Attualità

Coronavirus ultime notizie. Consulta: misure anti-Covid spettano allo Stato non alle Regioni. Moderna sottopone vaccino contro variante sudafricana

Il bollettino di ieri
Le live news del 23 febbraio
Vaccini in tempo reale
● Presidente messicano Obrador: siamo meglio degli Usa nella lotta al Covid
● Moratti (Welfare Lombardia): «priorità a vaccinazioni in aree critiche»
● Ghana riceverà prima consegna vaccini finanziati dal sistema Covax
● Landini (Cgil): sì a vaccini in fabbrica ma gestione pubblica
● Molise chiederà intervento dell'Esercito
● Calo casi nel mondo per sesta settimana consecutiva
● Ue conferma: AstraZeneca sta rivedendo consegne vaccini
● Ungheria inizia a somministrare vaccino cinese, prima in Ue
● Le App aiutano a ridurre contagi, la scienza conferma
● Grecia, lockdown Atene prorogato fino a primo marzo
● In Lombardia 1 mln dosi vaccini a marzo, campagna costerà 214 mln
● Fontana, «per ora in Lombardia non c’è necessità di nuove chiusure»
● Grecia insiste su passaporto Covid e cerca alleati in Ue
● Scuola: Sicilia, da 1° marzo didattica in presenza fino al 75%
● Infettivologo Andreoni, «settimane difficili, colpo di coda seconda ondata»

Coronavirus, i vaccinati alla data del 23 febbraio 2021
  • Il Brasile supera le 250mila vittime

    Il Brasile supera le 250 mila vittime di Covid-19 dall'inizio della pandemia. Nelle ultime 24 ore, il Paese sudamericano ha registrato 1.428 morti e 66.588 nuovi contagi. Dall'inizio della pandemia il bilancio delle vittime sale così a 250.036 a fronte di 10.324.463 casi.

  • Moderna aumenta la capacità produttiva

    Moderna ha annunciato ulteriori investimenti di capitale per aumentare la capacità produttiva globale del vaccino Covid-19: la capacità produttiva prevista per il 2022 è aumentata a 1,4 miliardi di dosi, ed il piano di base del 2021 è aumentato a 700 milioni di dosi e l'azienda sta lavorando per fornire fino a 1 miliardo di dosi nel 2021. Lo rende noto la stessa azienda, sottolineando che i nuovi investimenti di capitale “consentiranno una produzione aggiuntiva dell'attuale vaccino Covid-19 e garantiranno flessibilità per affrontare la produzione di potenziali richiami del vaccino contro le varianti”. (ANSA).

  • Moderna sottopone vaccino per variante sudafricana

    Moderna ha consegnato delle dosi del suo candidato vaccino, mRNA-1273.351, specifico contro la variante SARS-CoV-2 identificata per la prima volta nella Repubblica Sudafricana, al National Institutes of Health (NIH) statunitense per lo studio clinico. Lo si apprende dall'azienda.

  • In Abruzzo caso da sospetta variante sudafricana

    In Abruzzo si registra un caso di sospetta variante sudafricana del coronavirus. Se confermato, sarebbe il primo. Si tratta di un uomo di Avezzano (L'Aquila) che è rientrato dall'Umbria, regione in cui si trovava per lavoro. Al momento, secondo quanto apprende l'ANSA, il paziente è ricoverato all'istituto Spallanzani di Roma. Sono in corso tutti gli accertamenti: gli esperti della struttura della capitale, dopo aver appurato che all'origine del contagio c'è una variante, stanno studiando il caso e nelle prossime 48 ore dovrebbe arrivare la conferma del fatto che si tratti della sudafricana. La Asl ha posto in isolamento i familiari e tutti i contatti dell'uomo, che sono sotto stretta sorveglianza sanitaria.

  • Belgio: frustranti ritardi in vaccini AstraZeneca

    Il ministro della Salute belga Wouter Beke ha definito ''estremamente frustranti'' i ritardi nella consegna dei vaccini contro il coronavirus prodotti da AstraZeneca. ''Ci sono dubbi per la carenza vaccini. Condivido con voi questo fastidio al 200 per cento'', ha dichiarato rivolto ai deputati nel corso di una riunione del Parlamento fiammingo. Beke ha spiegato che questa settimana il Belgio ha ricevuto solo 88.800 dosi del vaccino AstraZeneca invece delle previste 114.716 dosi. ''La prossima settimana: 21.600 invece di 19.167. E la settimana dopo dovremmo ottenere, ma voglio vederle prima di crederci, 127.200 dosi invece di 33.984”, ha detto Beke.

  • Casa Bianca: sospesi da ritardo Johnson&Johnson

    La Casa Bianca si è detta ''sorpresa'' per il ritardo nella produzione dei vaccini contro il coronavirus annunciato dalla Johnson&Johnson. ''Siamo rimasti sorpresi di apprendere che Johnson&Johnson era in ritardo nella produzione. Prima si parlava di circa 10 milioni di dosi e ora di 3 o 4 milioni di dosi che sarebbero pronte per la spedizione la prossima settimana”, ha detto la portavoce della casa Bianca Jen Psaki. “Continueremo a lavorare con loro in modo da poter garantire che il processo possa essere accelerato”, ha aggiunto.

  • Covid: Camera, Aula approva risoluzione di maggioranza

    L'Aula della Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del ministro della Salute Roberto Speranza sulle nuove misure sul contrasto dell'emergenza Covid-19. I voti a favore sono stati 359, 27 i contrari.

  • Torino, disguido tecnico causa sovraffollamento in centro vaccinale

    È stato un disguido informatico sulla piattaforma di convocazione gestita dal Consorzio per il Sistema Informativo - Csi Piemonte a generare questo pomeriggio un sovraffollamento di persone nel centro vaccinale di via Gorizia a Torino. A spiegarlo una nota dell'Asl Citta' di Torino in cui si precisa che «per le 13 erano state convocate 508 persone appartenenti al personale scolastico e 366 per le 17, ossia il doppio rispetto a quanto previsto dalle agende». «Appena l'équipe vaccinale ha riscontrato l'anomalia - prosegue la nota - e' stato avvisato il Csi Piemonte che ha rimodulato gli appuntamenti, alcuni rinviandoli ad orario successivo, sempre oggi, altri annullandoli, comunicando che avrebbero ricevuto un nuovo appuntamento Purtroppo - sottolinea la nota - il nuovo messaggio, inviato nel tardo pomeriggio di ieri, non è stato letto o non sono state rispettate le indicazioni da parte dei destinatari, che si sono presentati comunque presso la sede vaccinale». Scusandosi per il disguido, l'Asl fa sapere che “alcuni cittadini sono stati già riconvocati per la vaccinazione per il prossimo fine settimana”. Nella sola sede di via Gorizia la programmazione è pari a 1.000 dosi di vaccino al giorno.

  • Inchieste mascherine: un arresto e quattro interdittive

    I finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, coordinati dalla Procura di Roma, stanno eseguendo una misura cautelare per cinque persone: un arresto domiciliare e quattro interdittive, nell'ambito dell'inchiesta sull'affidamento per un valore complessivo di 1,25 miliardi di euro per l'acquisto di mascherine per l'emergenza Covid. Ai domiciliari Solis San Andreas Jorge Edisson, mentre le interdittive riguardano l'imprenditore Mario Benotti, Vincenzo Andrea Tommasi Andrea, Khouzam Georges Fares e Guarnieri Daniela Rossana.

