Attualità

Coronavirus, ultime notizie: tutta Italia diventa zona protetta. Il paziente «uno» esce dalla terapia intensiva

Conte: In tutto il Paese vietati gli spostamenti e gliassembramenti anche all’aperto
I contagiatisalgono a 7.985, i decessi a 463
Stop allo sport italiano fino al 3 aprile: ma serve un decreto ad hoc
Rientra la rivolta nelle carceri, ma il bilancio è pesante: sette detenuti morti, 34 in fuga
Stop alle udienze del Tar fino al 22 marzo
Fontana: «Faccio esposto per la fuga di notizie sul decreto»
Mef: le misure in atto evitano «danni permanenti all’economia. Sostegno adeguato al lavoro»
Conte: «Rinvio delle Regionali per ora non contemplato»
Italia seconda per decessi dopo la Cina



  • Fontana, passo avanti ma insufficiente. Zaia, ben venga nuova misura del Governo

    «Un passo necessario ma, temo, ancora insufficiente. I numeri della Lombardia e del resto del Paese ci dicono che il contagio è in continua espansione, con tutte le conseguenze che conosciamo: a partire dalla pressione sugli ospedali, in particolare sulle terapie intensive. Dall' inizio dell'epidemia sono convinto che solo con sacrifici, anche più importanti, da parte di ciascuno di noi e con la volontà di osservare regole anche più stringenti, si possa superare questa emergenza». Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, commenta le comunicazioni del premier Giuseppe Conte. iL Governatore del Veneto, Luca Zaia esprime i un giudizio positivo. «Ben venga questa misura del Governo, che ho sempre auspicato in tempi non sospetti. Il criterio di lotta ad un virus sarebbe insostenibile con restrizioni a macchia di leopardo, coma fatto finora».

  • Posti di blocco a Milano per ingressi in città

    Sono in corso i controlli della polizia ai cittadini in transito a Milano in relazione al provvedimento sulle limitazioni ai movimenti per il coronavirus. Diversi i posti di blocco in città. Gli agenti stanno fermando gli automobilisti chiedendo di compilare l'autocertificazione che attesti i motivi dello spostamento. Successivamente saranno effettuati controlli a campione per verificare se si tratti di reali necessità.

  • Conte: «Tutta Italia diventa zona protetta»

    «Non ci saranno più una zona 1 e una zona 2: tutta Italia sarà zona protetta». Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte annunciando misure ancora più severe per contenere il contagio da Coronavirus.

    I provvedimenti entreranno in vigore domattina e resteranno validi fino al 3 aprile. Saranno vietati gli spostamenti in tutto il Paese, salvo motivi comprovati di necessità, lavoro o salute, e gli assembramenti all’aperto. Stop anche alle attività sportive.

    «Sto per firmare un provvedimento che possiamo sintetizzare con l'espressione “io resto a casa”», ha aggiunto il premier.

  • Controlli nelle zone “arancione” del Veneto

    Sono iniziati oggi in tutte le tre aree di contenimento rafforzato del Veneto - Venezia, Padova e Treviso - i controlli delle forze dell'ordine per il rispetto delle norme del decreto del Governo per frenare la diffusione del Coronavirus. Verifiche sulle limitazioni alla mobilità, in particolare, sono state effettuate da Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza lungo le principali vie di comunicazione e le infrastrutture della rete dei trasporti. Un primo giorno di ”rodaggio”, che non ha evidenziato situazioni critiche. Da domani, si apprende alla Prefettura di Venezia, che in contatto con il Viminale coordina queste attività, i controlli saranno ancora più mirati e approfonditi.

  • Roma, allo studio misure “anti-movida”

    Dopo il Comitato per l'ordine e la sicurezza, svoltosi in videoconferenza con Prefettura e Regione Lazio, in Campidoglio si sta lavorando su misure anti-movida per evitare che questo fenomeno possa contribuire alla diffusione del coronavirus. Tra le ipotesi che si stanno valutando un'ordinanza per anticipare di qualche ora il divieto di vendita di alcool nei locali pubblici. Domani ci sarà un tavolo tecnico con la Regione Lazio per mettere a punto tutti i provvedimenti da adottare, in primis la eventuale chiusura dei locali.

  • Pd pronto a sostenere «misure drastiche»

    «Chiediamo di valutare misure drastiche che responsabilizzino al massimo ciascuno di noi» e «il Pd è pronto a sostenere tutte le misure che il governo predisporrà. A tutti chiediamo di evitare spostamenti e di lavorare da casa. Ora la grande vittoria è quella di combattere e ridurre la diffusione del contagio». È quanto sottolinea una nota del Pd dopo che i dirigenti Dem si sono confrontati in video conferenza sull'emergenza Coronavirus

  • Riunione di maggioranza a Palazzo Chigi

    È in corso a Palazzo Chigi una riunione del premier Giuseppe Conte con i capidelegazione delle forze di maggioranza per fare il punto sull'emergenza coronavirus. Alla riunione, a quanto si apprende, partecipa anche il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri.

  • Sospeso il campionato Primavera

    Il campionato Primavera 1 è sospeso per l'emergenza coronavirus. Lo ha deciso la Lega Serie A comunicando che tutte le gare in programma a partire da domani, sono sospese e rinviate a data da destinarsi.

  • Proteste in 22 carceri italiane

    Sono 22 gli istituti penitenziari interessati oggi da rivolte o manifestazioni di protesta provocate da una parte della popolazione detenuta. In molti istituti la situazione non è ancora rientrata e i disordini sono tutt'ora in corso. È il bilancio del Dap, il Dipartimento della
    amministrazione penitenziaria.

  • Stop allo sport: il ministro lavora al decreto

    «Sono già al lavoro per la stesura del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in materia sportiva, che spero possa essere firmato già nella giornata di domani», ha detto il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, dopo l'annuncio del Coni del fermo a tutte le attività sportive fino al 3 aprile e la richiesta di un nuovo decreto sull'emergenza coronavirus per la sospensione delle gare.

  • Ancora ricercati 34 evasi dal carcere di Foggia

    Sono 34 i detenuti evasi dal carcere di Foggia durante i disordini di oggi e tuttora ricercati dalle forze dell'ordine. Lo si apprende da fonti della polizia penitenziaria. Le ricerche sono state ampliate anche al Molise dopo che diversi detenuti si erano messi in fuga, a bordo di auto e furgoni rubati, in direzione Lucera. Sono invece oltre 40 gli evasi finora catturati dalle forze dell'ordine.

