Attualità

Coronavirus ultime notizie. Tar Lombardia sospende ordinanza sulla Dad. Record morti in Gran Bretagna: oltre 1500

I dati della pandemia in Italia (12 gennaio)
Le ultime notizie di ieri
● Cina, 115 nuovi casi, il numero più alto da 5 mesi
● Vaccino, in Italia somministrate 800.730 dosi, il 56% di quelle consegnate
● Vaccinato il Papa
● Aifa, attenersi ai tempi delle 2 dosi per vaccini approvati



  • Oms, anticipato a giovedì 14 gennaio il comitato d’urgenza

    L’Organizzazione Mondiale della Sanità anticipa di due settimane, a giovedì 14 gennaio, la convocazione del suo comitato d’urgenza per discutere la diffusione varianti del Covid-19 che risultano altamente contagiose. Il comitato si riunisce normalmente ogni tre mesi ma «questa volta il direttore generale ha convocato i membri con due settimane d’anticipo sul calendario previsto per affrontare temi che richiedono un dibattito urgente», si spiega in un comunicato della stessa Oms che indica quali argomenti al centro della discussione «le recenti varianti, l’utilizzo dei certificati di vaccinazione e i test per i viaggi internazionali».

  • Al via il Consiglio dei ministri sulla pandemia

    Dopo una serata di passione ce ha sancito la fine del governo Conte bis come l’abbiamo conosciuto, è iniziata a Palazzo Chigi la riunione del Consiglio dei ministri sull’emergenza pandemica.

  • Francia: oltre 23.000 nuovi casi, pressione su ospedali

    Sono 23.852 i nuovi casi di Covid-19 registrati nelle ultime 24 ore in Francia, dove la pressione sugli ospedali non accenna a diminuire. Lo si apprende dai dati diffusi dalla Sanità pubblica francese. Ieri i contagi erano stati 19.753. Dall'inizio del 2021 si contano una media di 20.000 nuove infezioni al giorno, un numero assai superiore alle 5.000 che prevedeva il governo a metà dicembre scorso. Le vittime sono 232, in calo rispetto alle 362 del giorno precedente. Sul fronte vaccinazioni, ad oggi risultano vaccinate 247.167 persone nell'ambito della campagna avviata il 26 dicembre 2020.

  • Arriva nuovo Dpcm, da domenica mezza Italia arancione

    Mezza Italia potrebbe finire da domenica prossima nelle due liste alte di restrizioni: sono 9 le regioni e province autonome a rischiare l'arancione e tre addirittura il rosso. Quest'ultimo colore, con le misure più stringenti, potrebbe essere assegnato a Lombardia, Emilia Romagna e Sicilia. E resteranno in campo anche per le prossime settimane le limitazioni fissate dall'ultimo Dpcm in scadenza il 15 gennaio. In queste ore, dopo il Cdm, un nuovo decreto è pronto a confermare il divieto di spostamento tra regioni, strettamente legato alla proroga dello stato di emergenza, che resterà tale almeno fino al 30 aprile (il Cts aveva chiesto di mantenerlo fino al 31 luglio). Spuntano però anche opzioni di 'alleggerimento' che, visti i dati, sembrano comunque ancora lontane dall'essere applicate: il Governo ha intenzione di prevedere anche una quarta area, bianca, solo con incidenza sotto i 50 casi ogni 100mila abitanti e Rt sotto a 1, fermo restando le misure delle mascherine e del distanziamento. L'arancione potrebbe essere invece assegnato a Lazio, Friuli Venezia-Giulia, Liguria, Puglia, Umbria, Marche, Piemonte, Trentino Alto Adige. In questa fascia al momento ci sono già Calabria, Veneto, Lombardia, Sicilia ed Emilia Romagna. Toscana, Sardegna e Molise potrebbero rimanere in zona gialla. A chiarire il quadro sarà il report della cabina di monitoraggio, di cui si avrà una bozza già nelle prossime ore. Le ordinanze del ministro della Salute, Roberto Speranza, entreranno in vigore però solo domenica 17 gennaio mente per sabato 16 l'ipotesi prevalente è che resti valida l'attuale colorazione. In attesa che il prossimo dossier sui territori finisca sul tavolo del ministro della Salute, è proprio quest'ultimo ad annunciare numeri per niente confortanti. Già nell'informativa alla Camera Roberto Speranza parla cifre in peggioramento. “A livello nazionale - spiega - il tasso di occupazione delle terapie intensive torna ad attestarsi sopra la soglia critica del 30% e c'è un drammatico mutamento dell'indice di rischio attribuito alle Regioni: 12 regioni e province autonome sono ad alto rischio, 8 sono a rischio moderato di cui 2 in progressione a rischio alto e una sola regione è a rischio basso”. Il tutto alla luce del prossimo Dpcm che entrerà in vigore il 16 gennaio. Il provvedimento manterrà le principali misure dell'attuale decreto, prevedendo però criteri che abbasseranno le soglie per l'inserimento delle regioni in zona arancione o rossa. Tra queste, l'abbassamento della soglia dell'Rt e l'intervento sui cosiddetti 'indici di rischio': con 1 si va automaticamente in zona arancione, con 1,25 in zona rossa. E potrebbero ora finire in arancione anche tutte quelle classificate 'a rischio alto' secondo i 21 parametri. Potrebbe invece restare solo un'indicazione, l'attuale regola che consente una volta al giorno a massimo due persone di andare a trovare parenti e amici, così come già avvenuto durante le vacanze di Natale. Restano ancora chiusi gli impianti di sci mentre si apre uno spiraglio sul fronte del turismo culturale di prossimità: i musei potrebbero riaprire nelle regioni in area gialla. Verrà inoltre confermato il divieto di spostamento tra le regioni, anche quelle gialle, il coprifuoco dalle 22 alle 5 e l'apertura dei ristoranti fino alle 18 nelle zone gialle. Sarà poi introdotto il divieto di vendita d'asporto per i bar a partire dalle 18 per evitare gli assembramenti causati dalla movida. Ma su quest'ultimo punto è ancora aperta una trattativa con le regioni, che chiedono di limitare solo alle bevande il divieto di asporto. Un aspetto che sarà probabilmente deciso in queste ore, dopo l'incontro del governo con le Regioni, convocato dal ministro per le Autonomie, Francesco Boccia, e a cui parteciperà anche il Commissario per l'Emergenza, Domenico Arcuri.

  • Fontana, dati migliorano ma rischio zona rossa

    “I dati questa settimana per la regione Lombardia stanno migliorando ma la scorse la situazione è andata un po' meno bene. E c'è il rischio che la valutazione di venerdì del Cts possa inserirci in zona rossa”: il governatore Attilio Fontana lo ha spiegato a Porta a Porta. “Forse - ha aggiunto - bisognerebbe fare una valutazione di più lungo periodo, non così rapide perché altrimenti è un'alternanza di zone arancioni, gialle e rosse che tolgono sicurezza” alle persone.

  • Bozza dl, spostamenti tra regioni vietati fino al 5 marzo

    Sono vietati gli spostamenti tra le regioni e le province autonome “dal 16 gennaio 2021 al 5 marzo 2021”, salvo quelli “motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. E' comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione”. E' quanto prevede una bozza del nuovo decreto legge sull'emergenza Covid che dovrebbe essere approvato stasera dal Consiglio dei ministri.

  • Azzolina: vaccini a prof, c’è rischio analfabetismo

    Subito dopo i medici e gli over 80 ad essere vaccinato sarà il personale della scuola: ad assicurarlo oggi al question time alla Camera è stata la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina. “Per quanto riguarda i vaccini, è chiaro a tutti che la scuola è un servizio pubblico essenziale. Sin dall'avvio del confronto sulla elaborazione del piano vaccinale ho chiesto e ottenuto di garantire priorità al personale scolastico. Auspico dunque che si proceda speditamente con la vaccinazione degli operatori sanitari e degli anziani, per arrivare subito alla scuola, partendo dal personale fragile e da chi ha una età più avanzata”, ha chiarito la ministra, la quale è tornata sull'importanza del rientro sui banchi dei ragazzi delle superiori. “La scuola - ha scandito - è àncora di sicurezza per i nostri studenti e le nostre studentesse e, aggiungo io, per molti di loro, è un'àncora di salvezza. Per questo ritengo che la didattica digitale, strumento utile per la gestione dell'emergenza e risorsa per la scuola del futuro, non possa comunque sostituire la didattica in presenza”. “L'eventuale ulteriore sospensione o limitazione delle attività didattiche in presenza -ha chiesto Azzolina in un altro passaggio- sia solo una misura residuale”. La ministra si è detta anche preoccupata per l'aumento dei segnali dei Neet e dell'analfabetismo funzionale. Ed è tornata sui ristori per la scuola: “nella consapevolezza che l'ampio e prolungato ricorso alla DAD, risorsa indispensabile in una prima fase, si ripercuota oltre che sulle competenze anche sui comportamenti e sulla sfera emotiva degli studenti, proporrò subito, senza aspettare la fine dell'anno scolastico, l'adozione “ristori formativi””. Oltre al potenziamento degli interventi già previsti per il secondo ciclo di istruzione, si tratta dell'erogazione di attività didattiche compensative, di consolidamento e recupero, in favore degli alunni del I ciclo dei territori maggiormente colpiti dall'emergenza epidemiologica, dove più intenso è stato il ricorso all'attività didattica a distanza. Intanto il Tar lombardo ha accolto il ricorso del comitato A scuola! contro l'Ordinanza lombarda dell'8 gennaio che aveva disposto la Dad al 100% per tutte le scuole secondarie fino al 25 gennaio: in Lombardia quindi gli istituti superiori possono riaprire. Mentre Piemonte, Lazio, Liguria, Molise, Puglia dovrebbero riaprire le scuole superiori lunedì 18 gennaio (per il primo ciclo, torneranno in presenza primaria e secondaria di I grado in Sicilia, Puglia e Molise) ma è tutto ancora da vedere: entro venerdì dalla cabina di monitoraggio dell'Iss arriveranno i dati in base ai quali si delineeranno le nuove zone - con relative restrizioni - che entreranno in vigore a partire da domenica 17 gennaio con una nuova ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza.

