Attualità

Coronavirus, ultime notizie. Pediatri: vaccini anche ai 5-11enni per vincere pandemia

Record di contagi in Russia e oltre mille morti. In Europa preoccupa il quadro epidemiologico in Germania e si accelera sulle terze dosi. No-green pass in piazza a Torino Milano e Trieste

Speranza: "Situazione Covid in Italia tra le migliori in Europa, ma allarme Oms va considerato"
  • Green pass: a Milano corteo devia percorso e blocca traffico

    No green pass di nuovo in piazza, senza mascherine, tra grida, spintoni ai giornalisti e tensioni con le forze dell’ordine.
    A Milano sono 4000 i partecipanti al corteo che, giunto all’altezza di Porta Romana, si scioglie: mentre circa 700 persone proseguono lungo il percorso stabilito dalla questura, gli altri si muovono verso la Darsena e bloccano il traffico urlando slogan.
    Le proteste vanno avanti per ore, tra cori che inneggiano alla ’libertà’, lanci di bottiglie e insulti a sindaci, istituzioni, agenti e giornalisti. Diversi i fermi da parte delle forze dell’ordine.

    Per approfondire / Tensioni No pass a Milano e Trieste. Sit-in altre città

  • Usa, giudice blocca obbligo vaccinale in aziende

    Una Corte d’appello federale statunitense ha temporaneamente bloccato l’obbligo, deciso dall’amministrazione Biden, di vaccinazione contro il Covid-19 nelle aziende con 100 o più dipendenti. Lo hanno riferito i media statunitensi, pubblicando la sentenza. “Poiché i ricorsi danno motivo di ritenere che ci siano gravi problemi costituzionali e giuridici”, l’obbligo è “sospeso fino a ulteriore azione di questo tribunale”, si legge. A opporsi alla misura dell’amministrazione Biden, con entrata in vigore prevista il 4 gennaio, sono stati Texas, Utah, Mississippi e South Carolina.

  • Pediatri,vaccini a 5-11enni per vincere pandemia

    Fare il vaccino anche alla fascia di popolazione 5-11 anni è importante, perché il vaccino “è l’unica arma che abbiamo per vincere la pandemia”. La prof.ssa Annamaria Staiano, presidente della Società italiana di pediatria (Sip), non ha dubbi: immunizzare anche i bambini è importante tanto quanto i più grandi. Mentre oggi il direttore dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) Nicola Magrini parla di “alcune settimane” per l’ok dell’Ema (l’Agenzia Europea del Farmaco) al vaccino per questa fascia di età, e che sarà seguito immediatamente da quello dell’Aifa, Staiano ne sottolinea la sicurezza. “Gli effetti collaterali del vaccino per i 5-11enni - spiega - sono minimi. Le valutazioni fatte negli Stati Uniti da Fda e Cdc indicano che sono lievi: rare sono le miocarditi e le pericarditi, che però si manifestano in forma leggera con risposta ottimale alle terapie convenzionali”.

    Sul fronte dell’efficacia, pur con una dose prevista di un terzo rispetto a quella dei più grandi, “l’efficacia dell’immunizzazione è superiore al 90%”. Interessati dal vaccino (per questa fascia di età è stato per ora approvato dall’Fda, l’Agenzia americana del farmaco, solo Pfizer) in Italia sono circa 4 milioni di 5-11enni. Sono previste due dosi, a distanza di tre settimane: a 14 giorni dalla seconda il bambino è completamente immunizzato. Le modalità organizzative dei vaccini, precisa la presidente Sip, “sono in corso di definizione da parte del Comitato tecnico-scientifico (Cts) ma per noi, rileva, “è importante solo vaccinare, indipendentemente dalla sede”.

    Ad avvalorare la necessità di vaccinare anche i 5-11enni ci sono gli ultimi dati sui contagi resi noti dall’Istituto Superiore di Sanità: il 47% nel periodo 18-31 ottobre dei nuovi casi nella fascia 0-19 anni (13.741), riguarda la fascia 6-11 anni, il 33% la 12-19 e solo il 13% e il 7% rispettivamente tra i 3 e i 5 anni e sotto i 3 anni. Nel periodo tra l’11 e il 24 ottobre scorsi, secondo i dati resi noti da Staiano, sono 84 i ragazzi ospedalizzati fino ai 18 anni.

