Attualità

Coronavirus ultime notizie. Johnson & Johnson, Aifa: vaccino sicuro ma potrebbero esserci limitazioni. Draghi a Cts: protocolli meno rigidi per ripartire

News in breve del 13 aprile

A Londra i pub riaprono, la prima pinta dopo le lunghe chiusure
  • Napoli, effettuate 4.132 vaccinazioni

    Sono 4.132 le somministrazioni di vaccino anti Covid complessivamente effettuate in giornata a Napoli nei centri vaccinali della Asl Napoli 1 Centro e dai medici di medicina generale nei rispettivi studi medici o a domicilio. Nei centri vaccinali della Mostra d’Oltremare, della Stazione Marittima e della Fagianeria nel Bosco di Capodimonte erano convocati oggi 4.818 cittadini, 3.423 dei quali si sono presentati e hanno ricevuto la somministrazione: di questi, 25 erano ultraottantenni che hanno ricevuto la seconda dose e 3.398 cittadini della fascia d'età 70-79 anni. Sono 709 le dosi somministrate dai medici di base. Nella giornata è rimasto chiuso il centro vaccinale allestito all’interno del Museo Madre, nel centro storico.

  • Olanda, non si allenta il lockdown: è troppo presto

    Il governo olandese ha presentato una tabella di marcia per allentare le misure di blocco legate al coronavirus, ma il primo ministro Mark Rutte ha sottolineato che è ancora troppo presto per agire in quel senso. In una conferenza stampa tv, ha detto che gli ospedali sono affollati di pazienti con Covid-19 come lo erano durante la prima ondata l’anno scorso e che sarebbe irresponsabile allentare il blocco ora. Il governo aveva precedentemente affermato di sperare che il primo allentamento potesse iniziare il 21 aprile. «La realtà è che la fine è in vista, che la società può riaprire di nuovo in modo responsabile. Faremo il primo passo quando sarà passato il picco della terza ondata», ha detto.

  • Spagna, il 16,7% vaccinato con una dose e il 6,6% con due

    Il 16,7% della popolazione della Spagna (7,9 milioni) ha ricevuto una dose di un vaccino contro il covid, mentre il 6,6% (3,1 milioni) ne ha già avute due, secondo l’ultimo aggiornamento del ministero della Sanità. Nella categoria delle persone di più di 80 anni, il 95,6% ha avuto una dose, mentre il 52,5% è vaccinato completamente. Nelle ultime 24 ore sono state somministrate 288.660 dosi. Tra venerdì e domenica, ne sono state iniettate 553.172. Il governo spagnolo era in attesa del primo carico del vaccino di Janssen, 300mila dosi, con arrivo previsto per mercoledì 14 aprile. Ma in seguito alla sospensione precauzionale del lancio di questo preparato in Europa, decisa dall’azienda, il ministero della Sanità spagnolo ha avvisato le regioni che non le riceveranno, secondo diversi media. «Siamo in attesa», aveva detto poco prima la ministra della Sanità, Carolina Darias, aggiungendo che l’Agenzia spagnola del farmaco è in «contatto costante» con l’Ema. Intanto, l’incidenza dei contagi negli ultimi 14 giorni è di 196, mentre lunedì 12 aprile era di 199. Ma nel calcolo odierno non sono stati inclusi i dati dell’Andalusia, in ritardo per problemi tecnici.

  • Magrini (Aifa): J&J altamente sicuro ma sono possibili limitazioni

    «Il vaccino J&J è altamente sicuro con rapporto rischio beneficio chiaramente favorevole come è stato dimostrato dagli studi» ma «ci sono molte similitudini con il vaccino Astrazeneca, le limitazioni sono quindi possibili e ragionevoli e sarà probabilmente la direzione verso la quale ci si muoverà tutti assieme». Lo ha detto il direttore generale dell’Aifa al Tg1, Nicola Magrini alla luce dell’allarme dagli Usa. «I dati parlano di rarissimi eventi, 6 casi su 7 milioni di vaccini, non modifica il rapporto beneficio rischio di questo farmaco è una pausa di grande cautela, forse eccessiva in fase pandemica».

  • Nuove zone rosse in Calabria, firmata l’ordinanza

    Il presidente della Regione Calabria, Nino Spirlì, ha firmato una nuova ordinanza che dispone l’istituzione della «zona rossa» nel Comune di Botricello (provincia di Catanzaro) e nella frazione Fossato Jonico di Montebello Jonico (Reggio Calabria). Il provvedimento sarà in vigore dalle 5 del 14 aprile a tutto il 27 aprile. «Con nota del 13 aprile - riporta l’ordinanza - il dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria ha comunicato che nella frazione di Fossato Jonico del Comune di Montebello Jonico, si è registrata una elevata incidenza di nuovi casi confermati e, attualmente, risultano 31 casi attivi su una popolazione di circa 700 residenti».

  • Speranza: le regioni rispettino il criterio delle fasce d’età. J&J dovrà essere usato

    «Le Regioni devono stare a questa impostazione perchè chi è più anziano rischia di perdere la vita». Lo ha detto A Porta a porta il ministro della Salute Roberto Speranza in riferimento al rispetto del criterio delle fasce d’età per le priorità delle vaccinazioni anti-Covid . Quanto al vaccino Johnson & Johnson, «abbiamo fatto una riunione con i nostri scienziati e l’Aifa e siamo in collegamento con l’Ema: valuteremo nei prossimi giorni, appena Ema e gli Usa ci daranno notizie più definitive, quale sarà la strada migliore ma io penso che anche questo vaccino dovrà essere utilizzato perchè è un vaccino importante».

    Il ministro della Salute Roberto Speranza (Ansa)

  • Ema: valutiamo la situazione di Johnson & Johnson

    Il comitato per la sicurezza dell’Agenzia europea dei medicinali sta indagando «dalla scorsa settimana» su tutte le segnalazioni di eventi embolici nelle persone che hanno ricevuto il vaccino Covid-19 Johnson&Johnson. Lo scrive l’Ema in una nota. «Al momento - prosegue Ema - non è chiaro se esista un'associazione causale». L’Agenzia è in contatto con la Fda statunitense e altri regolatori internazionali e «comunicherà ulteriormente una volta conclusa la valutazione».

  • In Francia 39.113 nuovi casi e 324 morti

    I nuovi casi registrati in giornata in Francia sono 39.113. Il numero di persone nelle unità di terapia intensiva è aumentato di 36 unità, fino al nuovo record annuale di 5.952 ricoverati. La Francia ha anche registrato 324 nuove morti, rispetto alle 385 di lunedì. Il numero totale di nuovi casi, dall’inizio della pandemia, è di a 5,1 milioni. Il bilancio cumulativo dei decessi, invece, è vicino alla soglia dei 100mila morti. La Francia spera che un’intensificazione della sua campagna di vaccinazione, combinata con le chiusure, la aiuterà a riprendere il controllo sull’ultima epidemia, alimentata da varianti del nuovo coronavirus.

  • Piemonte, 22.754 di vaccino somministrate in giornata

    Sono 22.754 le persone che hanno ricevuto il vaccino contro il Covid comunicate all’Unità di Crisi della Regione Piemonte (dato delle ore 18.30 di martedì 13 aprile). A 3.189 è stata somministrata la seconda dose. 6.767 gli over80 e 8.915 i settantenni (di cui 1.881 vaccinati dai propri medici di famiglia). Dall’inizio della campagna si è quindi proceduto all’inoculazione di 1.082.343 dosi (di cui 356.760 come seconde), corrispondenti all’87,3% di 1.239.440 finora disponibili per il Piemonte. Lo comunica la Regione.