  • Coordinamento quotidiano tra le Regioni

    La riunione che si è tenuta oggi in videoconferenza alla Protezione Civile con gli enti locali “sarà una riunione quotidiana per avere un coordinamento automatico con tutte le Regioni, il Presidente dell'Anci, il Presidente dell'Upi, riunito in seduta permanente ogni giorno alle ore 15 attraverso una videoconferenza presso la Protezione Civile con tutti i ministri competenti”.

    Lo ha detto il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia al briefing alla Protezione Civile riferendo che oggi, oltre a lui e al ministro della Salute Roberto Speranza, c'era anche la ministra delle Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli.

  • Governo, allo studio risorse oltre i 7,5 miliardi

    Il governo sta lavorando in queste ore al decreto che metterebbe in campo 7,5 miliardi per l'emergenza coronavirus, dl che sarà messo nero su bianco dopo che il Parlamento avrà autorizzato lo sforamento del deficit. Ma in queste ore si sta anche ipotizzando la possibilità di aumentare ulteriormente, da subito, le risorse economiche.

    Già mercoledì il Parlamento potrebbe autorizzare l'indebitamento superiore al 2,5%. Se si potrà superare la cifra dei 7,5 miliardi questo dipenderà da diverse valutazioni ancora in corso e dall'interlocuzione con l'Ue. Tra l'altro è prevista proprio per domani la conference call per fare il punto tra i capi di stato e di Governo dell'Ue.

  • Chiusi gli impianti sciistici

    È stato deciso all'unanimità di chiudere tutti gli impianti sciistici italiani. Lo ha detto il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia in conferenza stampa alla Protezione civile “stigmatizzando l'atteggiamento avuto dall'Abetone che ha invitato gli studenti ad andare in montagna”.

  • Il paziente “uno” respira autonomamente

    «Il paziente “uno” è stato trasferito dalla terapia intensiva a quella sub intensiva. È stato cioè “stubato”, in quanto ha iniziato a respirare autonomamente”. Lo ha detto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera. Il 38enne manager dell'Unilever è ricoverato a Pavia, mentre sua moglie, incinta di 8 mesi, è tornata a casa da qualche giorno dopo essere stata ricoverata al Sacco.

  • In Italia 7.985 casi e 463 decessi

    Sono 7.985 i malati per coronavirus in Italia, con un incremento di 1.598 persone rispetto a ieri. Il nuovo dato è stato fornito dal commissario Angelo Borrelli nella conferenza stampa alla Protezione Civile.

    I decessi Sono 463, 97 in più di ieri, i morti legati al coronavirus in Italia. Sono 53.826 i tamponi per il coronavirus effettuati finora in Italia, 3.889 più di ieri, secondo i dati forniti dalla Protezione civile. Di questi 20.135 solo in Lombardia, 15.956 in Veneto, 4.906 in Emilia Romagna.

    “Da domani distribuiremo 100 mila mascherine negli istituti penitenziari, dove sono state montate 80 tende di pre-triage” per lo screening del coronavirus, ha aggiunto Borrelli.

  • Positivo il giornalista Nicola Porro

    Nicola Porro, conduttore del programma di Retequattro “Quarta Repubblica” è risultato oggi positivo al test coronavirus. Lo annuncia Mediaset, che ha sospeso il programma per cautela sanitaria e ha invitato tutti i professionisti della redazione di “Quarta Repubblica” a restare in isolamento domiciliare.

    Pertanto, a cominciare dalla puntata prevista questa sera, il programma non andrà in onda in attesa degli sviluppi della situazione. Porro sarà video-collegato in diretta da casa con l'edizione speciale di “Stasera Italia” di Barbara Palombelli che andrà in onda stasera in prima serata su Retequattro.

  • La Lombardia stanzia 135 milioni

    La Regione Lombardia ha acquisito il via libera anche dalle Parti Sociali per l'attivazione della cassa integrazione e per la cassa integrazione in deroga a favore della imprese lombarde. Il provvedimento sarà attivo con effetto retroattivo e con uno stanziamento di 135 milioni di euro”. È quanto ha annunciato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, al termine della ‘Segreteria tecnica del Patto per lo sviluppo', ovvero l'unità di gestione delle misure per attenuare l'impatto della crisi economica da Coronavirus che si è riunita oggi a Palazzo Lombardia.

  • Coni: stop a tutto lo sport

    Stop a tutto lo sport italiano fino al 3 aprile, ma prima serve un apposito decreto della presidenza del consiglio: è la decisione del Coni e delle federazioni sull'emergenza coronavirus. Malagò e il presidenti federali riuniti dalle 15 hanno “sospeso tutte le attività sportive a ogni livello” ma hanno anche chiesto “al Governo di emanare un apposito DPCM che possa superare quello attuale in corso di validità”. Malagò è stato delegato a informare il premier Conte e il ministro dello sport, Spadafora, su quanto emerso nell'incontro.

    Malagò ha riunito al Foro Italico i presidenti delle federazioni degli sport di squadra per affrontare l'emergenza coronavirus, “un'emergenza per il Paese e per lo sport che non ha precedenti nella storia”. Alcuni sonointervenuti via Skype, e al termine della discussione è stato stabilito all'unanimita' che “tutte le decisioni prese dalle singole federazioni sono da considerarsi corrette e nel pieno rispetto delle norme e delle leggi emanate e attualmente in vigore” e ha sospeso “tutte le attivita' sportive ad ogni livello fino al 3 aprile” prossimo.

    Per “ottemperare” a questa decisione, “viene richiesto al governo di emanare un apposito DPCM che possa superare quello attuale in corso di validità”. I vertici dello sport italiano hanno inoltre deciso di “chiedere alle Regioni, pur nel rispetto dell'autonomia costituzionale, di uniformare” le singole ordinanze alle decisioni del governo. All'Esecutivo, lo sport italiano chiede inoltre di “inserire anche il comparto sport, sia professionistico sia dilettantistico, nell'annunciato piano di sostegno economico” per compensare “disagi ed emergenze che lo sport italiano ha affrontato finora con responsabilità e senso del dovere, rinunciando in alcuni casi particolari allo svolgimento della regolare attività senza possibilità di recupero nelle prossime settimane a causa di specifiche temporalità delle manifestazioni”.

    A Malagò è stato affidato il compito di informare “oggi stesso” il premier Conte e il ministro dello Sport, Spadafora, di quanto deciso nell'incontro. Il Coni sottolinea inoltre che “le competizioni a carattere internazionale, sia per i club sia per le nazionali” non rientrano nella sua “disponibilità giurisdizionale e che quindi non possono essere regolate dalle decisioni” prese oggi. “Il Coni - conclude la nota - da giorni sta sostenendo e continuerà a sostenere le singole Federazioni in tutte le iniziative che intenderanno intraprendere con le rispettive organizzazioni internazionali (europee e mondiali) al fine di armonizzare i calendari e gli eventi anche in vista delle prossime scadenze legate alle qualificazioni olimpiche”.

