times of the pandemic”, condotto tra aprile e agosto 2020 in piena pandemia. L'85% delle persone intervistate in Italia ha affermato che l'isolamento ha fatto capire loro quanto sia importante il contatto fisico per la salute. Circa il 70% vorrebbe ricevere più abbracci, mentre un buon 87% ha affermato di evitare in questo periodo i rituali del contatto, come le strette di mano, i baci o i brevi abbracci. Un italiano su tre ha detto che l'attuale livello di contatto umano nell'ambito della propria cerchia ristretta, famiglia e amici intimi, è troppo scarso. Il contatto tra membri della cerchia ristretta è infatti diminuito per oltre il 40% degli italiani, mentre il contatto con i membri della cerchia esterna, conoscenti, vicini di casa, colleghi, è diminuito addirittura per la metà delle persone in Italia. Quasi un italiano su due prova sentimenti di solitudine: il 15% è addirittura d'accordo sul fatto che la solitudine sia ormai una compagna regolare. Oltre la metà degli intervistati in Italia ha affermato poi che l'isolamento li ha fatti sentire più soli che mai nella loro vita. Il 94% (percentuale globale più elevata) concorda sul fatto che la mancanza di contatto possa farci sentire soli. L'obiettivo per molti è quello di recuperare il contatto umano nel post pandemia. Due italiani su cinque si aspettano che il contatto con la loro cerchia ristretta aumenti dopo la crisi.

  • Coldiretti: riaprono per servizio al tavolo quasi 300mila attività

    Sono stati riaperti per il servizio al tavolo o al bancone ben 293mila bar, ristoranti, pizzerie ed agriturismi sopravvissuti alle chiusure nelle regioni ora classificate in zona gialla. Lo afferma Coldiretti, in riferimento alla nuova mappa dei colori che promuove quasi tutta Italia, con l'eccezione di Umbria, Puglia, Sardegna, Sicilia e la Provincia di Bolzano, ancora arancioni. Con la situazione attuale possono restare aperti più di otto locali della ristorazione su dieci presenti nell'intera Penisola (81%), ma tra le regioni che possono beneficiare maggiormente della nuova fase c'è sicuramente la Lombardia, che si classifica come la regione con maggior numero di attività presenti con circa 51mila locali, seguita dal Lazio con quasi 39mila e dalla Campania con oltre 33mila.
    Le attività di ristorazione sono state tra quelle più duramente colpite dalle misure restrittive, con fatturati dimezzati (-48%) per una perdita complessiva di quasi 41 miliardi di euro, secondo stime Coldiretti su dati Ismea.

    Preparativi e pulizie nei ristoranti dei quartieri Brera e Garibaldi di Milano in vista della riapertura di oggi. (ANSA/PAOLO SALMOIRAGO)

  • In Italia doppia dose per oltre 600mila persone

    Sono 621.579 le persone che hanno ricevuto la vaccinazione completa (due dosi) in Italia, su un totale di quasi 2 milioni di somministrazioni e cioè 1.962.967, pari all'84,4% dei 2.324.985 vaccini arrivati sul territorio nazionale. In cima alla classifica delle Regioni la Campania (98,3% di somministrazioni su 179.5454 dosi), seguita da Umbria (91% di 24.875 dosi ricevute) e Piemonte (90,9% di 200.980 dosi). In fondo la Liguria con il 67,5% delle 77.540 dosi, subito sopra la Calabria (68,6% delle 62.680 dosi ricevute) e al terz'ultimo posto il Molise (73,2% di 13.505 dosi). La somministrazioni per categoria: 1.397.716 operatori sanitari e sociosanitari, 364.394 appartenenti a personale non sanitario, 186. 057 ospiti delle Rsa e 14.800 “over 80”.