  • Infettivologo Viale: mortalità Covid 150 volte superiore a quella per vaccini

    Nelle reazioni avverse ai vaccini anti-Covid “l’incidenza di fake news è stata probabilmente nettamente superiore all’incidenza di infezioni da Covid. Abbiamo sentito le cose più incredibili”. Lo ha detto l’infettivologo Pierluigi Viale, direttore del dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche dell’Università di Bologna, in un passaggio del suo intervento al Festival della Scienza medica in corso a Bologna. Viale cita dati dall’ultimo report dell’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, sulle reazioni avverse ai vaccini in Italia: “Su 76 milioni di dosi somministrate”, spiega Viale, l’Aifa “ha registrato 91mila sospette reazioni avverse, che significano 103 segnalazioni ogni 100mila dosi. Di queste tantissime reazioni avverse, sospettate, quelle gravi erano il 13% e quelle correlabili alla somministrazione di vaccino erano 14 su 76 milioni di dosi somministrate”.

    Quindi, aggiunge l’infettivologo, “possiamo dire che il tasso di effetti collaterali gravissimi, il tasso di mortalità correlabile alla vaccinazione, è due per 10 milioni di dosi somministrate, quando sappiamo che il tasso di mortalità del Covid è quasi tre per 100mila pazienti infetti. Quindi la mortalità per Covid è 150 volte superiore alla mortalità per vaccino. Credo che non ci siano dubbi su fatto che la vaccinazione sia uno strumento tanto efficace quanto sicuro”. Per Viale occorre cambiare il “paradigma di lettura” delle reazioni avverse: “Dobbiamo contare gli effetti collaterali dei vaccini rispetto alle persone che hanno fatto il Covid”, non rispetto a chi non si è vaccinato.

    Per approfondire: Covid: Aifa, 91.360 segnalazioni di reazioni su 76,5 milioni dosi di vaccino

  • Trieste, tensione al corteo no green pass

    A Trieste dopo gli avvisi preventivi della questura ad osservare le prescrizioni, 8.000 manifestanti, la maggior parte dei quali senza mascherina, hanno sfilato ed un gruppo di circa duecento persone ha cercato di forzare il blocco della polizia, che li ha respinti, per entrare in piazza Unità. Corteo anche a Milano per il 16/o sabato consecutivo con alcune migliaia di persone. Il corteo ha deviato dall’itinerario concordato con la questura e si sta dirigendo verso la Darsena, bloccando completamente il traffico.

  • Ucraina: 793 morti in un giorno. Solo il 18% è vaccinato

    Il ministero della salute ucraino ha riportato un record di un giorno di 793 decessi per Covid-19. Nelle ultime settimane l’Ucraina registra un’ondata senza precedenti di infezioni da coronavirus, mettendo a dura prova il sistema medico del paese, in grande difficoltà dal punto di vista economica. Il ministero hreso noto sono state conteggiate oggi 25.063 nuove infezioni; giovedì era stato registrato il record di 27.377 nuovi contagi. Sebbene in Ucraina siano disponibili quattro diversi vaccini contro il coronavirus, solo il 17,9% dei 41 milioni di persone del paese è stato completamente vaccinato, il secondo tasso più basso in Europa dopo l’Armenia.

    Nel tentativo di arginare il contagio, le autorità ucraine hanno richiesto a insegnanti, dipendenti governativi e altri lavoratori di vaccinarsi completamente entro l’8 novembre per non rischiare la sospensione del loro stipendio. Inoltre, per salire su aerei, treni e autobus a lunga percorrenza è ora richiesta la prova della vaccinazione o un test negativo. All’inizio di questa settimana, i manifestanti hanno marciato nella capitale Kiev per denunciare le nuove restrizioni.L’Ucraina ha registrato complessivamente oltre 3 milioni di casi di infezione e 71.635 decessi correlati al virus.

    L’Ucraina confina anche con la Russia, che ha registrato nuovi record settimanali da metà settembre nel numero di decessi e infezioni giornalieri da Covid-19.

  • Uk: 155 vittime e oltre 30mila nuovi contagi

    Nel Regno Unito si registrano nella giornata di sabato 155 nuove vittime da coronavirus, tra quelle registrate positive al Covid-19 negli ultimi 28 giorni. Sono 30693 i nuovi positivi registrati oggi. I dati sono in leggero calo rispetto a ieri, quanto le vittime erano state 193 e i nuovi infetti 34.029.