  • Domani Conte incontra l’oppsizione

    Si terrà domani alle 12 a Palazzo Chigi, a quanto si apprende da fonti parlamentari, l'incontro tra il premier Giuseppe Conte e i leader dell'opposizione sull'emergenza coronavirus.

  • Emilia-Romagna, 45 milioni per welfare e imprese

    Oltre 45 milioni di euro per famiglie e imprese dell'Emilia-Romagna, risorse utili a fronteggiare le conseguenze derivate dall'emergenza Coronavirus: 15 milioni di fondi straordinari dal bilancio regionale e oltre 30 di contributi, sempre regionali, liquidati in anticipo rispetto a scadenze fissate nei prossimi mesi.

    Lo ha deciso la Giunta regionale nel corso della seduta appena conclusa. «Dopo l'accordo sullo sblocco della cassa integrazione in deroga, che ha messo a disposizione 38 milioni di euro a tutela di imprese e lavoratori, per garantire la continuità di reddito ai lavoratori in ogni tipo di impresa – afferma il presidente Stefano Bonaccini - la Regione destinera a welfare e aziende oltre 45 milioni di euro, attraverso il bilancio regionale e l'intera struttura, grazie alla quale anticiperemo pagamenti programmati da qui a fine anno.

    E questo in un momento non facile nemmeno per i nostri dipendenti, che ringrazio davvero per l'impegno dimostrato dall'inizio dell'emergenza. Abbiamo bisogno di contrastare la diffusione del virus nella maniera più ferma possibile, rispettando le regole con serietà e rigore, ma nello stesso tempo non intendiamo lasciare soli cittadini, famiglie e imprese con misure economiche e di sostegno più che mai necessarie. Abbiamo chiesto al Governo un piano di interventi in grado di rappresentare uno shock per l'economia nazionale, ma nel momento in cui si chiede, bisogna anche essere in grado di fare in prima persona. Attendiamo ora l'approvazione dell'annunciato decreto nazionale

  • In Emilia-Romagna 1.386 casi

    Salgono a 1.386 i casi positivi in Emilia-Romagna, 206 in più rispetto a ieri. Di questi circa 600 sono in isolamento domiciliare e 90 in terapia intensiva. Nelle ultime ore le guarigioni sono state 30, mentre i decessi 14 (di cui un cittadino lombardo), in gran parte di persone con patologie pregresse. Per il commissario per l'emergenza, Sergio Venturi, si tratta di “una crescita costante, ma un po' inferiore rispetto ai giorni scorsi: la settimana scorsa i casi aumentavano del 25%, ora del 16-17%”. I dati sono stati forniti durante il bollettino quotidiano trasmesso via Facebook.

  • Lombardia: 5.469 contagi, 333 decessi

    Sono in tutto 5.469 i positivi al Coronavirus in Lombardia, ovvero “1.280 più di ieri”: lo ha detto l'assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera in diretta Facebook. I ricoverati non in terapia intensiva sono 2.802 (585 più di ieri), 440 in terapia intensiva (+41), mentre i dimessi sono stati 646 ed è salito a 333 il numero dei decessi.

    “Il sistema sta reggendo e regge bene”, ha detto Gallera. “Stiamo costruendo ogni giorno risposte importanti”. L’assessore ha parlato di un “impegno straordinario che ci permette risposte di qualità” e ha citato le “parole scorate di anestesisti che sono sul fronte, comprensibili perché c'è un afflusso oltre le aspettative di pazienti”; ma, ha sottolineato, “vi voglio rassicurare, il sistema sta reggendo e regge bene”.

    Ad oggi” siamo riusciti in tutto a “recuperare 223 posti di terapia intensiva” per pazienti di Coronavirus: lo ha detto l'assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera in diretta Facebook, “ e altri 150 contiamo di aprirne in sette giorni”. “La nostra sfida - ha aggiunto - è avere più posti di quanto necessario

  • Carceri: 5 feriti a Bologna

    Sono cinque i feriti, nessuno dei quali è grave, per la protesta scoppiata nel carcere della Dozza di Bologna. Si tratta di tre detenuti, portati con il codice più lieve all'ospedale Sant'Orsola e due agenti della Penitenziaria, in condizioni di media gravità al Maggiore. Sul posto il 118 è presente con un posto medico avanzato, tre ambulanze, un'auto medica e un coordinatore.

    Il carcere di Bologna è cinturato dalle forze dell'ordine, dopo la rivolta scoppiata in tarda mattinata: polizia, carabinieri e penitenziaria. Secondo quanto si apprende sono in particolare i detenuti del reparto giudiziario che hanno dato vita alla protesta, impossessandosi di buna parte dell'istituto penitenziario. Le loro ragioni, secondo alcune fonti, non sarebbero invece condivise da chi è ristretto nel reparto penale, cioè i condannati in via definitiva.

  • Pm sul tetto a San Vittore per parlare con i detenuti

    I pm Gaetano Ruta e il capo del pool antiterrorismo Alberto Nobili sono saliti sul tetto, nelle scorse ore, per provare a convincere a scendere i detenuti che da questa mattina hanno scatenato una rivolta nella casa circondariale di San Vittore. I tafferugli sono iniziati anche a Milano dopo il passaparola di notizie sulle proteste nelle altre carceri italiane: lo scopo era chiedere l'indulto e anche protestare contro il sovraffollamento carcerario, ancora più temuto vista l'emergenza da Covid-19.

    I pm hanno assicurato ai detenuti che torneranno per monitorare la loro situazione, rassicurandoli nel contempo che non ci saranno irrigidimenti o recriminazioni da parte della polizia penitenziaria nei loro confronti. Nel corso della rivolta ci sono stati diversi danni alle strutture - soprattuttoin due raggi della casa circondariale - anche se non vi sono stati feriti. Un detenuto ha ingerito metadone ma ora si troverebbe in buone condizioni.

  • Rientarno le proteste nelle carceri

    Sono lentamente rientrate le proteste e i disordini che da questa mattina si erano registrati all'interno di diverse carceri del Paese. Anche nel carcere di San Vittore a Milano le tensioni sono terminate e in nessun istituto ci sarebbero al momento ulteriori rischi per l'incolumità delle persone. A Foggia i detenuti avrebbero chiesto 72 ore chiedendo di “negoziare” con il prefetto, rifiutandosi ancora di rientrare nelle sezioni. In molti avanzano “atti di clemenza”.