  • Consulta: misure anti-Covid spettano allo Stato non alle Regioni

    Spetta allo stato, non alle regioni, determinare le misure necessarie al contrasto della pandemia. Lo ha stabilito la Corte costituzionale accogliendo il ricorso del governo contro la legge anti-Dcpm della Valle d'Aosta.

    Il ricorso è stato accolto,spiega una nota dell'Ufficio stampa, “limitatamente alle disposizioni con le quali la legge impugnata ha introdotto misure di contrasto all'epidemia differenti da quelle previste dalla normativa statale”. La Corte ha ritenuto che il legislatore regionale, anche se dotato di autonomia speciale, non può invadere con una sua propria disciplina una materia avente ad oggetto la pandemia da COVID-19, diffusa a livello globale e perciò affidata interamente alla competenza legislativa esclusiva dello Stato, a titolo di profilassi internazionale. Le motivazioni della sentenza saranno depositate nelle prossime settimane.

  • Pfizer punta ad aumentare la produzione del 50%

    “Per rispondere alla maggior richiesta di dosi di vaccino abbiamo in programma di produrre 2 mld di dosi nel 2021, oltre il 50% della produzione prevista di 1,3 mld di dosi. Gli interventi previsti per aumentare le nostre capacità produttive sono a buon punto”. Lo apprende l'ANSA dalla casa farmaceutica Pfizer che spiega: “Stiamo facendo progressi sulle iniziative chiave: modifica dei processi di produzione nell'impianto a Puurs, completata con successo; il sito produttivo di BioNTech ha ricevuto la licenza di produzione e inizieremo la produzione per la convalida di EMA a febbraio, secondo i piani precedentemente annunciati”.

  • Gb, altri 700 mln di sterline per riapertura scuole

    Il governo britannico di Boris Johnson mette sul tavolo fondi pubblici aggiuntivi per altri 700 milioni di sterline per i costi immediati legati alla riapertura delle scuole in Inghilterra, ai corsi di recupero per gli allievi rimasti indietro nel periodo della didattica online a distanza e alle misure di sicurezza sanitaria necessarie dopo oltre 2 mesi di lockdown anti Covid. Lo ha annunciato oggi il ministro dell'Istruzione, Gavin Williamson, nel briefing di giornata a Downing Street sull'emergenza pandemia durante la quale sono stati formalizzati anche i dati delle ultime 24 ore su contagi, morti e ricoveri in ospedale: tutti segnati da una ribadita tendenza al calo dopo l'impennata delle scorse settimane alimentata dall'aggressiva 'variante inglese' del virus, con meno di 10.000 casi quotidiani (su quasi 600.000 tamponi fatti) e altri 448 decessi (100 meno di ieri).

    Il premier britannico Boris Johnso. REUTERS/John Sibley

    Williamson ha confermato che tutte le scuole elementari inglesi riprenderanno le attività didattiche in presenza dall'8 marzo, come indicato già da Boris Johnson quale prima tappa di un graduale e cauto superamento condizionato del terzo lockdown nazionale spalmato in 4 fasi fino al 21 giugno; mentre il rientro in classe dei ragazzi delle secondarie (tenuti per la prima volta come insegnanti e personale a indossare mascherine in aula, a differenza dei bambini delle primarie) sarà sparpagliato nella settimana 8-13 marzo, con la possibilità per tutti di essere testati. Previsto pure un avvio a tappe della ripresa di lezioni e attività nei campus con presenza fisica per gli universitari.

  • Infettivologo Andreoni, «settimane difficili, colpo di coda seconda ondata»

    «La seconda ondata è iniziata a settembre-ottobre e non è mai finita. Oggi mi pare difficile parlare di terza ondata ma direi più che siamo di fronte ad un colpo di coda della seconda. Questo ci mette davanti a settimane difficili, il virus circola in maniera incontrollata e si stanno diffondendo le varianti». Lo afferma all'Adnkronos Salute Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali) e primario di Infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma, facendo il punto sulla situazione epidemiologica. «Mi sembra che nelle ultime settimane ci sia stato un rilassamento generale - avverte Andreoni - E questo non va bene».

  • Scuola: Sicilia, da 1° marzo didattica in presenza fino al 75%

    Didattica in presenza fino al 75% nelle scuole superiori siciliane a partire da lunedì 1 marzo. A stabilirlo è una circolare appena firmata dall'assessore regionale all'Istruzione Roberto Lagalla. La soglia del 75% non sarà obbligatoria fin da subito ma ai dirigenti degli istituti secondari di secondo grado sarà data la possibilità di raggiungerla in maniera graduale e progressiva in base alle specifiche situazioni di ogni singola scuola. La didattica in presenza al 75% resterà in vigore compatibilmente con la situazione epidemiologica: il governo Musumeci non esclude infatti modifiche se l'andamento dei contagi nell'Isola dovesse cambiare. “Con l'occhio sempre rivolto all'andamento dell'epidemia sul territorio regionale e nel massimo rispetto dei criteri posti alla base della tutela della salute pubblica, anche attraverso lo screening della popolazione scolastica - sottolinea l'assessore Lagalla - ci apprestiamo a compiere quest'ultimo, e speriamo definitivo, passo per ripristinare la funzionalità scolastica al più alto livello concesso dalle ordinanze vigenti, fiduciosi che possano essere restituite a docenti e studenti, meritata normalità e recuperata attenzione all'importanza dei processi di apprendimento vissuti all'interno della comunità educativa”.

  • Grecia insiste su passaporto Covid e cerca alleati in Ue

    La Grecia insiste sul passaporto Covid per tornare a viaggiare durante le vacanze estive. Il premier Kiriakos Mitsotakis ha preso contatti con i leader di un gruppo di Paesi, tra questi l'Italia, la Spagna, l'Austria, la Danimarca, e Cipro, per cercare di mettere insieme un fronte comune, per spingere l'iniziativa al Consiglio europeo di domani. Si apprende da fonti diplomatiche europee. Continuano invece a frenare sull'ipotesi la Germania, la Francia, l'Olanda, e il Belgio che definiscono la discussione ancora “prematura”, sia perché la campagna delle immunizzazioni è solo all'inizio, sia perché sono ancora molti gli interrogativi da sciogliere, a partire dalla trasmissibilità del virus da parte dei soggetti immunizzati. Vengono inoltre evocati problemi di privacy, e di possibili discriminazioni, e c'è chi pensa ad una soluzione di più ampio respiro, in attesa di capire quali siano gli orientamenti della Iata. Il compromesso trovato per il momento, come si legge anche nella bozza della dichiarazione congiunta che verrà pubblicata domani al termine della prima giornata di lavori, è di continuare a lavorare a livello tecnico “su un approccio comune sui certificati vaccinali”, rimandando ai prossimi mesi l'eventualità del loro utilizzo per altri scopi. Ma Mitsotakis, che ha già preso contatti per far arrivare i turisti da Israele e dal Regno Unito, potrebbe decidere di muoversi unilateralmente.

  • Francia, lockdown nel fine settimana anche a Dunkerque

    Dopo Nizza anche Dunkerque. Il ministro francese della Salute, Olivier Véran, ha annunciato oggi l'introduzione di un lockdown locale nella città di Dunkerque e dintorni per il fine settimana, a partire da dopodomani venerdì. Cittadina affacciata sulla Manica all'estremo nord della Francia, Dunkerque è stata oggetto in questi ultimi giorni di un crescente allarme relativo alla variante inglese del coronavirus che, secondo i dati a disposizione, rappresenta circa il 72% dei casi nella zona.