  • Figliuolo: «Io al Quirinale? Mi sembra un’esagerazione

    “Candidato alla presidenza della Repubblica? Adesso mi sembra una esagerazione, dobbiamo portare a termine questa campagna e poi continuare a fare bene nella Difesa. Credo che ci sia ancora bisogno di me nell’ambito delle forze armate”. Lo dice il generale Francesco Paolo Figliuolo in un’intervista al direttore di Affari Italiani Angelo Maria Perrino. Il commissario straordinario per l’emergenza si dice “soddisfatto” che sia stato abbattuto un pregiudizio verso i militari. “Probabilmente e’ un segno dei tempi - aggiunge - Gli italiani hanno dimostrato di essere piu’ maturi di quello che si pensasse e hanno capito il valore aggiunto delle nostre forze armate che rappresentano competenza e umanita’ in Italia e fuori dai confini nazionali”. A chi ha sorriso delle sue stellette risponde: “Sono una persona molto autoironica e capisco chi non e’ abituato al mondo militare. Questi nastrini simboleggiano periodi della vita trascorsi in missione”.

    Figliuolo si dice ferito dai “pregiudizi gratuiti” o dai “giudizi di chi non mi conosce. Bisogna conoscere le persone. Non mi azzarderei mai di giudicare qualcuno o di parlare di un libro che non ho letto”. Si dichiara orgoglioso di “avere una grande squadra e una bellissima famiglia grazie alla quale sopperisco a tutti i problemi che la quotidianita’ mi porta specialmente con un incarico di grande responsabilita’”.

  • Iran, riaprono le scuole dopo 20 mesi di Dad

    Dopo venti mesi di didattica a distanza per l’emergenza Covid-19, le scuole superiori hanno riaperto oggi nei centri urbani dell’Iran. Lo annuncia il ministero dell’Educazione di Teheran, citato dall’Isna, aggiungendo che gli alunni degli istituti primari e secondari torneranno invece in presenza dal 22 novembre. Nelle aree rurali della Repubblica islamica, meno densamente popolate, le scuole avevano già riaperto il 23 settembre. Secondo i dati ufficiali forniti dall’Iran, circa un quarto degli studenti di età compresa tra 12 e 18 anni, che sono in tutto 1,57 milioni, risulta già immunizzata, mentre l’85% ha ricevuto almeno una dose di vaccino. Al momento, 33 città iraniane sono classificate a rischio molto alto per il Covid, 95 a rischio alto, 220 a rischio medio e 100 a rischio basso. Nelle ultime 24 ore, le autorità di Teheran hanno registrato 6.803 casi e 120 vittime.

  • Iss: «Efficacia vaccinale in calo dall’89 al 75%

    «L’efficacia vaccinale nel prevenire qualsiasi diagnosi sintomatica o asintomatica di Covid-19 nelle persone completamente vaccinate è diminuita passando dall’89%» registrato «durante la fase epidemica con variante Alfa prevalente», al «75% durante la fase epidemica con variante Delta prevalente». Ma anche con Delta «rimane comunque elevata l’efficacia vaccinale nel prevenire l’ospedalizzazione e il decesso, in entrambi i casi al 91%, e il ricovero in terapia intensiva (95%). È il dato segnalato nel Report integrale del monitoraggio settimanale dell’andamento dell’epidemia da Covid-19 dell’Istituto superiore di Sanità (Iss). Il periodo con circolazione prevalente della variante Delta (B.1.617.2) preso in esame nel report va dal 5 luglio al 31 ottobre per le diagnosi, 24 ottobre per ospedalizzazioni e ricoveri in terapia intensiva, e il 10 ottobre per i decessi. «L’efficacia stimata - precisa l’Iss - misura la riduzione proporzionale del rischio di osservare un certo evento tra le persone vaccinate con ciclo completo, ovvero la riduzione percentuale del rischio di osservare un certo evento tra le persone vaccinate con ciclo completo rispetto alle persone non vaccinate».