  • La Francia sospende i voli dal Brasile per la variante P.1

    La Francia ha sospeso tutti i voli dal Brasile a causa dei crescenti timori per la variante particolarmente contagiosa del coronavirus che ha travolto il paese sudamericano.
    Il primo ministro Jean Castex ha annunciato la decisione in Parlamento. «Notiamo che la situazione sta peggiorando e quindi abbiamo deciso di sospendere tutti i voli tra il Brasile e la Francia fino a nuovo avviso», ha detto Castex. Per quanto nel Paese si siano riscontrati pochi casi ascrivibili alla cosiddetta variante P.1 che ha colpito il Brasile, le devastazioni che sta causando nella più grande nazione dell’America Latina hanno messo in allarme Parigi.

    (Reuters)


  • Argentina, gli esperti chiedono misure stringenti al governo

    I medici specialisti consiglieri del governo argentino hanno suggerito all’esecutivo di Alberto Fernandez di intensificare le restrizioni per mitigare la seconda ondata del coronavirus che sta vivendo il Paese, proponendo, tra le misure, di sospendere le attività dalle ore 18 se dovesse essere necessario, rafforzare i controlli nei trasporti pubblici e rinviare gli interventi chirurgici non urgenti. Lo riporta l’agenzia di stampa statale Telam.

    Buenos Aires: una ragazza alla fermata dell’autobus (Ap)

    «Chiediamo di seguire le restrizioni attive ora perché, altrimenti, sicuramente ce ne saranno di più dure come sospendere tutto dalle ore 18», ha dichiarato l’infettivologo Tomás Orduna all’emittente radio El Destape. Luis Cámera, un medico membro del comitato che consiglia il presidente Alberto Fernández, ha affermato che è necessario «monitorare il movimento delle persone, l’uso massiccio delle mascherine in modo permanente, controllare le feste» e «migliorare la gestione del trasporto pubblico, perché ci sono momenti in cui diventa complicato».

  • J&J, Commissione Ue chiede chiarimenti

    La Commissione Europea sta cercando di ottenere dei chiarimenti da Johnson & Johnson circa il suo annuncio “del tutto inatteso” su un ritardo nelle consegne alle Ue dei suoi vaccini contro il covid dopo che sono emersi casi di trombosi negli Usa e che la Fda ha sospeso le vaccinazioni nel paese. Venerdì J&J aveva confermato l'intenzione di consegnare 55 milioni di dosi alla Ue entro la fine di giugno ma l'annuncio odierno sembra rimettere tutto in discussione. “La commissione europea è in contatto con l'azienda” ha detto un funzionario Ue alla Reuters per ricevere chiarimenti sulla decisione. Un portavoce della commissione ha dichiarato da parte sua che la questione è sotto esame ma ha non fornito ulteriori commenti.

  • Ristoratori bloccano la A1: «Vogliamo riaprire»

    Un gruppo di ristoratori, sotto la sigla 'Tutela Nazionale Imprese', ha bloccato il traffico invadendo la carreggiata all'altezza dell'austostrada Orte (direzione nord), sulla A1. I manifestanti chiedono la “riapertura delle attività” contro le limitazioni previste dalle misure anti-Covid lamentando le “difficoltà che il settore sta vivendo”. I manifestanti protestano camminando tra le auto in coda ferme a causa del sit-in improvvisato. Tra gli slogan urlati: “Libertà contro la dittatura”.

  • J&J, dosi consegnate ma rinviamo lancio vaccino in Europa

    La Johnson & Johnson, che ha consegnato oggi le sue dosi di vaccino anti-Covid anche in Europa, precisa di aver deciso di “ritardare il lancio” del proprio siero nel vecchio continente, “in un'ottica di trasparenza e in attesa delle valutazioni delle autorità sanitarie europee”. Lo precisa la stessa azienda farmaceutica dopo la sospensione, da parte dalle autorità americane, delle somministrazioni del vaccino in seguito a sei casi di reazioni rare legate alla formazione di coaguli di sangue, tra cui un decesso.

  • Regioni: rivedere parametri e considerare cifre vaccinazioni

    Un gruppo di coordinamento delle Regioni sta lavorando ad una proposta per la revisione o aggiornamento dei parametri sulla valutazione del rischio epidemiologico attualmente in vigore. Tra le ipotesi c'è quella di inserire, tra i parametri, il numero di somministrazioni effettuate nelle singole Regioni. La prima bozza di un documento potrebbe essere presentata giovedì prossimo al Governo per un primo confronto alla Conferenza Stato-Regioni, quando dovrebbero anche essere anche presentate le linee guida sulla riapertura di attività economiche, condizionate proprio al miglioramento dei dati e alla luce di una revisione dei parametri.

    Vaccini in tempo reale

  • Vaccini: in Italia oltre 4 milioni immunizzati con 2 dosi

    In Italia sono stati superati i 4 milioni di cittadini immunizzati con due dosi contro il Covid, secondo i dati sul sito del governo. All'ultimo aggiornamento delle 17.10 sono esattamente 4.018.236.

    Vaccino, le dosi giornaliere somministrate in Italia

    Il numero di dosi somministrate che vengono comunicate quotidianamente sulla base delle segnalazioni delle regioni. Il numero di vaccinati sull'ultimo giorno potrebbe essere parziale, viene aggiornato più volte durante la giornata

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  • J&J, per fine settembre erano attese nella Ue 170 mln di dosi

    Sono 170 milioni le dosi del vaccino Johnson & Johnson che erano attese nell'Unione europea entro la fine di settembre, secondo quanto annunciato nei giorni scorsi dal commissari Ue all'Industria, Thierry Breton. Con la sospensione delle consegne decisa dall'azienda Usa, dopo lo stop precauzionale imposto da Cdc e Fda statunitensi al vaccino, non è chiaro al momento come questo impatterà sulla campagna vaccinale in Europa. Secondo le previsioni, l'azienda avrebbe dovuto consegnare almeno 50 milioni di dosi all'Europa entro la fine di giugno, e altre 120 milioni di dosi tra luglio e settembre. Queste consegne fanno parte del contratto da 200 milioni di dosi stipulato tra l'azienda Usa e la Commissione europea ad ottobre dello scorso anno. In base all'accordo, gli stati membri potranno acquistare ulteriori 200 milioni di dosi del vaccino J&J. Secondo la strategia europea, i vaccini acquistati dalla Commissione Ue vengono distribuiti ai vari stati membri in base alla popolazione. Nel complesso, secondo i dati pubblicati sul sito della Commissione, la Ue si è finora assicurata 2,6 miliardi di dosi di vaccino, così suddivise: 600 milioni di Pfzier-BionTech; 460 milioni Moderna; 405 milioni Astrazeneca; 400 milioni Johnson & Johnson. Per i vaccini che ancora non sono disponibili, sono previste 405 milioni di dosi di Curevac e 300 milioni di dosi di Sanofi-Gsk.