  • Garattini, 'se non si sta attenti ci sarà un nuovo lockdown'

    “Il Governo sia chiaro e faccia capire alla gente che, se non si osservano le regole, avremo un altro lockdown. Dobbiamo rendere tutti partecipi di questo problema: o si sta attenti o si chiude di nuovo”. Lo ha detto Silvio Garattini, presidente dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs, ospite di 'Timeline' su Sky Tg24. “Esiste molta diffusione di questo virus - ha sottolineato - La cosa più importante che dobbiamo fare, e che la popolazione in generale non sta facendo, è prendere le precauzioni con la mascherina, mantenere la distanza. Se non si fa questo continueremo ad avere problemi, dovremo di nuovo chiudere tutto, perché” Covid “sarà così diffuso che non basterà chiudere solo alcuni paesi o luoghi”.

  • Draghi sente Michel su Covid e prossimo Consiglio Ue

    Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha avuto oggi con il Presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, uno scambio di vedute in videoconferenza, in preparazione del Consiglio Europeo straordinario del 25-26 febbraio 2021. Lo rende noto Palazzo Chigi. Al centro della conversazione sono stati la risposta sanitaria europea al Covid e gli altri temi dell'agenda del Consiglio Europeo.

  • Contagi in risalita in Catalogna, avanzano varianti

    La Spagna è appena tornata sotto la soglia di rischio estremo per il coronavirus fissata a 250 positivi ogni 100.000 abitanti, ma affronta già la possibilità che si presenti una quarta ondata di contagi, segnalano i media locali. La preoccupazione inizia a crescere in Catalogna, nel nordest, dove i casi sono in risalita: oggi ne sono stati notificati più di 3.000 in 24 ore. In particolare, c'è timore per l'avanzata delle nuove varianti del virus, soprattutto quella individuata in Regno Unito. La pressione sugli ospedali, d'altro canto, scende leggermente. Le terapie intensive restano però su alti livelli d'occupazione, per cui le autorità sanitarie regionali scartano un rilassamento accelerato delle restrizioni attuali, come il coprifuoco fissato alle 22 e l'apertura di bar e ristoranti permessa solo in certi orari al mattino e all'ora di pranzo. Sul piano nazionale, il premier socialista Pedro Sánchez ha invitato oggi in Parlamento alla “prudenza” per evitare una quarta ondata, in particolare nel periodo della Settimana Santa, molto celebrata in Spagna. Sánchez ha anche ammesso che la fase di riapertura delle attività dopo il primo lock-down, all'inizio dell'estate scorsa, è stata “troppo veloce”.

  • Policlinico Foggia sperimenterà efficacia test salivare, meno invasivo e più veloce

    Il Policlinico Riuniti di Foggia ha ricevuto da parte del Comitato etico dell'azienda l'approvazione all'esecuzione dello studio sperimentale prospettico sul ruolo della saliva nella diagnosi precoce e monitoraggio dei pazienti con Covid-19, coordinato dalla professoressa Teresa Antonia Santantonio, direttore dell'Unità operativa di Malattie Infettive. L'obiettivo primario dello studio “è - spiega l'azienda - quello di verificare la sensibilità e specificità della ricerca di Sars-Cov-2 nella saliva rispetto al tampone nasofaringeo; gli obiettivi secondari sono determinare il timing di positività del test salivare rispetto al tampone nasofaringeo e valutare la presenza di anticorpi specifici nella saliva durante la malattia e nel follow-up post Covid-19”. La durata dello studio, iniziata a febbraio, è di 12 mesi e arruolerà soggetti con diagnosi documentata o sospetta di infezione da Sars-Cov-2. Insieme alla professoressa Santantonio saranno coinvolti nella sperimentazione altri professori delle varie cliniche del Riuniti.

  • Fontana, «per ora in Lombardia non c’è necessità di nuove chiusure»

    «La situazione dei contagi è sempre sotto la nostra attenzione, ma per adesso non siamo ancora nelle condizioni di dover intervenire». Così il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, a chi gli chiedeva se fossero in arrivo altre zone 'arancioni rafforzate' sulla scia della risalita dei contagi.

  • Asl, «possibile Toro non giochi, decisione entro domani»

    «C'è la possibilità che il match con il Sassuolo non si giochi. Se non ci fosse stata la variante inglese, non avremmo preso questa posizione. Entro domani verrà assunta una decisione». Così il dg dell'Asl di Torino Carlo Picco sul focolaio Covid che ha fermato il Torino. Anche oggi il club comunica una ulteriore positività e la squadra non si allena. «Di fronte a un cluster con suggestioni importanti di variante inglese - ha aggiunto Picco - con diffusione tra calciatori e persone loro vicine, occorre riflettere. Si stanno facendo tamponi ogni giorno, non c'è ancora una parola definitiva, ma c'è la possibilità che non si giochi».

  • Zingaretti, «industria pronta a finanziare ricerca per vaccino italiano»

    «Ce la stiamo facendo, si intravede la luce in fondo al tunnel. Questo periodo è il più brutto della storia del mondo dal Dopoguerra. Il mio grazie va agli operatori della sanità per il loro lavoro straordinario svolto. Oggi è una giornata importante, ringrazio anche il prefetto di Roma Piantedosi per la sua presenza e per quanto sta facendo nel nostro territorio. Il premier Draghi ci ha fatto un appello, quello di sconfiggere il virus e riprenderci il paese. Noi abbiamo risposto presente, dando il contributo della Capitale e della regione per quello che rappresenta». Lo ha detto il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti durante l'inaugurazione del nuovo hub vaccinale alla Nuvola all'Eur. «La nostra industria farmaceutica - ha aggiunto - è pronta a finanziare la ricerca, con l'istituto Spallanzani, di un vaccino tutto italiano. Quindi usciremo da tutto questo anche grazie alla scienza italiana con milioni di dosi all'anno».

  • Bertolaso: Basta solo chiusure, ridurre maledetta variante inglese

    “La strategia di chiudere tutto e basta non mi pare sufficiente. Faremo un esperimento con questi Comuni che stanno al confine tra Bergamo e Brescia, i quali sono i più colpiti dalla famosa variante inglese. Dobbiamo fare tutto il possibile per ridurre questa maledetta variante inglese, che purtroppo non è ancora finita”. Così Guido Bertolaso, consulente della Regione Lombardia nella campagna vaccinale anti-Covid, a margine di una conferenza stampa a Milano.

  • In Lombardia 1 mln dosi vaccini a marzo, campagna costerà 214 mln

    In Lombardia, “se saranno rispettate le consegne”, è previsto per ora che a marzo arrivino oltre 1 milioni di dosi, tra Pfizer (573mila circa), Moderna (137mila) e Astrazeneca (320mila). La Regione ha chiesto formalmente di avere “ulteriori vaccini, già validati in altri Paesi”. Per quanto riguarda il 'dove', nell'illustrare il piano vaccinale, la vicepresidente Letizia Moratti ha spiegato che saranno utilizzate preferibilmente “strutture già esistenti sul territorio”, ma una nuova delibera, la prossima settimana, indicherà esattamente quali saranno e come verranno distribuiti i punti vaccinali. Il costo della campagna vaccinale sarà di 214 milioni di euro: di questi, 96 milioni saranno la remunerazione delle prestazioni vaccinali e 66,5 mln di euro i costi totali del personale dedicato alle vaccinazioni. Moratti ha informato che probabilmente un emendamento a uno dei prossimi decreti permetterà di “avvalerci degli specializzandi il sabato e la domenica, pagati”.