    Il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina
  • Scuola: Tar Lombardia accoglie ricorso contro ordinanza

    “Il Tar accoglie la nostra richiesta, respinge l'ordinanza, le scuole possono riaprire”: così un portavoce del comitato “A scuola!” annuncia che il Tar lombardo ha accolto il loro ricorso contro l'Ordinanza lombarda dell'8 gennaio che aveva disposto la Dad al 100% per tutte le scuole secondarie fino al 25 gennaio. “Le scuole possono riaprire, ovviamente non già domani perché è troppo tardi - spiega il portavoce del comitato - per organizzarsi. L'ordinanza regionale dello scorso 8 gennaio, per il Tar della Lombardia, che ha accolto il ricorso del comitato 'A scuola!' contro la dad al 100% per le superiori, denota “contradditorietà” e “irragionevolezza” perché “per contenere gli assembramenti adotta misure incidenti sulla didattica in presenza, rispetto alla quale non evidenzia alcun peculiare pericolo di diffusione epidemiologica”. In particolare, l'ordinanza - scrive il Tar - deve essere sospesa “nella parte in cui disciplina la didattica a distanza, imponendola al 100%, nel periodo compreso tra i giorni 11 gennaio e 15 gennaio 2021”. Il Tar scrive che “in sostanza, il pericolo che l'ordinanza vuole fronteggiare non è legato alla didattica in presenza in sé e per sé considerata, ma al rischio di assembramenti correlati agli spostamenti degli studenti; emerge così l'irragionevolezza della misura disposta, che, a fronte di un rischio solo ipotetico di formazione di assembramenti, anziché intervenire su siffatto ipotizzato fenomeno, vieta radicalmente la didattica in presenza per le scuole di secondo grado, didattica che l'ordinanza neppure indica come causa in sé di un possibile contagio”. Il Tar ha infine ritenuto valida anche “la sussistenza del pregiudizio grave e irreparabile, tenuto conto della compressione del diritto fondamentale all'istruzione e della oggettiva ricaduta delle misure adottate sulla crescita, maturazione e socializzazione degli studenti, obiettivi propri dell'attività scolastica, che risultano vanificati senza alcuna possibilità di effettivo 'ristoro'”. Sono ora da valutare gli effetti della decisione del Tar di sospendere l'efficacia della sentenza, considerando che venerdì si deciderà in che zona sarà collocata la Lombardia, se arancione o rossa. Nel secondo caso, infatti, è comunque prevista la Dad per tutte le scuole superiori.

    La protesta del liceo Manzoni di Milano per tornare in presenza
  • Portogallo in lockdown da venerdì, ma scuole aperte

    Il Portogallo tornerà in lockdown per contenere la pandemia da Covid 19 da venerdì prossimo, 15 gennaio. Lo ha annunciato il primo ministro Antonio Costa. Le nuove restrizioni saranno “essenzialmente” uguali a quelle imposte a marzo e aprile scorsi, ma questa volta le scuole resteranno aperte. La decisione al termine di un consiglio dei ministri straordinario.

  • Record di casi in Spagna, 38.869 in 24 ore e 195 morti

    Sono 38.869 i casi di Covid nelle ultime 24 ore in Spagna che ha registrato così il più alto picco giornaliero di infezioni dall'inizio della pandemia superando i 25.595 positivi registrati il 30 ottobre. I decessi sono 195. Lo ha annunciato il ministro della Salute, riporta El Pais. Il ministro della Salute, Salvador Illa, ha descritto l'aumento come “molto preoccupante” e ha avvertito che la pressione sugli ospedali e sulle unità di terapia intensiva sta aumentando. “Chiedo alle persone di rispettare scrupolosamente le misure adottate da ogni regione autonoma”, ha detto Illa. “È l'unico modo che abbiamo per controllare il virus.” La Spagna ha iniziato a vaccinare la sua popolazione di quasi 47 milioni di persone alla fine di dicembre. Il governo centrale ha finora distribuito 1.103.700 dosi del vaccino alle 17 regioni autonome del Paese, delle quali ne sono state somministrate 581.638.

  • Vaccinati 10 milioni di americani

    Sono dieci milioni gli americani che sono stati vaccinati contro il Covid. Lo riferiscono le autorità sanitarie. Si tratta di una cifra lontana dall’iniziale obiettivo dell’amministrazione Trump di 20 milioni di vaccinati entro al fine del 2020. Il processo di vaccinazione di massa procede infatti più lentamente delle attese, anche se nelle ultime ore è stato deciso di allargare la platea di pubblico che può accedere al vaccino agli over 65.

    Fila a New York al Javits Convention Center

    Un sito di vaccinazione a New York City (Epa)
  • Puglia, effettuate 4.500 vaccinazioni

    Nella giornata di mercoledì 13 gennaio in Puglia sono stati effettuate circa 4.500 vaccinazioni anti Covid negli ospedali e Rsa, salgono così a poco meno di 49mila le somministrazioni complessive dal 31 dicembre a oggi. Le dosi Pfizer a disposizione della Puglia in questo momento sono 74.605, quindi circa il 65% dei flaconcini è stato utilizzato. Per quanto riguarda, invece, il vaccino della Moderna, in Puglia non è previsto per adesso l’arrivo della scorta, qualche migliaia di dosi potrebbero essere consegnate a fine mese.

  • Verso il ricalcolo delle dosi di vaccino nelle Regioni sulla base della popolazione over 80

    Saranno ricalcolate sulla base della popolazione over 80, nei vari territori, le quote percentuali di assegnazioni di dosi di vaccino alla singole Regioni. La nuova suddivisione, in particolare quella delle scorte di Moderna, a quanto si apprende potrebbe essere annunciata nelle prossime ore alle Regioni. A incidere sull’assegnazione delle quantità di vaccino, sarebbe anche la velocità di smaltimento delle dosi.

    La consegna del vaccino Moderna in Emilia Romagna (Ansa)
  • Argentina, sul ritorno a scuola decideranno le province

    In Argentina, la decisione se tornare alle lezioni di persona o meno all’inizio del prossimo ciclo scolastico tra febbraio e marzo, sarà nelle mani dei governatori di ogni provincia. Lo ha spiegato il ministro dell’Istruzione del Paese, Nicolás Trotta. Il funzionario ha detto alla stampa locale che, sebbene si cercherà un consenso tra i governatori per un ritorno alla scuola in presenza, alla fine sarà ogni provincia a decidere la modalità di ripresa delle lezioni, se di persona o virtuale, in base a ciò che riterrà più conveniente. «Ci sono linee guida nazionali per il ritorno alle lezioni, ma le decisioni per ogni ripresa vengono prese dalle diverse giurisdizioni», ha detto Trotta al quotidiano La Nación. Durante lo scorso anno, ha sottolineato il giornale, diverse regioni argentine senza circolazione comunitaria di coronavirus non hanno quasi avuto lezioni in presenza, poiché le attività erano state sospese senza tenere conto della situazione epidemiologica.

  • Toscana, arrivate le prime forniture di vaccino Moderna

    Sono arrivate nelle tre Aziende sanitarie della Toscana 5.300 dosi del vaccino di Moderna, che ha ricevuto il via libera la scorsa settimana da Commissione europea e Agenzia italiana del farmaco, dopo il parere favorevole dell’Ema. A Livorno, per la Asl Nord Ovest, sono state consegnate 1.800 dosi, a Prato per la Asl Centro sono arrivate altre 1.800 dosi, mentre a Grosseto, per l’Asl Sud Est, 1700. Questa prima fornitura, spiega la Regione, si va ad aggiungere alle tre già arrivate nelle scorse settimane del vaccino della Pfizer Biontech, di cui l'ultima, di 33.500 dosi, giunta a destinazione, consentendo di riaprire l’agenda delle prenotazioni che, si ricorda, in questa fase sono riservate a operatori sanitari e sociosanitari di ospedali e Rsa, medici e pediatri di famiglia, operatori dei servizi di emergenza urgenza, volontari impegnati nei trasporti sanitari e, da martedì 12 gennaio, anche alla sanità territoriale pubblica o privata accreditata, operatori non sanitari che lavorano in ospedale, personale di ditte appaltatrici e manutenzione nelle strutture ospedaliere, sempre che abbiano già effettuato la pre-adesione iniziale.

  • Piemonte, inoculato il 61,3% delle dosi delle tre forniture

    È arrivato a 75.893 il numero delle persone in Piemonte vaccinate contro il Covid. Nella giornata del 13 gennaio sono state inoculate 8.439 dosi e il bilancio parziale è del 61.3% sul totale delle tre forniture consegnate finora al Piemonte, compresa l’ultima, arrivata martedì sera. Il Piemonte ha ricevuto finora 123.760 dosi di vaccino. La quarta fornitura di vaccini Pfizer da 40 mila dosi è in programma tra il 18 e il 20 gennaio - precisa la Regione - ed è attesa una ulteriore consegna di 4800 dosi di vaccino Moderna tra il 25 e il 27 gennaio. Il 30% del totale delle dosi è «come nell’aggiornamento comunicato dal commissario nazionale Arcuri, da tenere di scorta».