  • Ricciardi: Aifa in ritardo su cure, serve ok ai farmaci monoclonali

    Gli anticorpi monoclonali «vengono prodotti anche in Italia, riducono del 70 per cento l'aggravamento. Cosa stiamo aspettando?». Lo chiede il professor Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute, in un'intervista al Messaggero parlando delle cure per il Covid e invitando l'Aifa a essere «più coraggiosa». «Aifa ha detto che aspetta Ema (l'agenzia europea del farmaco). Quando c'è un nuovo farmaco in Europa, deve approvarlo l'Ema, che però non ha gli stessi strumenti della Fda (l'agenzia americana) che può ricorrere all'approvazione di emergenza. L'Ema ha solo lo strumento dell'approvazione condizionata, che necessita di più tempo. Ma i singoli Stati possono approvare in forma emergenziale». Per quanto riguarda il piano vaccini, Ricciardi sottolinea che «dovremo vaccinare centinaia di migliaia di persone nei palasport, negli studi di medicina generale... avremo bisogno di una organizzazione di tipo militare che ancora non c'è. Non può essere considerata ordinaria amministrazione». Il commissario Arcuri, aggiunge, «sta svolgendo egregiamente il suo compito e sta gestendo in maniera encomiabile l'approvvigionamento dei vaccini. Ma organizzare le vaccinazioni non è un lavoro che si può fare part time e il quadro non può essere frammentato tra le regioni. Serve una leadership forte e riconosciuta, che dia garanzie ai cittadini che questa operazione sarà eseguita con lo stesso livello di efficienza in tutto il Paese. Penso a una persona come Bertolaso, ad esempio».

  • Russia, 17.648 contagi e 2.037 vittime nelle 24 ore

    Secondo fonti ufficiali, in Russia ci sono stati nelle ultime 24 ore 17.648 nuovi contagi (il minimo dal 28 ottobre), inclusi 2.037 a Mosca, con 437 vittime. Il totale dei contagi dall’inizio della pandemia sale quindi a 3.868.087, con 73.619 decessi.

  • Salvini: non rompete le scatole alla gente che fa due passi

    «Non rompete le scatole alla gente, che dopo due mesi chiusa in casa, vuole fare due passi». Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, intervenendo alla trasmissione Buongiorno Lombardia, su Telelombardia, a proposito delle polemiche legate ai sovraffollamenti in diverse città nella giornata di ieri. «Oggi torniamo in zona gialla, finalmente dopo settimane di sacrificio - ha aggiunto -. Ho letto su qualche giornale che c'è il processo alla gente che è uscita perché c'era bello. Lasciateli vivere. Se ti dicono che i dati scientifici ti permettono di uscire perché il contagio è tornato a livelli di mesi fa, la gente esce. La gente non ne può più, inizia a prendere gli psicofarmaci, inizia ad arrabbiarsi. Non se la prendano con i cittadini se fanno due passi».

  • Sottosegretaria Zampa: le resse in città? I giovani non hanno capito

    Gli assembramenti segnalati in diverse città nel fine settimana dimostrano che «tanti non hanno ancora capito, soprattutto i più giovani, e questa è una grande sconfitta collettiva della nostra società», «di certo i sindaci e gli amministratori locali devono esercitare un fortissimo controllo del territorio». Per la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa, in un'intervista a La Stampa, ora che l'Italia è in gran parte zona gialla, «non deve passare il messaggio che si possano violare i divieti senza conseguenze». Rispondendo alle recriminazioni sul cambio di colore il lunedì e non la domenica, osserva «dispiace per chi ha dovuto annullare le prenotazioni o aveva già fatto la spesa, ma è una protesta che non ha senso: bastava verificare la scadenza dell'ordinanza precedente, che era ieri. Quindi è ovvio che la nuova parta da oggi. Magari cittadini ed esercenti non sono tenuti a leggere nel dettaglio i provvedimenti, gli amministratori delle Regioni sì». Quanto alla campagna vaccinale, alla luce della raccomandazione Aifa sul siero AstraZeneca agli under 55, le categorie interessate «saranno specificate nel documento che aggiornerà il piano di vaccinazione. Ad esempio, penso a forze dell'ordine e insegnanti. Poi ovviamente speriamo che da marzo la musica cambi e si possa iniziare la vera campagna di massa». All'immunità di gregge «direi che è possibile arrivarci entro la fine dell'anno».

    La sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa. (ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

  • Governo francese: «Un milione di vaccinati entro fine mese»

    Il portavoce del governo francese Gabriel Attal ha detto che entro la fine di febbraio almeno un milione di persone saranno vaccinate. Attal ha anche sottolineato che i vaccini potranno essere acquistati da tutte le fonti ritenute affidabili, compresa la Russia.