  • Aeroporti aperti, ma serve l’autocertificazione

    «Gli aeroporti italiani sono tutti aperti e funzionanti e le operazioni di volo sono garantite, a condizione che siano osservate alcune prescrizioni”, indica l'Enac ai passeggeri in arrivo o in partenza dalle zone “a contenimento rafforzato” per l'emergenza coronavirus.

    Chi utilizza l'aereo deve compilare e portare al seguito il modulo previsto per l'autodichiarazione che attesti l'esigenza di spostarsi per esigenze lavorative, per necessità o per motivi di salute.

    La stessa autodichiarazione con l'indicazione dello scopo del viaggio va presentata alla partenza e all'arrivo per i voli al di fuori del territorio nazionale (Schengen o extra Schengen) dai residenti nelle zone previsti dal decreto dell'8 marzo “Per comprovati motivi di lavoro”, sempre con la necessaria autodichiarazione, anche i “lavoratori nell'ambito del settore aereo, come ad esempio, gli equipaggi dei vettori, gli operatori aeroportuali etc. possono muoversi da e per le zone a contenimento rafforzato”.

  • Cassazione: rinvio processi dopo il 22 marzo

    Rinvio d'ufficio di tutti i procedimenti fissati dal 9 al 22 marzo, ad eccezione di quelli nei quali in detto periodo scadano i termini massimi di custodia cautelare o sono state richieste o applicate misure di sicurezza detentive ovvero i detenuti, gli imputati, i preposti o i loro difensori chiedano, con istanza pervenuta entro l'11 marzo anche a mezzo pec, che si proceda alla trattazione nei casi eccezionali. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con un provvedimento del primo presidente, in attuazione del decreto per contrastare l'emergenza Coronavirus.

    Anche per il settore civile il rinvio d'ufficio riguarda di tutte le udienze e le adunanze camerali fissate nel periodo tra il 9 ed il 22 marzo, ad eccezione di quelle a carattere di urgenza che saranno fissate nella prima udienza utile successiva al 22 marzo.

  • In Sicilia 10mila rientri dal Nord

    Sono oltre 10 mila i rientri in Sicilia auto-certificati di persone provenienti dal Nord Italia. La Regione sta monitorando costantemente gli aggiornamenti della piattaforma dove vengono raccolti i dati. Il boom, segnalano fonti dell'assessorato alla Salute, si è registrato nel weekend.

  • Caccia agli evasi dal carcere di Foggia

    È caccia ai detenuti evasi questa mattina dal carcere di Foggia. Venti gli evasi, su 250 protagonisti dlela rivolta, quattro dei quali sarebbero stati già riarrestati dalla polizia sull’autostrada per Bari.

    Sul web gira un video che riprende i detenuti evasi questa mattina mentre rapinano alcune auto per fuggire. I detenuti sono evasi durante la rivolta contro le restrizioni ai colloqui con i parenti in seguito all'emergenza Coronavirus. Le immagini sarebbero state riprese dalle telecamere di sorveglianza del capannone di un'attività commerciale che si trova nei pressi della casa circondariale.

    Durante la rivolta di questa mattina nel carcere di Foggia i detenuti hanno devastato due reparti e la sala informatica della casa circondariale, e hanno infranto numerose vetrate. A quanto si apprende, sarebbero una quarantina i posti letto inutilizzabili dopo i disordini.

  • Proteste anche al carcere di Rieti

    La protesta nelle cerceri italiane si allarga: anche a Rieti i detenuti protestano contro le misure di prevenzione adottate in seguito all'emergenza coronavirus. All'esterno del penitenziario del quartiere di Vazia, a poca distanza dall'ospedale di Rieti, si sentono detenuti gridare e battere oggetti sulle sbarre e si scorge una colonna di fumo nero. All'esterno della casa circondariale sono presenti equipaggi della Polizia e mezzi dei Vigili del fuoco.

  • Carceri: detenuti sul tetto a S.Maria Capua Vetere

    La tensione sale anche al carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta). Una decina di detenuti del Reparto Nilo sono saliti sui tetti in segno di solidarietà con i detenuti delle altre carceri italiane ma anche per protestare contro la decisione di sospendere i colloqui con i familiari. Al momento la situazione appare sotto controllo, anche perché nel carcere di Santa Maria Capua Vetere i detenuti non possono passare da un reparto all'altro.

  • Briefing delle Regioni alla Protezione Civile

    È iniziata alla Protezione civile a Roma una riunione di coordinamento sull'emergenza coronavirus con il commissario Angelo Borrelli e il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia, secondo quanto si apprende. In videoconferenza partecipano al briefing tutte le Regioni italiane. In seguito potrebbe arrivare anche il ministro della Salute Roberto Speranza, viene riferito.

  • Carceri: fumo dentro Regina Coeli

    Fumo viene segnalato all'interno di Regina Coeli. Sul posto agenti delle forze dell'ordine. Nell'altro istituto di pena romano di Rebibbia sono intervenuti i vigili del fuoco per la segnalazione di roghi nei diversi bracci.

  • Galli: sbagliato aprire la zona rossa

    «Non è una buona idea» aprire l’area della zona rossa, quella del Lodigiano e degli altri 11 Comuni inizialmente circoscritti, permettendo agli abitanti di uscire: lo dice il professor Massimo Galli, primario di Infettivologia dell'Ospedale Sacco di Milano.

    «Mi sembra evidente che le ragioni che hanno messo in isolamento, anche rispetto al resto della Lombardia, la zona dei comuni del Lodigiano, non siano venute meno, soprattutto per quanto riguarda l'area metropolitana di Milano. Non capisco: non è che la quarantena si fa per tenere fuori da tutta la zona rossa nuova. La quarantena va fatta anche per garantire, a seconda della densità di popolazione e a seconda della densità di infezione anche le aree all'interno della regione. Se no non la finiamo più e fra un po' abbiamo tutta Milano altro che quarantenata».

    Epure il professor Silvio Brusaferro, presidente ISS che fa parte del comitato tecnico scientifico per il coordinamento degli interventi presso il Dipartimento della Protezione Civile e gestisce la sorveglianza
    epidemiologica e microbiologica del Sars-Cov-2, durante la conferenza stampa di ieri ha spiegato che la situazione nei comuni della zona rossa sta migliorando. «Per me la decisione di aprire la zona rossa - ha ribadito tuttavia Galli - è una sciocchezza. Quella è una situazione che ha visto il diffondersi della malattia da un mese a questa parte. Mi rendo conto che la mia sia una posizione impopolare, ma resto convinto che aprire ora la zona rossa non sia affatto una buona idea».