  • Brasile, Bolsonaro: «Siamo sicuri che il vaccino cinese sia buono?»

    Il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro ha fatto un commento ironico sul CoronaVac, il vaccino cinese contro il coronavirus, risultato efficace al 50,38%, e non al 78% come annunciato in un primo momento dall'Istituto Butantan di San Paolo, che lo produce nel Paese sudamericano sotto la supervisione del laboratorio cinese Sinovac. «Questo vaccino al 50% è buono? Quanto mi hanno criticato per aver parlato del vaccino: ora vedono la verità», ha detto il capo dello Stato rivolto a un gruppo di suoi sostenitori che, come ogni giorno, lo aspettano all'esterno del Palacio da Alvorada, la sua residenza ufficiale a Brasilia. Per essere approvato dall’Agenzia nazionale di sorveglianza sanitaria (Anvisa) brasiliana - ente dipendente dal ministero della Salute - un vaccino deve avere almeno il 50% di efficacia globale.

    Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro (Reuters)
  • La variante italiana sorella di quella inglese

    La variante italiana del virus SarsCoV2 isolata a Brescia lo scorso agosto è 'sorella' della variante inglese: entrambe discendono da un antenato comune, ma le loro strade evolutive si sarebbero separate già lo scorso marzo. E' quanto emerge dallo studio genetico pubblicato sulla rivista The Lancet Infectious Diseases dal gruppo di Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia e docente di microbiologia clinica all'Università di Brescia, in collaborazione con Massimo Ciccozzi, ordinario di statistica medica ed epidemiologia molecolare all'Università Campus Bio-Medico di Roma.

  • Aifa, dati sulla sicurezza usciranno ogni mese

    I Report sui risultati dell'attività di farmacovigilanza sui vaccini contro il Covid, che permetteranno di conoscere, valutare e prevenire eventuali effetti avversi, “saranno pubblicati con cadenza mensile” dall'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa). “Si è scelta la cadenza mensile al fine di avere dati sufficienti che assicurino robustezza nelle analisi, nei confronti e nella valutazione”, precisa Aifa in una nota. La farmacovigilanza è uno strumento fondamentale per monitorare la sicurezza d'uso di tutti i medicinali che vengono immessi in commercio e sarà condotta anche sui vaccini anti Covid. Questi Report, si legge, “saranno prioritariamente dedicati a illustrare i risultati delle analisi di associazione degli eventi segnalati con la vaccinazione e, ove possibile, riporteranno valori di riferimento e valori attesi che agevolino il giudizio sulla sicurezza dei diversi vaccini”.

  • La Sicilia si tinge di rosso, 2mila casi in un giorno

    Continua a correre il virus in Sicilia, dove i nuovi positivi al Covid sfiorano ormai quota 2 mila. Al secondo posto tra le regioni con il maggior numero di casi, dietro la Lombardia. Il Governatore Musumeci, in attesa del Dpcm di domani, non nasconde la sua preoccupazione: “Abbiamo già istituito dieci zone rosse in Sicilia - ricorda - ma non escludiamo di poterne dichiarare altre, d'accordo con i sindaci e con i dipartimenti prevenzione”. L'allarme arriva essenzialmente dalle tre città metropolitane di Palermo (dove il sindaco Leoluca Orlando ha definito “non più rinviabile” la zona rossa), Catania e Messina. Quest'ultima città è già in lockdown, ma il sindaco Cateno De Luca, che aveva annunciato ulteriori restrizioni dopo l'ordinanza di Musumeci, è stato costretto a fare marcia indietro a causa delle numerose proteste sfociate anche in minacce rivolte a lui e alla sua famiglia. Ambienti vicini a De Luca hanno fatto sapere che il sindaco sta “riflettendo”, non escludendo perfino l'ipotesi delle dimissioni.

    Musumeci collega la nuova impennata di contagi nell'isola con i comportamenti “indisciplinati” di molte persone durante le feste, ma sottolinea anche un dato incoraggiante: “La comunità siciliana sta reagendo bene alla campagna di vaccinazione: siamo una delle prime regioni in Italia. Siamo intorno all'80%, abbiamo dovuto mettere da parte la quota per il richiamo e nel frattempo sono arrivate 50mila nuove dosi che pensiamo di poter utilizzare entro questo fine settimana”. Per quanto riguarda il report quotidiano del Ministero della Salute, in Sicilia sono 1.969 i nuovi positivi su 10.542 tamponi processati, con un tasso del 18,6%. Le vittime sono state 36 nelle ultime 24 ore che portano il totale a 2841 deceduti. I positivi sono 44.677 con un aumento di 639 casi. Negli ospedali i ricoveri sono 1.579, 28 in più rispetto a ieri, dei quali 208 in terapia intensiva. I guariti sono 1.294. La distribuzione nelle province vede in testa Catania con 557 casi, Palermo 445, Messina 380, Trapani 124, Ragusa: 33, Siracusa 218, Caltanissetta 71, Agrigento 79, Enna 62.

  • Cuba registra record casi in 24 ore, sono 550

    Cuba ha registrato in 24 ore 550 nuovi contagi di coronavirus, il dato giornaliero più alto dall'inizio della pandemia, che evidenzia come l'isola si trovi nel suo peggior momento dell'emergenza sanitaria, portando le autorità ad annunciare ulteriori restrizioni per L'Avana e altre province del Paese. Sono tre i nuovi decessi confermati nell'ultima giornata. “Sono state prese misure restrittive per le quali non avevamo altra scelta. Sono necessarie, e sono il risultato del mancato rispetto delle regole da parte delle persone irresponsabili che abbiamo denunciato in altre occasioni”, ha detto mercoledì alla televisione nazionale Francisco Durán, direttore nazionale di Epidemiologia del ministero della Salute. Cuba ha registrato finora 16.044 casi confermati di Covid-19, con 158 morti. Il peggioramento della pandemia nel Paese è iniziato a novembre, quando l'isola ha avviato le prime riaperture. Per contenere la situazione, le autorità hanno annunciato nuove misure, come pesanti multe per i trasgressori dell'isolamento, sospensione dei trasporti pubblici di notte e al mattino presto all'Avana e in oltre 30 comuni, blocco dei trasferimenti in autobus pubblici tra le province e rigorosa limitazione dei movimenti nei parchi e negli spazi pubblici. Annunciata anche la sospensione delle lezioni nelle scuole dell'Avana, provincia più popolosa del Paese con circa due milioni di persone. Altre province e territori stanno adottando misure simili.

  • Lombardia maggior numero positivi in 24 ore, poi Sicilia

    Le regioni con il maggior numero di tamponi positivi al coronavirus nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute, sono: Lombardia 2.245, Sicilia 1.969, Veneto 1.884, Lazio 1.612, Emilia Romagna 1.178, Campania 1.098, Puglia 1.082, Piemonte 1.009.

  • Stima: con vaccini terza ondata ridotta da 7 a 4 mesi

    Le vaccinazioni potrebbero ridurre da sette a quattro mesi la durata della terza ondata della pandemia di Covid-19. Lo indica la proiezione del fisico Corrado Spinella, direttore del dipartimento Scienze fisiche e tecnologie della materia del Consiglio nazionale delle Ricerche (Cnr), aggiornando uno studio da lui condotto sulla pandemia e basato su un calcolo differenziale. “L'ipotesi valutata è su un tasso di mobilità come quello avuto sotto le feste di Natale, che è stato comunque minore rispetto a quello della fine dell'estate 2020”, osserva Spinella. “Secondo questa simulazione la terza ondata è inevitabile ed è già accennata”, prosegue il fisico. La simulazione indica che “senza alcun vaccino somministrato e con questi livelli di mobilità, la terza ondata durerebbe circa sette mesi. Con i tassi di somministrazione vaccinali dell'ultima settimana, invece, si ridurrebbe a circa quattro mesi”. La simulazione indica inoltre che “mantenendo questi stessi tassi di mobilità e senza vaccino, a fine agosto 2021 si arriverebbe al termine della terza ondata con poco meno di 200.000 morti di Covid-19. Con il vaccino, invece, ci si attesterebbe attorno a 150.000 decessi”. La situazione, secondo Spinella, potrebbe andare “nettamente meglio se dovessimo tornare ai livelli di mobilità pre-festivi e se ci attestassimo su quei livelli per almeno un paio di mesi, cioè fino a marzo. Rinviando nel tempo l'allentamento delle misure di restrizione della mobilità, questa terza ondata sarebbe nettamente sotto controllo, con decine di migliaia di morti risparmiate”. Spinella rileva inoltre che “più o meno tutte le Regioni stanno sperimentando delle risalite dei contagi e non c'è un segnale di ritorno alla mobilità pre-festiva. Stupisce la Lombardia, che si era contraddistinta per avere l'andamento più virtuoso di tutti e aveva una discesa abbastanza simile a quella del lockdown della primavera. Da un po' di giorni è tornata a salire: quindi, anche qui si pone il problema del raggiungimento di livelli più bassi di mobilità”. La Sicilia, prosegue il fisico, è “in una situazione critica perché già si trova nella fase iniziale della terza ondata. Il Lazio è in bilico e non è così marcato l'inizio della terza ondata. Per tutte le Regioni sarebbe prudente reintrodurre le misure che avevamo prima delle festività”.

  • I tamponi sono 175.429, tasso positività scende al 9%

    Sono 175.429 i tamponi per il coronavirus effettuati in Italia nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri i test erano stati 141.641. Il tasso di positività è del 9%, in calo rispetto al 10,05% di ieri.