  • Regioni: riaprire ristoranti all'aperto anche di sera

    Riaprire in sicurezza ristoranti a pranzo e a cena sfruttando gli spazi all'aperto. E' questa l'ipotesi contenuta nella bozza delle linee guida sulle riaperture, che le Regioni - a quanto si apprende - sottoporranno giovedì al Governo alla Conferenza Stato-Regioni e che confermano le misure di protezione già in atto. Secondo il documento - che aggiorna le linee allegate al Dpcm di marzo - tali indicazioni dovranno essere compatibili col miglioramento dei dati, anche alla luce di una revisione dei parametri di valutazione. Parallelamente, si prevede anche una regolazione della ripartenza di palestre, cinema, teatri e musei.

  • Giorgetti: riaperture forse in Cdm la prossima settimana

    “La decisione sulle riaperture sarà presa probabilmente la prossima settimana dal Consiglio dei ministri”. Così il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, durante l'incontro al Mise con i rappresentanti di Fipe-Confcommercio, ricevuti dopo l'assemblea straordinaria organizzata in piazza San Silvestro a Roma in collegamento con 21 piazza d'Italia. Il ministro, pur precisando che non è possibile indicare con certezza una data per le riaperture, ha però sottolineato che gli indicatori stanno migliorando e che “presumibilmente maggio sarà un mese di riaperture”.

  • AstraZeneca: Aifa aggiorna medici, vigilare su segni

    Gli operatori sanitari “devono vigilare su segni e sintomi di tromboembolia e/o trombocitopenia e informare di conseguenza i vaccinati”. Lo afferma l'Aifa nella “Nota Informativa Importante” sul vaccino anti-Covid di AstraZeneca VAXZEVRIA, pubblicata a seguito della procedura condotta a livello europeo. La Nota aggiorna gli operatori sanitari sui punti emersi dalla valutazione del vaccino. Una relazione causale tra la vaccinazione con Vaxzevria e l'insorgenza di trombosi in combinazione con trombocitopenia, afferma Aifa, è considerata “plausibile”.

  • Casa Bianca: stop a J&J “non avrà impatto” su campagna vaccinazione Usa

    Jeff Zients, coordinatore della lotta al Covid-19 della Casa Bianca, ha assicurato che la sospensione del vaccino Johnson & Johnson non “avrà un impatto importante” sulla campagna di vaccinazione negli Stati Uniti. Zients ha spiegato che “il vaccino di Johnson & Johnson rappresenta meno del 5% delle dosi somministrate negli Stati Uniti, al momento”, e che “gli Stati Uniti si sono assicurati dosi sufficienti di vaccini Pfizer e Moderna per 300 milioni di americani”. Il coordinatore della campagna di vaccinazione ha spiegato che nelle ultime settimane sono state rese disponibili più di 25 milioni di dosi di Pfizer e Moderna ogni settimana, e che questa settimana ci sarà un aumento fino a 28 milioni di dosi, “un numero sufficiente per assicurare l'attuale ritmo di 3 milioni di dosi al giorno”. Zients ha assicurato che gli appuntamenti per ricevere il vaccino J&J saranno riprogrammati rapidamente con gli altri vaccini disponibili.

    REUTERS

  • J&J ritarderà lancio vaccino in Europa dopo stop Fda negli Usa

    Johnson & Johnson ha annunciato la decisione “di ritardare in modo proattivo” il lancio del suo vaccino contro il covid in Europa alla luce della decisione della Fda di sospendere l'utilizzo del preparato del gruppo negli Stati Uniti dopo che sono stati riportati alcuni casi di trombosi. In un comunicato il gruppo americano indica che sta esaminando questi casi con le autorità sanitarie europee” e che sta lavorando “a stretto contatto con esperti medici e autorità sanitarie”. J&J aggiunge inoltre di sostenere “fortemente la comunicazione aperta di queste informazioni agli operatori sanitari e al pubblico”.

    Leggi anche: Stop a J&J dopo AstraZeneca, qual è il problema dei vaccini a vettore virale?

  • J&J sospeso a New York. E Washington annulla appuntamenti

    Dopo l'indicazione delle autorità federali statunitensi che hanno raccomandato di sospendere il vaccino Johnson&Johnson, molti stati Usa si stanno adeguando. A New York tutti gli appuntamenti già programmati per il vaccino monodose sono stati confermati ma ad essere somministrato sarà il vaccino Pfizer. Mentre nel District of Columbia, dove si trova la capitale federale Washington, gli appuntamenti per il vaccino Johnson&Johnson sono stati tutti cancellati in attesa di essere riprogrammati.

  • Arrivate in Italia 184mila dosi di J&J

    Sono 184mila le dosi del vaccino Janssen della Johnson & Johnson arrivate in Italia che nel pomeriggio saranno all'hub nazionale della Difesa di Pratica di Mare. Si tratta del primo lotto del vaccino statunitense che giunge in Italia. Lo fa sapere la struttura del commissario straordinario all'emergenza coronavirus Francesco Paolo Figliuolo. Nella tarda serata di ieri sono state inoltre consegnate circa 175mila dosi di vaccino Vaxzevria. I due arrivi sono parte dei 4,2 milioni di dosi che giungeranno in Italia nel periodo 15-22 aprile, che, assieme a quelle nelle disponibilità delle Regioni, contribuiranno in modo significativo al raggiungimento del target della campagna a livello nazionale. L'arrivo e lo stoccaggio dei vaccini presso l'hub nazionale di Pratica di Mare è gestito dal Comando operativo di vertice interforze nell'ambito dell'operazione Eos. Il vaccino Janssen è il quarto approvato dalle autorità sanitarie nazionali, dopo Pfizer, Moderna e Vaxzevria.

  • Johnson & Johnson, alle 16 riunione ministero Salute italiano

    È stata convocata per le 16, secondo quanto si apprende, una riunione al ministero della Salute a Roma per fare il punto insieme all'Agenzia del farmaco dopo la frenata negli Stati Uniti al vaccino anti Covid Johnson & Johnson. Proprio oggi è previsto l'arrivo in Italia delle prime 184mila dosi del vaccino, attesissimo anche perché monodose.

  • Merkel, situazione seria, la stretta è urgente

    «Il freno di emergenza federale è tardivo perché la situazione è seria e noi tutti dobbiamo prenderla sul serio». Lo lo ha detto la cancelliera Angela Merkel, in una breve dichiarazione alla stampa, dopo il consiglio dei ministri a Berlino. Ciononostante la decisione è «tanto importante quanto urgente» ha proseguito.

    AP

  • Zaia: «In settimana over 80 tutti vaccinati»

    «Se non ci sono forze contrarie, noi questa settimana chiudiamo con gli over 80, alcune realtà, come quella di Vicenza chiuderanno già giovedì 15». Lo ha assicurato il presidente del Veneto Luca Zaia oggi nel corso del punto stampa, sottolineando che «degli over 80 oggi abbiamo già vaccinato l'84,8%, almeno con una dose, ce ne restano da vaccinare 56.115 che chiuderemo entro domenica», ha spiegato Zaia sottolineando che «in questo modo potremo aggredire subito dopo con la classe dei 70-79 anni della quale ad oggi ci manca il 57% da vaccinare. Quindi, prima dell'estate chiuderemo con tutti i 60enni. Ma se avessimo vaccini a sufficienza -ha spiegato Zaia- potremmo arrivarci anche per metà maggio».