  • Carceri: normalizzata la situazione a Palermo

    Sembra essersi normalizzata al situazione fuori dal carcere Ucciardone a Palermo dove stamattina i detenuti hanno inscenato una protesta contro le misure per contenere il coronavirus che riguardano anche gli istituti di pena. Davanti al carcere sostano due blindati dei carabinieri e della polizia di Stato mentre pattuglie di vigili urbani girano per le strade limitrofe.

    Mercoledì alle 17 si svolgerà una informativa del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, sulla situazione nelle carceri legata all'emergenza coronavirus

  • A Milano locali «chiusi per ferie»

    «Chiusi per ferie»: iniziano a essere diversi i negozi e soprattutto i locali di Milano che hanno deciso di chiudere per qualche giorno dopo la firma del decreto con le nuove norme per limitare il contagio da Coronavirus. Cercando, laddove possibile, di trasmettere anche messaggi di responsabilità ai clienti. «Siamo chiusi fino al 3 aprile - racconta all’Ansa il dipendente di una pizzeria chiusa al pubblico -. Ci piace essere aperti. Alle cose, alle persone, alla vita. La chiusura proprio non fa per noi, ma oggi è giusto che prevalga il senso civico».

    «Se tutto andrà per il meglio come ci auguriamo - è scritto sulla porta del locale - ci rivediamo ad aprile per stare in compagnia di fronte a una pizza e una birra o una spaghettata e un buon bicchiere di vino».

    Altri hanno invece semplicemente chiuso le serrande, mentre su diversi negozi appaiono gli avvisi che indicano quante persone al massimo possono entrare, a seconda della grandezza del punto vendita.

  • Contagi in ospedali sardi, chiuso (per sanificazione) il pronto soccorso di Olbia

    L’assessore della Sanità della Regione Sardegna, Mario Nieddu, definisce “tranquilla” la situazione negli ospedali di Nuoro e Olbia, dove si sono registrati casi di coronavirus. Circa il primo, in particolare, riferisce che «il San Francesco sta funzionando perfettamente e i reparti sono tutti aperti». Questo, nonostante sia risultato positivo al test del tampone un medico del reparto di terapia intensiva. «La normale attività dell'ospedale - spiega l’assessore - si deve al fatto che i tre contagiati a Nuoro si trovano tutti in quarantena domiciliare».
    Diverso il caso di Olbia, dove il pronto soccorso in cui è stato trattato il paziente trasportato sabato in ambulanza, e poi risultato positivo al test, è stato chiuso per procedere alla sanificazione. «Ma sarà nuovamente operativo una volta conclusa la procedura», assicura Nieddu.

  • Rivolta nelle carceri, 6 morti a Modena

    Sono sei le vittime delle proteste nel carcere di Modena. Lo ha detto il capo dell’amministrazione penitenziaria Francesco Basentini in un’intervista televisiva. Tre detenuti sono morti all’interno del carcere e altri tre sono morti dopo essere stati trasferiti in altre strutture carcerarie: a Parma, Alessandria e Verona.
    I reclusi (che sarebbero morti per overdose da psicofarmaci) erano stati trasferiti dopo le violente proteste di ieri nell’istituto penitenziario di Modena, dove c’è stato anche un assalto all’infermeria, da cui erano stati
    prelevati diversi farmaci. Il detenuto morto a Verona, in realtà, avrebbe dovuto raggiungere il carcere di Trento, ma è morto per un malore che l’ha colto mentre era ancora sul pullman del trasferimento.
    A seguito delle proteste, ieri erano morti altri tre detenuti: due per overdose da psicofarmaci, e uno per soffocamento a causa dei fumi provocati dell'incendio di materassi durante le proteste. Altri sei
    detenuti del carcere di Modena sono gravi: quattro di loro ricoverati
    in prognosi riservata.

  • Il premier Conte al Viminale per il Comitato sicurezza

    Il premier Giuseppe Conte è al Viminale per partecipare alla riunione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica. La riunione è stata convocata dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese per fare il punto sull’emergenza coronavirus e sulle misure attuate per il contenimento della diffusione. È stata la stessa ministra a chiedere a Conte di partecipare alla riunione, cui prendono parte i vertici delle forze dell'ordine.

  • Colonne di fumo al carcere di San Vittore

    Al carcere di San Vittore a Milano si alzano colonne di fumo provenienti da alcune celle del lato Sud e causate dall’incendio di alcuni oggetti. Dall’interno del penitenziario provengono urla e suoni indistinti, provocati dal battere incessante contro le grate e i muri, così forti che sembrano quelli di un cantiere edile a pieno regime.

  • Proteste in 27 carceri. Assaltate anche le infermerie

    Da questa mattina sono 27 le carceri in cui ci sono proteste da parte dei detenuti, alcuni dei quali chiedono l’amnistia a causa dell’emergenza coronavirus. Gravi disordini si registrano nelle carceri di San Vittore a Milano e di Rebibbia a Roma, dove - oltre a bruciare diversi materassi - alcuni reclusi avrebbero assaltato le infermerie. Lo riferisce il sindacato di polizia penitenziaria.

  • A Napoli un altro magistrato contagiato, chiusa sezione del Tribunale

    Un altro magistrato del Tribunale di Napoli è risultato positivo al coronavirus. È stata quindi chiusa la IX sezione civile che si trova al 18esimo piano della Torre A del nuovo Palazzo di Giustizia. La scorsa settimana, a causa di un altro caso che ha interessato un magistrato della Corte di Appello, è stata disposta la chiusura e la successiva sanificazione di due sezioni (la IV e la V) nella Torre C, con la messa in quarantena del personale amministrativo e dei magistrati che vi lavoravano.

  • Taranto, 21enne denunciato per procurato allarme

    «È arrivato il coronavirus». Un 21enne di Martina Franca, in provincia di Taranto, è stato denunciato dalla Polizia per procurato allarme dopo aver girato e diffuso sui social un video che riprendeva ambulanze, Forze dell’Ordine e Vigili del Fuoco nel centro cittadino, sostenendo che fossero lì per un paziente contagiato dal Covid-19. In realtà si trattava di un anziano solo in casa che era caduto provocandosi serie lesioni. Il 21enne ha registrato il video con il suo cellulare, evidenziando i numerosi soccorsi presenti in quel momento e procurando allarme per la falsa presenza nella zona di un focolaio del coronavirus.