  • Dal 15 gennaio aggiornamento dati, anche test antigenici

    “Il ministero della salute con una circolare ha indicato l'aggiornamento dei dati processati anche con il test antigenico rapido a partire dal 15 gennaio”. Lo rende noto l'assessore alla sanità della Regione Lazio Alessio D'Amato. L'aggiornamento dei dati riguarderà il bollettino nazionale quotidiano comunicato dal ministero della Salute. I dati nazionali relativi al computo dei casi positivi al SarsCov2 terranno dunque conto anche del numero di casi rilevati con i test antigenici rapidi, come previsto dalla circolare firmata dal direttore generale della Prevenzione del ministero Gianni Rezza. La circolare riconosce appunto la validità dei test antigenici rapidi di ultima generazione nella definizione di caso Covid-19, nel solco delle indicazioni Ue. Nella circolare approvata è richiesto alle Regioni di rendicontare separatamente il numero di test antigenici effettuati rispetto ai test molecolari.

  • 17 casi 'mutati' a corso per maestri di sci in Tirolo

    Fanno discutere in Austria i 17 probabili casi Covid della cosiddetta variante inglese tra un gruppo di futuri maestri di sci britannici a Jochberg in Tirolo. A causa del focolaio sono stati annullati due slalom di Coppa del mondo in programma il prossimo fine settimana nella vicina Kitzbuehel. Nei prossimi giorni saranno effettuati test a tappeto. L'Austria è in lockdown, ma con gli impianti di risalita aperti per i residenti. I britannici stavano frequentando un corso privato di preparazione a quello vero e proprio della Federazione di maestri di sci. Una prassi che quest'ultima definisce “assurda”. “Chi deve spendere molti soldi per un corso privato per imparare a sciare abbastanza bene in partenza non è adatto a fare l'istruttore”, dice Christian Abenthung, presidente dei maestri di sci tirolesi al quotidiano Der Standard. La scuola di sci di Jochberg respinge invece le accuse, sottolineando che la gran parte dei partecipanti da ottobre si trova in Tirolo e molti hanno addirittura preso la residenza.

  • Oltre 1.500 morti in Gran Bretagna, è record

    Contagi stabilizzati, ma nuovo record giornaliero assoluto di morti da Covid nelle ultime 24 ore nel Regno Unito, alle prese con la cosiddetta variante inglese dell'infezione. Secondo i dati diffusi oggi, i nuovi decessi censiti sono stati 1.564, contro i 1.243 di ieri; mentre i casi sono sono stati 47.525. Oggi Boris Johnson al Question Time ai Comuni e poi in audizione in commissione ha detto che “il lockdown inizia a mostrare qualche impatto” positivo, ma ha evocato tuttora “rischi sostanziali” di sovraffollamento degli ospedali, con un “70% di ricoveri più d'aprile” e non ha escluso ulteriori strette se necessarie.

  • Vaccini: Magrini (Aifa), molto buoni primi dati di Reithera

    Il vaccino contro il Covid-19 dell'azienda italiana Reithera “ha avuto un'ottima fase uno, la fase preliminare, con risultati molto buoni presentati la settimana scorsa, ma occorreranno 4-6 mesi per l'effettuazione degli studi, più 6 che 4. E' un settimo vaccino per l'Italia, visto che 6 sono già prenotati”. Così Nicola Magrini, direttore generale dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), a 24Mattino su Radio 24, in merito al vaccino realizzato grazie alla collaborazione tra gli specialisti dell'Istituto per le malattie infettive Spallanzani e la ReiThera di Castel Romano.

  • Aifa, attenersi ai tempi delle 2 dosi per vaccini approvati

    Il Comitato Scientifico per la sorveglianza dei vaccini Covid-19 (Csv) dell'Agenzia italiana del farmaco “ritiene necessario attenersi alle correnti indicazioni di somministrazione di due dosi per i vaccini finora approvati”. Lo si legge sul sito dell'Aifa nella aggiornata sezione faq. “Non sappiamo - rileva il Csv - quanto si prolunghi l'immunità dopo una prima dose. Una popolazione vaccinata con una sola dose vede il suo rischio di ammalarsi di Covid soltanto dimezzato”.

    Nicola Magrini, direttore generale Aifa

    Nella sezione 'domande e risposte sui vaccini a mRna', nell'ultimo aggiornamento, l'Aifa comunica dunque la propria posizione in merito alla strategia inglese di dare subito la prima dose a quante più persone possibili ritardando la seconda dose. Gli studi pubblicati, chiarisce il Csv, “ci dicono che una dose è sufficiente a provocare la desiderata risposta immunitaria entro due settimane e che questa risposta è fortemente potenziata dalla seconda dose. Non sappiamo quanto si prolunghi l'immunità dopo una prima dose. Una popolazione vaccinata con una sola dose vede il suo rischio di ammalarsi di Covid soltanto dimezzato”. Inoltre, il Center for Disease Control negli Stati Uniti ha dichiarato che per entrambi i vaccini a mRNA (Pfizer/BioNTech e Moderna) “la seconda dose deve essere somministrata il più vicino possibile all'intervallo raccomandato”, ovvero 21 giorni e 28 giorni rispettivamente. Analoga indicazione è stata data dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. “Quindi il Csv Aifa ritiene necessario attenersi alle correnti indicazioni di somministrazione di due dosi per i vaccini finora approvati”.

  • Musumeci, possibili altre zone rosse allarme capoluoghi

    “Aspettiamo domani il dpcm nazionale, abbiamo già dichiarato dieci zone rosse in Sicilia, ma non escludiamo di poterne dichiarare altre, d'accordo con i sindaci e con i dipartimenti prevenzione. Ma crediamo che l'allarme arrivi essenzialmente dalle tre aree urbane Palermo, Catania e Messina. Ed è lì che dobbiamo concentrare in modo particolare la nostra attenzione, cosa che faremo”. Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci in un'intervista a Tgcom 24. “Da lunedì - ha aggiunto - decideremo quale condotta assumere sul fronte scolastico in base al dato epidemiologico che per ora rimane sospeso in tutti gli ordini e gradi”.

  • Ue, pandemia non ha confini e neanche nostra risposta

    “La salute non può più essere solo una questione nazionale, ma europea. La pandemia non conosce confini e nemmeno la nostra risposta può conoscerli. Meglio muoversi in modo coordinato che da soli” Lo ha ribadito la commissaria europea alla salute Stella Kyriakides intervenendo ad un evento online dal titolo “Verso una Unione europea della salute”, organizzato dal Gruppo Ppe. “Solo pochi mesi fa nessuno avrebbe immaginato che oggi avremmo avuto vaccini sicuri ed efficaci contro il Covid-19 - ha aggiunto -. È chiaro che investire nella ricerca e nella capacità industriale è un buon investimento”. Kyrikides ha poi aggiunto che “non saranno i vaccini a salvare le vite umane, ma lo saranno le vaccinazioni”.

  • Alto Adige punta ancora allo sci per residenti

    L'Alto Adige punta ancora all'apertura degli impianti di risalita il 18 gennaio per solo residenti. Su molte piste si lavora infatti in vista dell'avvio di stagione, seppure su scala ridotta. La decisione definitiva non sarà presa prima di domani ed è dietro l'angolo il rischio di un'eventuale nuova chiusura in caso di passaggio della Provincia di Bolzano a zona rossa. Gli impiantisti lunedì prossimo intendono aprire ai residenti almeno una parte delle seggiovie e cabinovie. Lo prevede infatti un'ordinaza provinciale di inizio mese tuttora in vigore. I gestori - apprende l'ANSA - attendono a ore l'ok definitivo del cts al protocollo di sicurezza nazionale. Nel frattempo a livello provinciale è stato stato varato un protocollo praticamente identico a quello nazionale. Ancora nulla di deciso per quanto riguarda l'eventuale apertura delle baite.

  • Meno assunzioni nel Bergamasco, crollo per commercio

    In provincia di Bergamo, una delle più colpite dalla prima ondata Covid, le assunzioni di dipendenti, compresi i contratti in somministrazione, che in ottobre erano cresciute su base annua in misura apprezzabile (+9%), tornano in territorio negativo nel mese di novembre con una flessione del 6,8% (contro un dato regionale lombardo di -12,2%, fortemente influenzato dal calo del 18,7% delle assunzioni a Milano). Sono dati della Provincia di Bergamo, secondo i quali le misure restrittive reintrodotte in novembre per contenere la diffusione epidemica hanno avuto un influsso immediato: nei servizi di alloggio e ristorazione la diminuzione delle assunzioni nel Bergamasco su base annua è stata del 63,5%, del tutto analoga a quella registrata nel marzo scorso, e altrettanto marcata la caduta nei servizi di intrattenimento. Molto pesante anche la flessione nel commercio (-40,5%) e nelle altre attività dei servizi alle persone.

    Folla a Milano oggi
  • Il Papa si è vaccinato

    Papa Francesco si è vaccinato contro il Covid. Lo riferisce la stampa argentina, mentre la Santa Sede si limita a confermare che questa mattina è cominciata la vaccinazione in Vaticano, senza ulteriori particolari.

  • Cina ammette: «situazione interna complicata»

    Le autorità sanitarie cinesi considerano «complessa» e «impegnativa» la situazione delle operazioni di prevenzione e contenimento dell'epidemia di Covid-19 nel Paese. La Cina, ha spiegato in conferenza stampa il portavoce della Commissione sanitaria nazionale, Mi Feng, ha visto un maggior numero di aree segnalare sia casi isolati di contagio che veri e propri focolai di infezione. L'ultima recrudescenza del virus, ha aggiunto il funzionario, si caratterizza per la durata prolungata e la diffusione in un'ampia gamma di regioni. Durante l'ultima ondata, ha aggiunto Mi, si registra un maggior numero di casi di contagio nelle campagne e tra gli anziani. In alcune zone sono state riportate anche infezioni trasmesse a livello comunitario e intergenerazionale.