  • L'Alto Adige spinge per tornare in zona gialla

    L'Alto Adige insiste per tornare in zona gialla dalla seconda metà di aprile. «Non siamo quelli che vogliono riaprire e basta, ma siamo quelli che vogliono farlo in sicurezza», ha detto il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, al termine della seduta di giunta che ha ribadito la richiesta al governo di poter applicare le misure della zona gialla. «Lo chiediamo sulla base della situazione epidemiologica e di quella vaccinale - ha sottolineato ancora il presidente altoatesino - siamo tra le regioni più avanti nella vaccinazione degli ultraottantenni, stiamo vaccinando le persone con più di 70 anni e già stiamo invitando quelle con più di 65 anni».

  • Boris Johnson, «Con riaperture in Uk contagi e morti torneranno a salire»

    Con il progressivo sblocco delle restrizioni anti-Covid nel Regno Unito è inevitabile che il numero dei contagi e dei morti ricomincerà a crescere, nonostante i risultati ottenuti grazie alla campagna di vaccinazioni. Lo ha sottolineato il primo ministro britannico, Boris Johnson, citato dai media locali. «Il grosso del lavoro per ridurre il contagio è stato fatto con il lockdown - ha detto Johnson - Quindi, con lo sblocco il risultato sarà inevitabilmente che vedremo più infezioni e purtroppo vedremo più ricoveri e morti».

    Il primo ministro britannico Boris Johnson. (UK Parliament/Jessica Taylor)

  • Sei casi di trombosi: Usa fermano vaccinazioni Johnson & Johnson

    Dopo sei rare forme di trombosi sviluppate da donne le autorità statunitensi sono orientate a fermare la somministrazione del vaccino Johnson & Johnson. Ad annunciarlo il New York Times, che sottolinea come la Food and Drug Administration e i Centers for Disease Control smetteranno di usare il vaccino nei siti federali e solleciteranno gli Stati a fare altrettanto in attesa delle indagini che seguiranno sulla sua affidabilità e sicurezza. Lo stop alla somministrazione si è imposto dopo che in sei individui vaccinati si è sviluppata una rara patologia che ha provocato l'insorgenza di coaguli di sangue nelle due settimane successive alla vaccinazione.

  • Zingaretti, «Al via dal 19 hub vaccinale Valmontone, sarà il più grande drive in d'Italia»

    Al via dal 19 aprile il nuovo hub vaccinale di Valmontone, inaugurato questa mattina tra gli altri dal presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti e l'assessore alla Sanità Alessio D'Amato. “Sarà il più grande drive in per i vaccini anti-covid d'Italia”, ha commentato Zingaretti e ha aggiunto: “Questo è il modo di tornare a vivere, altre alternative non esistono”. “Le tante proteste di attenzione sono condivisibili ma la risposta è andare avanti con la campagna vaccinale”. Rivolgendosi “a tutti gli imprenditori, disoccupati, proprietari di bar ed ambulanti d'Italia che si stanno mobilitando” ha affermato: “bisogna costruire le premesse per riprendere ad aprire e non richiudere più per colpa del covid”. Zingaretti ha riferito di essere “orgoglioso per ciò che avviene nella nostra regione” ed annunciato il veloce traguardo di “oltre 2mila prenotazioni di 60enni e 61enni. Noi andremo avanti con il timone fermo sulle classi di età. Orientamento preso dal primo momento” perché il “covid è un pericolo per tutt ma per alcuni più grave”. Nel mese di marzo “il 60% dei decessi è stato di over 80 - ha concluso - Sicuramente questa estate avremo un crollo delle vittime”, grazie alla campagna vaccinale. Presenti all'inaugurazione anche Giorgio Giulio Santonocito Direttore Generale della Asl Roma 5, Alberto Latini Sindaco di Valmontone, Giuseppe Colombo, Head of Real Estate Italia DWS (Proprietà di Valmontone Outlet) e Carlo Maffioli, Presidente Promos (Società di Gestione e commercializzazione di Valmontone Outlet).

  • Vaccini: Inail, arrivano indicazioni per luoghi di lavoro

    Pubblicate le indicazioni per le vaccinazioni anti-Covid nei luoghi di lavoro, dopo il protocollo. Il documento, elaborato dall'Inail insieme ai ministeri del Lavoro e della Salute, alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e alla struttura commissariale, chiarisce i requisiti e la procedura per l'attivazione dei punti vaccinali territoriali destinati alle lavoratrici e ai lavoratori. Dal fatto che l'istituzione nelle imprese dovrà sempre garantire i requisiti di efficacia, efficienza e sicurezza, all'organizzazione dell'attività, dal programmare anche la seconda dose al corso per la formazione del personale sanitario.

    Ai fini della istituzione dei punti vaccinali territoriali e della realizzazione della campagna vaccinale nei luoghi di lavoro, sono sei i punti indicati che costituiscono “presupposti imprescindibili”: la disponibilità di vaccini; la disponibilità dell'azienda; la presenza/disponibilità del medico competente o di personale sanitario; la sussistenza delle condizioni di sicurezza per la somministrazione di vaccini; l'adesione volontaria ed informata da parte delle lavoratrici e dei lavoratori; la tutela della loro privacy e la prevenzione di ogni forma di discriminazione. Nella pubblicazione, allegata ad una circolare interministeriale del 12 aprile, è precisato che l'istituzione dei punti vaccinali nelle imprese “dovrà garantire tutti i requisiti di efficacia, efficienza e sicurezza” previsti per tutti i cittadini in ogni contesto della campagna di vaccinazione anti-Covid. Per assicurare “tempestività, efficacia e livello di adesione”, gli spazi destinati alla somministrazione dei vaccini in azienda, compresi quelli allestiti presso punti vaccinali territoriali approntati dalle associazioni di categoria di riferimento, potranno essere utilizzati per la vaccinazione di lavoratori appartenenti anche ad altre imprese, come quelli che “prestano stabilmente servizio” presso l'azienda utilizzatrice. La vaccinazione nel luogo di lavoro rappresenta, comunque, viene rimarcato, “un'opportunità aggiuntiva rispetto alle modalità ordinarie” dell'offerta vaccinale che “sono e saranno sempre garantite, nel rispetto delle tempistiche dettate dal piano nazionale di vaccinazione, qualora il lavoratore non intenda aderire alla vaccinazione in azienda”. Per quanto riguarda l'organizzazione dell'attività, si va dalle modalità di adesione delle imprese all'iniziativa, che deve essere comunicata all'azienda sanitaria di riferimento, agli oneri, che sono a carico del datore di lavoro o delle rispettive associazioni di categoria, a eccezione dei vaccini, dei dispositivi per la somministrazione (siringhe/aghi), e degli strumenti formativi e per la registrazione delle vaccinazioni. Oltre ad una serie di requisiti preliminari, la vaccinazione in azienda deve prevedere la presenza dei materiali, delle attrezzature e dei farmaci necessari allo svolgimento in sicurezza delle attività, e di strumenti informatici che permettano la registrazione dell'avvenuta inoculazione del vaccino, secondo le modalità fissate a livello regionale. L'impresa è tenuta a programmare anche la somministrazione della seconda dose, quando prevista, secondo le modalità e tempistiche di ciascun vaccino. La registrazione deve essere effettuata subito dopo la somministrazione, durante il periodo di osservazione post-vaccinazione della durata di almeno 15 minuti. Per intervenire immediatamente nel caso di reazioni avverse a rapida insorgenza, che dovranno essere registrate utilizzando le modalità di segnalazione previste dalla Regione o Provincia autonoma di riferimento, è necessario prevedere la presenza di risorse in grado di gestirle. Viene raccomandato, in ogni caso, di indirizzare eventuali soggetti a rischio all'azienda sanitaria competente, in modo che possano essere vaccinati in ambiente protetto. Inoltre, per la formazione del personale coinvolto nelle operazioni di vaccinazione, sulla piattaforma dell'Istituto superiore di sanità dedicata alla formazione a distanza in salute pubblica (Eduiss) è disponibile il corso “Campagna vaccinale Covid-19: la somministrazione in sicurezza del vaccino anti Sars-Cov- 2/Covid-19”, che sarà integrato con un modulo specifico per la vaccinazione nei luoghi di lavoro, curato dall'Inail in collaborazione con l'Iss.