  • Israele estende lockdown e chiusura aeroporto Tel Aviv

    Il governo israeliano ha esteso il lockdown nazionale fino alle 7 (ora locale) di giovedì 5 febbraio e prolungato la chiusura dell'aeroporto Ben Gurion alle 24 di domenica 7 febbraio. La decisione è stata presa questa notte sulla base della necessità di abbassare il tasso dei contagi. Il governo tornerà a riunirsi mercoledì 3 febbraio per decidere se estendere il blocco del paese oltre la data di giovedì 5.

  • Vaccino AstraZeneca in Francia dalla prossima settimana

    Il vaccino AstraZeneca contro il Covid-19, che è stato approvato dalla Commissione europea la scorsa settimana, inizierà ad arrivare in Francia al più tardi la prossima settimana. Lo ha detto il ministro francese degli Affari europei Clement Beaune.
    «Dalla fine di questa settimana, al più tardi all'inizio della prossima settimana, le dosi di vaccino AstraZeneca inizieranno ad arrivare in Francia ... potremo iniziare a vaccinare [con questo vaccino]», ha detto Beaune alla radio France Inter.

  • Da oggi in classe 8 milioni di studenti italiani

    Tutti di nuovo in classe da oggi i circa 8 milioni di studenti italiani, compresi i 2,5 milioni delle superiori anche se con percentuali che vanno dal 50 al 75% in presenza, come prevede l'ultimo Dpcm. A rimanere a casa un'altra settimana sono solo gli studenti delle scuole superiori della Sicilia, diventata 'arancione', dove oggi ritorneranno tra i banchi i ragazzi della seconda e terza media (per tutti gli altri la scuola era rimasta in presenza anche nei giorni scorsi). Ultime in ordine di tempo a far ritornare i ragazzi delle superiori nei loro istituti sono, oggi, le Regioni Sardegna, Calabria, Puglia, Basilicata, Veneto, Campania, Friuli Venezia Giulia per un totale di 976.668 studenti che si aggiungono ai 144.974 delle medie in Sicilia.

  • Due denunciati a Palermo, percepiti ristori illeciti per 90mila euro

    Adesso sono stati scoperti anche i “furbetti” dei ristori. Avevano dichiarato di avere subito un'ingente perdita di fatturato, a seguito della crisi economica causata dall'emergenza Covid 19, percependo illecitamente un contributo di quasi 90 mila euro. Due titolari di distributori di benzina a Palermo sono stati denunciati per indebita percezione di erogazioni in danno dello Stato, dalla guardia di finanza del comando provinciale che ha anche richiesto il sequestro di beni per un valore equivalente alla somma incassata. I finanzieri del nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo, nell'ambito delle attività finalizzate a contrastare i tentativi di speculazione sulle forme di ristoro previste per le imprese e per le persone in difficoltà a causa del Covid 19, hanno analizzato i flussi finanziari e i movimenti bancari degli impianti di carburante accertando che i titolari, A.A. di 29 anni e D.M. di 32 anni, per ottenere i contributi avevano dichiarato falsamente di avere subito perdite di fatturato. La ricostruzione del reale volume d'affari dell'azienda ha consentito di appurare l'indebita percezione per spese di carattere personale che nulla avevano a che fare con l'attività di impresa. La procura ha emesso due decreti di sequestri preventivi d'urgenza convalidati dal gip per 89.700 euro. I due gestori hanno presentato, per via telematica, l'istanza all'Agenzia delle Entrate. L'ammontare del ristoro viene, poi, calcolato applicando una percentuale sulla differenza tra il fatturato del mese di aprile 2019 e quello del mese di aprile 2020, a condizione che la contrazione sia comunque superiore ai due terzi. I controlli effettuati hanno invece dimostrato come gli indagati avrebbero indicato nell'istanza presentata un fatturato di circa 10 volte inferiore rispetto a quello effettivo.

  • Messico, 462 nuove vittime

    Il ministero della Salute messicano ha dichiarato che nelle ultime 24 ore nel Paese ci sono state 462 vittime da Covid-19. Il totale dei decessi dall’inizio della pandemia sale quindi a 158.536.

  • 42 nuovi casi nella Cina continentale

    Nella Cina continentale sono stati riportati 42 nuovi contagi, in calo rispetto ai 92 del giorno precedente. 33 dei nuovi casi sono dovuti, precisano le autorità sanitarie, da contagi locali; anche questo numero è in calo rispetto ai 73 del giorno precedente. Il numero dei contagi complessivi nella Repubblica Popolare Cinese sale quindi a 89.564, mentre le vittime restano ferme a 4.636.

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