  • Gran Bretagna, morto l'arcivescovo cattolico di Glasgow

    Ancora un lutto a causa dell'epidema di Covid nel mondo ecclesiastico. L'ultima notizia al riguardo arriva dal Regno Unito, dove a soccombere alle conseguenze dell'infezione da coronavirus è stato nelle scorse ore monsignor Philip Tartaglia, arcivescovo cattolico di Glasgow, in Scozia. Tartaglia, di chiare origini familiari italiane, era a capo della diocesi della più popolosa città scozzese - dove la comunità cattolica rappresenta una minoranza significativa - dal 2012. Era stato testato positivo al virus poco dopo Natale ed è morto in ospedale.

    Avviso anticoronavirus in una via centrale di Londra
  • Svezia, 5.337 nuovi casi in 24 ore

    La Svezia ha registrato 5.337 nuovi casi nelle ultime 24 ore, secondo le statistiche dell'Agenzia sanitaria, riporta il Guardian. I decessi sono 167, registrati nell'arco di diversi giorni, che portano il totale a 9.834. Il tasso di mortalità pro capite della Svezia è di molto superiore a quello dei suoi vicini nordici, ma inferiore a quello di diversi Paesi europei che hanno optato per il lockdown.

  • Ministro della Ricerca Manfredi, primo test genetico rileva varianti

    «Arriva da Genartis, startup e spin-off dell'Università degli Studi di Verona, il primo test genetico in grado di rilevare la presenza di varianti associate alla forma grave di Covid-19. Semplice e affidabile, il “GenTest Covid-19 Risk” sarà un valido alleato nel lavoro dei nostri medici e consentirà di identificare i soggetti più a rischio. La ricerca ci porterà fuori dalla pandemia». Lo scrive sui social il ministro dell'Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi.

  • Oggi in Puglia 1.082 nuovi casi (10,58%) e 15 morti

    Dei 10.221 test per l'infezione da Covid-19 analizzati in Puglia oggi 1.082 sono risultati positivi per una incidenza del 10,58%, in calo rispetto al tasso di positività del 12% di ieri con 1.261 casi. Oggi, inoltre, sono stati registrati 15 decessi, in forte calo rispetto ai 42 di ieri. I nuovi casi sono stati individuati 435 in provincia di Bari, 92 in provincia di Brindisi, 217 nella provincia Bat, 118 in provincia di Foggia, 104 in provincia di Lecce, 110 in provincia di Taranto; 5 riguardano residenti fuori regione, mentre 1 caso è di provincia di residenza non nota. I decessi sono avvenuti 5 in provincia di Bari, 3 nella provincia Bat, 1 in provincia di Brindisi, 3 in provincia di Foggia,1 in provincia di Lecce, 2 in provincia di Taranto. Dall'inizio dell'emergenza sono stati effettuati 1.143.261 test. Sono 46.345 i pazienti guariti, 55.478 i casi attualmente positivi. Il totale dei casi positivi al Covid rilevati in Puglia dall'inizio della pandemia è di 104.578.

  • Ue, impatto varianti significativo in diversi Paesi

    «Vediamo già un impatto significativo delle varianti» del Covid 19 «su un numero di Paesi europei. Siamo pronti a sostenere gli Stati membri col sequenziamento genomico dei campioni, con expertise, infrastrutture o denaro se necessario. Non vi è alcun modo per aggirare questo, dobbiamo lavorare uniti». Così la commissaria Ue alla Salute, Stella Kyriakides, al termine della videoconferenza con i ministri dell'Unione.

    La commissaria Ue alla Salute, Stella Kyriakides. (ANSA/OLIVIER HOSLET)
  • Premier Danimarca: prolungheremo il lockdown

    Il primo ministro Mette Frederiksen ha dichiarato che la Danimarca estenderà il suo lockdown, finora previsto fino al 17 gennaio, nel tentativo di contenere il coronavirus, secondo quanto riportato dal media locale Ritzau,citato dal Guardian. «Credo che sia chiaramente necessaria un'estensione delle restrizioni. Non da ultimo per garantire che la mutazione britannica non si diffonda», ha detto Frederiksen.

  • Russia: Putin, vaccinazione di massa dalla prossima settimana

    Il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato di avviare la vaccinazione contro il Coronavirus di tutta la popolazione già dalla prossima settimana, affermando che il vaccino russo è il “migliore”. “Chiedo di lanciare una vaccinazione di massa di tutta la popolazione dalla prossima settimana”, ha detto durante una riunione di governo. Le categorie autorizzate a ricevere il vaccino russo Sputnik V sono state gradualmente ampliate da dicembre. Secondo il Russian Sovereign Fund, che ha finanziato lo sviluppo del vaccino, a oggi sono state vaccinate più di un milione di persone in Russia. “Penso che il vaccino russo sia il migliore del mondo. È molto più semplice ed efficiente”, ha detto Putin, rispetto a quelli occidentali. Il vice primo ministro russo Tatiana Golikova, responsabile della Salute, ha detto che è tutto “pronto” per lanciare lunedì la vaccinazione di massa.

    Il presidente russo Vladimir Putin. (Mikhail KLIMENTYEV / SPUTNIK / AFP)
  • In Gran Bretagna vaccini in farmacie e centri 24 ore su 24

    Il Regno Unito accelera ancora sul fronte delle vaccinazioni anti-Covid: dopo l'avvio da lunedì delle somministrazioni anche in mille grandi farmacie del Regno (oltre a ospedali, ambulatori, strutture drive-in), il premier Boris Johnson ha annunciato nel Question Time del mercoledì alla Camera dei Comuni un piano per la creazione di centri ad hoc che saranno in grado di vaccinare persone 24 ore su 24, 7 giorni a settimana. Johnson non ha indicato una data precisa per il via libera a queste strutture, evidenziando che al momento il problema principale resta quello del ritmo delle forniture delle dosi da parte delle aziende produttrici. Intanto la catena britannica di supermercati Asda ha reso noto che dal 25 gennaio punti di vaccinazione saranno disponibili anche in aree-farmacia interne ai propri magazzini (prima azienda della grande distribuzione a farlo), a iniziare da un esercizio di Birmingham. Campagna di vaccinazioni a parte, nel Question Time il premier Tory è stato tuttavia nuovamente attaccato dal leader dell'opposizione laburista, Keir Starmer, per l'impennata di contagi recenti nel Regno. Starmer ha imputato a Johnson di aver “tardato” nell'imporre il terzo lockdown, dando messaggi rassicuranti fino a metà dicembre. Un'accusa che il primo ministro ha respinto, indicando nel 18 dicembre la data nella quale l'allarme dei consulenti medico-scientifici sulla cosiddetta 'variante inglese' del coronavirus è emerso in tutta la sua gravità, cambiando radicalmente il quadro.

  • Gestori impianti sci, rischio reale stop stagione

    «Il rischio che salti l'intera stagione è più che mai reale, purtroppo». A dirlo è Valeria Ghezzi, presidente dell'Anef, associazione nazionale che riunisce i gestori funiviari. «E questa è una vera tragedia perché per noi c'è anche il dopo - aggiunge -. La nostra ripartenza sarà solo il prossimo Natale. Si tratta di una débacle senza precedenti, non solo per noi ma per tutti i lavoratori».

  • Terapie intensive tornano sopra soglia allerta del 30%

    Le terapie intensive occupate da pazienti Covid tornano, a livello nazionale, sopra la soglia d'allerta del 30%, attestandosi al 31%, l'1% in più rispetto a 7 giorni fa. Cresce dell'1% rispetto a una settimana fa anche il numero dei posti letto in reparto occupati da pazienti Covid, che arriva al 37% e resta sotto la soglia d'allerta del 40%. Sono 10, però, le regioni che superano questa 'soglia critica', una in più rispetto al 6 gennaio. E' quanto emerge analizzando i dati del monitoraggio dell'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas) relativi al 12 gennaio.

  • Enpa, coi lockdown boom di adozioni di animali

    Boom di adozioni per cani e cani e gatti nel 2020. Durante l'anno della pandemia e dei lockdown, l'ong animalista Enpa ha trovato casa in Italia a 8100 cani e 9500 gatti, oltre il 15% in più rispetto al 2019, per un totale di 17.600 animali domestici. «Questo forse - ha commentato Carla Rocchi, Presidente nazionale Enpa - è il piccolo miracolo di questa pandemia. Un miracolo che ha visto protagonisti gli animali presenti nelle nostre case, che con il loro affetto ed amore incondizionato ci hanno aiutato in questo momento difficile. Ma va evidenziato anche l'insostituibile ruolo dei volontari, i quali in pieno lockdown hanno incrementato il loro impegno». In alcune città le percentuale di animali che hanno trovato una nuova casa sono arrivate anche al 20% o al 40%. È il caso di Treviso, che su 147 cani ne ha fatti adottare 100. O quello di Perugia, dove hanno trovato famiglia 96 cani (anche diversi cani disabili ed anziani), e 70 gatti. Ci sono poi situazioni come quella di Monza, dove il rifugio Enpa è rimasto a dicembre addirittura privo di cani da adottare. Anche in zone del Sud dove il randagismo è endemico le adozioni sono aumentate. È il caso ad esempio di San Severo, in provincia di Foggia, dove le adozioni sono passate dai 106 cani del 2019 ai 161 del 2020. Hanno trovato famiglia anche tanti quattro zampe sopra i due anni o anziani. Complice la pandemia e la difficoltà di spostamenti, sono aumentate le adozioni in loco nel Sud Italia, in particolare in Sicilia, Puglia e Campania, con una percentuale del +40%. Le cessioni di animali per cause economiche sono aumentate del 20% tra settembre e ottobre e sono poi calate tra novembre e dicembre. Le cause sono state quasi sempre legate alla pandemia: impossibilità di mantenere l'animale per impoverimento, oppure figli che dopo la morte dei genitori non se la sentono di occuparsi dei loro cani e gatti.