  • All’ospedale Spallanzani ricoverati 65 positivi al virus

    All’ospedale Spallanzani di Roma in questo momento «i pazienti Covid positivi sono in totale 65, inclusi i 9 che necessitano di supporto respiratorio. In particolare per alcuni di loro il quadro clinico è stabile o in netto miglioramento». È quanto emerge dal bollettino medico di oggi. I pazienti in osservazione sono 23. Quelli dimessi, che hanno superato la fase clinica e sono negativi per la ricerca del nuovo coronavirus, sono 272. «In giornata - prosegue il bollettino - sono previste diverse dimissioni di pazienti già negativi al primo test e comunque asintomatici».

  • A Milano sono partiti i controlli in città

    In stazione e negli aeroporti, ma anche con una serie di postazioni “mobili” nelle diverse aree della città: sono partiti a Milano e nella città metropolitana i controlli sul rispetto delle nuove direttive sul coronavirus che permettono gli spostamenti solo per necessità, per motivi di lavoro o di salute. Le persone controllate- spiegano dalla Prefettura - se non hanno con sé una documentazione possono firmare una “autodichiarazione” su modello fornito al momento dalle stesse forze dell’ordine.

  • Accordo per ridurre i deputati in aula. Fico: il Parlamento non si ferma

    Accordo informale fra i gruppi parlamentari della Camera su proposta del presidente Roberto Fico per rispettare la distanza di un metro e le prescrizioni delle autorità sanitarie per il contenimento del contagio da coronavirus. Il tutto garantendo la proporzionalità fra i gruppi e il plenum della maggioranza assoluta dei componenti (necessaria per l’ok allo scostamento di bilancio).
    Fico ha contattato individualmente i presidenti di tutti i gruppi ottenendo l’ok a questa formula eccezionale che verrà adottata nei prossimi giorni. «Il Parlamento non può fermarsi - ha detto il presidente della Camera - abbiamo dei doveri nei confronti dei cittadini italiani. Così abbiamo definito questa modalità straordinaria dovuta all’emergenza attuale e che speriamo di dover adottare il meno possibile».

  • Carcere di San Vittore, detenuti in rivolta sul tetto

    Da questa mattina è in corso una rivolta al carcere di San Vittore a Milano. Alcuni detenuti sono saliti sul tetto della casa circondariale e invocano la scarcerazione immediata (urlando «libertà, libertà»). Si tratta di una quindicina di persone, molte delle quali con il volto coperto e in equilibrio
    precario. La protesta, come in altre carceri, è scaturita dopo il blocco delle visite e le norme anti-contagio da coronavirus.

  • A Cosenza messi in quarantena 60 medici di base

    A Cosenza 60 medici di famiglia sono stati messi in quarantena dopo aver avuto contatti, negli ultimi giorni, con un informatore farmaceutico risultato positivo al Covid-19.

  • Palermo, tentativo di evasione dal carcere Ucciardone

    Alcuni detenuti, per protesta contro lo stop alle visite in carcere per l’emergenza coronavirus, hanno tentato di scavalcare la recinzione dell’Ucciardone, cercando di fuggire. Il tentativo è stato bloccato dalla polizia penitenziaria, e il carcere è stato circondato da carabinieri e poliziotti in tenuta antisommossa.

  • Rapporto crescita e lavoro: «Impatto pesante»

    «La comparsa del coronavirus Covid-19 a gennaio 2020 e la sua rapida diffusione in Cina e nel resto del mondo stanno indebolendo ulteriormente le prospettive di crescita economica con un prevedibile impatto sfavorevole anche sul mercato del lavoro». Lo si legge nel rapporto annuale di ministero del Lavoro, Istat, Inps, Inail e Anpal sul mercato del lavoro 2019.

  • Rivolte nelle carceri, 2 morti per overdose da farmaci

    Per un’overdose da psicofarmaci due detenuti degli Istituti penitenziari di Verona e Alessandria sono morti. I due avevano approfittato delle proteste nelle carceri, esplose in seguito alle nuove disposizioni per il
    coronavirus, per sottrarre psicofarmaci dall'infermeria. Lo riferisce il segretario del Sapp, Aldo Di Giacomo.

  • Rivolta al carcere di Modena, aperta un’inchiesta

    È stata aperta un’inchiesta dalla Procura di Modena sulla rivolta scoppiata in carcere. Al momento i reati ipotizzati sono resistenza a pubblico ufficiale e violenza privata. Dovranno essere approfondite anche le cause della morte di tre detenuti: secondo le prime informazioni, sarebbe dovuta al fatto che, durante la rivolta, si sono impadroniti dell’infermeria e hanno assunto un’overdose di
    farmaci.

  • Si lavora a ridurre i parlamentari in Aula per la votazione

    Maggioranza e opposizione lavorano alla Camera per un accordo informale per ridurre i deputati in Aula mercoledì, al voto sullo scostamento dal pareggio di bilancio. I gruppi, a quanto si apprende da fonti di maggioranza, ridurrebbero proporzionalmente le loro presenze facendo arrivare in Aula 350 deputati, tutti del Centro e del Sud, che voterebbero la risoluzione (per l’ok serve la maggioranza
    assoluta, 315 sì). La votazione si prolungherebbe per 15 minuti
    per fare stare in Aula contemporaneamente meno deputati
    possibile.

  • Primi controlli alla Stazione Centrale di Milano

    Alla Stazione Centrale di Milano sono iniziati i controlli per i viaggiatori in partenza. Agli ingressi per accedere al binario, dove vengono controllati i biglietti, è stato predisposto un apposito desk per il controllo degli accessi dove il personale della Polizia Ferroviaria, assieme a quello dell’esercito, controllano le partenze e fanno compilare e firmare ai viaggiatori l’autocertificazione dove devono specificare da dove arrivano, dove sono diretti e per quali motivi stanno viaggiando (comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute). Le persone che rientrano a casa, dove hanno la residenza o il domicilio, non devono firmare alcuna certificazione. Al varco, anche se i viaggiatori sono pochi, si è comunque creata una lunga fila di persone in attesa di compilare il
    modulo. Le operazioni infatti risultano al momento lente perché molti viaggiatori non hanno l’autocertificazione e la devono compilare al momento. La Polizia spiega a tutti di mantenere la distanza di sicurezza di almeno un metro.

  • Gallera: «Tutte le aziende che possono facciano smart working»

    «Tutte le aziende che possono fare smart working, lo devono fare». Lo dice l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera a Mattino 5. «Se non si puo fare lo smart working, allora ci sono comprovate esigenze lavorative e si può andare a lavorare. Questo decreto tutela le attività lavorative, la circolazione delle persone e delle merci».