  • Rezza: «Il green pass non annulla ma riduce il rischio trasmissione»

    «L’introduzione del Green pass non ha annullato il rischio di trasmissione, ma lo ha ridotto e ha l’obiettivo di cercare di riaprire le attività e diminuire il rischio che si manifestino i focolai all’interno di queste strutture». Lo ha detto Giovanni Rezza, direttore generale del Ministero della Salute, intervenendo a Bologna, al Festival delle Scienze mediche, in una conferenza dedicata al Covid-19, parlando di luoghi come palestre, hotel e motel.

  • Pregliasco: «La pillola anti-Covid non sia alternativa al vaccino»

    La pillola antivirale di Pfizer nei dati comunicati ieri dall’azienda «mostra dei valori di efficacia più che buoni. E c’è la possibilità di utilizzo anche a livello domiciliare, seppur impegnativo visto che sono 30 pastiglie, però si può fare. Sono risultati importanti» nella lotta contro il Covid «poter ottenere l’89% di riduzione dei casi gravi» che è stato segnalato nell’analisi effettuata sui dati della sperimentazione. Ma «non cali l’impegno a vaccinarsi». Esprime soddisfazione il virologo Fabrizio Pregliasco per gli ultimi sviluppi sul fronte delle terapie antivirali contro Covid, dopo che sono stati resi noti da Pfizer i primi risultati relativi ai test su Paxlovid* (PF-07321332 più ritonavir). Ma allo stesso tempo chiarisce che non bisogna mollare la presa sulla campagna di immunizzazione. «Questa pillola che potrebbe arrivare, insieme al molnupiravir (l’antivirale orale di Merck ndr.) e agli anticorpi monoclonali mostra che finalmente abbiamo una serie di terapie antivirali specifiche - spiega all’Adnkronos Salute l’esperto dell’università degli Studi di Milano - perché finora si era solo consolidata una terapia sintomatica fatta al meglio. Cortisone e tutto il resto che abbiamo visto» nella lista dei farmaci attualmente usati per trattare i pazienti Covid «sono qualcosa per guidare al meglio la guarigione. Quindi l’arrivo di più farmaci specifici serve. Ma non esclude e non deve abbassare il livello di attenzione e l’opportunità della vaccinazione», ribadisce il virologo. Il motivo è semplice: «È sempre meglio evitarsi Covid, questa malattia che vediamo non avere solo effetti immediati acuti a livello polmonare, ma a livello sistemico. Quindi - conclude Pregliasco - ben venga poter avere approcci diversi e anche terapeutici» nella lotta a questo virus.

  • Rezza: «Con dosi e misure evitata grande ondata»


    «Abbiamo evitato, grazie alle misure di prevenzione e, adesso, ai vaccini, la grande ondata, quella che avrebbe saturato gli ospedali, li avrebbe congestionati e avrebbe fatto casi e molti morti, non solo a causa del Covid direttamente». Lo ha dichiarato Giovanni Rezza, direttore generale del Ministero della Salute, intervenendo, a Bologna, al Festival delle Scienze mediche, in una conferenza dedicata al Covid-19.

  • Austria, da lunedì non vaccinati non ammessi in ristoranti e hotel

    A partire da lunedì gli austriaci non vaccinati che non hanno avuto il Covid non saranno più ammessi in ristoranti, hotel, parrucchieri ed eventi pubblici con più di 25 persone. Il neo cancelliere austriaco Alexander Schallenberg ha delineato le nuove regole ieri sera per discutere la risposta del Paese ai casi di coronavirus in rapida crescita. Il governo sta pianificando un periodo di transizione per le prime quattro settimane per incoraggiare i non vaccinati a farsi vaccinare. Durante questo periodo, chiunque abbia ricevuto una dose di vaccino e abbia i risultati di un test negativo valido sarà autorizzato a partecipare agli eventi.

  • India: incendio in ospedale Covid, almeno 11 morti

    Almeno 11 pazienti affetti da coronavirus sono morti oggi a causa di un incendio scoppiato in un ospedale costruito di recente e dedicato ai malati di Covid nell’ovest dell’India. Nel reparto di terapia intensiva della struttura, situata nel distretto di Ahmadnagar - nello Stato di Maharashtra - c’erano circa 24 pazienti al momento del rogo. Gran parte delle vittime aveva più di 60 anni. Il primo ministro dello Stato, Udhav Thackeray, ha ordinato un’inchiesta sulla tragedia e sui dispositivi di sicurezza dell’ospedale, che si trova a circa 250 km da Mumbai, la capitale regionale. Lo scorso maggio almeno 16 malati di Covid e due infermiere sono morti a causa di un incendio in un ospedale nello Stato di Gujarat, mentre in aprile 35 pazienti affetti da Covid sono deceduti in seguito a due incendi in altrettante cliniche di Mumbai