  • Zaia, non condividiamo dato incidenza su popolazione

    Per la classificazione delle aree regionali «Il dato dei casi ogni 100 mila abitanti noi non lo condividiamo». Lo ha sottolineato il presidente del Veneto Luca Zaia. «Noi abbiamo più casi - ha ribadito - ma li abbiamo perché noi facciamo più tamponi. E' un dato matematico».

  • L’Unione africana prenota 300 milioni di dosi

    L’Unione africana, l’istituzione che riunisce i 55 paesi del Continente, si è assicurata uno stock di 300 milioni di dosi di vaccini anti-Covid. È il primo passo verso la copertura di 1,2 miliardi di cittadini. Il solo Sudafrica si è aggiudicato 20 milioni di dosi.

  • In Italia 800.730 dosi vaccino somministrate, il 56% di quelle consegnate

    Sono 800.730 le dosi di vaccino somministrate in tutta Italia a questa mattina secondo i dati ufficiali pubblicati dal Governo, pari al 56,9% del totale di oltre 1,4 milioni di dosi consegnate (1.406.925). In cima alla classifica delle Regioni c'è la Campania con il 77,7% di dosi somministrate, seguita da Umbria (69,8%), Veneto (68,8%) e Toscana (66,3%). Ultima in classifica la Calabria con 34,8% di dosi somministrate sul totale dei vaccini ricevuti, subito sopra la Provincia autonoma di Bolzano (37,6%), la Basilicata (40,6%) e quartultima la Lombardia (43,2%). In questa prima fase della campagna vaccinale sono stati vaccinati 625.861 operatori sosiosanitari, 116.236 appartenenti a personale non sanitario e 58.633 ospiti delle Rsa (residenza sanitarie assistite).

  • Gran Bretagna, tensione tra governo e autorità sanitarie sul ritmo vaccinazione

    C'è tensione fra il governo conservatore di Boris Johnson e i vertici sanitari britannici sul ritmo della vaccinazione contro il coronavirus. Come si legge sul Financial Times e sul Daily Telegraph, l'esecutivo Tory ha chiesto con forza di arrivare a una somministrazione su larga scala dei vaccini in modalità 24 ore su 24, e ha coinvolto anche l'esercito nella campagna di profilassi messa in campo contro la pandemia. Ma a rallentarla, stando a quello che scrivono i due quotidiani e denunciano fonti vicine al governo, sarebbe intervenuta l'eccessiva burocrazia e la mancanza di strategia nel piano disposto dall'Nhs, il servizio sanitario nazionale.

    Il premier britannico Boris Johnson in Parlamento

    Il Telegraph in proposito rivela come i medici di base più virtuosi, che sono riusciti a mantenere un elevato ritmo di vaccinazioni, hanno ricevuto l'indicazione a rallentare da parte dei vertici sanitari locali, al fine di permettere ad altre parti del Paese di colmare il divario di dosi somministrate. Tutto questo accade a fronte di numeri allarmanti, che ogni giorno vengono diffusi, sulle morti e sui contagi da covid. Non solo, il Guardian oggi rivela in prima pagina come gli ospedali inglesi si stiano preparando a trasferire i pazienti meno gravi all'interno di strutture alberghiere o a dimetterli in anticipo, al fine di liberare posti letto per i malati da Covid-19.

  • Bruxelles proroga il coprifuoco fino al primo marzo

    Alla luce del preoccupante aumento dei contagi, l'applicazione delle misure anti-Covid già in vigore a Bruxelles è stata prorogata fino al primo marzo prossimo. Lo ha annunciato il presidente della regione di Bruxelles capitale Rudi Vervoort. Resterà quindi in vigore il coprifuoco dalle 22 alle sei del mattino, la chiusura di tutti gli esercizi commerciali alle 20, l'obbligo di mascherina e il divieto di consumare bevande alcoliche nei luoghi pubblici.

  • Record di contagi, Irlanda impone test obbligatori

    E' allarme per il record di contagi da Covid nella Repubblica d'Irlanda, il cui governo - come annunciato in queste ore dal premier Micheal Martin - ha deciso l'introduzione del tampone obbligatorio per tutti i viaggiatori in arrivo, sul modello da quanto predisposto nel vicino Regno Unito dalla compagine di Boris Johnson.

    Toccata dalla cosiddetta 'variante inglese' del coronavirus, più aggressivamente contagiosa, e in generale da un nuovo boom di casi, l'isola verde è passata da una situazione apparentemente virtuosa di controllo della pandemia sbandierata sino a fine dicembre, al picco mondiale di contagi in rapporto alla popolazione (5 milioni di persone) in appena un paio di settimane.

    Secondo stime validate dall'università di Oxford, il Paese ha raggiunto ieri - con 1288 nuovi casi censiti per milione di abitanti - il primo posto in questa poco invidiabile classifica nell'intero pianeta, davanti ad altri due Stati Ue: Repubblica Ceca e Slovenia. In totale i morti registrati da inizio pandemia restano sotto quota 2500 al momento, ma la tendenza generale e lo 'tsunami' di nuovi ricoveri in ospedale di questi giorni fa temere in prospettiva il peggio anche sul fronte dell'incremento dei decessi.

  • Presidente armeno ricoverato in un ospedale di Londra

    Il presidente armeno Armen Sarkissian è stato ricoverato in un ospedale di Londra dopo essersi ammalato di Covid-19: lo annuncia il suo ufficio stampa, ripreso dall'agenzia Interfax. «Il presidente dell'Armenia, che ha contratto il coronavirus e stava ricevendo cure come paziente esterno, è stato ricoverato in ospedale», fa sapere l'ufficio stampa, precisando che Sarkissian ha «febbre» e «polmonite bilaterale». La presidenza armena il 5 gennaio aveva annunciato che Sarkissian si era ammalato di Covid a Londra, dove stava trascorrendo le vacanze del nuovo anno con la famiglia e i nipoti e si era anche sottoposto a un intervento a una gamba.

  • Covid: sviluppati nanoanticorpi che bloccano il virus

    Speranze per una nuova possibile terapia anti-Covid: si tratta di nuovi nanoanticorpi, sviluppati lavorando su lama e alpaca, che impediscono l'ingresso del virus nelle cellule e sembrano funzionare anche se subisce delle mutazioni. A metterli a punto, i ricercatori svedesi dell'Istituto Karolinska, insieme a quelli dell'università di Bonn e dello Scripps Research Institute della California, come spiegano sulla rivista Science. A breve un'azienda spin-off dell'università di Bonn testerà i nanoanticorpi in una sperimentazione clinica sull'uomo.

  • Sileri, sbagliato criterio 250 casi su 100mila per zone rosse

    «Si è parlato di istituire una soglia di 250 casi ogni 100mila abitanti sulla base della quale determinare le zone rosse e stabilire le eventuali chiusure. Non credo sia questo il giusto criterio, perché una volta protetti gli anziani e le categorie più fragili con il vaccino, anche se si registrassero più contagi tra la popolazione giovane non dovremmo necessariamente chiudere». Lo ha affermato il viceministro alla Salute Pierpalo Sileri a 'Di Martedì', ieri sera su La7.

  • Ministro della Salute tedesco Spahn, ho dato parola, vaccino non obbligatorio

    «Io ho dato la mia parola al Bundestag. In questa pandemia non ci sarà alcun obbligo per il vaccino». Lo ha detto il ministro della Salute tedesco Jens Spahn, parlando alla Deutschlandfunk. Il governo tedesco punta sull'informazione, e sulla fiducia nel vaccino. Un approccio che vale anche con il personale sanitario, anche come forma di riconoscimento per il grande impegno profuso dalla categoria nella guerra al Covid. «È anche l'apprezzamento che i sanitari si aspettano», ha aggiunto. «Penso che anche con loro si debba parlare del vaccino», ha concluso. Spahn si contrappone così al presidente bavarese Markus Soeder, che ieri ha proposto l'obbligo del vaccino almeno per il personale sanitario.

    Il ministro della Salute tedesco Jens Spahn. (Michael Sohn/Pool via REUTERS)
  • 5 decessi e 484 nuovi casi in Alto Adige

    Cinque decessi e 484 nuovi casi: sono questi i dati principali dell'ultimo bollettino Covid in Alto Adige. I laboratori dell'Azienda sanitaria nelle ultime 24 ore hanno effettuato 2.740 tamponi pcr e registrati 269 nuovi casi positivi. Inoltre 215 test antigenici positivi. Resta sopra soglia 10.000 il numero di altoatesini in quarantena (10.595). In lieve calo i ricoveri: quelli nei normali reparti ospedalieri da 222 a 212, nelle cliniche private da 158 a 153 e in terapia intensiva da 25 a 23.

  • Indonesia va controcorrente e vaccina prima i giovani

    Nel suo programma di vaccinazione l'Indonesia ha deciso di seguire una strada diversa dagli altri: invece di vaccinare prima gli anziani, inizierà dai lavoratori di età compresa tra i 18 e i 59 anni, partendo dagli operatori sanitari e poi dai funzionari pubblici. Il motivo di questa scelta lo spiega alla Bbc il professor Amin Soebandrio, consulente del governo: «Stiamo prendendo di mira coloro che potrebbero diffondere il virus». Un approccio che a suo parere darà al Paese migliori possibilità di ottenere l'immunità di gregge. La campagna vaccinale è partita oggi. Il presidente Joko Widodo, 59 anni, è stato il primo a farsi iniettare il farmaco. Il vicepresidente Ma'ruf Amin, 77 anni, non riceverà subito il vaccino perché troppo anziano.