  • Uno su 10 non recupera olfatto e gusto, si studia terapia

    In molti pazienti l'infezione da Covid-19 causa la perdita dell'olfatto e del gusto. E dopo la guarigione uno su dieci continua a non sentire odori e sapori. Soffrire di anosmia (deficit di olfatto) e ageusia (deficit di gusto) può incidere profondamente sulla qualità della vita, ma un'innovativa terapia anti-neuroinfiammazione, in grado di agire sul controllo delle alterazioni del sistema nervoso, promette di far recuperare totalmente le funzioni in pochi mesi. I primi risultati emergono da uno studio condotto, con l'arruolamento di un centinaio di pazienti, dal team di Arianna Di Stadio, coordinatore di Ricerca in Otorinolaringoiatria e Docente di Neuroscienze all'Università di Perugia, nonchè ricercatore onorario al dipartimento Neuroscienze della Quenn Square Neurology UCL di Londra. Lo studio è stato avviato a novembre 2020.

    “Lo studio parte dall'ipotesi che la causa della perdita dell'olfatto interessi il sistema nervoso centrale. Ipotesi confermata dai risultati stessi del lavoro e da altri precedenti studi scientifici, che superano la teoria dell'ostruzione periferica - spiega Di Stadio -. Il virus determina dunque un'infezione e infiammazione dell'encefalo che, alterando i processi di trasmissione del segnale, produce ripercussioni totali o parziali sull'olfatto con il rischio che, una volta atrofizzata la struttura (il bulbo olfattivo), l'anosmia diventi irrecuperabile. L'encefalo tende a riparare i danni autonomamente nell'arco di uno/due anni, ma questo potrebbe non avvenire. Per questo motivo è importante intervenire quanto prima, sottoponendosi a trattamenti in grado di restituire la capacità di odorare e gustare entro pochi mesi dalla manifestazione del disturbo”. Lo studio è attualmente condotto all'ospedale Fano ma nuovi centri in Italia sono in via di arruolamento (Roma e Cagliari) per implementare il numero dei pazienti e offrire una copertura più vasta sul territorio nazionale per il trattamento di questo problema.

  • Covid, Mattarella: «Ciascuno di noi dipende da tutti gli altri»

    Il contributo dell'Università Cattolica del Sacro Cuore si è “espresso e continua a esprimersi con specifici caratteri e valori” legati “alla vita della nostra comunità nazionale. Si avverte questo senso di comunità che il nostro Paese ha visto ribadito nella sua fondamentale importanza con forza durante la pandemia che ci ha ricordato come ciascuno di noi dipenda da tutti gli altri”. Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in collegamento dal Palazzo del Quirinale, all'inaugurazione del Centenario dell'anno accademico dell'Università Cattolica del Sacro Cuore.

  • Burioni: «Riaprire subito bar, ristoranti e teatri all'aria aperta»

    “I dati indicano che il contagio all'esterno è molto raro. Perché, con l'arrivo della bella stagione, non riaprire subito bar, ristoranti e pure teatri all'esterno, non lesinando autorizzazioni?”. Lo scrive su Twitter Roberto Burioni, virologo dell'università Vita-Salute San Raffaele di Milano. “A me - sottolinea - non dispiacerebbe cenare fuori o assistere a un concerto con il cappotto!”


  • Accordo Spallanzani-Gamaleya, studio con Sputnik su varianti e mix vaccini

    Gli scienziati russi che hanno sviluppato il vaccino anti-Covid Sputnik V saranno a Roma, all'Inmi Spallanzani, per l'avvio della collaborazione sulla sperimentazione dell'efficacia del prodotto rispetto alle varianti di Sars-CoV-2 e sulla possibilità di usarlo nelle seconde dosi dopo la prima con un vaccino diverso. Lo prevede il memorandum tra l'Istituto Gamaleya di Mosca, lo Spallanzani e il Fondo sovrano russo d'investimento, firmato questa mattina. Oltre alla visita dei ricercatori, il Gamaleya invierà presto le dosi e il materiale biologico. “La Regione Lazio e lo Spallanzani sottoscrivono questo accordo tecnico-scientifico - ha spiegato il direttore sanitario dello Spallanzani, Francesco Vaia, in un incontro con i giornalisti davanti alla fontana dell'Istituto - che darà il via finalmente alle sperimentazioni con e su Sputnik”. L'accordo prevede appunto la verifica del vaccino russo sulle varianti virali e l'uso di altri vaccini (tra cui Sputnik) dopo la prima dose con AstraZeneca.

  • Covid, ministro Salute Austria si dimette: provato da superlavoro

    Il ministro della Salute austriaco ha annunciato martedì le sue dimissioni, dicendo che non poteva continuare nell'estenuante lavoro di aiutare a guidare la risposta al coronavirus del Paese a causa dei persistenti problemi di salute personale causati dal superlavoro. Rudolf Anschober, 60 anni, è entrato in carica come ministro della Salute da gennaio dello scorso anno, quando il suo partito dei Verdi è diventato il partner minore della coalizione di governo sotto il cancelliere conservatore Sebastian Kurz.

  • Germania: Indice Zew peggiora, scende a 70,7 ad aprile

    Peggiora ad aprile la situazione dell'economia tedesca. Lo segna l'indice Zew, che misura il 'sentiment' sull'economia tedesca, che ad aprile è sceso a 70,7 punti, facendo molto peggio delle stime degli analisti che indicavano un livello di 79,5. In marzo l'indice Zew si era attestato a 76,6 punti.

  • Gb avvia somministrazione dosi a persone tra i 45 e i 49 anni

    Il Regno Unito ha affermato di aver raggiunto l'obiettivo di somministrare almeno una dose di vaccino contro il Covid-19 a tutti gli over 50 e ai gruppi vulnerabili entro metà aprile. Oggi è iniziata la seconda fase della campagna di inoculazione con la somministrazione delle dosi alle persone di età compresa tra i 45 e i 49 anni. Oltre il 60% della popolazione adulta (più di 32 milioni di persone) hanno ricevuto una prima iniezione e quasi il 15% ha ricevuto entrambe le dosi.

  • Allo Spallanzani gli studi su Sputnik, varianti e Astrazeneca

    Saranno due le direttrici dello studio sullo Sputnik per il quale è stato siglato un accordo stamani tra l'istituto Spallanzani è l'Istituto Gamaleya di Mosca. Da una parte si approfondirà l'efficacia del vaccino russo sulle varianti; dall'altra una sperimentazione su 600 volontari già vaccinati con astrazeneca vedrà somministrare loro seconde dosi di altri vaccini, ovvero Pfizer, Moderna e Sputnik. A presentare l'accordo, il direttore sanitario dell'Istituto Spallanzani Francesco Vaia è l'assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D'Amato.