  • Vaccini: Gb anticipa la terza dose, 5 mesi dopo la seconda

    Il servizio sanitario britannico ha deciso di formalizzare la possibilità di anticipare la prenotazione della terza dose di rinforzo (booster) del vaccino anti Covid da 6 a 5 mesi dopo la seconda. Lo riferisce il Guardian. L’iniziativa - raccomandata già da qualche settimana, e valida per ora in Inghilterra in attesa dell’allineamento di Scozia, Galles e Nord Irlanda - mira a rendere ancor più spedita la corsa al terzo vaccino come arma per contenere gli effetti più gravi dei contagi nel Regno, dove le dosi booster vengono offerte a tutti gli over 50 e s’avviano verso le 10 milioni di persone inoculate.

    Memorial Wall a Londra per ricordare i morti per Covid (Epa)

  • Francia, obbligo mascherine negli impianti sciistici

    Indossare la mascherina sarà obbligatorio per chi sale nelle telecabine e fa la fila per prendere seggiovie o ski-lift nelle stazioni sciistiche francesi. Anche il green pass lo diventerà se il tasso di incidenza nazionale supererà i 200 casi per 100.000 abitanti: lo ha annunciato oggi il primo ministro Jean Castex. Secondo il protocollo, sarà imposto anche un distanziamento nelle file “con controlli aleatori” mentre una volta seduto sulla seggiovia lo sciatore potrà togliere la mascherina. Le nuove regole entreranno in vigore ad inizio settimana, ha precisato il sottosegretario Jean-Baptiste Lemoyne.

  • Germania: 34mila nuovi casi nelle ultime 24 ore

    Sono 34.002 i nuovi contagi da coronavirus accertati in 24 ore in Germania dove si sono registrati altri 142 decessi. Una settimana fa erano state segnalate 21.543 infezioni e 90 morti in relazione al Covid-19. Ieri il picco di 37.120 casi. Secondo l’Istituto Robert Koch, l’incidenza per 100mila abitanti su sette giorni continua a salire ed è arrivata a 183,7. Ieri il dato era a 169,9, una settimana fa a 145,1 e un mese fa a 62,3. Il dato più alto (197,6) risale al 22 dicembre dello scorso anno. Dall’inizio della pandemia l’Rki segnala 4.743.490 contagi da coronavirus confermati con 96.488 decessi e circa 4.355.300 persone guarite dopo aver contratto l’infezione. Salgono i contagi da coronavirus in Belgio. Tra il 27 ottobre e il 2 novembre, una media di 7.248 persone sono state contagiate ogni giorno dal Covid-19, secondo i dati resi noti oggi dall’Istituto di sanità pubblica Sciensano. Si tratta di un aumento dell’11% rispetto alla settimana precedente. Sempre nella settimana dal 27 ottobre al 2 novembre sono morte, secondo una media quotidiana, 20 persone a causa del virus, che corrisponde ad un aumento del 14% rispetto al precedente periodo di sette giorni.

  • Brusaferro: «Europa divisa in due dal virus»

    «Questo è un evento “glocale”, è una pandemia ma non la risolvi se non partendo dal livello comunale: se non c’é una armonizzazione tra tutti questi elementi non hai una prospettiva di uscita e torna. È uno stress che continua nel tempo e cui stiamo facendo fronte ma che finché non riusciremo a modellare queste curve in tutto il mondo resterà. La sanità pubblica diventa un assetto strategico del Paese: oggi uno Stato se può disporre di vaccini, diagnostica o farmaci ha un grado di libertà più alto rispetto a chi deve dipendere da altri». Lo ha detto Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità, intervenuto in occasione del convegno nazionale di diritto sanitario all’Università Cattolica. «L’Europa è divisa nettamente in due, come ci fosse un muro - ha aggiunto - una parte centro-orientale con una grande circolazione del virus e una parte centro-occidentale dove il virus circola in maniera più controllata. L’Italia si colloca molto bene ma ci troviamo in crisi dove le coperture vaccinali sono basse. Una risposta diversa comporta risultati diversi sia in termini di incidenza che di mortalità. La prevenzione, poi, è un paradosso: quando si raggiungono i risultati si tendono a rimuovere tutte quelle cose che hanno determinato il raggiungimento di quei risultati. La sanità pubblica se funziona bene non si vede, importante è che quando supereremo questa situazione bisogna mantenere le infrastrutture che lo hanno permesso».