  • Medici internisti, da inizio anno +3% ricoveri

    «L'emergenza Covid non è finita, anzi, dall'inizio dell'anno i ricoveri nei nostri reparti sono cresciuti del 3% a causa di un nuovo aumento dei contagi. E da quello che vediamo nell'attività quotidiana i numeri sono destinati a crescere». A lanciare l'allarme è il presidente della Fadoi (Federazione Associazioni Dirigenti Ospedalieri Internisti), Dario Manfellotto. «Siamo in un momento delicato - sottolinea - perché, oltre alla morsa della pandemia, gli ospedali sono sempre più stracolmi di pazienti non Covid per i quali non è più possibile rinviare visite ed esami».

  • Lagarde, non voglio saltare la fila ma farò sicuramente vaccino

    «Non voglio saltare la coda ma farò sicuramente il vaccino contro il Covid come è necessario facciano tutti i cittadini europei». Lo ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde intervenendo al forum Reuters sul futuro dell'eurozona dopo la pandemia. Se occorre e aiuta a veicolare il messaggio sull'importanza del vaccino, la presidente si è detta pronta a mostrare pubblicamente il momento della vaccinazione.

    La presidente della Bce Christine Lagarde. (Kay Nietfeld/Pool via REUTERS)
  • Vaccini: 800mila dosi somministrate su 1,4 milioni disponibili

    Sono 800.730 gli italiani finora vaccinati contro il Covid, secondo l'ultimo aggiornamento fornito questa mattina dal commissario per l'emergenza. Negli ultimi due giorni sono state consegnate altre 488.475 dosi di vaccino, e così il totale di quelle disponibili dall'inizio della campagna sale a 1.406.925, il 55,5% delle quali è già stata iniettata, la gran parte a operatori sanitari e sociosanitari (625.861). La Campania al momento ha il più alto tasso di vaccini somministrati (77,7%), mentre la Lombardia è l'unica Regione a superare quota 100mila dosi inoculate (101.358 su 234.645 ricevute).

    Per saperne di più: Vaccini in tempo reale

  • Die Welt, Italia stacca di molto Paesi Ue su vaccini

    La tedesca Welt dedica un articolo al primato dell'Italia, in Europa, nella campagna dei vaccini anticovid, parlando di un risultato «sorprendente» di cui la penisola stessa «si meraviglia». «Proprio l'Italia stacca di molto sul vaccino quasi tutta Europa», è il titolo dell'articolo, in cui si sottolinea che il nostro Paese «lascia anche la Germania decisamente indietro». Nel testo si citano i dati: il bollettino di martedì mattina ha mostrato che in Italia sono state vaccinate 718.797 persone, e cioè «più di ogni altro stato in Europa». In termini proporzionali, rispetto alla popolazione, fa meglio solo la Danimarca, si rileva, con 2 persone vaccinate per ogni 100 abitanti, mentre «in Italia sono 1,16, in Germania solo 0,73». Die Welt cita poi anche un'altra sorpresa in materia: «È interessante notare come la tipica differenza fra nord e sud, che vede in genere il nord più efficiente e il sud più lento e caotico, sia in questo caso capovolta: la regione più veloce è la Campania». Il giornale prova infine un'analisi dei motivi del vantaggio italiano: potrebbe risiedere nel fatto che il piano nazionale preveda di vaccinare prima il personale sanitario, che si trova già nelle strutture adeguate a ricevere il vaccino.

    Per saperne di più: Vaccini in tempo reale

  • Mosca, il 19 fine revisione scientifica per Sputnik V in Ue

    La “prima fase” per ottenere l'autorizzazione all'uso del vaccino Sputnik V nell'Unione Europea sarà conclusa il 19 gennaio. Lo ha dichiarato l'amministratore delegato del Fondo russo per gli investimenti diretti (Rdif) Kirill Dmitriev, citato dalla Tass. Per quella data dovrebbe infatti arrivare il termine della revisione scientifica.

  • Vescovo di Napoli cardinale Sepe positivo, in isolamento

    Il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, è risultato positivo al tampone per l'accertamento del covid. Per questo motivo, fa sapere la Curia, sta osservando un periodo di isolamento come prescritto. Il cardinale - si apprende da fonti della Curia di Napoli - è asintomatico, non presentando nessuno dei sintomi tipici del Covid, e osserverà il periodo di isolamento prescritto nel suo appartamento in Curia. L'arcivescovo di Napoli è risultato positivo a uno dei rituali controlli anti Covid cui si sottopone periodicamente. Tra una decina di giorni è previsto un nuovo tampone.

  • Vaccini: Magrini (Aifa),i due autorizzati sono sovrapponibili

    Tra i due vaccini Pfizer e Moderna, «Aifa ha dato un giudizio di sovrapponibiltà, ovvero i due vaccini sono sovrapponibili, hanno la stessa piattaforma a mRna, stessa efficacia a e sicurezza, la principale differenza è che un flacone va diluito e l'altro no». Lo ha detto Nicola Magrini, direttore generale dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), a 24Mattino su Radio 24, sottolineando come per il vaccino Pfizer non si sia registrato finora «nessun intoppo» nonostante le preoccupazioni dettate dalla difficoltà di garantire una temperatura di -70 gradi per la conservazione. Il vaccino di Moderna, ha precisato Magrini, «permette di ottenere 10 dosi e appena scongelato è utilizzabile», è «un po' più comodo» rispetto a Pfizer, «ma non enfatizzerei troppo questo discorso anche relativamente ai -70 gradi, perché la catena prevista di distribuzione settimanale, con valige distributive che mantengono la temperatura per tre settimane, non ha avuto nessun intoppo, nessun inciampo o difficoltà distributiva. Quindi quello che sembrava un problema insormontabile si è rivelato nemmeno uno spauracchio e non è mai stato un vero ostacolo, per fortuna».

  • Magrini (Aifa), vaccino cinese possibile ulteriore candidato

    «È probabile che anche il vaccino cinese (Sinovac) verrà sottoposto a giudizio europeo». Naturalmente «occorrerà vedere se i dati rispondono al rigore richiesto» ma «una volta valutati gli studi, potrebbe diventare un ulteriore candidato». Così Nicola Magrini, direttore generale dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), a 24Mattino su Radio 24. «Se così fosse - ha aggiunto - sarebbe un interessante meccanismo per entrambi», Cina e Europa. «Significa che cadono muri e barriere, che e la ricerca e la produzione è davvero globale come di fatto già è, ad esempio per gli antibiotici. Quindi ben venga questa competizione».

  • Lagarde, se serve pronti a mettere mano ad acquisti bond

    Se servirà un impegno finanziario maggiore attraverso gli acquisti per l'emergenza pandemica (Pepp), la Bce è pronta a «ricalibrare» il programma, ma se non ci sarà bisogno di spendere l'intero ammontare programmato finora, pari a 1.850 miliardi, questo non sarà speso. Lo ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde al forum Reuters Next.

  • Valle d'Aosta valuta apertura piste per scialpinismo

    La Valle d'Aosta sta valutando di aprire alcune piste dei comprensori sciistici per la pratica dello scialpinismo. Lo ha spiegato oggi in Consiglio regionale il presidente della Regione, Erik Lavevaz. «Nel momento in cui ci dovesse essere il divieto o l'impossibilità di apertura delle piste per l'attività di sci da discesa - ha spiegato Lavevaz - si sta ipotizzando di autorizzare lo scialpinismo, almeno su alcuni impianti».

  • Magrini (Aifa), con vaccino Pfizer anche 7 dosi ma giusto prevederne 6

    «Ci siamo accorti quasi subito, appena arrivato il flacone, che le dosi disponibili erano 6 e in alcuni casi, con la massima precisione, anche 7. Quindi, nell'arco di una settimana o due, tutte le agenzie regolatorie hanno detto che era possibile tranquillamente fare 6 dosi, come poi certificato anche dall'Agenzia Europea dei Medicinali. Si è così passati dal flacone da 5 a quello da 6, ma effettivamente con siringhe di precisione si possono ottenere anche 7 dosi». Lo ha detto, Nicola Magrini, direttore generale dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), a 24Mattino su Radio 24.

    Preparazione di un vaccino Pfizer.(Ethan Miller/Getty Images/AFP)
  • Speranza, nel primo trimestre 2021 anche vaccino Johnson&Johnson

    Nel primo trimestre 2021 è attesa l'autorizzazione anche del vaccino di Johnson&Johnson. I risultati del vaccino italiano ReiThera sono molto incoraggianti. Stiamo lavorando parallelamente ad organizzare le forze e l'Italia è pronta a mettere in campo una squadra forte: si aggiungeranno 40 mila medici ed entreranno anche le farmacie in campo. Lo ha detto il ministro Speranza alla Camera.

    Per saperne di più:  Nuovo Dpcm, Speranza: stato di emergenza al 30 aprile, stop a spostamenti fra zone gialle

  • Cts francese, scuole aperte ma più sorveglianza

    Il Consiglio tecnico e scientifico che affianca in governo nella strategia contro la pandemia in Francia raccomanda - di fronte al rischio della variante britannica del virus - di lasciare aperte le scuole, rafforzando però la sorveglianza non appena la variante britannica appaia fra gli studenti o gli insegnanti. In particolare, ha detto il presidente del CTS francese, Jean-François Delfraissy, intervistato stamattina su France Info, servono misure più strette per poter individuare i contagi molto velocemente e chiudere subito le classi se ci sono dei casi. «I dati inglesi sulla penetrazinoe della variante nelle scuole - ha detto Delfraissy - non sono abbastanza chiari per spingerci a chiudere le scuole in Francia. Noi raccomandiamo di proseguire con l'apertura ma con misure di sorveglianza più strette».