  • Germania, il governo vara misure uniche a livello nazionale

    Il governo di Berlino ha approvato una serie di misure valide a livello federale per contrastare la diffusione del Coronavirus. Tali misure prevarranno sulle disposizioni adottate a livello regionale. Lo rende noto la Dpa.

    Le norme - soprannominate 'freno di emergenza' - includono provvedimenti di coprifuoco notturni a livello locale e chiusura degli esercizi commerciali nel caso di un eccessivo aumento dei numeri dei contagi. La decisione dovrà passare al vaglio del parlamento. La decisione di adottare misure uniche è controversa in un paese dove il sistema federale consente ampio margine decisionale ai singoli stati per gestire i focolai locali della malattia. La Germania affronta una terza ondata pandemica, giudicata da Angela Merkel “forse la peggiore” di tutte.

    Horst Seehofer e Angela Merkel (Reuters)

  • Veneto, 6,8% popolazione ha effettuato il richiamo

    Sono 331.539, pari al 6,8% della popolazione, i cicli vaccinali completati in Veneto, su 1.194.426 di dosi somministrate in totale, pari al 94,4% delle forniture giunte in regione. Il dato emerge dal bollettino vaccinale aggiornato alla mezzanotte. Ad aver ricevuto le prime dosi sono stati 862.887 cittadini, pari al 17,7% della popolazione. La popolazione over 80 coperta con almeno una dose di vaccino è pari all'84,8%. Ieri sono state effettuate 16.049 iniezioni, di cui 7.671 prime dosi e 8.378 richiami. La media settimanale delle vaccinazioni ogni 10 mila abitanti è di 54,7.

  • Russa, 8.173 nuovi casi e 338 vittime

    La Russia ha registrato altri 8.173 nuovi casi di coronavirus e altre 338 vittime, portando il totale di contagi a 4.657.883 e quello di decessi a 103.601.

  • Sileri, isole Covid-free? Ha molto senso quando avremo più vaccini

    “Ad oggi sicuramente no”, perché nel programma vaccinale “ci sono delle priorità” da rispettare “senza deroghe”. Però “nel mese di maggio, quando arriveranno più dosi” di vaccino, “avrà molto senso dal punto di vista medico” pensare a isole Covid-free. Lo spiega ad 'Agorà' su Rai3 Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, convinto che “l'intento di vaccinare nelle piccole isole è medico, protettivo per le popolazioni locali”, e non solo una garanzia per il turismo. “Spesso - sottolinea l'esponente di M5S, medico - nelle isole molto piccole il Servizio sanitario nazionale, sebbene presente, non ha strutture ospedaliere enormi che possono avere chissà quale capacità di gestione”. E quindi è più facile in queste aree ritrovarsi con “un sovraccarico dei servizi ospedalieri”. In quest'ottica, “vaccinare gli abitanti delle isole è una garanzia per i residenti, che spesso non trovano delle risposte sanitarie simili a quelle che potrebbero trovare sulla terraferma”. Fra l'altro, fa notare Sileri, “numericamente parliamo di pochissime persone”.

  • Ifo, risparmi famiglie in Europa sono aumentati notevolmente nel 2020

    I risparmi delle famiglie in diversi paesi europei sono aumentati significativamente nel 2020, l'anno del coronavirus. Questo è un risultato chiave del primo studio congiunto dell'Istituto ifo e dell'Università Tecnica di Monaco (Tu Monaco) in collaborazione con la banca digitale N26. Lo studio ha scoperto che, rispetto al gennaio 2020, i depositi dei clienti in questi paesi sono aumentati di circa 20 punti percentuali nel primo blocco e di altri 20 punti percentuali circa nel secondo blocco. Questo indica un enorme potere d'acquisto in Germania, Austria, Italia, Francia e Spagna, dice lo studio.

    Inoltre, gli autori hanno scoperto che dopo un calo iniziale, i redditi degli abitanti delle città si sono ripresi verso la fine del 2020; in Germania e Austria, hanno persino superato i livelli pre-crisi. Inoltre, l'alta spesa per beni durevoli e non essenziali, che tendeva a diminuire significativamente nelle crisi precedenti, come quella finanziaria e dell'euro, indica un basso livello di incertezza economica tra i consumatori. “Sulla base dei nostri risultati, i consumi privati potrebbero guidare una rapida ripresa in tutta Europa se la spesa recuperasse il terreno perduto”, dice Sebastian Wichert, vice direttore dell'ifo Center for Industrial Organization and New Technologies e uno degli autori dello studio. “Questo richiederà strategie di test efficaci, una gestione regionale delle infezioni e una campagna di vaccinazione accelerata; ecco perché le politiche di sostegno del potere d'acquisto non serviranno”, aggiunge.

  • Draghi a Cts, protocolli meno rigidi per ripartire

    Il premier Mario Draghi avrebbe chiesto al Cts, al lavoro sulle regole per riaprire quando sarà possibile farlo, di lavorare su protocolli 'meno rigidi''. Regole che tengano conto anche della sostenibilità di alcuni settori falcidiati dalla pandemia. Con una sorta di benchmark dei comparti più in affanno, per fissare delle asticelle, dei parametri -e in questo dovrebbe essere coinvolto anche il Mef- che consentano di evitare misure anti-economiche. Insomma, le riaperture devono essere sostenibili, reali e non solo di facciata, la raccomandazione del presidente del Consiglio, spiegano fonti di governo all'Adnkronos. E consentire effettivamente a chi rialza la saracinesca di poter 'far cassa'. Si pensi solo ai settori del turismo, della cultura, delle fiere, delle palestre o dell'organizzazione dei matrimoni.

    Mario Draghi (Ansa)

  • Sileri, continuare a vaccinare anziani senza alcuna deroga

    “Immunizzare gli anziani, punto. La campagna vaccinale” contro Covid-19 “doveva iniziare per gli anziani e deve continuare per gli anziani, senza alcuna deroga”. Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, intervenuto ad 'Agorà' su Rai3, è fermo nel commentare le ultime dichiarazioni del presidente della Campania, Vincenzo De Luca: stop alla profilassi per fasce d'età, ha annunciato il governatore, prospettando anche “azioni clamorose” se non finiranno le “prese in giro” e alla sua Regione non verranno fornite dosi sufficienti di vaccini.

    “Nessuno prende in giro nessuno - replica Sileri - La carenza di dosi riguarda l'intera Europa che si è fatta sentire alzando la voce con AstraZeneca, il produttore che in questo momento fornisce meno rispetto agli altri. Non so quale potrebbero essere queste azioni clamorose. Io credo che l'azione più clamorosa sia cercare di uniformare l'Italia, far si che tutti procedano con” la vaccinazione degli “anziani e vedere percentuali” di protezione “dei 70-79 anni che non oscillino fra il 10% di una Regione e il 30% di un'altra”.

    “I vaccini stanno arrivando”. Dunque “meno polemiche” e vaccinare come previsto, perché “le Regioni - insiste il sottosegretario e medico - vaccinando gli anziani si troveranno progressivamente le terapie intensive sempre più vuote: questo significa ripartire”, oltre che riuscire a “rispondere anche alle altre esigenze mediche”. Quelle di pazienti con malattie non Covid, magari in attesa di un ricovero o di un intervento chirurgico.