  • Mattarella firma il Piano nazionale di ripresa e resilienza

    Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato stamane il decreto recante disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano Nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose.

  • Trieste, il questore avverte i no green pass: «Non violate le prescrizioni o rischiate l’arresto»

    «Nel caso in cui - durante il corteo del Coordinamento no green pass previsto oggi pomeriggio a Trieste - non siano rispettate tutte le prescrizioni dell’autorità di pubblica sicurezza, verranno valutate le singole posizioni degli organizzatori e dei manifestanti in relazione alla previsione dell’articolo 18 comma 5 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (“I contravventori al divieto o alla prescrizione dell’autorità sono puniti con l’arresto fino a un anno e con l’ammenda da euro 206 a euro 413. Non è punibile chi, prima dell’ingiunzione dell’autorità o per obbedire ad essa, si ritira dalla riunione”). Lo scrive in una nota la questura di Trieste. Il corteo che si terrà oggi pomeriggio nel centro cittadino «dovrà svolgersi in osservanza delle prescrizioni emesse dal questore di Trieste, in attuazione delle determinazioni assunte in sede di comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica».

  • No green pass in piazza a Milano, Torino e Trieste

    Due manifestazioni sono in programma per oggi nel centro storico di Torino, una di attivisti anarchici contro le politiche migratorie e l’altra di No Green Pass, che scenderanno in piazza anche a Milano e Trieste. A Torino la Digos ha notificato ieri sera 24 fogli di via ad italiani e stranieri che, dopo aver preso parte al maxi rave dei giorni scorsi, si apprestavano a partecipare alla manifestazione degli anarchici. A Milano i No Pass, dopo un braccio di ferro con le autorità sul percorso, hanno annunciato che non rispetteranno le prescrizioni. A Trieste ridotti percorso e durata del corteo.

  • Russia, nuovo record di contagi e 1188 nelle ultime 24 ore

    Sempre più drammatica la situazione epidemiologica in Russia. Nelle ultime 24 ore si sono registrati 41335 contagi nel Paese, il numero più alto da inizio pandemia, mentre i decessi sono rimasti oltre la soglia delle mille unità: 1188 per la precisione. Il Paese è reduce da una settimana di lockdown. Alcune regioni lo estenderanno mentre altre sono pronte ad allentare le restrizioni. Nonostante il Paese sia stato uno dei precursori nello sviluppo di un vaccino, lo Sputnik, il tasso di immunizzazione (34% della popolazione con almeno due dosi) resta basso e nella popolazione è alta la riluttanza a farsi vaccinare.

  • Covid, il segretario di Stato Usa Blinken chiama a raccolta i ministri degli esteri

    Si terrà mercoledì prossimo 10 novembre la riunione virtuale dei ministri degli Esteri di vari Paesi per discutere delle diseguaglianze nella distribuzione dei vaccini, convocata dal segretario di Stato americano Antony Blinken. In un tweet lo stesso Blinken ha scritto: «Venti mesi dopo la dichiarazione della pandemia di Covid da parte dell’Oms e nonostante i progressi nella vaccinazione in tutto il mondo, non siamo ancora dove dovremmo. Per questo sto convocando una riunione ministeriale sul Covid il 10 novembre per far avanzare la nostra ripresa globale e ricostruire meglio per prevenire future minacce sanitarie. La sicurezza sanitaria è sicurezza nazionale».

  • Europa nel pieno della quarta ondata

    Il Vecchio continente è nel pieno della quarta ondata di contagi da Covid 19. Nonostante gli alti livelli di vaccinazione si registra un’impennata di nuovi casi in Germania dove l’obiettivo è vaccinare i circa 16 milioni di tedeschi che finora hanno rifiutato l’immunizzazione. Nel Regno Unito, un recente studio dell’Imperial College, si è raggiunto il record di contagi a ottobre. Oltre alla campagna per la terza dose di vaccino anti-Covid per i soggetti vulnerabili il Paese ha lanciato, dal mese scorso, la più imponente campagna di vaccinazione antinfluenzale di sempre dato che la risalita dei casi Covid è andata di pari passo a una ripresa dei casi di influenza. In risalita i casi anche in Francia dove torna l’obbligo mascherine a scuola. Il Paese è riuscito a tenere bassi i contagi anche con l’istituzione del green pass che però è meno stringente che in Italia. Relativamente tranquilla infine la situazione in Spagna e Portogallo.