  • Novartis, vaccino Pfizer sarà prodotto in Svizzera

    Novartis, riguardo alla partnership con Pfizer-BioNTech per fornire capacità produttiva per il vaccino anti-COVID-19, precisa che “l'accordo coinvolge lo stabilimento svizzero di Stein”, mentre “lo stabilimento Novartis di Torre Annunziata non sarà coinvolto nella produzione del vaccino anti-COVID-19, ma è un polo strategico per l'azienda e per l'Italia per la produzione di farmaci essenziali per migliorare e prolungare la vita dei pazienti”. La casa farmaceutica spiega inoltre che “lo stabilimento elvetico riceverà il principio attivo mRNA grezzo da Biontech e procederà a infialamento nella sua struttura. Il prodotto finito sarà rispedito a Biontech, per poi essere distribuito in tutto il mondo. La produzione inizierà nel secondo trimestre, con le prime consegne stimate a partire dal terzo trimestre 2021”.

  • Friuli Venezia Giulia, altri 317 contagi

    In Friuli Venezia Giulia su 5.912 tamponi molecolari sono stati rilevati 317 nuovi contagi con una percentuale di positività del 5,36%. Sono inoltre 3.700 i test rapidi antigenici realizzati, dai quali sono stati rilevati 186 casi (5,03%). I decessi registrati sono dieci; i ricoveri nelle terapie intensive sono 58 e scendono a 345 quelli in altri reparti. Lo comunica il vicegovernatore con delega alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi. I decessi complessivamente ammontano a 2.802, con la seguente suddivisione territoriale: 632 a Trieste, 1.399 a Udine, 588 a Pordenone e 183 a Gorizia.

  • Fda: il vaccino Johnson & Johnson è efficace

    Il vaccino a dose unica della Johnson & Johnson è apparso sicuro e efficace nelle prove, secondo quanto riferisce il personale della Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti in un documento pubblicato mercoledì 24 febbraio che apre la strada alla sua approvazione per l’uso. Il pannello di esperti indipendenti della Fda si riunirà venerdì per decidere sul definitivo via libera. Il vaccino della J&J è stato risultato al 66% nel prevenire il Covid-19 contro le varianti multiple in una prova globale che ha coinvolto quasi 44mila persone, ha detto la società. La sua efficacia variava dal 72% negli Stati Uniti al 66% in America Latina e al 57% in Sudafrica, dove si è diffusa una nuova variante, anche se il vaccino era complessivamente efficace all’85% nel fermare i casi gravi della malattia.

  • Speranza: presto tavolo tecnico con l’Iss sulle varianti

    «Differenziare le misure su base regionale ci consente di agire in modo proporzionale e ci ha permesso di non ricorrere ad altri lockdown generalizzati, mentre altri paesi Ue ne hanno fatti due o tre. Ritengo sia utile anche alla luce delle varianti, favorire un nuovo confronto in un tavolo tecnico tra Iss e Ministero per delineare il quadro in cui siamo». Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, nella comunicazione al Senato sulle nuove misure per il contrasto della pandemia da coronavirus.

  • Moratti: Da domani dosi in zone più colpite per contenere contagio

    “Avendo verificato che la variante inglese comincia a diventare prevalente in alcune aree, con un tasso di diffusione del 39%, è nata una doppia di strategia: da una parte la mitigazione per intervenire in situazioni circoscritte, dall'altra una strategia che partirà da domani è una strategia di contenimento”. Lo ha detto la vicepresidente e assessore al Welfare di Regione Lombardia, Letizia Moratti, in conferenza stampa a Milano sull'aggiornamento del piano vaccinale lombardo anti Covid-19. “È un cambio di strategia vaccinale, avendo deciso di andare a vaccinare, rispettando le categorie in fase di vaccinazione tra cui gli over 80, ma indirizzando prevalentemente le risorse vaccinali verso quelle zone che rappresentano delle criticità. Speriamo che con questa rimodulazione si possa contenere maggiormente questo terribile virus”, ha aggiunto.

  • Bianchi, priorità è vaccinare subito il personale

    Il ministro Patrizio Bianchi durante l'incontro con i sindacati ha ribadito che la priorità è “vaccinare il personale il prima possibile: bisogna andare a scuola sentendosi in sicurezza”. Il Ministero, in raccordo con quello della Salute, sta monitorando la situazione relativa ai contagi e alle varianti del Covid-19.

  • Prosegue lockdown in Alto Adige fino a metà marzo

    In Alto Adige il lockdown duro viene prolungato fino al 14 marzo. Lo ha detto il governatore Arno Kompatscher dopo la riunione della Giunta provinciale.

  • Grecia, lockdown Atene prorogato fino a primo marzo

    Le autorità greche hanno prorogato fino al primo marzo il lockdown imposto l'11 febbraio ad Atene ed in tutta l'Attica, la regione più popolosa del Paese: lo riporta il Guardian sottolineando che la decisione è stata presa in seguito ad un incremento dei contagi da coronavirus nella regione. La misura scadeva il 28 febbraio. Ieri sono stati registrati nel Paese 2.147 nuovi casi, di cui circa la metà nell'Attica, e 22 decessi. Nel complesso, dall'inizio della pandemia, secondo i dati della Johns Hopkins University, la Grecia conta 182.783 infezioni, inclusi 6.343 decessi.

  • Le App aiutano a ridurre contagi, la scienza conferma

    Dall'inizio della pandemia decine di paesi hanno introdotto l'uso di app digitali, simili a Immuni, che tentano di identificare le persone esposte al Sars-CoV-2 per interrompere la trasmissione dei contagi. Se in passato erano state accompagnate da dubbi, ora, evidenzia un articolo pubblicato su Nature online, studi effettuati in diversi paesi mostrano prove crescenti che queste app possono effettivamente aiutare a prevenire le infezioni. Secondo una recente valutazione in via di pubblicazione, l'app Covid-19 del National Health Service (NHS) lanciata in Inghilterra e Galles ha inviato 4,4 notifiche di esposizione per ogni utente che era risultato positivo al Sars-CoV-2 e che aveva accettato di notificarlo ai propri contatti: era più del doppio della media di 1,8 contatti notificati tramite tracciamento manuale. Finora, sono 16,5 milioni gli utenti regolari e, utilizzando modelli statistici, un team di ricerca dell'Università di Oxford guidato da Christophe Fraser ha stimato che ogni aumento dell'1% degli utenti di questa app riduce il numero di infezioni dello 0,8-2,3%. Risultati incoraggianti arrivano anche da uno studio pilota sull'app Radar Covid della Spagna, condotto nelle Isole Canarie: ha notificato, infatti, circa il doppio del numero di persone esposte a infezioni rispetto al tracciamento manuale dei contatti. Mentre una valutazione di SwissCovid, pubblicata in preprint a febbraio, ha rilevato che l'app svizzera ha aumentato del 5% il numero di persone in quarantena a Zurigo, di cui il 17% è in effetti poi risultato positivo. Inoltre, i contatti non familiari notificati dall'app SwissCovid sono entrati in quarantena un giorno prima rispetto a quelli notificati tramite tracciamento manuale. Questi risultati, conclude l'articolo su Nature, mostrano che le app di contact tracing sono uno strumento prezioso per la salute pubblica e “andrebbe migliorato il modo in cui sono integrate nel sistema sanitario locale”, aspetto “cruciale” e ancora spesso “non sfruttato a pieno”.