  • Napoli, tensioni con le forze dell’ordine al funerale del 15enne ucciso durante la rapina al carabiniere

    Tensioni con le forze dell’ordine questa mattina a Napoli durante il corteo funebre organizzato per Ugo Russo, il ragazzo di 15 anni ucciso mentre tentava di rapinare un carabiniere libero dal servizio. La polizia ha fermato il corteo, in seguito alle disposizioni del decreto sul coronavirus e le decisioni del cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe, con la sospensione di tutte le cerimonie.

  • Tar, stop alle udienze fino al 22 marzo

    Nessuna udienza sarà celebrata, tranne quelle dedicate all’esame delle domande cautelari: da lunedì 9 al 22 marzo si ferma la giustizia amministrativa per effetto dell’emergenza coronavirus. Mentre dal 23 marzo al 31 maggio i vertici della giustizia amministrativa potranno predisporre misure organizzative «calibrate sull’evoluzione epidemiologica», per evitare assembramenti negli uffici giudiziari. Intanto sino al 31 maggio le udienze pubbliche saranno celebrate a porte chiuse e l’obbligo del deposito di almeno una copia del ricorso in forma cartacea sarà sospeso.

  • Fontana: esposto in Procura per la fuga di notizie sul decreto

    «Anticipo che oggi andrò a presentare un esposto alla Procura perché mi sono un po’ girate le scatole», ha annunciato il presidente della Lombardia Attilio Fontana in collegamento a Mattino5, dopo le polemiche sulle anticipazioni della bozza del Dpcm sul Coronavirus. «La Cnn ha già smentito di aver ricevuto la notizia dalla Regione Lombardia come il Tg1. L’unica cosa in cui la Regione Lombardia è intervenuta - ha spiegato il governatore - è una telefonata della Cnn che dice “È questo il documento?”» quando già era sugli online. «Poi si è cercato di strumentalizzare la situazione come sempre. Noi siamo sempre al centro delle polemiche perché è più comodo. Noi vogliamo parlare di merito, delle cose buone che sappiamo farei, dei miracoli che la nostra sanità sta facendo ma non vogliono che si parli di questo - ha concluso - Vogliono buttare lì sciocche, stupide e stucchevoli polemiche. Anzi le anticipo che oggi andrò a presentare un esposto alla procura perché mi sono un po' girate le scatole».

  • Alitalia, solo 26 voli da Linate. Prima dell’emergenza erano 206

    Una delle compagnie che più hanno ridotto i voli in partenza e arrivo all’aeroporto di Milano Linate è Alitalia che ha la sua base strategica proprio nello scalo cittadino. A oggi in partenza dall’hub cittadino per Alitalia sono rimasti, in totale, 26 voli. Prima dell’emergenza coronavirus erano 204: una riduzione e razionalizzazione progressiva avviata già a fine febbraio con i primi casi italiani di Covid-19, a cui hanno fatto seguito restrizioni governative di altri Paesi, un calo di prenotazioni e in ultimo le ordinanze precauzionali del governo italiano. In particolare, da Linate Alitalia ha cancellato tutte le destinazioni internazionali («dirottate» su Roma Fiumicino), e sono al momento confermati 2 voli al giorno andata - ritorno per Londra, Alghero, Cagliari, Bari, Brindisi, Lamezia Terme, Palermo, Catania, Napoli, Perugia e 3 voli andata - ritorno per Roma.

  • Sicilia, fine della quarantena per i turisti bergamaschi

    «Stamattina lasceranno Palermo i turisti di Bergamo che erano stati in quarantena da noi, a loro rivolgo a nome del governo un buon rientro a casa». Lo dice l’assessore regionale alla Salute della Regione siciliana Ruggero Razza. «Siamo preoccupati - aggiunge - per i casi positivi al coronavirus aggiuntivi che si possono determinare per l’esodo verso il Sud, che è stato indotto. Abbiamo chiesto a tutti i ragazzi di registrarsi sul sito delle Regione siciliana, siamo già a oltre 7mila, perché è importante tracciare la presenza di chi raggiunge la Sicilia dall’area rossa o da quelle che sono state le aree gialle. Da ieri a oggi l’aumento dei casi sospetti è di pochissime unità, questo non ci deve fare abbassare la guardia».

  • Fiera agroalimentare Cibus rinviata a settembre

    Cibus 2020 posticipato al mese di settembre, da martedì 1 a venerdì 4. Lo slittamento, comunicano gli organizzatori, «necessario a causa della inaspettata evoluzione dell’emergenza coronavirus e, in particolare, della crescita dei blocchi aerei da e per l’Italia». Fiere di Parma, in accordo con Federalimentare, dopo un’analisi insieme ai rappresentanti degli espositori, della filiera agroalimentare e dei buyers internazionali, ha deciso oggi di posticipare Cibus 2020 (inizialmente programmato in
    maggio) alla prima settimana di settembre. Una decisione, precisano, «coerente con la scelta di Vinitaly di posporre la fiera nonché con il calendario fieristico internazionale, ed è stata portata all’attenzione anche del tavolo di crisi del Ministero degli Affari Esteri sul Made in Italy. Fiere di Parma si è trovata di fronte all’esigenza e priorità di tutelare gli investimenti delle aziende espositrici e il cambio di data sarà decisivo per garantire il medesimo flusso di visitatori e buyers esteri da sempre offerto da Cibus all’aziende agroalimentari italiane».

  • Mef: «Sostegno adeguato per economia e lavoro»

    Il Governo sta approntando «adeguate misure di sostegno a favore di lavoratori e imprese su tutto il territorio nazionale ed in particolare nei settori e nei territori più impattati». Lo annuncia il Mef nella nota di lunedì 9 marzo: «Si tratterà di un sostegno adeguato alle difficili circostanze di numerosi territori e volto a prevenire danni permanenti al tessuto produttivo dell’economia italiana e all’occupazione. Si utilizzerà per quanto possibile il lavoro agile e si rafforzeranno le misure di protezione dei lavoratori dal rischio di contagio».

  • Dadone: «I lavoratori della Pa possono spostarsi esibendo il tesserino»

    Per giustificare gli spostamenti all’interno e all’esterno della zona rossa allargata per esigenze di lavoro basta l’autocertificazione e per i dipendenti pubblici «è ancora più facile», perché c’è anche «la possibilità di mostrare il tesserino». Si esprime in questi termini la ministra per la Pubblica amministrazione Fabiana Dadone.