    Figliuolo: "87,7% degli italiani ha copertura contro Covid"
  • Bankitalia e Enpam, borse di studio per i figli dei medici deceduti per Covid

    Aderendo a un'iniziativa promossa dalla Banca d’Italia, l'Enpam, l'Ente previdenziale di medici e odontoiatri, ha istituito il “Fondo di solidarietà Covid-19 - Banca d’Italia / Fondazione Enpam” per finanziare borse di studio a beneficio dei figli di tutti i medici deceduti a causa del Covid-19. Oltre alle borse di studio, il fondo erogherà anche assegni di mantenimento per coniugi e figli in acclarato disagio economico o stato di bisogno. L'iniziativa si iscrive nell'ambito dei contributi concessi dalla Banca d'Italia agli enti e alle strutture ospedaliere direttamente impegnati nella gestione dell'emergenza da Covid-19. Il Fondo di solidarietà è stato costituito con il contributo da parte dell'Istituto di Palazzo Koch e sarà gestito dall'Enpam. «Ringraziamo Banca d'Italia per la sensibilità dimostrata. Sostenere chi resta è il miglior modo per onorare chi ha sacrificato la propria vita per curare gli altri», dice il presidente dell'Enpam Alberto Oliveti. A oggi purtroppo sono 365 i camici bianchi deceduti dopo aver contratto il Covid-19. Banca d’Italia e Fondazione Enpam intendono onorare la memoria di tutti questi medici e dentisti, attraverso un gesto concreto di riconoscenza destinato alle loro famiglie per sostenerle nella formazione scolastica e universitaria dei figli. Il valore annuo lordo delle borse di studio sarà pari a: 500 euro per la scuola primaria, 700 per la secondaria inferiore, 1.000 per la secondaria superiore e 1.500 per università ed equiparate.

  • Magrini (Aifa): «Inutili i test sierologici di massa»

    «Un calo dell'immunità è atteso per ogni vaccino, inclusi quelli per il Covid-19, dopo i primi 4-6 mesi. I dati disponibili mostrano che la protezione nei confronti di una malattia grave, ospedalizzazione o morte persiste stabilmente fino ad almeno 6 mesi dal completamento di un ciclo primario, mentre nei confronti delle forme leggere o moderate sembra ridursi con il passare dei mesi». Lo dice al Corriere della Sera Nicola Magrini, direttore dell'Agenzia italiana del Farmaco (Aifa), che aggiunge: «l'efficacia vaccinale nel prevenire qualsiasi diagnosi sintomatica o asintomatica di Covid-19 nelle persone completamente vaccinate è diminuita passando dal 89%, durante la fase epidemica con la variante alfa prevalente, al 76% durante la fase con la variante delta prevalente. Rimane sempre molto elevata l'efficacia vaccinale nel prevenire l'ospedalizzazione (92%), il ricovero in terapia intensiva (95%) o il decesso (91%) anche con la attuale variante delta. Ecco perché abbiamo deciso di somministrare una dose booster, di richiamo, a partire dalle categorie a rischio, dopo sei mesi». La maggiore incidenza dei casi si osserva in persone non vaccinate per le quali l'incidenza di ospedalizzazione è circa sette volte più alta rispetto ai vaccinati con ciclo completo. Il tasso di ricoveri in terapia intensiva dei non vaccinati è ben sette volte più alto di quello dei vaccinati, mentre il tasso di decesso tra gli over 80, nell'ultimo mese, è circa undici volte più alto nei non vaccinati». Ma del test sierologico di massa, proposto dal presidente del Veneto Luca Zaia, dice: «Al momento non esistono valori-soglia per test sierologici in grado di dirci se, in che misura e per quanto tempo un individuo può considerarsi protetto. Inoltre, il semplice dosaggio anticorpale è indicativo di una sola componente della risposta immunologica che è molto più complessa e riguarda anche le cellule di memoria».

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