  • Covid: sindacati Puglia, ritirare mascherine non conformi

    L'intersindacale medici Puglia, composta da Cgil Fp, Smi, Snami, Simet e Ugs, sollecita “con la massima urgenza il blocco immediato dell'utilizzo ed il richiamo dei dispositivi di protezione individuale (Dpi) risultati non conformi alle normative vigenti presenti e distribuiti agli operatori sanitari impiegati su tutto il territorio regionale”. Sono già 4 milioni e mezzo circa in Puglia, ma è un numero destinato a crescere, le mascherine ffp2 ed ffp3 che dovranno essere riconsegnate perché facenti parte delle tipologia delle quali la Guardia di Finanza di Gorizia ha disposto il sequestro in tutta Italia in quanto risultate non a norma. I sindacati hanno rivolto la loro richiesta al governatore pugliese Michele Emiliano, all'assessore alla Sanità, Pierluigi Lopalco, e ai direttori generali delle sei Asl pugliesi, per tutelare “la salute stessa degli operatori sanitari”. L'intersindacale dei medici, dunque, chiede “di verificarne la distribuzione a tutti i colleghi e in modo particolare a quelli del 118, della continuità assistenziale e delle Usca a cui, in ragione della tipologia del servizio, vengono maggiormente distribuiti i Dpi”.

  • Curcio (Protez. Civile), Italia tutta diversa, centralizzare è difficile

    «L'Italia è tutta diversa, centralizzare è difficile». Così il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio su la Repubblica. «Non sarò mai tra quelli che vogliono un ritorno allo Stato centralista - osserva Curcio - da quattordici anni sono un uomo di Protezione civile, ho girato l'Italia in lungo e in largo e ho capito che ogni Provincia è unica: ha una sua economia, una sua sofferenza, un suo bisogno. Non credo che quando riavremo le bocce ferme, la fine della pandemia, torneremo a una sanità centralizzata, uno Stato che fa tutto». Quanto all'organizzazione del Piano di vaccinazione, spiega: «Non c'è uno Stato centrale e poi De Luca. C'è uno Stato fatto dal governo romano e dalle Regioni, dalle province e dalle microautonomie. Sono loro a conoscere il territorio, noi abbiamo l'onere di tenere un filo comune, usare un linguaggio valido per tutti. Quando vado nei territori, i presidenti mi parlano, non ringhiano. E da qui, via Ulpiano a Roma, provo a far dialogare la Protezione civile regionale con la sanità regionale. Cerchiamo le soluzioni migliori e alla fine, certo, vanno rispettate da tutti». Il capo della Protezione civile fa presente che per «fine aprile, inizio maggio», si chiuderà con le vaccinazioni degli over 80. «Potremmo usare le dosi del Johnson per finire il lavoro. I docenti, per ora, sono fuori». E riguardo a una possibile ripresa dei contagi, Curcio dice di non avere notizie «dagli scienziati di un'eventuale quarta ondata».

    Il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio. (ANSA/LUCA ZENNARO)

  • Germania, 10.810 nuovi casi e 294 decessi

    La Germania registra 10.810 nuovi casi di Covid-19 e 294 decessi a causa della pandemia di coronavirus. Secondo i dati diffusi dall'Istituto Robert Koch, l'agenzia governativa incaricata di monitorare l'andamento della pandemia nel Paese, sono in totale 3.022.323 i contagi dall'inizio dell'emergenza sanitaria con 78.746 morti per complicanze legate al Covid-19. In Germania i casi attivi sono circa 243.400, mentre sono circa 2.700.200 le persone guarite dopo aver contratto il virus.

  • Figliuolo, per giugno avremo 45 milioni di dosi

    «Per giugno avremo 45 milioni di dosi». Lo assicura il commissario all'emergenza Covid, il generale Francesco Paolo Figliuolo, sul Corriere della Sera. Sullo scontro con i governatori regionali, il commissario è netto: «A fine maggio saremo comunque in grado di passare alle categorie produttive per far ripartire il Paese. Lo dicono i numeri: nel trimestre che va da aprile a giugno avremo 45 milioni di dosi, vuol dire 15 milioni al mese. È la quantità giusta». Al governatore della Campania De Luca non lascia spazio di manovra: «Sbaglia chi pensa di poter trascurare anziani e fragili. Anche io voglio riaprire l'Italia, ma soltanto quando avrò messo al sicuro chi rischia la vita». Con riferimento alla questione dei vaccini nelle isole, Figliuolo pensa di poter risolvere la polemica entro fine maggio: la pianificazione è «già stata affidata agli uffici, ma non potrà essere operativa prima che siano vaccinate le persone che hanno più di 60 anni». Se non ci saranno altri ritardi nelle consegne - viene riferito dal Corriere della Sera - il piano prevede di individuare in ogni isola uno o due centri vaccinali; nei parcheggi, negli aeroporti e se non ci saranno spazi sufficienti - osserva Figliuolo - «useremo le navi».

    Il commissario all'emergenza Covid, il generale Francesco Paolo Figliuolo. (REUTERS/Guglielmo Mangiapane)

  • Gb: a marzo Pil in aumento dello 0,4%

    In Gran Bretagna a marzo il Pil ha registrato un incremento dello 0,4% su base mensile. Lo rende noto l'ufficio nazionale di statistica inglese. Per quanto riguarda la produzione industriale, invece, a febbraio si è registrato un incremento dell'1% mensile mentre, su base annua, la produzione ha segnato una flessione del 3,5 per cento.

  • In Germania -76% pernottamenti a febbraio

    A febbraio sono stati 7,2 milioni i pernottamenti di ospiti nazionali e stranieri nelle strutture ricettive in Germania. Lo riferisce l'ufficio federale di statistica (Destatis). Si tratta di circa tre quarti (-76%) di pernottamenti in meno rispetto al mese corrispondente dell'anno precedente. Il numero di pernottamenti di ospiti domestici è diminuito del 73,6% a 6,4 milioni rispetto a febbraio 2020. Il numero di pernottamenti di ospiti provenienti dall'estero è diminuito dell'86,2% a 0,8 milioni.

  • Sindaco Capri: isole free o turisti in Grecia e da noi disastro

    «Io non voglio fare polemiche e non voglio privilegi. Voglio solo salvare la stagione turistica, che per noi significa sopravvivenza. E francamente credo che quello che voglio io dovrebbe volerlo l'intero Paese». Lo ha detto Marino Lembo, sindaco di Capri, intervistato dal Corriere della Sera. Rispondendo alla domanda se Capri voglia diventare Covid free prima di tutti, Lembo spiega: «Qui si sta facendo una confusione enorme su una cosa molto semplice. Ma il problema, a quanto mi sembra, è che nessuno vuole capire quanto la questione sia semplice». Il sindaco ricorda che «l'economia di Capri e delle altre isole è basata sul turismo, e di turismo vivono gli operatori che fanno impresa in questo settore e gli stagionali che durante l'inverno tirano avanti con quello che hanno guadagnato in estate. Senza turismo le imprese saltano e i lavoratori si affamano». Al generale Figliuolo «chiediamo di poter andare avanti con i più giovani. Qui ci restano quattromila persone da vaccinare, ci siamo organizzati bene e andiamo veloci. Se ci impongono di fermarci, addio ripresa. I turisti se ne andranno in Grecia e da noi sarà un disastro», conclude Lembo.