  • Speranza: tenere fuori dalla battaglia politica lotta alla pandemia

    «Non c'è altra strada diversa dall'unità per affrontare l'emergenza più grande che abbiamo conosciuto dal secondo dopoguerra. Ecco perché con la preoccupazione che vivo come ministro della Salute anche rispetto alle tensioni politiche di questi giorni lancio un appello all'unità e alla lealtà e alla coerenza istituzionale, a Roma come nelle Regioni». Così il ministro della Salute Roberto Speranza nel presentare alla Camera i contenuti del nuovo Dpcm che sarà in vigore dal 16 gennaio. ««Nei prossimi giorni teniamo fuori dalla battaglia politica la salute degli italiani, sarebbe un errore imperdonabile distrarci a poche ore dal traguardo, ora si intravede la luce in fondo al tunnel. Ma ci aspettano mesi difficilissimi, lo dobbiamo anche ai medici e agli operatori sanitari impegnati da mesi e ora dedito alla campagna vaccinale», ha detto ancora il ministro.

    Per saperne di più:  Nuovo Dpcm, Speranza: stato di emergenza al 30 aprile, stop a spostamenti fra zone gialle

  • Scatta obbligo registrazione per viaggi in Austria

    Scatta venerdì l'obbligo di registrazione elettronica per l'ingresso in Austria. Vanno indicati tramite un modulo online nome, data di nascita, email, indirizzo di soggiorno, data di ingresso, eventuale data di partenza e gli altri Paesi visitati negli ultimi 10 giorni. I dati vengono conservati per 28 giorni per poi essere cancellati. L'obbligo di registrazione vale per tutte le persone che entrano in Austria, ad eccezione di pendolari, dei viaggiatori in transito per raggiungere un altro paese e per urgenze in ambito familiare, come per esempio funerali. Resta in vigore la quarantena obbligatoria di 10 giorni, che può essere accorciata a 5 giorni con un tampone negativo a proprie spese.

  • Zaia, credo non ci sarà possibilità per lo sci

    «Per la stagione sciistica ho l'impressione che non ci sarà possibilità». Lo ha sostenuto il presidente del Veneto Luca Zaia, intervenendo stamani a 'Mattinocinque'. «La montagna - ha prosgeuito - paga un doppio colpo. Vive della montagna estiva ma soprattutto della montagna invernale. Si spopola, ha un sacco di problemi, è un'autentica tragedia quella che sta vivendo. Da quel che si capisce verrà procrastinato ancora tutto», ha concluso.

  • Russia, 22.850 nuovi cai e 566 vittime

    In Russia oggi sono stati riscontrati 22.850 nuovi casi di Covid-19, di cui 4.320 a Mosca, portando il conteggio complessivo a 3.471.053, il quarto più grande al mondo. I morti nelle ultime 24 ore sono stati 566, che portano il bilancio ufficiale delle vittime dall’inizio della pandemia a 63.370.

  • Cina, stato emergenza in provincia Heilongjiang

    La provincia settentrionale cinese di Heilongjiang, che conta oltre 37 milioni di persone, ha dichiarato lo stato di emergenza per stroncare un focolaio di Covid-19, chiedendo di non lasciare i propri territori se non strettamente necessario, e di annullare conferenze e raduni. Inoltre la città di Suihua, che conta 5,2 milioni di abitanti, è entrata in lockdown. La decisione del governo provinciale, è maturata dopo la scoperta di 28 contagi, di cui 12 asintomatici. Tre infezioni sono state trovate nel capoluogo Harbin, che ospita il festival di sculture di ghiaccio che è una grande attrazione per turisti.

  • Ristoratori a prefetti e Governo: servono ristori subito

    Stop a misure restrittive «inique e discriminatorie» per la categoria e stato d'emergenza economica «con la previsione di immediati risarcimenti per i danni causati da chiusure e limitazioni». È quanto chiedono in una lettera destinata ai prefetti e ai ministri dell'Economia e dello Sviluppo Economico Roberto Gualtieri e Stefano Patuanelli le associazioni regionali del comparto della ristorazione che aderiscono alla Confederazione Tutela nazionale imprese (Tni), un consorzio che rappresenta oltre 40mila imprenditori. Il governo, si legge nella lettera, «si è mostrato sordo al grido di allarme lanciato da migliaia di lavoratori, professionisti ed imprenditori travolti da uno stato di crisi senza precedenti a causa delle restrizioni imposte alle loro attività. Le azioni del Governo si sono mostrate nei fatti, tardive, inique ed assolutamente insufficienti». Secondo la Confederazione, inoltre, «mentre i ristori fino ad ora erogati sono andati effettivamente a beneficio delle imprese, nulla è stato previsto per sostenere noi piccoli imprenditori e le nostre famiglie». I ristoratori sottolineano come in questi mesi «abbiamo adeguato le attività all'emergenza sanitaria, con ulteriori sacrifici economici, abbiamo adottato rigidi protocolli sanitari ed eseguito complesse operazioni di sanificazione, censito ogni avventore e accettato una drastica riduzione degli orari». Ma tutto ciò non ha prodotto risultati: «nessuna azione correttiva è stata tentata e nessuna capacità di analisi e programmazione è emersa dalle misure adottate dal governo, mostratosi sordo al grido di allarme di migliaia di lavoratori». Per questo la Confederazione ha deciso di inviare una lettera ai prefetti, chiedendo un «forte e pronto intervento»: è necessario «liberare immediatamente le attività del comparto dai limiti vigenti che hanno ormai portato gli imprenditori del settore, i loro dipendenti e fornitori in uno stato di disperazione». E servono «immediati risarcimenti per i danni subiti dalle chiusure onde evitare ulteriori fallimenti e suicidi».

  • Ucraina, 6.409 casi e 195 morti in 24 ore

    In Ucraina nelle ultime 24 ore sono stati registrati 6.409 nuovi casi di Covid-19 e 195 decessi provocati dalla malattia: lo ha annunciato il ministro della Salute, Maksim Stepanov. Le zone col maggior numero di nuovi contagi sono Kiev, con 906 casi nel corso dell'ultima giornata, la regione di Zaporizhia con 529, la regione di Kharkiv con 521 e la regione di Odessa con 513. In totale, dall'inizio dell'epidemia, in Ucraina sono stati accertati 1.130.839 casi di Covid e 20.214 persone sono morte a causa del morbo. Nel Paese vivono circa 44 milioni di persone.

  • Giappone verso espansione stato di emergenza

    Il governo giapponese si appresta ad annunciare un'espansione dello stato di emergenza per altre 7 prefetture dell'arcipelago, estendendo la misura attualmente in vigore a Tokyo e tre prefetture adiacenti a causa della diffusione sempre più allarmante dei casi di coronavirus. L'annuncio verrà fatto con ogni probabilità nella tarda giornata di oggi, anticipano i media nipponici, e riguarderà le prefetture di Osaka, Aichi, Tochigi, Gifu, Hyogo, Kyoto e Fukuoka. La durata sarà allineata a quella di Tokyo, con la scadenza al 7 febbraio, periodo durante il quale le persone saranno incoraggiate a uscire solo per i servizi essenziali. Ristoranti e bar non potranno servire alcool dalle 19:00 e dovranno chiudere alle 20:00. L'esecutivo guidato dal premier Yoshihide Suga ha riferito che ascolterà una commissione di esperti medici oggi pomeriggio prima di formalizzare la decisione. Dall'inizio della pandemia il Paese ha registrato quasi 300mila casi di coronavirus, inclusi 4.179 morti.

  • In Usa record morti, in 24 ore sono stati 4.500

    I morti per Covid negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore sono stati circa 4.500, un nuovo record. E' quanto emerge dai dati della John Hopkins University.

  • 9,3 milioni di statunitensi vaccinati

    Sono 9,3 milioni gli americani che sono stati vaccinati contro il Covid su 27,7 milioni di dosi distribuite. Lo affermano le autorità sanitarie americane.

  • Cina, 115 nuovi casi, il numero più alto da 5 mesi. 38 gli asintomatici

    La Cina continentale ha segnalato 115 nuovi casi di Covid-19 ieri, rispetto ai 55 casi del giorno prima, ha dichiarato mercoledì l'autorità sanitaria nazionale del paese, il più alto aumento giornaliero in più di cinque mesi. La National Health Commission, in un comunicato, ha affermato che 107 dei nuovi casi sono infezioni locali. Il numero di nuovi casi asintomatici, che la Cina non classifica come casi confermati, è sceso a 38 dagli 81 casi del giorno prima. Il numero totale di casi confermati di COVID-19 nella Cina continentale è ora pari a 87.706, mentre il bilancio delle vittime è rimasto invariato a 4.634.

  • Oms, variante inglese presente in almeno 50 Paesi

    La cosiddetta variante inglese del coronavirus, conosciuta anche come B.1.1.7 o VOC 202012/01, è stata rilevata finora in almeno 50 Paesi oltre a Hong Kong e Taiwan: lo ha reso noto l'organizzazione mondiale della Sanità (Oms), secondo quanto riporta la Cnn. “Da quando è stata rilevata per la prima volta il 14 dicembre 2020, VOC 202012/01 è stata individuata in 50 tra Paesi, territori ed aree in cinque delle sei regioni Oms. In Inghilterra la variante è stata individuata in tutte le regioni e in quasi tutti i comuni”, ha sottolineato l'Oms nel suo rapporto settimanale sulla pandemia.

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