  • Nessun nuovo caso locale in Cina continentale

    Nessuna nuova infezione da Covid-19 trasmessa a livello locale è stata segnalata ieri in Cina continentale, dove invece sono stati registrati altri 12 contagi confermati, 9 asintomatici e 3 casi sospetti, tutti importati. Lo rende noto il bollettino odierno della Commissione Sanitaria Nazionale cinese. Nessun ulteriore decesso correlato al nuovo coronavirus è stato registrato nelle ultime 24 ore in Cina continentale. Altri 3 casi sospetti di contagio invece, tutti importati, sono stati segnalati ieri a Shanghai. Altri 16 pazienti positivi sono stati dimessi ieri da vari ospedali cinesi dopo essersi ripresi. Alla serata di ieri, la Cina continentale aveva registrato un totale di 4.961 casi di infezione importati. Tra questi, 4.780 sono già stati dimessi da vari ospedali dopo essere guariti e 181 risultano ancora ricoverati. Non si segnalano decessi tra i casi positivi al coronavirus importati. Fino al 23 febbraio, la Cina continentale aveva registrato un totale di 89.864 casi confermati di contagio, compresi 370 pazienti ancora in cura, di cui uno in gravi condizioni. Un totale di 84.858 persone erano state dimesse alla data di ieri da vari ospedali dopo essersi riprese, mentre i decessi Covid-19 correlati restano sempre fermi a quota 4.636 in Cina continentale. Al momento si segnalano 3 casi sospetti di contagio in Cina continentale mentre alla data di ieri 8.183 persone entrate a stretto contatto con i contagiati si trovavano ancora in osservazione medica.

  • Ungheria inizia a somministrare vaccino cinese, prima in Ue

    L'Ungheria inizia la somministrazione del Sinopharm, il vaccino cinese contro il Covid. Lo ha annunciato il premier ungherese Viktor Orban. Si tratta del primo paese dell'Unione europea che fa ricorso a questo tipo di vaccino, dopo aver annunciato, sempre unico in Ue, anche l'uso dello Sputnik V.

  • Giani: In Toscana 857 nuovi casi, tasso nuovi positivi 4,04%

    «I nuovi casi registrati in Toscana sono 857 su 21.198 test di cui 13.192 tamponi molecolari e 8.006 test rapidi. Il tasso dei nuovi positivi è 4,04% (8,6% sulle prime diagnosi)». Lo annuncia su Facebook il presidente della Toscana, Eugenio Giani, anticipando il dato del bollettino regionale sull'andamento dell'epidemia di coronavirus.

    Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana. (TWITTER EUGENIO GIANI)


  • Moody's: taglia stima pil 2021 Italia al 3,7%

    Moody's: ha tagliato la stima del pil 2021 per Italia al 3,7% dal 5,6% stimato in precedenza, a causa del rinnovo dei limiti a mobilità e imprese per l'aumento dei contagi; per l’anno prossimo la previsione è del +4,1%. Il taglio riguarda anche complessivamente l’Eurozona: per il 2021 è del 3,7%, per passare al al 3,9% nel 2022

  • Ottavio di Stefano (ordine medici Brescia) a 24Mattino su Radio 24: «Siamo stremati, misure restrittive indispensabili»

    “L'impegno dei medici e degli uomini e delle donne della sanità sta diventando di nuovo estremamente importante. Medici, infermieri e tutti gli operatori della salute sono stremati. Abbiamo passato un anno andando oltre la fatica». Lo ha detto Ottavio Di Stefano, presidente Consiglio Direttivo dell'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Brescia, a 24Mattino di Simone Spetia su Radio 24. «Non c'è terrore perché continuiamo ad avere quello dello spirito per cui ognuno di noi ha scelto di fare il medico, l'infermiere, il tecnico di laboratorio. Siamo stanchi e le misure restrittive secondo noi erano indispensabili, stavamo andando fuori tempo o forse non so se ci siamo già andati. Dobbiamo mantenere alta la guardia nei focolai nelle zone dove si manifesta la presenza soprattutto con infezioni della variante inglese, bisogna intervenire chirurgicamente chiudendo facendo i tamponi e vaccinando».

  • AstraZeneca, obiettivo oltre 5 milioni di dosi a Italia entro marzo

    «Per quanto riguarda l'Italia, questa settimana supereremo 1,5 milioni di dosi consegnate e abbiamo l'obiettivo di superare i 5 milioni di dosi per la fine di marzo». Lo afferma l'azienda AstraZeneca in merito alla notizia di un taglio della metà delle dosi di vaccino anti-Covid previste per l'Ue nel secondo trimestre 2021. «Le date di consegna, la frequenza e il volume possono subire alterazioni dovute ai processi di produzione e alle tempistiche dei processi di controllo qualità» prosegue l’azienda, precisando che «il contratto con la Commissione europea è stato siglato in agosto del 2020 e in quel momento non era possibile fare una stima precisa delle dosi, che dipende dalla produttività degli impianti di produzione di un vaccino ad alta complessità biologica che non era stato mai prodotto». «A questa complessità - continua AstraZeneca - si è aggiunta una produttività inferiore alle previsioni nello stabilimento destinato alla produzione europea, e per questo non siamo ancora in grado di fornire previsioni dettagliate per il secondo trimestre. In ogni caso AstraZeneca conferma che lavora con l'obiettivo di essere in linea con quanto indicato nel contratto. Prevediamo infatti che circa la metà delle dosi previste provenga dalla catena di approvvigionamento europea nella quale stiamo continuando a lavorare per aumentarne la produttività. Il resto proverrà dalla nostra rete di approvvigionamento internazionale con l'obiettivo di consegnare all'Italia più di 20 milioni di dosi».

    Il vaccino anti Covid -19 di AstraZeneca in preparazione a Napoli. (ANSA / CIRO FUSCO)

  • Crisi colpisce immobili, messi all'asta 15 ospedali e 17 conventi

    La crisi dettata dalla pandemia di Covid-19 sta segnando anche il settore degli immobili e, inaspettatamente, morde anche ospedali e conventi i cui edifici finiscono all'incanto. È quanto emerge dal tradizionale Rapporto semestrale sulle aste immobiliari redatto dal Centro Studi Sogeea. Nella rilevazione del secondo semestre del 2020 risulta infatti che sono stati pignorati e messi all'asta 4 castelli, 15 ospedali e 8 teatri, ma il record delle categorie speciali degli immobili pignorati però va alla carità: ci sono ben 17 conventi messi all'asta. «Al fatto che una famiglia in difficoltà possa essere impossibilitata a pagare il mutuo e possa vedere venduta all'asta la propria casa, ormai ci siamo quasi abituati, come siamo abituati a vedere imprenditori che credendo nella propria azienda garantiscano gli investimenti con la propria casa. Ma difficilmente pensiamo che nella situazione di difficoltà possa trovarsi un ente benefico, socialmente utile o una famiglia nobile» ha rilevato Sandro Simoncini, presidente di Sogeea e direttore del Centro studi nel corso della presentazione del Rapporto, oggi nella Sala Caduti di Nassirya del Senato. «I dati riguardanti le categorie evidenziano come il drastico quadro nazionale sia indirizzato verso quelle difficili condizioni da cui, in questo momento, nessuno può fuggire» ha commentato Simoncini parlando con l'Adnkronos precisando di avere deciso di voler mantenere il «più stretto riserbo» sui nomi e le località di ospedali, conventi, teatri e castelli messi all'asta «per non ledere la loro privacy in un momento di emergenza che non é solo economica».