    L’isola di Capri. (CIRO FUSCO ARCHIVIO/ANSA)

  • L'India approva l'uso del vaccino russo Sputnik

    L'India ha approvato l'uso del vaccino russo Sputnik. Lo rende noto il Fondo russo per gli investimenti diretti (Rdif), scrive il Guardian online. «L'India, la seconda nazione più popolosa al mondo, è diventata il sessantesimo Paese a registrare lo Sputnik V dopo i risultati positivi dello studio clinico della fase 3. Il vaccino russo è ora autorizzato in 60 Paesi con una popolazione di oltre 3 miliardi di persone», si legge sull'account ufficiale di Twitter dello Sputnik V. L'India ha superato il Brasile diventando la nazione con il secondo più alto numero di contagi al mondo dopo gli Stati Uniti, mentre affronta una seconda ondata di pandemia. Finora sono stati somministrati circa 105 milioni di dosi su una popolazione di 1,4 miliardi. Nel Paese sono in uso due vaccini: uno sviluppato da AstraZeneca e dall'Università di Oxford e l'altro dall'azienda nazionale Bharat Biotech.

  • AstraZeneca, Palù (presidente Aifa): Il richiamo è sicuro, necessario ritardare seconde dosi

    «Siamo in guerra contro un nemico terribile, non possiamo ragionare come se vivessimo nella normalità». Lo ha detto Giorgio Palù, virologo, presidente dell'Agenzia del farmaco Aifa, in un'intervista al Corriere della Sera. Palù spiega che «quando un vaccino passa dalla sperimentazione su poche decine di migliaia di persone all'applicazione sul campo con decine di milioni, le evidenze possono consolidarsi e i piani subire modifiche. Non ci basiamo su opinioni ma su dati pubblicati. Nuove ricerche indicano che la seconda dose può essere ritardata. Così è accaduto per il vaccino AstraZeneca: la seconda dose viene praticata nel corso della dodicesima settimana. Bisogna riconoscere agli inglesi il merito di aver avuto un approccio pragmatico, sulle prime non condiviso. I risultati ottenuti dal governo Johnson sono premianti e contiamo lo siano anche per noi». Secondo il virologo «in linea teorica sarebbe meglio rispettare l'intervallo di tempo tra le due dosi. Ma dobbiamo correre ai ripari. C'è carenza di vaccini e bisogna proteggere il più alto numero di cittadini: anche poche settimane guadagnate ritardando la seconda dose sono utili». Quanto alla possibilità di mettere al sicuro i fragili rispettando i tempi, Palù spiega: «In un mondo ideale sarebbe così, ma è proprio per queste persone che dobbiamo correre, vaccinandone il più alto numero possibile».

  • Toti (Liguria): isole free? Misura ingiusta e irrealizzabile

    Isole Covid free? «Nella migliore delle ipotesi sono suggestioni. Nella peggiore, scorciatoie». Così Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, in un'intervista al Corriere della Sera, sulla possibilità che alcune isole, così come in Grecia, possano avere la precedenza sulle vaccinazioni: «Per far ripartire turismo e terziario serve un Paese sicuro nel complesso». Secondo Toti, «non abbiamo una Sant'Elena in mezzo all'Oceano in cui spedire Napoleone. Chi è che va a Capri senza vedere Castel dell'Ovo? Le Cinque Terre sono isolate, ma come possiamo evitare che la gente vada a fare shopping a Genova? Mi pare un'ipotesi irrealizzabile prima ancora che ingiusta».

    Il presidente della regione Liguria Giovanni Toti . (ANSA/LUCA ZENNARO)

  • In India oltre 170.000 morti da scoppio pandemia

    La morte di 902 pazienti con Covid-19 nelle ultime 24 ore in India ha innalzato il bilancio delle vittime nel Paese a quota 170.179. E' quanto riportano i media locali, citando i dati diffusi dal ministero federale della Sanità indiano. Sono stati confermati 168.912 casi di Covid-19, un numero record per il sesto giorno consecutivo, portando il numero totale di infezioni segnalate a 13.527.717.

  • Il Marocco ha immunizzato l’11% della popolazione

    Il Marocco ha vaccinato 4,1 milioni di persone con le due dosi di farmaci contro il Covid-19, che rappresentano oltre l'11% della popolazione totale. Lo ha dichiarato il premier Saadedin Otmani, secondo Efe. Intervenendo in Parlamento, ha sottolineato che in questa campagna di vaccinazione sono state utilizzate 8,6 milioni di dosi in oltre 3mila centri di vaccinazione, oltre ad altre infrastrutture e logistica.

  • In Argentina oltre 19mila nuovi contagi, 179 morti in 24 ore

    L'Argentina ha registrato 19.437 nuovi casi di coronavirus, portando il numero totale di positivi a 2.551.999 e il numero di morti a 57.957, dopo che 179 morti sono state confermate nelle ultime 24 ore. Il numero dei contagi segna un aumento rispetto a quelli denunciati questa domenica, ma è al di sotto del record di 24.130 casi venerdì scorso. Secondo il rapporto ufficiale, 3.819 persone con una diagnosi di Covid-19 rimangono ricoverate in terapia intensiva.

  • Gb raggiunge obiettivo di vaccinazione over 50

    Il Regno Unito ha raggiunto l'obiettivo di offrire entro la metà di aprile almeno una prima dose di vaccino contro il coronavirus a tutti gli over 50 e alle persone più vulnerabili o esposte. Lo ha annunciato il governo. Più di 32 milioni di persone sul totale di 66 milioni hanno ricevuto almeno una prima dose, mentre Londra mantiene l'obiettivo di somministrare almeno una prima dose a tutti gli adulti entro la fine di luglio, nonostante i problemi con il vaccino AstraZeneca. «Abbiamo superato una fase molto importante nel nostro programma di vaccinazione», ha detto in un comunicato il primo ministro Boris Johnson.

  • In Brasile 1.480 nuovi morti, oltre 35.700 contagi

    Il Brasile ha registrato 1.480 nuovi decessi associati al Covid-19, oltre a 35.785 nuovi casi di malattia, in 24 ore. È quanto emerge dai dati diffusi dal Consiglio nazionale della sanità (Conass), ripresi dai media. Di conseguenza, il numero totale di casi identificati nel Paese sudamericano è salito a 13.517.808, mentre i decessi hanno raggiunto 354.617 dall'inizio dell'epidemia. Diverse autorità e istituzioni sanitarie avvertono, tuttavia, che i numeri reali sono ancora più alti, a causa della mancanza di test su larga scala e della sottostima.

  • Autorità Usa, Michigan chiuda per contenere balzo casi

    Il Michigan dovrebbe chiudere per contenere la nuova ondata di Covid. È il suggerimento delle autorità americane allo stato del Midwest, dove i casi di coronavirus sono in forte aumento. Il direttore del Centers for Disease Control and Prevention, Rochelle Walensky, respinge quindi la richiesta del governatore del Michigan, Gretchen Whitmer, di fornire un maggior numero di vaccini per fermare il focolaio. «La risposta non è necessariamente nel fornire vaccini. La risposta è chiudere, tornare a dove si era la scorsa primavera», osserva Walensky.

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