  • Ferrari: «Operativi nonostante l’emergenza»

    Dopo che il Governo italiano ha approvato, l’8 marzo, un nuovo decreto che introduce misure di prevenzione più cautelative per i territori più colpiti dall’epidemia di Covid-19 che interessa l’Italia, pur consentendo lo svolgimento delle attività lavorative, Ferrari conferma la propria continuità operativa. «Anche Maranello si trova all’interno di questi territori. Ferrari ha messo in atto tutte le misure richieste per consentire al proprio personale di svolgere l’attività lavorativa nelle migliori condizioni possibili e pertanto conferma al momento la propria continuità operativa. Fermo restando che detta continuità non può prescindere da quella dei nostri fornitori, con i quali siamo in costante contatto», si legge in una nota della società. Ferrari «resta in costante collegamento con le autorità ed è pronta ad adeguare le misure di sicurezza adottate in funzione dell’evolvere della situazione. Con la consapevolezza che la salvaguardia della salute e del benessere dei propri dipendenti sia la priorità assoluta», si legge.

  • Rivolta anche nel carcere di Reggio Emilia

    Rivolta nella serata di domenica anche nel carcere di Reggio Emilia, come in altri istituti penitenziari d’Italia, legata all’emergenza coronavirus. Secondo quanto si apprende, l’agitazione dei detenuti è iniziata nel pomeriggio e si è conclusa intorno alle 23. Ci sarebbero tre sezioni seriamente danneggiate. È stata coinvolta anche l’infermeria. Non si ha notizia di feriti.

  • Mef: «Azione vigorosa e temporanea evita danni permanenti all’economia»

    L’azione «vigorosa e temporanea» messa in atto contro il coronavirus evita «danni permanenti all’economia». È il punto di vista del ministero dell’Economia e delle finanze sulle politiche messe in campo dall’esecutivo in questi giorni per fronteggiare l’emergenza sanitaria. Le decisioni prese dal governo «rientrano in una logica coerente, incentrata sul contenimento dell’epidemia Covid-19 e delle sue ricadute sulla salute degli italiani, sul sistema sanitario nazionale e sull’economia. Il Governo è convinto che, con un’azione vigorosa e tempestiva di contenimento e prevenzione e aumentando la conoscenza del fenomeno da parte dei cittadini, sia possibile abbassare il numero di contagi e ridurre la durata della fase più acuta dell’epidemia». Tutto ciò, secondo la nota del Mef, «è fondamentale non solo da un punto di vista sanitario ma anche da un punto di vista economico. Una flessione temporanea di attività in alcuni settori è infatti preferibile a una crisi prolungata che rischierebbe di allargarsi a tutti i settori dell’economia attraverso effetti di domanda e offerta». Per il Tesoro «gli interventi di politica economica che sono in fase di definizione saranno dunque vigorosi ma commisurati alle esigenze e limitati nel tempo. Come già ribadito nella Relazione inviata al Parlamento, nel richiedere un’autorizzazione a incrementare l’indebitamento netto della pubblica amministrazione nel 2020, il Governo si è impegnato a riprendere il sentiero di consolidamento del bilancio e di riduzione del rapporto debito/Pil non appena ciò sarà possibile alla luce dell’evoluzione dell’epidemia in italia e a livello internazionale. Infine, il governo si impegnerà anche affinché venga approntato in tempi rapidi un pacchetto di misure dell’Unione Europea in coordinamento con l’intera comunità internazionale». Le misure restrittive che sono state prese «relativamente a territori di grande rilevanza per l’economia italiana impatteranno su attività economiche legate ai trasporti, all’intrattenimento e alla vita sociale. Tuttavia, va sottolineato che le attività produttive e la pubblica amministrazione continueranno a funzionare regolarmente».

  • Gallera: «State a casa. Il virus può colpire tutti»

    Il contagio da Coronavirus «sta riguardando un numero sempre più alto di persone» e non solo anziani, «può toccare tutti»: l’assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera lo ha spiegato in collegamento ad Agorà facendo un appello a stare a casa. «La gente - ha ribadito - deve capire che non ci sono farmaci o vaccini. L’unico modo per fermarlo è evitare di contagiare o di essere contagiati». In Lombardia sono al momento 497 i posti in terapia intensiva per i pazienti di coronavirus ma «stiamo provando a recuperarne altri. È una lotta contro il tempo». L’assessore Gallera lo ha spiegato ad Agorà su Rai3 aggiungendo che «pazienti dell’ospedale di Cremona sono stati portati con l’elicottero militare in terapia intensiva a Sondalo», in Valtellina.

  • Conte: «Rinvio delle Regionali? Non è contemplato»

    Un rinvio delle elezioni regionali per via dell’emergenza coronavirus «per ora non è contemplato»: lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in un’intervista sul quotidiano spagnolo El Pais. «Il referendum costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari è stato rinviato sine die. Esiste la possibilità di rinviare anche le elezioni regionali?», chiede l’intervistatore. «Al momento questa possibilità non è contemplata», risponde Conte.

  • Italia seconda per decessi dopo la Cina

    Con 133 morti in un solo giorno l’Italia fa segnare un bilancio di 366 vittime totali e diventa il secondo paese al mondo per decessi da coronavirus dopo la Cina. Polemiche su contenuti e modalità di comunicazione dell’ultimo decreto di Conte. Libertà del transito merci e dei lavoratori. Controlli in stazioni, aeroporti e lungo le strade delle zone rosse. Alitalia sospende da oggi l’attività su Milano Malpensa. Intanto esplode la protesta nelle carceri con tre detenuti morti a Modena. Si aggrava la situazione italiana, con altri 1.326 casi di contagio da coronavirus e 133 morti in più, con un aumento del 57% in un giorno. E il bilancio stilato quotidianamente dalla Protezione civile si fa quindi pesante (si veda la mappa): i decessi complessivi salgono a 366; mentre le persone positive al Covid-19 raggiungono quota 6.387 (un incremento di 1.326 unità, +26,2%). Ed è vero che i guariti diventano 622 in totale (33 in più, +5,6%). Ma i malati in terapia intensiva aumentano a un ritmo maggiore: sono oggi 65o, cioè 83 in più rispetto a sabato. Da quando si ha notizia della diffusione del virus, il numero totale dei contagiati in Italia è di 7.375. Per gestire la fase dell’emergenza da coronavirus, le Regioni hanno messo a disposizioni alcuni numeri verdi che possono essere contattati per chiedere informazioni o in presenza di sintomi da Covid-19

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