  • Lavevaz (Valle d'Aosta): «rivedere parametri per classificazione zone»

    «È necessario rivedere la tempistica dell'adozione dei provvedimenti di comunicazione dei cambiamenti di classificazione ed è indispensabile rivedere i parametri e l'individuazione delle zone, in un'ottica di semplificazione che passi da una revisione dei protocolli delle aperture». Ad affermarlo il presidente della Valle d'Aosta, Erik Lavevaz nelle comunicazioni al Consiglio regionale per aggiornare l'Aula sulle interlocuzioni con il Governo sulla situazione epidemiologica. Ricordando che sabato sera si è tenuta la Conferenza delle Regioni per preparare un documento da presentare alla Conferenza Stato-Regioni, il presidente della Regione ha proseguito: «nel documento viene indicata anche la possibilità di provvedere a misure più stringenti per contesti territoriali specifici, sulla base di analisi scientifiche, tenendo conto comunque dell'esperienza pregressa, in particolare per quanto riguarda le riaperture: alcune attività sono chiuse da mesi, bisogna avere la massima attenzione e garantire indennizzi tempestivi». «È poi necessaria una revisione degli scenari di rischio per l'attività scolastica e universitaria. Domenica sera si è quindi tenuto un incontro con il ministro alle Autonomie Gelmini, ed è stato richiesto un incontro urgente con il presidente del Consiglio Draghi sul Recovery plan e sulle richieste avanzate dalle Regioni in previsione del nuovo Dpcm del 5 marzo», ha concluso Lavevaz.

  • Germania, prime autorizzazioni test rapidi fai da te

    In Germania sono state rilasciate le prime tre autorizzazioni speciali per i test rapidi fai da te contro il Covid. Lo ha comunicato l'istituto federale per Prodotti sanitari e Medicine, secondo quanto scrive la Dpa.

  • Bonaccini, «da giovedì 14 comuni Emilia-Romagna in zona arancione rafforzata»

    «Firmo un'ordinanza per cui da giovedì 14 comuni dell'Emilia Romagna saranno in zona arancione rafforzata». È quanto annuncia il presidente della regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini nel corso del programma Mattino Cinque. «Laddove ci sono problemi è necessario intervenire tempestivamente». Quindi, lì le scuole saranno chiuse fin dalle elementari e «si farà didattica a distanza al 100%». Resteranno aperti invece asili nido e scuole materne, spiega il governatore «Che sia ora l'inizio della terza ondata non lo so, ce lo dovranno dire gli esperti - dice poi Bonaccini - In alcuni paesi d'Europa è già arrivata da settimane, cerchiamo qui di fare il più possibile per contrastarla. Noi, stiamo monitorando la situazione territorio per territorio».

  • Nuove zone rosse in Abruzzo, obbligo screening periodici

    Sono in provincia dell'Aquila le nuove zone rosse d'Abruzzo che si aggiungono alle province di Chieti e Pescara: Ateleta, Campo Di Giove, Cansano e Ortona dei Marsi.
    Con un'ordinanza questa mattina il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha dato applicazione delle misure restrittive previste dall'art. 3 del Decreto del presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm) e ha disposto la zona rossa, dal 25 febbraio al 7 marzo, in queste quattro località dell'Aquilano. Nello stesso provvedimento, alla Asl Avezzano Sulmona L'Aquila viene ordinato di provvedere ad eseguire screening periodici con tampone molecolare, dal 24 febbraio, in questi comuni, e anche in altri: Pacentro e Roccacasale, sempre nell'Aquilano. Al sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, è stato chiesto inoltre d'isolare l'area di residenza del paziente e dei contatti risultati positivi alla variante inglese del coronavirus.

  • Calo casi nel mondo per sesta settimana consecutiva

    I nuovi casi di coronavirus a livello globale sono diminuiti dell'11% a quota 2,4 milioni nel periodo 15-21 febbraio, segnando così il sesto calo settimanale consecutivo: ha reso noto l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), secondo quanto riporta la Cnn. Nella settimana in questione, inoltre, sono stati registrati 66mila ulteriori decessi, pari a un calo del 20% rispetto alla settimana precedente. I dati portano il bilancio complessivo dei contagi a quota 110,7 milioni e quello delle vittime ad oltre 2,4 milioni. Sempre secondo l'Oms, aumenta però la diffusione delle varianti del coronavirus nel mondo: la variante inglese è stata rilevata finora in 101 Paesi, mentre quella sudafricana in 51 Paesi e quella brasiliana in 29 Paesi.

  • Molise chiederà intervento dell'Esercito

    Il presidente della Regione Molise Donato Toma chiederà al ministero della Difesa l'intervento dell'Esercito per l'attivazione in emergenza di almeno dieci posti letto di terapia intensiva Covid presso vari ospedali. È quanto previsto nella mozione presentata dai consiglieri regionali di minoranza del Pd, Micaela Fanelli e Vittorino Facciolla, approvata dall'Assemblea a maggioranza. «Una scelta forte e urgente - ha commentato la capogruppo Fanelli - perché, oltre alle strutture mobili che si stanno montando in Basso Molise, moduli senza Rianimazione, ci vengano in soccorso con mezzi e personale».

  • Uecoop: con palestre chiuse a rischio 120mila posti

    «Lo slittamento della riapertura di palestre e centri wellness mette a rischio un settore che a livello nazionale coinvolge 120mila operatori in oltre 16mila strutture da nord a sud della Penisola». È quanto emerge da una analisi dell'Unione europea delle cooperative (Uecoop) in riferimento al prossimo Dpcm del governo che deve decidere sulla ripartenza delle attività in Italia. «Il comparto del wellness, fra aziende, associazioni e cooperative sportive, vale circa 10 miliardi all'anno di fatturato e nell'ultimo anno da quando è scoppiata l'emergenza Covid - evidenzia l'analisi di Uecoop - ha potuto lavorare solo 6 mesi con perdite economiche rilevanti, appassionati in attesa di poter riprendere l'attività, istruttori a casa e macchinari e spazi inutilizzati. Le conseguenze del blocco rischiano di farsi sentire a lungo anche in caso di riapertura immediata considerato che ci sono da smaltire gli abbonamenti sospesi e non usufruiti attivati prima del lockdown dell'attività».

  • Villani (Cts), «con varianti più bambini coinvolti ma senza casi gravi»

    In questa fase della pandemia «i bambini e i ragazzi sono più coinvolti perché le varianti sono più diffusive. Per quanto riguarda la gravità della malattia nei bambini, al momento non c'è documentazione, nel senso che i ragazzi continuano ad avere una capacità di resistere alla malattia grave rispetto alle persone in età avanzata». Lo ha spiegato Alberto Villani, presidente della Società italiana di pediatria (Sip) e componente del Cts, ospite ad 'Agorà' su Rai Tre. I contagi tra i più piccoli sono stati molto pochi nella prima fase pandemica, ha ricordato Villani, «a maggio abbiamo avuto meno di 5mila casi tra bambini e ragazzi. Adesso ne abbiamo decina di migliaia. È facile quindi che il virus si diffonda più facilmente. E se una variante ha la capacità di diffondersi del 30-40% in più ciò significa che se prima un bambino ne infettava altri 2 ora ne infetta tre».

  • Bonaccini (Emilia-Romagna): Regioni unite, solo una contraria a blocco spostamenti

    «Abbiamo consegnato come regioni un documento unitario al governo e non è una cosa banale. Con questo chiediamo che ristori arrivino subito, che le eventuali comunicazioni di chiusura avvengano giorni prima e non la sera prima o due ore prima come per gli impianti sciistici, semplificazione lettura dati per comunicarli in modo efficace e incontro perché il 5 marzo scade dpcm». Lo ha detto Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna e della Conferenza Stato-Regioni, ospite a Mattino Cinque, su Canale5. «A proposito di responsabilità: con i ministri Speranza e Gelmini abbiamo detto sì alla proroga agli spostamenti tra regioni. C'era una sola regione contraria, ma non dirò quale», ha concluso Bonaccini.

  • Landini (Cgil): sì a vaccini in fabbrica ma gestione sia pubblica

    «Non ho contrarietà» a vaccinare nelle fabbriche come chiede Confindustria ma «serve un piano nazionale e una gestione pubblica con tutte le tutele e senza avere lavoratori di serie A o B a seconda dell'azienda in cui lavorano». Lo afferma il segretario generale della Cgil Maurizio Landini intervistato a 24 mattino su Radio24. Landini ha sottolineato comunque come occorra capire prima le disponibilità e l'approvvigionamento effettivo delle dosi.

    Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini. (ANSA/ANGELO CARCONI)

  • Russia, 11.759 nuovi casi e 383 vittime

    In Russia nelle ultime 24 ore sono stati riscontrati 11.759 nuovi contagi, mentre le vittime sono state 383. Entrambi i numeri sono leggermente migliori rispetto a quelli di ieri, rispettivamente 11.823 nuovi contagi e 417 decessi.

  • In Puglia 60mila dosi AstraZeneca per personale scolastico

    Entro la fine del mese di febbraio, la regione Puglia, disporrà di oltre 60mila dosi di vaccino AstraZeneca per il personale scolastico. È quanto si apprende dalla relazione sull'andamento dei contagi in ambiente scolastico nella regione Puglia, allegata alla nuova ordinanza del governatore Michele Emiliano sulla scuola. Le quantità «sono sufficienti a offrire la prima dose al 70 per cento del personale che lavora nelle scuole». Alla prima dose di questo vaccino è associata una efficacia pari al 64,1% a distanza di 21 giorni dalla somministrazione.

  • Ministro dell’Industria francese: stiamo ricevendo vaccini a sufficienza per raggiungere il target

    La Francia sta ricevendo dosi sufficienti di vaccini Covid-19 per raggiungere l'obiettivo del governo di vaccinare 15 milioni di persone entro la fine di giugno. Lo ha detto mercoledì alla televisione Lci il ministro dell'Industria Agnes Pannier-Runacher.

  • Nuova ordinanza Regione Puglia su scuola, per secondarie possibile presenza anche al 50%

    Dopo la sospensiva decretata ieri dal Tar di Bari, in accoglienza di un ricorso, sulla precedente ordinanza del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano che disponeva la didattica digitale integrata per tutte le scuole di ogni ordine e grado al 100% fino al 5 marzo, il governatore questa notte ne ha emessa un'altra, che parte da oggi e prosegue fino al 14 marzo. Le scuole dell'infanzia, le primarie e i Cpia «ammettono in presenza tutti gli alunni con disabilità o con bisogni educativi speciali», per mantenere una relazione educativa che realizzi l'effettiva inclusione scolastica o quelli «che per ragioni non diversamente affrontabili non abbiano la possibilità di partecipare alla didattica digitale integrata». Le Istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado (medie e superiori) ammettono in presenza «tutti gli studenti che, per ragioni non diversamente affrontabili, non abbiano la possibilità di partecipare alla didattica digitale integrata, nel limite del 50% della popolazione scolastica, possibilmente per ogni singola classe». I dipartimenti di prevenzione delle Asl attuano il Piano Vaccinale degli operatori scolastici entro la data di scadenza della ordinanza e comunicano al Dipartimento della Salute della Regione Puglia e all'Ufficio Scolastico regionale «il grado di copertura vaccinale raggiunto, affinché i singoli Istituti scolastici, per disposizione del Dirigente scolastico, possano ritornare all'attività didattica in presenza, una volta completate le vaccinazioni dei rispettivi operatori scolastici che ne abbiano fatto richiesta».

  • Palù (Aifa): virus non ha mai rallentato, aumentare misure di contenimento

    «Non ha senso parlare di prima, seconda o terza ondata. Il virus non ha mai smesso di circolare. Ora in certe aree del Paese la curva dei casi incidenti certamente si impenna, però a livello nazionale l'andamento è ancora a plateau». Lo dice in una intervista al Corriere della Sera Giorgio Palù, presidente dell'Aifa, Agenzia italiana del farmaco.
    «Sappiamo che questo lignaggio virale denominato B.1.1.7 sta prevalendo in gran parte d'Italia oltre che d'Europa. La situazione è comune a molte nostre città dove la variante sta prendendo il sopravvento. Quindi finirà per affermarsi - afferma - Stanno aumentando i casi positivi e quindi la possibilità che più soggetti si debbano ricoverare. Sappiamo che il virus equipaggiato delle mutazioni indicate come 501Y e 681H si riproduce il 40-50% più facilmente del progenitore cinese, trovato per la prima volta a Wuhan». Palù evidenzia che occorre «alzare il livello di sorveglianza. Sono stati messi a punto test diagnostici molecolari capaci di individuare le 3 varianti che finora si sono rivelate minacciose, l'inglese, la brasiliana e la sudafricana. Una volta accertato che l'infezione dipende da una di queste tre occorre sequenziare il genoma virale, attività che in Italia finora non è stata molto sostenuta. Sta nascendo anche da noi un consorzio di centri di ricerca dedicato».
    Allo stesso modo, vanno «aumentate le misure di contenimento, il che non significa lockdown generalizzato ma attenersi a restrizioni che limitino gli assembramenti, gli spostamenti, i trasporti, le attività pubbliche compresa la scuola laddove la variante si sta diffondendo». In merito alla proposta di Letizia Moratti, assessore lombardo al Welfare, propone che nella distribuzione dei vaccini vengano privilegiate le Regioni più colpite, Palù parla di «proposta ragionevole».

  • Ue conferma: AstraZeneca sta rivedendo consegne vaccini

    La Commissione Europea non smentisce che AstraZeneca abbia comunicato l'intenzione di tagliare le consegne di vaccini anti-Covid anche per il secondo trimestre 2021, dimezzandole, come riportato ieri sera da Reuters. «Le discussioni con AstraZeneca sul calendario delle consegne continuano - risponde un portavoce della Commissione alla richiesta di una conferma - la compagnia sta rivedendo il calendario e lo sta consolidando, sulla base di tutti i siti produttivi disponibili, in Europa e fuori. La Commissione si attende che le venga presentata una proposta di calendario migliorata». AstraZeneca aveva già dimezzato, da 80 a 40 milioni di dosi (inizialmente a 31 milioni, poi le aveva riportate a 40 milioni dopo la reazione della Commissione), le consegne di dosi all'Ue previste per il primo trimestre, motivandole con non meglio specificati problemi di produzione (pare si tratti di un problema di 'raccolto' dell'adenovirus nello stabilimento belga della Hénogen/Novasep) senza fornire alcuna garanzia per il secondo trimestre. Ora è arrivata la conferma che il taglio delle forniture della multinazionale anglosvedese riguarderà anche il secondo trimestre. E si prospetta pesante: secondo quanto riportato da Reuters, le consegne dovrebbero passare da 180 mln a meno di 90 mln. AstraZeneca era centrale nel programma dei vaccini Ue, ma i ritardi nelle consegne stanno rallentando i programmi di vaccinazione in diversi Paesi membri, tra i quali l'Italia.

  • Ghana riceverà prima consegna vaccini finanziati dal sistema Covax

    Il Ghana riceverà la prima consegna di vaccini finanziata dal sistema Covax delle Nazioni Unite, che puntano a fornire ai paesi più poveri le prime dosi di vaccini anti-Covid. Lo hanno annunciato Unicef e Oms. Il Ghana riceverà 600.000 dosi del vaccino AstraZeneca dal produttore Serum Institute of India. I vaccini sono stati spediti dall'Unicef da Mumbai ad Accra e fanno parte della prima spedizione di vaccini anti-Covid destinati a diversi e paesi bisognosi.

  • Usa, in arrivo 240 milioni di dosi di vaccini entro fine marzo

    Le case farmaceutiche Pfizer, Moderna e Johnson & Johnson (J&J) si sono impegnate a consegnare negli Usa un totale di 240 milioni di dosi di vaccino anti-Covid entro fine marzo. Secondo quanto riporta la Cnn, Pfizer e Moderna - i cui vaccini sono gli unici ad essere stati autorizzati finora nel Paese - ne produrranno 220 milioni, mentre le restanti 20 milioni di dosi arriveranno dalla Johnson & Johnson, che potrebbe ricevere il nullaosta dalla Food and Drug Administration (Fda) questa settimana. Un quarto vaccino potrebbe essere disponibile negli Stati Uniti ad aprile, quando anche la AstraZeneca dovrebbe ricevere l'autorizzazione dalla Fda.

  • Berlusconi: «su vaccini coinvolgere aziende Italia e rispettare accordi»

    Sui vaccini «è evidente che qualcosa fin qui non ha funzionato, non solo in Italia. Anche senza fare paragoni con l'esempio straordinario di Israele, basta guardare al Regno Unito, più simile a noi per dimensioni e caratteristiche: il governo inglese ha già somministrato almeno una dose di vaccino al 25% della popolazione. Va detto però che il problema non è solo italiano, i nostri principali partner nell'Unione europea sono anch'essi in difficoltà. Credo che la strada da seguire sia quella di verificare la possibilità, con l'acquisto delle licenze dai produttori, di coinvolgere direttamente nel processo produttivo le aziende italiane dotate delle necessarie apparecchiature. I tempi da prevedere per gli eventuali vaccini italiani saranno comunque non inferiori a sei mesi. Ovviamente il governo dovrà chiedere con fermezza il rispetto degli accordi sulle forniture presi con le case farmaceutiche». Lo afferma Silvio Berlusconi in un'intervista a Il Messaggero.

  • Moratti (Welfare Lombardia): «priorità a vaccinazioni in aree critiche»

    Serve un cambio nella strategia vaccinale. Da una parte mantenere e portare a conclusione le vaccinazioni per il personale sanitario, le Rsa, il personale e gli ospiti delle strutture sociosanitarie e gli over 80. Dall'altra concentrare prioritariamente le risorse vaccinali nelle aree critiche in modo da contenere il contagio. Partiremo da domani, giusto il tempo tecnico per attrezzarci. Iniziamo dai comuni al confine tra la provincia di Brescia e di Bergamo che fanno da cerniera tra le due province. La strategia è quella di creare una sorta di muro ideale tra le due province per contenere quanto più possibile il virus». Lo afferma l'assessore al Welfare e vicepresidente di Regione Lombardia, Letizia Moratti, in un'intervista al Corriere della Sera. Per Moratti è necessario «mettere in campo due azioni. La prima - spiega - è un'azione di mitigazione. Stiamo tenendo sotto controllo sanitario il territorio in modo da poter intervenire in maniera preventiva e circoscrivere le aree critiche in base al numero di persone positive superiori a 250 per ogni 100 mila abitanti e al numero di ricoveri in ospedale e in terapia intensiva.

    In provincia di Brescia stiamo osservando una forte accelerazione delle infezioni dovuta alle varianti che riguardano il 39 per cento dei contagiati. In particolare la variante inglese. Siamo intervenuti appunto con un'azione di contenimento per mitigare il contagio. Questa politica fino a oggi ci ha consentito di poter lasciare aperte le attività nelle zone non critiche. Ma da sola la mitigazione non basta». Il cambio della strategia di vaccinazione con la priorità per le fasce arancioni, assicura Moratti «non va a scapito di altre categorie perché la rimodulazione del vaccino di AstraZeneca, con la possibilità di somministrazione fino ai 65 anni e l'allungamento da 10 a 12 settimane per la seconda dose ci aiuta. Come potrebbe aiutarci anche l'altra proposta che abbiamo fatto al tavolo tecnico che vede insieme il ministero della Salute, l'Iss, Aifa, Agenas e 4 regioni».

    L’assessore al Welfare e vicepresidente di Regione Lombardia, Letizia Moratti. (ANSA/Mourad Balti Touati)


  • Dia: pandemia grande opportunità di business per le mafie

    La pandemia di Covid-19 rappresenta una «grande opportunità» per le mafie e lo snellimento delle procedure d'affidamento degli appalti e dei servizi pubblici comporterà «seri rischi di infiltrazione mafiosa dell'economia legale, specie nel settore sanitario». È poi «oltremodo probabile» che i clan tentino di intercettare i finanziamenti per le grandi opere e la riconversione alla green economy. L'allarme è contenuto nell'ultima Relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia (Dia), che evidenzia seri rischi di infiltrazione e la crescita di riciclaggio e corruzione.

  • Protesta bus turistici e taxi a Palermo, «settore al collasso»

    Torneranno in piazza oggi a Palermo, per chiedere alla Giunta Musumeci un aiuto per superare la crisi dovuta alla pandemia, i conducenti di Ncc, taxi e bus, raccolti in sei associazioni di categoria. Gli operatori del settore denunciano «la mancata attenzione verso un comparto completamente collassato dalla pandemia e dai mancati aiuti economici, le gravi disattenzioni da parte del Governo regionale». Lo sciopero è stato proclamato da Abt Sicilia, Anat, Asncc, Ita. L'appuntamento è alle 10 in piazza Indipendenza e davanti all'assessorato alle Infrastrutture.

  • Presidente messicano Obrador: siamo meglio degli Usa nella lotta al Covid

    Il presidente messicano Andres Manuel Lopez Obrador ha detto che il suo paese sta facendo meglio degli Stati Uniti nella lotta al coronavirus, anche se il tasso di mortalità pro capite del Messico è probabilmente più alto e il paese ha vaccinato meno dell'1% della sua popolazione. Lopez Obrador ha spiegato che confrontare i paesi è di «cattivo gusto», ma «la nazione più potente della terra, il nostro vicino, ha fatto peggio di noi». Il bilancio delle vittime “stimato” dal governo messicano a causa del Covid-19 è ora di circa 201mila. Il bilancio delle vittime negli Stati Uniti è di circa 500mila, ma la sua popolazione è 2,6 volte più grande.

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